r SJ D UT T O 8 I. _ 2/5{£47) Non in rutti i dolori de'denti la canfo-ra riefce avvantaggiofa. Alcune volte io ho of-fervato dall'applicazione di efTa accrefcerfi que-llo malore.
( 148,) La canfora febbene non fia afiblutamen-te capace di occorrere a tutti i mali effetti daivefeicanti prodotti , nondimeno dubitar non fipuoi ch'ella per la fua qualità fedativa , ed aa-tifpafmodica non ne moderi l'azione.
(r^9) La canfora unita, fenza però molta tri-turazione, colle preparazioni mercuriali , che fiprendono per bocca, ferobra molte volte determi-nar quelle ad agire per trafpirazione, od almenofetnbra favorire una tale azione . Del redo lacanfora è un valente mezzo , ficcome io fteflòpiù volte ho ofìervato, per vincere i tremoti, edaltri mali effetti , che reftarso dopi» l'ufo copiofodel mercurio , o che provengono dal maneggiotroppo frequente di quel minerale .
(150) Circa la dofe, in cui deve appreftarfila canfora, fono molto diviCi fra loro gli Autori .In Italia però s'è otTervato, che è pia fìcura co-fa il darla a picciole, e ripetute dofi, fecondo 1'occorrenza ; cioè dai tre fino ai fei grani , una,due, tre , quattro , ad anche 4n alcune circoftan-ze più volte fra la giornata .
( 151 ) Io fono inclinato a penfare, che ilpoter {edativo dell' aceto fìa di natura differenteda quello della canfora , e fors'anche contrario.Io credo , che il poter fedativo della canfora fiatale in fenfo ftretto ( Ved. n. r. ) , e che all'incontro quello dell' aceto dipenda dalla Tua fa-coltà rinfrefeante. Io però temerei, che l'unionedell' aceto , e degli acidi in generale debilitarti!J' attività fedativa ed antilpafmodica della can-fora .
(152) lo ho vedute quattro forti di tè, l'unoprefentava foglia pia grandi che gli altri te , il
S a co-