DEI MEDICAMENTI. 151
è il fatttcfo Elìxir propri***»», introdotto da unamolto cattiva autorità ( 276 )\ e fu quello ri-medio io devo notar due cofe •, \» prima è, chelo zafferano è un ingrediente inutUe; e ìa fe-conda, che io non ho penfato d'insegarlo co-me un evacuante, a cauia del meftmo , chenella fua compofizione Tiene • prefcritto àa\ Col-legio d'Edemburgo : ma io l'ho tifato fovetuecon profìtto nei dolori fpafmodici di iromaco :ed a quello propofuo, fembra, che il Collegiod'Edemburgo abbia refa molto più perfetta que-lla medicina, col meftruo , ch'effo ha prefcrittosielì'Eiixir aloes vitridicum ( 277 ) .
IRfìabArbarum.
Si è polio molto (indio per determinare frani no quello genere di piante la fpezie, che fom-miniftra la radice, la quale i Medici Ingìefì han-no riputata la migliore, e la quale ci fieriportata fotto il nome di Rabarbaro della Tur-chia ( 278 ). Io non poffo affoìutamente decide-re , fé quefta fpezie fia o non (ìa Hata efatta-mente determinata ; né io giudico neceffario diprendermi qualche pena ad efaminar d' avvan-taggio quel? argomento , attefochè io ho acqui-etati de'femi, 1 quali fono* atti a produrre inquefìo paefe una pianta , di cui le radici moftra-no tutte le proprietà del rabarbaro da noi ti.nutoper il più genuino, ed efficace ; e quando quelleradici fieno convenienttmente coltivate, e difet-tate , io credo , che col tempo fi tralafcierà difarne venir da efteri paefi.
Quella radice ha la qualità d'un purgante gen-tile, e tanto gentile, che riefce fpeflo inopportu-no , a caufa del volume della fua dofe , la qualenegli adulti deve e (Ter da mezza dramma, fino.ad una ( 279 ). Quando fi appretti in dofe granr
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