TRADUTTORE. zS?
tradizioni . Dai/a dottrina nel predetto luo-go efpofta rifuita , che le particelle del calo-rico interpo/ìe fra le particelle de' corpi vol-gari per Ja loro repulfione cerchino di allonta-nare le particelle dei corpi volgari , che a talloro «z/one s'oppongono, e che perciò il calori-co tenda ad efpandere e dilatarti corpi comuni.Ma fé contemporaneamente una gran forza con-traria all' azione del calorico impedifca più omeno quefta efpanfione , il calorico febbene inmaggior copia accumulato in un corpo, non iodilaterà proporzionalmente , e perciò quel corpoefprimerà una fenfazione di calore, che farà nonfempre proporzionale al grado di dilatamento daeffò fofferto. Quindi è , che il calore dell' acquabollente in un' atmosfera pefante è maggiore diquello della medefima acqua in un' atmosfera me-no pefante j e quindi eziandio avviene, che alcu-ni fluidi d'una maggior denfità dell' acqua fianoatti a ricevere un maggior grado di calore primadi prendere lo (iato aereo o vaporoCo . Per la«mai co/a l'efpanfione dei divcrfi corpi non do-vrà prenderli per una mifura della quantità delloro calore, fé non colle eccezioni fopraccennate.L'efpanfione poi dei corpi non è già la caufadel loro calore, ma n'è un effetto e i corpinel pa/far da uno /lato più confidente ad unopiù fluido, accre/cendo/ì la loro capacitai acqui-etano proporzionatamente un qualche grado di taf»freddamento.
(170 ) Ved. n. 169.
(171) La parola mtiùtn'ico fignifica una fo-fìanza , che «' oppone alla fermentazione . Giove-rà poi confiderar qui un poco la dottrina delCullen fopra i rinfrefcanti. Egli primieramentedice, che per tutta la natura s'o/Tervano due po-teri , un efpanfivo, e l'altro refluente . Noi ac-corderemo volentieri quefto principio , quando
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