TRADUTTORE. j$t
éfierni j e fono comprefe Cotto cinque capi, che (ìchiamano [enfi, cine h villa , J' udito , l'odorato,il oufto, ed il tatto. Perché poi abbia luogo unatentazione d'impresone , convien , che quefla im-preffiontf abbia una certa forza, ed una certa du-rata . Se J'imprefllone è troppo debole , non fiha alcuni fenfazione, e s'efla e troppo forte ,produce il dolore, diitruggendo, o tendendo ad/Ytruggere 1' organo, fu cui agifee. Le fenfazioniinterpoTte fra i due predetti limiti fono relativealla mutazione s che viene in tal cafo prodotta fu*nervi. Così una fenfazione riefee tanto pib forte»quanto più de-bole è (fata quella dello fte/To gene-re, che la ha preceduta. Così parimenti uno ftef-fo genere d'azione può produrre una fenfazionedi genere diverto fecondo il grado dell'azioneprecedente» o la condizione del ììftema : per efem-pio , un corpo che al tatto d'un individuo appa*lira, afpro, non fembrerà punto tale al tatto d 5Un altro individuo, di cui le fibre rigide nonfsntono ugualmente le picciole àifuguagUanze ne"corpi ertemi ; ed un corpo fembrerà o caldo, ofreddo fecondo che la fenfazione precedente rap-porto a quefìo genere è tìnta più o meno forte tcioè apparirà freddo, fé un calore maggiore loabbia preceduto, e vicev erfa ; per Ja qua] cofa,fembra calda Ja neve alle mani agghiacciate, eferobra freddi l'acqua tepida alle mani molto cal-de. Quindi apparifee che la qualità, e Ja forzadella fenfazione non poffono fervire di rnifuracerta, ed efatta dell* qualità, e forza dell' azione,che 1' ha prodotta . Le fenfazioni di cofeienza fa-ro da Cul'en chiamate quelle, che derivano dalfenfo intimo, che l'anima ha della fua propriaazione» e dei moti, ch'ella eccita. Di quelle fen-fazioni ài cofeienza l'Autore forma le feguenrifei claflì : i.° le fenfazioni di appercezione, permezzo ddle quali noi damo, in generale,intima-mi»-