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4 (1798)
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372
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} 7 i NOTI PEI

ài natura intermittente, neìie diiientetie, e nel-le diarree. In doti copiofe ella è atta a ^todurnaufea , o {carichi di baffo ventre; ma ir» do fipiù picciole ella viene facilmente tollerata dalloftomaco, e non è foggetta all'ordinario incon-veniente della Corteccia Peruviana , di cagiona-re un fenio di pefo e di pienezza . Certamentel'efficacia delle doli moderate è un particolaravvantaggio de\U corteccia d' Aoguftuta j mentredai dieci fino ai venti granì della polvere , e daun' oncia fino ad un' oncia e mezza dell' infufio-ne o decozione con una porzione delia tintura,è fiata trovata f ufficiente > ripetuta a piccioli in-tervalli, di prevenire i paroffìfmi di un'intermit-tente . Nelle diarree e nelle diflenterie , dopoaver apprettati gli opportuni laffativi, i fuoi ef-fetti fono per l'ordinario molto pronti. Il Si-gnor Wilkinfon di Sunderland ( Giornal med. diLondra anno 1790. part. IV. ), il quale la im-piegò frequentemente, la trovò particolarmenteefficace nelle febbri lente o nervofe , e nelle feb-bri intermittenti irregolari dei fanciulli, chia-mate comunemente febbri verminofe. Come to-nico generale, il Signor Brande penfa , che e/lafia fuperiore ad ogni altra medicina di queflaclaffe ; e quella è la maniera con cui il SignorPearfon la rifguarda, il quale la paragona piut-tofto agli amari caldi, com'è appunto la cama-milla , di quello clie alla corteccia Peruviana .Il Dottor Ewer accenna un cafo , nel quale ap-plicata efternarnente in una mortificazione riufeìmolto efficace. In fomma egli apparifee non po-terli dubitare, che quella feorza fia un'eccellen-te aggiunta alla clafTe dei tonici del più altogrado, ed è fperabile, che noi non faremo la-nciati lungo tempo neil' ignoranza della fua ftorianaturale, e del fuo carattere botanico „ .■ ( 186 ) Che gli ammollienti infinuandofì fra le

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