LIBRO T ER ZO. 125^
del Generale Io Rato pericolofo del Regno, e quanto era pat- 1647fato in qudlafpcd itione, fïi deliberato che non i olo le fei Gale- ft continuire fi rinfbrzafsero , per congiungerficon quelle dal Papa, eco nUiLp^ltpaître , che G unirebono per i! Sorcorío di Candía , ma li pro cu- f'^orífdiraised’ aiutar la Repubbhca incauía tanto giufta, e pia con qnei Ylniui . *maggiori iufíidij, che le forze often uate della Religione connibuirpotefsero . Ad iftanza anco delT iftefso Cavazza , c’haveva Ha-bilita la condotta di diverfi Vaícelli da guerra , & in particolaredi 5 col Caualier de Neue befe in compagnia d’ altri CavalieriFranceíí, con nuovo decreto íi concefse a tutti i Cavalieri ; e Re- ^ 4 oligiofi tanto Capitani, che Luogotenenti accordati per armar Va- valíerífcelliin feruitio della Sereniffima Repubbhca che dal giorno della clje f er " a *loro partenza di Conuento per tutto il rompo che continuer ebbo- Yedt uuro ne 1 feruitio, corteísc la Conuentual refídenza, e di fei in fei i\epubi:c*mefi il beneficio cF una Caravana . «»t* «/»-
Frále cure, & agitationi di queft’ Anno fenti IaRelig; & in caravaneparticolare la Lingua d ' Italia un colpo, che la feri molto al vivo •
Venuto a morte il Prior di Ca i ua Fr. G10: Battifta Nari, inen-tre fe neftava in Ancona con carico di Governatore deli’ArmidiS. Chiefa, ivi radunate per guardia di quelle Marine né corren«fofpetti del Turco, fïi quel Priorato fecondo gh u ft del Conuentofmutito in perfona dell ’ Ammiiagho Fr. Scipione Papafàva , quan- n jy itpado giunfe nuova di Roma che Noftro Signore 1 ’ havea conterito co »ferifceal Cardinal Panfilio fuo Ñipóte : Di che non folo la Lingua dita- à t noratolia, ma tinte Paître grandemente fe ne commofsero, piw per il ^ Yard‘ ípretefto dclla cauíh, che per la collatione medefima, dicendoíLp^/^f .che s 5 aspettava a S. Santitá perefserfi trovatoil Nari al tempo Se n alte-dclla fuá morte nell’attual feuiitio della Santa Sede. Novita in rd ¿ Con ’folita , e di pernitioío efempio, contro gli ampliísími Privilegi vtRt0della Religione etiandio fuccedendo le vacanze nelia Curia Roma-na. Okie che parea mol to íhanoch’ i Figli della Religonemo-rendoin Scruitio della Santa Sede, htavefsero a pregiiidicare aliaMadre, & il lor mérito rido-ndarle in aggravio. Pertanto uniteítlutte le Lingue inftarono per memoriali al Gr. Maefíro, e Coalt-gliod’interceder apprefso Sua Santitá irr queft’ affare , e procura-re per.mezo d’ Ambaíciatori , e Miniftri loro diricuperare aliaReligione quefta Dignita, e nonpotendofcnclareftitutione , ot-tenerne a I mero ñ «tolo, e l’a mui imífrat tone de’frutti, egiu-nïciittione con riferva d’ un’ honefta penfione al Cardinal provi-ne si che medicata la piaga, íircndeísemen fenfibiíeil dolore .
Pero