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S E T T I M O. 421
cipali della Cittá con le loro rieche fupellettili fin’al numero di12. Indi portatofi I’Oyo ai Palazzo del Senato, fece alcune re-golationi a favore del Popolo circa il numero , e modod’elegge-re i Senatori detti i Giurati y coftituendone tre dellordine Patri-t ¡ 0> c tre del popolare, efsendovene innanzi 4. de' primi, e 2.de’ fecondi, la qualriforma pero cagiono cfFetti contrarij alia fuáintentione r Mcntre la Nobiltà foífri per allhora la violenza, &il Popolo partecipando egualmcnte nel governo s’acquietô , eßette in concordia co’ Nobili. Manon acquietandofi lo Strati-cQ , un giorno feguito da groiïà fehiera de’ fuoi íeguaci, andaegliftefso a metter il íuoco adaltri 18. de’migliori Palagi deliaCittá 3 vantandofi di punire in tal modo i feditiofi .
Da tali eccefsi nacque la pernitiofifsima divifione della Cittácon odio mortale fra le parti de’ Merli, e de’ Maluezzi. I Merlifurono detti i Partigiani delîo Straticô, tolto il nome da’ Merli ,ch’egli portava neil’Arme , e quafi con nome oppofto iî drfseroMalvezzi gli altri 3 che tenevano per la Patria , ch’era il miglio-re, e quafi intiero corpo della medefima . Altri ferifsero che i’Oyo ftefso defse a’fuoi Partigiani il nome di Merli, corne a’ fe~guací della pace , e quelli della contraria fatione nominafse Mal-vezzi y come fturbatori della medefima > rifguardando alla natu-ra de’ Merli, e de'Maluezzi, mentrerprimi tengonofermoneîbecco il ramo dell’Oiivo , 8c i Sccondi beccandolo fembranod'infultarlo. I Malvezzi provocati dal dolore d’infinité offeiè ,haverebbono fácilmente icacciati, e diftruttii Merli, fe’l Vi-cerè Principe di Ligny Signore vigilantifsimo ed animo rifolutom rimediar ai difordini, non fi fofse opportunamente trasleriroda Palermo in Mefsina, ove per dare qualche fodisfattione allaNobiltà, richiamô mold, ch’eranoftatisbanditidall ; Oyo, 8ca lui ordinô di ritirarfi con una Galera a Melazzo , a fine d’evita-re la termita follevatione in tempo della Cavalcata de’ Cava-lieri della Stella, che precedendo alla fiera d’Agoûo con mokaSollenità fi fuol fare in Mefsina nella fefta di S. Giacomo A po-lolo. Segui la Cavalcata de’Giurati, ed ait ri Nobili fenz a tu-multo, ma con tanto feguito , e concorfodi Popolo, che fi vi -dero havere più di i Or milaperfone in arme; E dacioconofciu-toilpocoffutto par torito dall’arti dell’Oyo , 8c avviftofiil V.Redelf infermità di quellaCittà , vi ftette alla fua cura la maggiorparte del tempo che governo quel Regno: che fc bene non fiipofsibiie di ridurre a fand t à gli huominitroppoalterati il male
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