?»4£S
:*-k
*1 • ' r
"‘-.; r ft'
k-:r
L n i - ,5
ífóíVr:>,
'íí
3 ,
“«®*
kkm&
¡adras!
a ; :ia,;Kiii
■ncáteíc
jsfcaü.asiaá
jlli'Äif
itA
¡jjlffií*®*'1#* . •„>j iuiüpí& ; ‘ i
O T T A V O. _ 477
G. Maeftro Caráffa d’impiegarvi i mezi piti efhcaci ; El'iíkísaPriore D. Inigo per memoriale piden ta to a S. M. rappreicntoche vacati i Priorati di Caftiglia, e Leon per m irte del Sercnifs. MemorialsD, Gio: d’ Auftria , ñ era egli flato dalla fuá Kelig. proviíto, e ¿f ‘
neteneva le Bolle: ma che volendo in vi-tù d’eilè pigliarne il ftl'/adt/.poiïéiTo, glie n’cra flato per ordine Regio íbfpefo l’etFetto atte-lb il coftume d’haverfl provifti per il pafsato quefti Priorati a peti-tione delli Re. Ne v’eiser dubbio che dimandandoli S.M. anchein quefta vacanza la Rehg. prontamente la fervirebbe, cornehavevafatto in tutte Fahre occafioni, e corne faccva del conti-nuo impiegando tutti ifuoi ha veri in complire alie fue obligationicon la Corona, il che efsendo cosí noto a S. M. come altresiilèrvitiidi D. Imgoper il fuo impiego di >o. a uni continui in guer-ra , e prefentemente nel porto di Governarore dell armi dello Sta-todi Milano i oltre quelli del xMaftro di Campo D. Antonio deVelandia fuo Fratello, morto in 1èr vitio della Corona ncllaBattaglia di Rocroy con il punto , e valore molto ben noto , ed’altri íuoi Antenati in caliche militari , e polinche, fupplicav3per do humil mente S. M. per la licenza di poter ufare del dirittoddle fue Borle .
Sopiv quefte irtánze nè formo S. M. il Refcritto, tralînetten-dolo al fuo Confîgiio di camera, & in virtù d’efso ne fù dail’iftef-fo Conf. eftefo il Decreto in quefti termini .
Io il Re . Per quanto per antico coftume di quefta Coronahanno ufato i Re m;ei Progenitori ch’i Priorati di S. Gio: non liprovedefsero fc non nel le perfone da loro nominate , e per chi n’havefse fupplicato , c dimandato , & efsendo quefti vacati permorte di D. Gio. d'Auftria mio Fratello, che li godeva , coman-daipermia Reai cedola de 24. Settcmbre del 1679. al Bagîio D.
Gio: de Vi 1 la vincendo Luogotcnente di G- Priore di non conlen-tircchc fi f a«.eise novità in clïi, nèche’l Ricevitorc della Relig.nè alera perlbna pigliafse pofsefso di niuna forte dc’Beni per il Va-cante , e Mortono, nè per alero rifpetto , caula , o ragione, finche da me non sfordinaíse altra cofa , conforme al coftume , ches’è ofservatoper il palsato, e perche per parte del Maeftro di det-ta Relig. mi s ha rapprefentato il fommo feontento, c’hà recatoqueft’ordineper impedire ai Ricevitore la percettione del Morto-rio, e V'vante di deed Priorati, & il pigliarne il pofsefso, &intromeit^rfi nel fuo governo, per efser quefto un’atto moltopregiuuiciaie a’iüoi Privilegi, eleggi, edi moka confeguenza a
tUttO
Decret} di
S. U.