1$ PA&T. IL CAI. VI.
do venga eccitata , tende a produrre il fudore ;ma ognuno fa , che egli è difficile il produr ilfudore per mezzo di rimedj puramente {limo-lanti ) ed in tutti i tempi V oppio fi è ritrovatoiì più efficace di tutti i fudonfen. Ciò può effe-re da alcuni attribuito interamente al fuo potere{limolante ; ma egli è fommamente probabile »che il poter fedativo concorrendo nello ftetfo tem-po col rilafTare J'efiremirà de'vafi , faccia cheil fudore venga più certamente e piti abondante-mente prodotto ( ji ) .
Ad un tal fudore non è analogo quello , chefoccede nel fonno naturale , e particolarmente ilfudore colliqtiativo negli cuci , attefochè dipen-dono dalla combinazione d' un' i reazione e d'unadebolezza neh'ettremita de'vafi (32).
Prima di terminare il difeorfo full' operazionedell'oppio in generale, io devo confìdrare, qua-li cangiamenti effo poffa produrre nello flato de'fluidi . Si è per l'ordinario immaginato , che 1'oppio rarefacela il fangue; ma io non pofio tro-vare alcun fondamento per una tale opinione (55).In molte occafioni efTo produce i fuoi effetti fuififlema nervofo, mentre fi trova ancora nel/o filo-maco , e prima che fi pofia fupporre , che fiaflato ricevuto nella mafia del fangue , e fpeiToprima che apparifea accrefeere 1'azione del cuore.M:i anche fupponendo , che qualche porzione dieffo fi fia intradotta ne'vafi fanguigni » finchénon fi mofiri , rh' effo agifea come un fermento %noi s'attenghiamo al principio generale , che nef-funa fpecie di materia applicata in picciola pro-porzione poffa produrre alcun confìderabile effettofopra una malfa molto più grande , in cui effaè mifra , e difperfa (34).
Io perciò concludo con un argomento a frioritche 1' oppio non rarefacela il fangue . Si è peròaiferita una tale rarefazione come una cofa di
fatto ;