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n e, fi racconcio il Vafceîlo, e fi marino con io. huomini per i&7 r *Galera, e co’ Chriftiani liberati fottoil comando del Cav. Ma<-chauJt Re, o fia anuano della Capitana, e trovandofi aneóleGalere in receífitá d’acccnciafir ,'prcfo il Vafcci’o arimorchio,s'iftradarono pe Malta, dovegiumícro a' 23. di Gnigno ,‘e sbar-cali i feriti, e porta fubito mano ail acconcia, fi fini m 6 . giorni,crinforzate Ic Galere di nuova gente, fi nmandarono al coifo inLevante -, ovecofteggiata ia Calabria fin a Capo S. Ma ja, di làpalíarcno alle Stanfadie, & a’la Sapienza, e pofeia ingolfando-li, traverfarono in Barbería, e íenza incoucro a enn giunce vi-cino a Tripoli , indi dopo un melé di v.aggio a Malta fi leítitui-rono. Maawanzandovi ancordel tempop..r termina ela/Cam-pagna, fi rifpedirono per la terza volta , andando di quà à p¡-ghar il Capo Buonandrea. Indi pafi'ate a i Gozi di Candía, SealProdano, vTncontrarono due Lon Jri ’di Greci con Turchi fo-pra, che venivano da Venetia con robbe fine, e Ii fvaiigiaiono ;
Ma havutefí poi reítimonianze per lettere, e calde raccomanda-tioni del Doge di Venetia , che quelle robbe non erano de Tur-chi, ma di Greci, a contemplatione di S. Serenità , TiftefTea’
Padroni fi reftituirono.
Sin dall’anno 1 669. il Cav. di Vandorao fîglio del Duca di ftCdv.aMercurio , con lamedefima pretenfione c’hebbe 9.anni avanti il fp^Avriaddunto di lui Frateilo Cav.di Vandomo , procurava in Roma rwdi Fri-d’ottenere il Jus ai G. Priorato di Francia : Alla notitia di che vi •s’era oppofto il Convento con l’opéra de gli Ambaf iatöri refi-demi in Roma , & in Parigi, rapprefentando a S. M. g Pinçon- f ° venl °'venienti-, che ne feguivano nel commetterfi ’a Giovinecti le Di-gnità Priorali, gl’intereífi che ne fentiva il Teforo i] gran pre-giudiùochefifaceva agli Antiam, e fpecialmëte al moderno Ho-ipitaîiere del Bene, Cav. meritevole, c’haveva confumate leproprie fàcolcà in foileaere le principali Cariche della Religione .
Nés era raciutö quel tanto , che Peíperienza haveva fpeiTo dimo-ftrato, che non folevano troppo in Jungo god ere i Beni defia Re-ligione quelli, che Ienza il grado dell’antiamta v’arrivávano pérvia indirecta,con gl’efempi ( fen za parlarfi de gli altri men c hiari )dell’Arcid. Vincislau, del Principe Filiberro di Savoja,del Cav.diVandomo figlio d’Enrico IV., e del Cav. di Vandomo fratello diquefto Prctenfore,con Je quali prattiche porto/fi avanti I affare fin’a quell anno i ma eífendo finalmente förtito a quedo Cavaliere d*oKenere un Breve Pontificio col jus, e futura fucceífione 'ai detta
iPrio-