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5 (1798)
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277
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TRADUTTORE. _s 77zìi una bevanda ri/afìknte ; un' infulìone più cari*ca, e più calda d'un delle altre fpecie fom-minifìrerà una bevanda più (limolante. Io nonfono inclinato a penfare, che il favonfca ladigestione de'cibi, ma però non la turba comefanno l'oppio, e la canfora. L'eftratto acquofo«ìel e conlìderabilmente aftringente, ma piùancora lo fpirùofo.

(154) Vcd. n. 155.

(155) Ved. n, 153.

(156) La pianta chiamata dal Linneo trocusfiuiyus $ficÌKa!is ha un fiore dotato Ai tre fia-raigne, e d' piftillo, il qual piftillo ha unofiigraa divifo in tre parti. Quefti (tignai feccatiunitamente ad una qualche porzione dello fìilo ,«oftiruifeono ciò, che fi chiama Kafferdno nelleSpezierie. Lo zafferano pertanto rapprefenta deifottili filamenti, di cui l'uria eftremità è più an-gufia, e l'altra più efpanfa . Il color di quellafoftanza è giallo roffigno; i'odore è particolare,xdifhifibile, fragrante, ed alquanto narcotico; ilfapere è amaretto, ed aromatico. Lo zafferanocratnanda tali efiluvj, che ftandoci fopra , irrita-no un po'gli occhi. Lo zafferano pingue, fief-fihile, fragrante , di color giallo roSìgno, e luci-do, e che tinge le dita di giallo, fi (lima il mi-gliore . Quella foftanza fi fc«ca ad nn leggier ca-lore, e poi Ci riduce in polvere. E(Ta iinpartifeele fue virtù all'acqua, all'aceto, al vino, al!'acquavite, ed allo fpirito di vino. 1/ aceto peròcol tempo perde il colore dallo zafferano impar-titogli \ e così pure le tinture acquofa , e vino-fa , le quali eziandio divengono acide. Le [oletinture fpiritofe preparate coli'acquavite, o collofpirito di vino, (i confervano bene anche peranni

(157) L' «{tratto accennato in qìieflo luogo daCulle» fi fa mettendo lo zafferano in digeih'ont

S 3 fieli*