DEI MEDICAMENTI. zoirimed j » che agifconp fui cuore, e fulle arterie ;e noi fiamo certi , che tali rimedj fono general-mente nocivi: ma d'altra parte quando il ludo-re e fiato prodotto da rimed; , che agifeono fo-Jamente fagli ultimi vaCellini, iiccome quelli le-vano Io fpafmo di lì/fatti vafel/ini, il quale man-tiene la febbre , così polTono eiTer atti a guariteìa malattia. Io fono aflfolutamente di opinione ,che il fudore fi polla nella maggior parte dei ca-li eccitare per mezzo di fiffatti rimedj; ma ionon ho così fpelfo fperimentato quello metodo ,■onda poterne con ficurezza conlìghare uruverfal-inente l'ufo ( 355 ).
In certe febbri, in cui li fuppone , che il con-tagio , il quale le ha prodotte, continui ad etle-re diffufo per il fiftema; e che la guarigione di-penda dall' efpullione di quella materia t egli èììato propodo di tentarne la cura per mezzo dicopioli fudori. Tale è il calo della pelle, la.quale è fiata univerfalmente trattata con fi/fattometodo, e fenza aver avuta qualche efperienzain quella malattia, io non pollo pretendere dicondannare tal pratica ; ma però a fuo riguardoio ho molti dubbj a proporre , e ciò bada inquello luogo, dove una tal difeuffione è fìranie-ra. Noi però non polliamo tralafciare quell'ar-gomento fenza offervare , che Chenot Pratico ef-perimentato > ed uno degli ultimi Scrittori, è d*opinione, che i (udori copioiì altre volte ufatinon fono punto neceflàr;, e che il giudiziofoDe Mertens , il quale ha fcritto della ^»fte diMofca 1771, non propone il fudore coiiie unodei rimed; da impiegarfi ( 356 ).
Nel calo di PhUgmatìtt , vi è una maggiordifficoltà nel determinare quando convenga il fu-dore ; ma ciò fi pub in qualche modo flabilire
nella medelima maniera , cioè fecondo idi eccitarlo. I mezzi che rifeaidano , e
mezziquei/iche
JM