4 o LIBRO
1639 dettiandaronoin voltaper gli Alberghi ammafsando Cavalieri ditutte le Lingue ; condtandoli contro de’Gefuiti, col rapprefenta-re il predominio , che tenevano nel Convento , e che troppo iin’allhora era ñata a fegno la loro patienza. Difpenfaríí a loro arbitrioJe gratie, & a Joro íuggeíiioni deíumerliJe pene. I Joro Adulatorielser i foli ben viítiin Palazzo , e diípregiati coloro , che riputava-no a viltà il íottommetteríi al loro ofsequio. Periodic ncli’ i île isocalore del vino riceuiui gl incitamenti della turbulenza, &ingro£íati di numero , ealarono di primo tratto al Caítello S. Enno, do-ve ehiamato il CaíteJlano Fr. D. Vincenzo Carroz , glí chieíero didargli il Salvatico, altrimenti le Fhaverebbono prefo a forza ; Erimanendo quivi unaparte de’ follevati , un’ altraparte tiró di Jun-go al Collegio de’Geíuiti, impatienti di sfogar contro di effi Ja lotcolera»
IJ Careliano Carroz, Cavalier di buona mente, fperando conció dacquietar il tumulto, per non haver pronre Jechiavi, ruppeJe ferrature della carcere, e liberó il Salvatico , il quale toílo íimefse in truppa con gli altri, che 1 aipettavano, e correndo in he-me alla volta de’ Geíuici, s unirono a primi, aggiungendo Jegrra al’incendio, e riíoluti d entrar per forza nel Collegio con i’aiutod una quantita di Buonavoglie cominciarono ad urtar con travi leporte, e ípintele a terra , andarono in cerca de Padri, chequà,eSdcto del ^ s * eran naieoíli, né trovatili alie prime furie , íi diedero ai gualdo,Columi e fàccheggio dellç robbe , buttandole darle feneíire al Popolo, cheloro, da tutte le partí v’éra contorfo in gran numero.
Finalmente rirrovati ne’ loroafeondiglii Padri, fenza puntoof-fenderli nelle períone , íi riíolverono di mandarli fuori delía Città,e ditutta i Ifoía , facendo intender al Gr. Maeflrodi permetter lapartenza alia Fregata del pafso,, fopradi cui vole vano che partif-fero -, Alí iníolenza di tal dimanda íi moftró da principio il GranMaeílro rifoluco di opporíl vivamente, edi caíligare i follevati : Maqueíli prorompendo in maggior contumacia , gi;i íentivaü per laPiazza gridare : Fuori Eerrettone, ch era un proclamare Ja depoli-tione del Gr. Maeíiro, eísendo il Berrettone la principal infegnadel Magiífero ; non valendo ne il Mareíciafe col bailone della giu-ßitia, nè gl '1 ft ello Baglio Gattinara più zelante del publico bene ,die feguace delle fue emulacioni, a raffi enarii, e mettci h in ob-bedienza. Dal ché il Gr. Maeftro s’atterri, & arrivati alla fuá Ca-mera l’Inquifîtore Monf Chigicon altri G. Croci, l’efortarono diceder al boliore della riyolta, per non dar luogo a maggiori difor-*
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