TRADUTTORI. 4>5
pofiti la feccia, e di poi fi decanti il liquore/ «quefto liquore fom/niniftrerà il rimsdio in queftj«9->ne . Nell'u/f/tna edizione della Farmacopea àiLondra } quella compofizione fi prefcrive nellafeguente maniera . Si prendano due libbre M. difucco di cotlearia , una libbra M. di fucco dibeccabunga, ed altrettanto di fucco di nasturzioacquatico, e finalmente venti oncie M. di fuccodi melarancia : fi mefcoli il tutto , e lafciatanedepofitate la feccia, fé ne decanti , o fi feltri illiquore . TDi quefto rimedio la dofe è dalle duetìncie fino alle quattro, una, due, o tre volte algiorno . Oltre allo feorburo /a coclearia è fiataraccomandata ne/Ja para/ifia , nella cachettìa jed in altre indifpofizion- dipendenti da inerziadi folidi . Il Sydènham nel reumatifmo croniconon accompagnato da febbre , né da tumori ,rat però da altri anomali fintomi , ed il qualefuol attaccare le femmhe e gli uomini deboli*e delicati , vanta molto un rimedio , nella cuicompofizione ha luogo la coclearia . Quefto ri-medio è formato d\ due oncie di conferva re-cante di coclearia , d' un' oncia di lujula od ace-to/ella , e di fei oncie di polvere d' Aro compo-fta , delle quali cofr Zìa fatto un lattovaro coli*aggiungervi una fufficiente quantità di feiroppodi melarancia . Egli vuole , che fé ne prendanodue dramme , tre volte al giorno per un mefeintero , foprabbevendovi ogni volta tre oncie delliquore feguente. Si prendano otto pugni di co-clearia ; quattro pugni per forte di beccabunga ,mfturzio acquatico , falviaj e menta ^ fei feor-ze di melarancie ; e mezza dramma dì noce-rnofeada pefta ; s' infonda il tutto in dodicilibbre di birra , e fé ne faccia la diftillazione ,finche fé ne ottenga dodici libbre di liquore .Egli afferma di sver per qusfto mezzo fanaterraoit- p&ftmt, twU« qugli erano rhifcite affatto
vane