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roco. Trouandoft dunque nel ij8o. da gli efecutoridel Te-j ¿§7ftamento terminata la Chiefa, vi fu in quell’anno trafpor- 3tata la S. Imagine Elemoniatra; & in quefto del ij87.quelladi Üamafchini, il chefí fece per la particolar deuotione del-la Religione dal Clero di S. G10: con Proceífione generale ,confparid’artigleria, &intcruento del Gran Maeftro, editutto il Conuento.
Mancata poi la diícendenza del predetto Gio: Calamia, &cftinto il Giuspadronato, fu quefta Chiefa annefTa a quella diS. Nicola Parochiale de’Greci ; Et hauendo i Parochi di S.
Nicola fermata la loro reíidenza a quefta fteífa di Damafchi-ni, fu pofcia da loro conceda nel 1639. la Chiefa di S. Ni-de’Gwtcola alia Confraternitá delP Anime del Purgatorio , da cui C0 ” c# Ü 5per l’affluenza delle limofine fu riedifícata in forma elegante, p a g n ¡a'reftando pero íempre foggetta alia giurisdittione del Papaífo dell’di Damafchini, e titolare della fuá cura. ¿ p«r-
Haueua il G. Maeftro con feuera, e rifoluta difciplina in-¿ a lom :trodotto nel Conuento, per quanto ft potea in quei tempi ,vn modefto , e raifegnato viuere de’fuoi Religioft . Haueuacon la fua prudenza , & induftria rímeífa nel fuo vigorefquadra dclle Galere fgrauato da debiti il común Teforoch’all’ingreftb del fuo Magiftero trouô fopra 200 mila fcudi ammini-aggrauato, e riftabilito in fomma lo ñato infîacchito dellaRepública. Con tutto ció inforte le procelle , che fogliono d M ag ft ïaturbar la calma delle Republiche, e fpirando contro di luiRati maligni d’Inuidia, e maledicenza, íluttuaua nella Cor-jj q Y£YIte di Roma, e correua in finiftra opinione del Pontefic^, MaeftroPercioche gh Emoli fuoi, che molti non gli mancauano ,pieni di liuore per la fua profperitá» E tanto piii inafpriti ,quanto da lui abbaftati in pena della loro contumacia, iníi-nuarono al Papa le loro paífioni, querelandofi per memo* Memo-riali del fuo mal gouerno, accufandolo per principal capo d’™***ingiufto, di partíale, e vendicatiuo, comequello che teñe- luinelUua il Conuento diuifo in fattioni, & in difcordie. Dal che Corte ^rnoífo Sifto V., deliberó di chiamarloa fe , non in forma di ^ om 'reo, ma fotto fpeciofo colore, e con pretefto di volerlo ho-norare, & hauendogli fatta intender la fua mente , era piúvolte andato , e ritornato il Commendator Pr. Gio: Octo
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