S E C O N D O. it*
ta, 7 fcgui un ftrepito grandiflimo di trombe, e di tamburi, e de- l ¿.-flatofi ogn’ uno, si meiTe tutta la Cictà in arme fotto i fuoi Capi, ^
& Infegnc. Il Generale Arpaiou, ricevuti gl' ordini del Gr. Mae-ílro, comparve a ca vallo col baft one del comando tutto intento adar ordini , aftègnar pofti, fpedir marchie, e dilporre le cofe fecon-do l’apparenza del bifogno. I Cavalieri, e R eligió fi de 11' habitoii riduilero ciaicuno alla Pofta dclla fua Lingua , e radunatoii inPiazza il Battaglione, che dovea fortire in Campagna, ando il Ma-rcfciallc, come negotio di fua preminenza per aprire la Porta Rea- D ;*. ereit _le, e dar loro 1’ uícita, e nell’ ifteflb tempo fèce intendere la fua ¡ eprcîcimone di voler euftodire quella Porta coTuoi Cavalieri , e z LmgueFamiliari fin che foflero fortite quelle militie. Pero trovandofi laLingua di Provenza alla guarnía aeiia luaPoita, eft era Ia Corti- Vroven ,cia medefima della Porta Reale, s'oppofe alla pretenfione del v .Mareitialle, dicendo ch’ al tro era il euftodir la Porta quando s -âpre in tempo di Pace , & altro in tempo di guerra , e quando laCortina di quePa Porta era guardata , corne propria Pofta, dallaLingua di Provcnza, ch’efsendo ne’ fuoi limiti , non intendeva ch’altrearmi, che le loro, v’entraflero in euftodia . Riícaldavanfínel puntiglio di quà, e di la i Provenzali , e gli Alvergnaichi, a fe-gno ch’ era per nafeere qualche grave difordine, fe '1 Gr. Maeftroaccorfovi incontanente, non prendeva efpediente con I autor it à ,che tiene fopratutte le funtioni deli’ Ordine , d'aprir egli ,e eufto-dir queila Porta, riferbando ad altro tempo ladecifione dellaconttovcrfia.
Ufciane la Cavalleria, &appreflbil Battaglione dell’ Infante-ría , andando a far alto nelle pianure della Marfa , luogo foJito delconcorfo peropporfi allô sbarco de’Nemici, ove fi ftetteroil ri-manente di quella notte, fin che arrive* l’ordine di ritirarfi f AIl’-iftefso iègno deli’ artiglieria fi pofero in arme le Militie di tutte l’-altre Fortezze, e de’ Caiàli dell'lfola, confluendo efse con pron-tezza ali' iniegne de’ loro Capitani, alla quai elperienza teftih’cô ilGenerale Arpaiou non poterfi defiderare ne miglior difpofitioneper ben operare , nè maggior oftentatione di corraggio per aflfon-tare l’Inimico, confidandofi con si brava militia di far tefta al Tur-co , ancorche veuille con lo sforzo di 5 o mila combattenti.
Sopragiungcvano da varie parti gli auvifi dcll' ufeita dell’Arma-ta, e del la fua mofta verfo Scio, e poi veríb Navarino, & in parti-colare il Cavalier Torreblanca, & il Capitán Maurizzi, ritornatieo’ Icio Biigantini, riferirono íetto li 2 6 di Giugno, il primo d-
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