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le Muraglie d’ogní parte aperte ? e ditoccate. iCZj
In tal modo cadde Caflelnuovo , Piazza importanriiïïma aliaChriftianità» e d’aJtrcttanra confeguenza a grintercíli del la Pe-publica j tenendo con cíla libero dominio di tutto il Golfo noníolo di Cattaro, ma dclPAdriatico ; non redando in tilo a Tur-chi che laValIona, Dulcígno, e Durazzo, luoghi dcboü, enon da far reíiíicnza adunosforzo anco minore di queíTanno.
Cadde qucílá Piazza non per difetto del lito , ô di Fortificatio-ni? eflendo dal Parte, e dalla natura a bailan za munita; nepermancanza de" Difenfori , che per numero, e coraggio íi moí'tra-rono ben fufficienti alia difefa : ma per Divino giucuüo, che dalPiíleilo Contagio di Levante porgendo occafione a’Fedcii di molti-pÜcate victone, volle anco con poche, e colletitie forze mortificatoil Barbaro orgoglio. E fe qualclre cofa, fecondol’humana con-gettura , manco a g!i AíTediati ? per cui s’afïiettô ia lor caduca^. }fh la poca direttione de’ Capi ? e Pinefpcrienza nel faper pigliargíi avantaggi ciclla difefa: Permettendo Dio che conl’cccidioloro íi rondelle giníla retributione alia Barbarie Ottomana, cheripigliata queíla Piazza dalle maní de’ Chriíliani nel 1539., il fc-condo anno che con le forze della Lega era Bata acquiílata, c..,dal ¡’Imperator Carlo V. prefídiata con 3000. Spagnoli, dopoJadeditione li meno tutti a filo di Spada .
Terminate quelle cofe, nè reliando alie Squadre Auliliariçj Le r.Sqmt-più fperanza di profîttevole impiego ; mentre l’nnpegnarii lotto f ¡ eT ¿, nt : ' e 'Dulcigno, corne n’era PHerbellein dal General Cornaro inflan- p 4rto ^oUteniente pregato, non era permeiTo in modo alcuno, nèdalP Caßeinua-avanzata Stagione ? nè da qudlaSpiaggia fenza Porti, nè meno vo -dalla quantkà de’ Fcriti» che Puna, e Paîtra Squadra portava ;fciolfero ambedue il di 4. d’Ottobre, & havendole iècondace ilVento a meraviglia favore vole, iîtrovarono verfo la fera de’7.a Capo Spartivento » dove fegui la loro feparationc ; E la nof-tra toccata di palï’aggio Siracufa, a’9. giunfe felicemente in Mal-ta con univerfal allegrezza di tutta Pilóla, dopo 5. Meíi, e me-zo che ne manca va .
I Cavalieri morti, e feriti in quefPAffcdio > per farne memo-ria in ricognitione dei loro merito, fono i feguenti :
Delia Lingua di Provenza .
Il Nob. Auguílo de Caílellane, morto.
Il Nob. AlefsandrodeGuiranlaBrillane, morto.
Il Cav. Fr. France fco de Seyrc, ferito gravemente alla teíla.
P p p p a II
C it V. Morti,e ï enti i»deltad.o.