TRADUTTORE. ? i?
boa materia aftringente, ora d'una {limolante >ora d' un' evacuante, ed ora eziandio di una fé*dativa. L'altra facoltà del principio amaro èquella di farorir !e digeftioni. Io non faprei de-terminare, fé ciò venga operato dal principioamaro o coli'insinuarli fra le parti dell'alimen-to, e fvolgerne le più atte all'affimilazione , ocol renderle tali affocciandofi colle più opportu-ne a tal effetto, o coli'indurre ne'fughi gastriciuna condizione più piopria combinandosi con ef-il , o coli'eccitare la potenza nervofa delio flo-maco a concorrere con maggior ffficacia a cosiimportante funzione. In ogni modo jI principioamaro favorirtelo la digefiione , e quindi la nu-trizione , far» atto ad occorrere a poco a pocoa quella general debolezza di fiftema dipendentedalla fcarfezza del fluido nervofo . Quello effet-to però non farà prodotto allo iteffo modo i\èda tutti gli amari, ne dallo Itelfo amaro fom-miniftrato a foggeiti diverfi, ed al medefimo{oggetto in divetli tempi . S' avranno per quelloconto conliderabili varietà, le quali dipenderan-no e dall'attuai condizione del lìltema , e dallea/tre facoltà delle follarne adoperate , ed ancheforfè da una diverfa j'nten/ìtà di -quella facoltànel principio amaro . Perciò a tal effetto unamaro riefee meglio d'un altro, ed alcune volte1' azione di tali fcflanze viene ajutata ora da unevacuante, ora da un astringente , ora da uno(limolante. Dalle cofs fin qui efpofte facilmentefi può inferire, che la lunga continuazione dell'ufo degli amari può alterare la condizione de'fughi gaftrici, e che eziandio colia loro conti-nuata azione fulle ellremità nervofe eflì, poifonolentamente od indebolire la potenza nervofa, odindurvi un particolare fquiiibrio , per cui in fe-guito liana diminuite le forze digerenti , Scema-to