DEI MEDICAMENTI. 33
dedotta dalia quantità in cui quella foftanza Vie-ne internamente ufata , la qual ragione è per medi molto pefo. Nella pratica comune non fé nedà che poche oncie nel corfo d' una giornata , equanta qualità mucillagginofa poffa impartire amo'ite libbre di feroiità una cosi fcarfa quantitàdi gomma , io kfcio che ne giudichi il mio in-telligente Lettore. Nondimeno fi potrà penfare»che non baiti il ragionare a priori , e peraò diròciò che l'efperienza ci ha attualmente iniegnato.Io non poffo (tabilire ciò , che gli altri abbianoofTervato -, ma per mio conto io pollò aderire, chein prove innumerabili, che ne ho fatte, non homai ofTervato che la gommarabka produca alcuneffetto fulla maffa del fangue , o Culle efcrejionida quella derivate . La più frequente occafioned'adoperar la gommarabica è nsll'ardor d'orina;ed in quello cafo io fono re/lato tempre deiufo,ed ho fpeffo oflervato , che due libbre d' acquao di liquore acquofo aggiunte alla bevanda ordi-naria riufcivano di maggior vantaggio, che quat-tro oncie di gommarabica prefe internamentefenza una tale addizione (43),
TragAcanth*.
Dopo ciò che fi è detto fin qui fui foggettodella gommarabica, non è neceflario di dire, chela dragante, febbene più potente come mucillag-gine, non può però punto elTere di maggior uti-lità come raddolcente.
Dopo quelle gomme , io ho pofto 1' amylutn »attefochè con un poca di acqua effo forma unaporzione confiderabile di mucillaggine ; ed in que-llo cafo può adoperarti per gì' inteftini craflì ne!cafo di dilTenterja, ma il fuo potere raddolcentenon può effere confiderabile , ed anche ne' cali
Tom, VI. C di