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1 685 s’inalza una muraglia, che Jo divide m due . Seguono poi la Fal-fabraga, & altre muraglie interiori con groíTe Torri, donde iTurchi facevano gran fuoco di mofchetteria. E’ tutto il foíl'ofiancheggiato da due opere in forma di Baluardi, uno de' qualircfta diftaceato dalia muraglia della Piazza . Tiene la Città all’intorno una gran pianura circondata da Colline 3 che le íanno unvago, & ameno teatro, e la fertilitá del terreno, con bofchettidoli vi, e d’aranci, Scaltri alberi fruttiferi. le forma quante fonole cafe di campagna altrettanti ameniífimi giardini d'utile , edipiacere . Fra tante prerogative perô fù dalla natura mal fornitad 'aequa? cíTcndoquafi tuttala fuá dipozzi paluftri, emalfani,dalla quale fi crede procedefsero poi le tante infermità del noftroCampo. Nèpure è dotata di Porto? fe non che ftando a frontein diftanza d’un miglio ? e mezo ITfoletta della Sapicnza con altriScogli aîl’intorno, da efifî ricevono i Vafcelli, che v’approdano,ridofso , e coperto ? in difefa de’ quali s’inalza il Caftello dettodella Lanterna ? porto sù l’eftrema punta , dalla quale ufeendouna ftrifeia di terreno in forma di gomito, vifa un Molo , horatutto ripieno, ch’altrevolte dava ftanza fleura a Galere , &adogn’altra forte di Vafcelli.
Giuntoil nortro Efercito la fera de’ 22. Giugnoalla portata delcannone fotto la Piazza , fece il giorno feguente il fuo accampa*mento , pigliando ciafcun Batraglione il fuo quartiero a partefo-pra certe Colline tutte coperte d’Olivi in diftanza d’un migliodalla Città , la quale moftrô da principio molta baldanza ? fea-ricando alternatamente il cannone contro il Campo, e contro 1 ’Armata. S’impiegarono i duegiornidelli 240e 25. inisbarcareimortari, Scicannoni, e per li 26. fividdeeretta unabatteriadi S.mortari. Ma prima di dar principio all’offefe il Cap. Gene-^T^ttTe' ra ^ e e ^P°^ e Candiera bianca a gli Alfediati, efortandoli con una"huffed**- fuá letterá a renderfi , fe non volevano pro vare il rigore dell’Ar-/;. mi Venete , mentre andandofene il Seralchiero rotto, e difper-fo, non havevan’effi ne forza da difendei fi, ne iperanza d’efserfoccorfi. Ma rifpoferocon arroganza che non mancava loro co-fa alcuna. Che fie non fofse comparfo il foccorfo del Serafchiero?l’havercbbono ccrcato dal propiio ardimento ; E quando fofse-ro mancad tutti gU ajuti, efser rifsoluti per ultima prova di farvolare la Città, e cader eftinti, e fepolti fotto I’iftéfse rovinede Ha cadente 1 or Patria .
Ali’iiora fl pofe in opera la yiolenza delle bombe ? Se efsendo-
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