TRADUTTORE. sjr
gliate profondamente da ambi i iati a guifa àiaie in varj fegroenti lanceolati, acuti, intieri. Ifuoi fiori Jorgono foiirarj dalie afcelle delle fo*glie ; hanno Ja corolla infundibuliforme col lem-bo <T un color bruto giallallro divifo in cinquefegmtcti > due fuperiori, che fono minori, e piùevali degli altri ire . Quefti fiori fi convertonopoi in capitile irregolari divife in due cellette, incui fi contengono molti femi cinerini . L' odordi quella pianta è fetido tetro . II fapore dellaradice è doJcigno , quello delle foglie quali er-baceo , quello de' femi un po' mucillagginofo.Si hanno molte Iftorie riferite dai più valentiidratici di tutti i tempi , delle qualità nocive,e deleterie delle varie parti del giufquiamo .Quindi fono fpeffo riluttati delirj , emorragie »ftupori , cefalgia , rifo fardonico , diftorfioni dibocca, e de' membri , afonia , e varj altri di-fordini nel fiftema nervofo , e finalmente la mor-te . Nonofiante e dagli antichi , e da' moderniquella pianta fu tifata internamente ed e/terna-mente a titola di rimedio. Tralafciando ciò, chehanno detto Celfo e Diofcoride fu quefto propo-fito, baderà offervare , che Platero ne usò i fe-mi contro lo fmoderato fluffo emorroidale , econtro l'emoftifi ; che Foretto pratico affai ocu-lato adoperò parimente contro ì' emoftifi quellifemi; che Meyerne li vantò nel!' epileflìa; e cheBoyle fece grandiffimo conto contro le emorragiadi un e!ettuario,di cui i femi di giufquiamo for-mano la parte principale , ed attiva . Lo Storkperò fu quello che eccitò a'giorni nofiri l'atten-zione de'Medici fu quefto foggetto.
(102) Stork vantò il giufquiamo nella melan-conia , nella mania, nelle convulsioni , nell' epi-le fila , negli fpafmi itterici , ed ipocondriaci ,nella idrofobia, nelle veglie, nell' emoftifi, nellatofle prodotta da una qualche irritazione, e nel!»
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