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[2] (1715) Sin' al 1688
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UNDECIMO. 66 7

le Muraglie dogní parte aperte ? e ditoccate. iCZj

In tal modo cadde Caflelnuovo , Piazza importanriiïïma aliaChriftianità» e daJtrcttanra confeguenza a grintercíli del la Pe-publica j tenendo con cíla libero dominio di tutto il Golfo noníolo di Cattaro, ma dclPAdriatico ; non redando in tilo a Tur-chi che laValIona, Dulcígno, e Durazzo, luoghi dcboü, enon da far reíiíicnza adunosforzo anco minore di queíTanno.

Cadde qucílá Piazza non per difetto del lito , ô di Fortificatio-ni? eflendo dal Parte, e dalla natura a bailan za munita; nepermancanza de" Difenfori , che per numero, e coraggio íi moí'tra-rono ben fufficienti alia difefa : ma per Divino giucuüo, che dalPiíleilo Contagio di Levante porgendo occafione aFedcii di molti-pÜcate victone, volle anco con poche, e colletitie forze mortificatoil Barbaro orgoglio. E fe qualclre cofa, fecondolhumana con-gettura , manco a g!i AíTediati ? per cui safïiettô ia lor caduca^. }fh la poca direttione de Capi ? e Pinefpcrienza nel faper pigliargíi avantaggi ciclla difefa: Permettendo Dio che conlcccidioloro íi rondelle giníla retributione alia Barbarie Ottomana, cheripigliata queíla Piazza dalle maní de Chriíliani nel 1539., il fc-condo anno che con le forze della Lega era Bata acquiílata, c..,dal ¡Imperator Carlo V. prefídiata con 3000. Spagnoli, dopoJadeditione li meno tutti a filo di Spada .

Terminate quelle cofe, reliando alie Squadre Auliliariçj Le r.Sqmt-più fperanza di profîttevole impiego ; mentre lnnpegnarii lotto f ¡ eT ¿, nt : ' e 'Dulcigno, corne nera PHerbellein dal General Cornaro inflan- p 4rto ^oUteniente pregato, non era permeiTo in modo alcuno, nèdalP Caßeinua-avanzata Stagione ? da qudlaSpiaggia fenza Porti, meno vo -dalla quantkà de Fcriti» che Puna, e Paîtra Squadra portava ;fciolfero ambedue il di 4. dOttobre, & havendole iècondace ilVento a meraviglia favore vole, iîtrovarono verfo la fera de7.a Capo Spartivento » dove fegui la loro feparationc ; E la nof-tra toccata di palïaggio Siracufa, a9. giunfe felicemente in Mal-ta con univerfal allegrezza di tutta Pilóla, dopo 5. Meíi, e me-zo che ne manca va .

I Cavalieri morti, e feriti in quefPAffcdio > per farne memo-ria in ricognitione dei loro merito, fono i feguenti :

Delia Lingua di Provenza .

Il Nob. Auguílo de Caílellane, morto.

Il Nob. AlefsandrodeGuiranlaBrillane, morto.

Il Cav. Fr. France fco de Seyrc, ferito gravemente alla teíla.

P p p p a II

C it V. Morti,e ï enti i»deltad.o.