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2 (1798)
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105
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C A P 1 T. H. ART. IV. 105ch'effe fi fieno wefcohte col fangue, e feng&confiderare la differenzi tra le quantità applicatein quelli «./perimenti ad una picciola porzione difan°ue, eie quantità, che pedono prenderli perbocca, e che fono atte a fpargerii in tutta la.mafia del fangue. Per la qual cofa molti erro-nei gindizj fono ftati dati dagli Scrittori di Ma-teria Medica, {lecerne io farò menzione in fe-guito parlando dei rimedj particolari, riguardoai quali fono ftati dati qutfti falfi giudizj.

Una terza maniera d'efperimentare impiegataper inveftigare le virtù dei medicamenti è Itata.d'iniettarli nelle vene dei bruti viventi ; e taliefperimenti fono fiati frequentemente fatti ; mahanno apprettato pochi ffime confeguenze, od i-ftruzioni certe. Qualunque fieno gli effetti delleiattanze applicate in quella maniera , eilì devonoeffere differentiflìmi da ciò , che farebbero,tali follanze folTero introdotte nel corpo per boc-ca -, mentre per i cangiamenti eh' effe poffono [of-frire nelle prime vie, e fpeziaimente per efferivi neceffariamente ftemprate, e difperfe , nonpolìono aver gli tìeffì effetti, come quando fonoiniettate nei va/7 . Egli è eziandio a propcfito d*olfèrvare, che gli effetti, i quali fono general-mente accaduti in confeguenza delle infezioni neivali dei bruti, e particolarmente la coagulazioneprodotta da quali tutte le cofe injettate, ci ren-deranno, io credo, ben molto cauti nell'affag-giar quella maniera di applicar i rimedj al corpoumano .

Riguardo ad entrambi quelli modi di efperi-mentare ultimamente accennati , convien offer-vare, che i rifultati, che ne furono prodotti ,fono fpeffo così contradditorj, e che in tali efpe«rienze unta ignoranza di Chimica fpeffo fi rav-vifa, che pochiffimo è il partito, che ne puòtirare al putente (104).

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