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fntTodotto nolle Galere per gli eccefíiui fpari del cannone ali’ 1entrare ne"Porti di Malta, e di Sicilia, & in falutare i Per-fonaggi, ch' in elfe s’imbarcauano, e sbarcauano con graue j^f oYmsintereííc del Teforo nel confumo della poluere : Ordinando, ßpm hche le Galere della Religione nell'cntrar in Malta non hauef-fero apparare, e falutare con l’ artigîcria ; nè meno imbar- qj p ercandoíi, o sbarcandoli qualfiuoglia Baglio, e Priore dell’Or- c*u fads’,dine, e qualunque altro Perfonaggio , faluo fe non foíTe^ * a ult •Principe libero, e ch* ali’ entrar in qualiiuoglia Porto, Cittâ,o Fortezza dei Regno di Sicilia , come Siracufa, Mefîîna ,Palermo, Trapani, & altri luoghi , falutaífe la Capitana fo-jamente i mentre pero non vi foífe la perfona del U. Re , oPresidente, ch’in tal cafo doueuano falutare tutte . Pero nelmetterli in prattica quefla riforma , conofciuto che ne nafcc-uano diueríí diíguíli, & inconuenienti, fu riuocata nel 13:89.nel particolare, che toccaua le Città, Porti, e Fortezze diS. Maeftà Cattolica.
Fù ancoprouifío nel principio di quell' anno ad vn’altroabufo di portara doífo Archibugi, e Pillóle , che riufciua portaranon folo ícandolofa ma di peflíma confeguenza per gli homi- dof¡o,eci di; feguiti. Nè praticatolî mai perl’ addietro ira Caualie- cafaJiv-ri, non vi c'eran fatti editti, e prohibitione eiprelfe ; Perd chibugi ,il G. Maellro, e Conlîglio fecero publicare per tutti gli Ai- fberghi, che niuno ardiífe portar a dolfo , nè tener in cafalîmiie forte d' armi : Ma chi n' hauea douelfe confegnarle_,frâ otto giorni al Commendator dell' Artigleria, da’ cui conpolize di riceuuta II farebbono nella publica Armería confer-uate, perreftituirle nel partir di Conuento a' padroni, fottopena a'difobedienti di perder per quattro anni i frutti de'Be-ni, che polfedea della Religione, e chi non polfedtua Bé-ni quattro anni d'antianità, cccetto quelli che n'haueanJicenza dal G. Maellro per feruigío della militia. Gli hu-mori pero riífofi, efanguínarij di quoi tempi, eífendo impe-diti di feguire la lor prauitá per la prohibitione delT armida fuoco, diedero tofto in vn'altroecceífo, appigliandoíía smagUaqueU'armi da punta, chiamate fmagliatori, e íliletti egual- tm , emente dannabili, come inique, e proditorie. Per ció furono > ulettt •síorzati il G. Maeftro, e Conlîglio nel principio dell'en-tran-