20J N O r E D E L
diatamente nelle vene l'oppio, oitre i! principiofedativo , s'infinuano eziandio immediatamente inquel liquore le altre parti dell' oppia, le quali ,quando eflo vien prefo per bocca, o fortono co-gli efcrementi , o veramente fi introducono in-fenfibilmente Bel l'angue.
( 13 ) Ved. tom. IV, nor. 79., 150.
( 38 ) Cullen , ficcome abbiamo detto nel/a no-ta 150 del tomo precedente, ftabilifce tre generidi febbri, cioè i°. la finora , eh'è di natura in-fiammatori»; 2°. il tifo, ch'è di natura diftolii-tiva, o nervofa ; 3 0 . il finora, ch'è un mifio difìnoca e di tifo. Il tifo, facondo quell'Autore *riconofee due forti di caufe occafionali, cioè glieffluvi animali, e gli effluvj paludosi , i qualieffluv"), si e,Vv uni che ftli e'tri, egli penta, ederedi natura fedativa. Oc V oppio fiimo/ando ilcuore, e le arterie, pub fembrar conveniente intali fpezie di febbri . D' altra parte p«ò elTendonell'oppio una facoltà fedativa , fembra c\\' e(Todebba concorrere ad accrefeere la malattia. Non-dimeno egli è certa, che in molte occasioni l'op-pio è riufcito a guarire una febbre intermittente.Senza ricorrere perciò alla facoltà {limolantedeH' oppio, io crederei, che fi potette render ra-gione di quello ft:o benefico effetto, fuppougndoche lo fquilibn'o, e quindi la reazione prodottadalla facoltà iedativa dell' oppio , fia di natura,apporta a quella eccitata dalle caufe fedauve pro-ducenti le febbri predette. Per il che l'energiadel cervello per un nuovo fquilibrio del pc _ ;rnervofo indotto dalla facoltà fedativa dell'oppu ,determinerà con maggior forza l'azione del fiuido nerveo in quelle parti, nelle quali queft'azio-ne era minorata per 1' accennata operazione dellecaufe fedative producenti la febbre ; ed ali' incon-tro 1' azione di quello fluido farà minorata inquelle parti dove era fiata accrefeiuta in virtù
di