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[2] (1715) Sin' al 1688
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427
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S ETTIMO, 427

VRe co’ Miniftri della Giunta d’haver un numero- fofficiente per i¿74

¡atraprender contro iRibelli, fîi rifoluto di divider l’Efercito indue corpi per guadagnare dee pafsi importanti alia rirtrittionedella Città , difcfi da efsi Ribelli, Tuno dada parte della ScalettadettoS. Placido, ch è un Monaftero di Benedittini, elaltrofu’Icamino, che conduce daMelazzo a Mefsina, chiainato la Col-la di Lombardei lo. Eífendofi dunque moflo il primo corpo vcrfoTauromina, attaccó, e prefe la Terra diGalidoro, dove usogran crudelta co’ Diíenfori, e di là /1 fpinfe fottola Scaletta,

Fortezza porta fu’l Mare in Collina in diítanza di 12. miglia daMefsina, ch’efpugnb, macón Ja perdita di moltagertte. Dalquäl fuccerto animati gli Spagnuoli di pallar avanti, li condurteroin certi pafsi , per ignoranza, o per malitia delíe Guide mal ri-conofciuti, dove ordita loro da Mefsinefi un’imbofcaca, ne fe-cero una gran tagliata , e feguendoi Vincitori I 'eventofavore- r°*- , r >pn ¿vole , prefentatili davanti alla Scaletta, con poco contralto la fi'" MC “ Jripigliarono.

L'altro corpo d’Efercito col Maftro di Campo Gennaro attac-có Rametta ; Dove itando i Mefsinefi fotto il Cav. Fr. D. Toma-to Grifafti intenti a quella cuftodia, diederoloronell’approfsi-marfi con tant’impeto addoflo, ch’in breve li milero in ilcompi-glio , &havendofattotefta alcuni pochi Spagnuoli, faltragen-te Sicilian 3, e Calabrefe prefe diíordinatamente Ja fuga, e lpe-ciaJinente la Cavalleria , la quaíe ertendo marchita avanti, ííi\a prima ad efler rotta. Dopo quefti due mali incontri, rifoJuti iRegii di tentar di nuovol'acquifto di Ranetta, hebbero in quellevicinanze un altra ftrerta, e finalmente furono anco battuti alMonaftero di S. Placido , per li quali accidenti , quanto dsi per-dettero di riputarione, aJtrettanto d’animo, e di confidenza ri-prefero i Ribedi, afegno che volendo il VRe provare la Itrada Sl trátuindclh piace volezza per ridurli al dovere, col] cfibire per mezodalcuni Inviati nella Città i più larghi partiti , e tutte quelle lieu- bditconûrezze, che fapedéro dimandare , non fi potero già mai ridurre aconclulïone alcuna , ne per le fue cfibitioni, nè per J ’indulto ge-nerale , ch arrivé apprdïodi Spagna, induriti neJl’ortinationedi non più fidarfi de gli Spagnuoh.

Inlifteva il VRe in diverle parti della Monarchia , percheleg!i mandalfero rmforzi di Militie, & il Principe di Ligny Gover-natoredi Milano have va incaminato al Finale una partita di 500.

Fand , perche imbarcati fopra le Galere di Genova, foíTero por-

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