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5 (1798)
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239
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TRADUTTORE. 339

Cera moftri iniizj di ì cicatrice ; fé i labri dell' ul-cera , dopo eflhr confumato il tumore fcirrofo, illiquefacciano eSì pure, o tagliati col coltello nonfi rigenerino. Finalmente fi avrà motivo di fpe-rare una pronta guarigione , quando un canctoocculto od aperto coli'ufo della cicuta palla allagangrena ; in tal cafo lo Storie vuole, che fé féforze dell'ammalato, e gli altri fìntomi del maleJo permettano, non fi debba intermettere l' ulodella cicuta, ma li debba continuarlo, finche tut-to il tumore o la maffìma parte di elfo fia dive-nuto gangrenofo; e che quando a tal termine lìfia giunto, intermetta la cicuta , fi ricorra all'ufo interno ed etterno della Chinachina; per ilqual mezzo feparata la parte gangrenofa , e ri-montate le forze dell'ammalato, fi termini lacura coli' apprettar di nuovo ed internamente edeternamente la cicuta. Che fé poi nel mentre fiforma la marcia, l'ammalato perda l'appetito,fi dimaorifea, fi debiliti per una febbre vefper»tina , fi dovrà dubitare dell'efito. In tal cafo fideve dare la cicuta in piccioìa de fé, e qua/chevolta fé ne deve anche interromper l'ufo, finchéper mezzo della conveniente dieta, e degli op-portuni rimedj Mano rifiaurate le forze, e fopitala febbre. In generale fi dovrà temere dell'efito,fé la cute è denfa e retti pertinaciiTimamente at-taccata ai tumore cancerofo • fé i labri dell' ulce-ra fiano cal.'ofi, craffi, o fungofi , e non cedanoall'ufo degli ertemi rimedj, o fé tagliati col col-tello, pretto nuovamente rinafeano ; fé in vecedi marcia nafea nell' ulcera una erotta lardaceagialliccia, e forta continuamente un fiero acre,e fpezialmente fé a quelle cofe fopravvenga latofle. Del retto quanto più pretto fi ufa la cicutain tal malattia, tanto maggiore è la fperanza diriufeirvi. Finalmente Stork avverte, che l'acri-monid cancsrofa non fembra ctter Tempre della me-

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