412 LIBRO
ï6yi ftar certifican deíla Regía mente, ordinando frà tanto all’Am-bafeiator Hautefeville di íupplicarS. M. di non permetter novitáin cofa, da cui pregiudicii graviífiminfulterebbono a queft’Or-dine, e perche la foípenfione del íaluto non poteíse interpretari!rifiuto,rifolverono di mandare un CavaJiero in Francia per afsiíteral detto Ambafciatore, e ricevcr a bocea la precita dichiarationediS. M., offerendo, eproteftando ch ’in cafo cosí voglia, e co-mandi, manderiafi la Squadra íinaTolone afalutare ladettaPadrona, per far meglio fpiccare la rifegnatíone dclla lor ubbi-llCdvTitn dienza. Vi fu deftinaro Fr. Ottavio Tancredi Cav. deftro, e dicredi inuid- moJta attivitá, ch’era allora Governatore al Gozo , e fe gl’incari-to *s M. CQ di trasferirfí in diligenza dove S. M. fí ritroverebbe , per trat-tenerfí in quella Corte fín'alla rifolutione dell’afiare : Onde por-tatofi egli inParigi, e di là in Nancy, dove all hora ritrovavafila Corte ; diviso il negotio con TAmbafc. Hautefeville, e refîneinformati i Miniflri della Corona, fù introdotto all’audienzadiS. M., a cui prefentô le iettere del G. Maeftro, e le ragioni, checon un memoriale fe l’efponevano , fupplicandola d baver inprotettione la Religione , maffime nel prefente interefse, chenonrifultava in vantaggio alcuno al fuo gloriofo nome , main-feriva pregiuditii gravifiîmi ail ’Ordine Gerofolimitano. Rifpofeil Re *. C’haverebbe vedute le Iettere, e le ragioni, che fe gîi pre-fentavano, e ch’apprefso gîi renderebbe la rilpofla.
Trattô S. M. nel fuo Conf. di quefto incidente, e confideróle ragioni della Religione; Ma perche era absente dalla CorteMonfieur de Colbert fopraintendente della Marina, le fece con-fegnare al March, de Saignelei luo Figlio, ch ivi intendeva a gliaffari dependenti dalla Carica del Padre , affinche glie le trafmet-telle, e replicaffe a dette raggioni, perhaverne confiderationeprima di far rifpofta alle Iettere del G. Maeftro. Ma frá tanto I’-Ambafeiator Hautefeville Perfonaggio favorito del Re , & attoa ben condurre negotii più ardui, non perdè tempo in racco-mandar l’affare a S. M., e fupplicarla a volerne elTer ella il giu-dice eolfaddur ragioni, e motivi oltre gli cfpreftî, che ferm aro-no l'animo Regio a non Jafciarfi perfuadere il contrario .
Di repente tu all’hora rifoluta la partenza della Corte da Nan-cy ; e Moniteur di Pompone direttore de gli affari ftranieri avvisoil Cav. Tancredi, già difpofto a feguire la Corte , che non eranecefsario di fottoporfi a gf incommodi d’un viaggio incerto , chefù poi per Fiandra, mentre farebbe fuo pçnfiero il fargli capitare
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