SE CO ND O.' y g 1^44
binando il Vice RealGiudice della Monarchia non Tolo di nonproièguire in dette Caufe, nu di caïTare , e levar da i Regîîlri di ^quel Tribunale tuttele lettere, atti , e proroghe dad nelle mede- nUUntutpe caufe, il che gli fignifico di fuá bocea propria , dicendogli che ti ¿tint tis’hauevano abolite tutre le Scritture concernenti a queft’ affare , âc- d n r jj e ( f l4cioche in niun tempo fe ne poteffe haver memoria, né potefse cfser M on ' ar *di pregiudicio alia Religione Solo prego il Gr. Maeftro di voler dU .ufare della fuá clemenza verío il fudetto Schiattino, mentre fegliproftrerebbe áfuoi piedi come poi fegui, e fii rimefso nel fuo pri-ftinoftato »
In quefto medelimo tempo accordofti in Malta un’ altro negotio,che da qualche anno teneva la Natione Francefe in grand’inquietu-dine,per caufe della Tafsa di 200 mila lireda cótribuirli aS.MaeftáChriftianifsima íbpra i Beni della Religione efiftenti in quel Regno.
Haveua pretefo il Re Luigi XIII. alcuni anni avanti la fua morte ,eipccialmente nel 1639. defigere da tutto il Regno i dirittid'Am- D ; uttimortamento, che fono antichifsimi diritti, e Regali della Corona, otmmir*confiflenti in certa ricognitione dichipoífiede i Beni, e Feudi no- 1amentsbiii, e Franchi ad ogni mutatione di Signore per caufa di morte,
0 divendita, E perche i Beni, ch’appartengono alia Chiefo, non l 0 Jov,c*foggiacono alla morte, cioè a mutatione di Signore, efsendonc Pro- xhl.daiprietaria 1 ' iftefsa C hie là immutabile pofsiditrice , havevano coftu- p t ™ t d 4mato i Re di tempo in tempo dimandarne quefto diritto al Clero ï r * HCU 'Nèefsendo flato più pagato dal tempo della prigionia del Re Fran-cefco I. che fù nel 1543. vo ^ e d Re Lodovico efigerlo. Onde con -venuto il Clero co'Regij Miniftri per la fomma di 4 milioni, e y 00mila lire, mediante la quale lo libero da quefto debito, e gli con-fermô tutti i fuoi Privileg) , pretefero i medefimi Miniftri per 1 iftan-ze del Clero che le Comende, e Beni della Religione fofsero renu-ti a contnbuir vi per la rata parte loro , e con turto che dalla Re-ligione fi fbfse vivamente rapprefentata la fua efentione in virtù de'fuoi Privilegi , fù nondimeno obligata alia contributione » nonunendofiella col Clero, al che non voile mai a fsen tire; ma con- l00 mitavenendo per íc di pagare 200 mila lire, ilchefeceperdecretodel^fo«-,*-Coníig'io di Stato fotto Ji 13 d’Agofto del 1641 , & ha vendo ap t?prefsola Religione fatto il fuo pagamento con danari parte del Go- p/ r y^" emun Tetoro, e parte pigliati ad interefse, veniva a reftarne credi- quita .trice da particolari Suoi Religiofi, pofsefsori deTnedefimiBeni,e volendo efsernerinfrancata, era necefsario farfi una tafsa genera-le, & ii riparto di quanto a cadauno toccava per fua rata, Percid
havu-