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[2] (1715) Sin' al 1688
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Or dmi diMalta. alnojlro, Gen..

Lettern delCard. Ciborl noftro.Centtale.

LIBRO

migiior modo, che potefse incontrare le fodisfatdoni di S. E>cellcnza.

Alii 1 5. arriváta la Filucca di Malta, ricevette I’Hcrbeftein gliordini dei filo regolamento, e furono : Che dovcfse avvanzarfíin viftadelPArmata, e trattenervifi per 40. giorni fenza prattica-re:. Manel fofpettod’infettione non folo non s’incorporafse fe-co, ma non fel’avvicinafse in alcuna maniera . Sopra tuteo pe-ro elattamentc ofservafse quanto gli farebbe prcícritto da S»Santita.

In tanto notificando il Comandante Pontificio challe fue Ga-lere mancava la proviíione di Carni , fu Habilito-di dpafsare a Ca-po S. Maria per provederfene, e per rintracciar la Mueca, che s’afpettava co’ difpacci di Roma. Sopragjunfero in quelfiftantefegrete informationi > che da circa 15. giorni nella Galeazza Na-vagera , e nella Galera Pafqualiga, che fia vano in contumaciafegregace dal corpo delFArmata , eran fucceduti nuovi cafi diPede con morte di due huomini. Pero fatto levata da Cafopoli »la fera de’ 16. fi trasfèrirono a Capo d ’Otranto , di dove fpedi ilGenerale un’altra volta la. Filucca a Malta con Tavvifo di tali in-forgenze Et. avanzatofi ad Ocranto> atteftando a quel Magif-trato chele Squadre íchivato havevano ogni comercio de’ luoghifofpêtti, hebbe prontamente in quella Città la prattica.

Non pafsarono moite hore, ch’avvifatol’Herbeftein che dauna Gakottanemica erano flati predati queilaftefsamattinaalcu-ni Paefanr, e fcopertafi dalla Guardia delle Galere indiftanza di8. miglia, vi mando fubito dietro le Galere S. Paolo , e S. Gre-gorio, rinforzate ciafcima di 30. Vogavanti dei Ta It re Galere.Ma la Galeotta. ha vendóle fcoperte > fi diede tofio a cosi ftraboc-cata fuga, che foflenuta la caccia d’un giorno intero , le riufci infine di falvarfi fotto la Vallona. Nel quai mezo foiled ta tofi l’imbarco delle Carni, fi fece partenza la fera dei ii 19. da Otran-to , e pigliofsi il camino di Calbpoli, dove fi fèntiva arrivata l’al-tra Filucca conlerifpofle di Roma. Quivi ricevè il Generale letre-ra dal Cardinal Cibo , per la quale fpiegava la mente di S. Santi-ta > diccndogli' che quando conofcefse con le debite diligenzeche’1 morbo fofse cefsato, filafeiava in arbitrio di rifolvere cioche gli fofse parfoefpedienteper fervido della caufa commune.Main cafo checontinuafseil male, ochefofse tomato a ripullu-lare, dovefse all hora fermarfi in quel Porto , che giudicherebbepiti opportuno j e ficuro in si fatte contingenze , e fpedire in

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