⸗ Bibliothek der Königlichen Kunst=Akademie zu Düsseldorf. Nr. 88. des Catalogs. Ollask, C.I.26, New Wer . . Olere Ausguer in der Insenter List, which of... Statur near Don Stempel die fasiger stempsly 1 . . . rake direction 1. mne aducendement d aff 1775 bed de du IL MERCVRIO ERRANTE Delle Grandezze di Roma, tanto antiche, che moderne; cioè de Palazzi, Ville, Giardini, & altre tarità della medesima. Diuiso in tre parti, la prima, e seconda delle quali, ſi contengono nel primo Libro Descritte da Pietro Rossini da Pesaro Antiquario di diuerse Nationi, e Professore di Medaglie antiche in Roma. Dedicate all'Illustrissimi Signori LAVALIERI FORASTIERI. S IN ROMA, per Gio: Molo. 1693. Con licenza de' Superiori. E Priuilagio Apostolico. 9 I am Imprimatur Si videbitur Reuerendissimo Patri Magistro Sac. Palatij Apostolici. Sperellus Episcopus Interamnen. Viceſg. Per ordine del Reuerendiss. Padre Fr. Tomasso Maria Ferrari Maestro del Sagro Palazzo ho veduto il Mercurio Errante dell'Antichità di Roma, che di presente si vedono &c. di Pietro Rossini Antiquario delle Nationi Fotestiere in Roma, e non hauendo trouato in esso cosa alcuna contro la Fede, buoni costumi, e sani sentimenti lo stimo degno di Stampa, e degno assai di lode per i suoi curiosi racconti historici, e molta eruditione. Et in fede &c. dal Monasterio di S. Vito 28. Decembre 1693. D. Giulio Lucenti Abbate Cisterciense, e Consultore della S. Congreg. dell'Indice. Imprimatur. Fr. Franciscus Maria Forlani Reuerendiss. P. S. Ap. P. Mag. Soc. Ord. Præd. 1 Pat men. Sec. ILLVSTRISS. SIG. O che hò hauuto, & hò di presente l'honore di seruire per Antiquario in Roma infinito numero di Caualieri, tanto della Natione Germanica, che dell'altre Oltramontane, in occasione che spinti questi dalla Virtù, e dalla nobil curiosità d'ammirare in Roma tutto l'antico, (che viene per anche dall'ingiuria del tempo conseruato,) & il moderno (quale và tuttauia magnificamente accreſcendoſi: per maggior vtilità, e per rendere appagata la curioſità de SS. Caualieri, e Forestieri che vena vengono per il ſudetto effetto in Roma: hò stabilito di dare alle Stampe vn breue compendio, nel quale si descriuono sì l'antichità, le quali di preſente ſi vedono in Roma, che la magnificenza delli Palazzi, Ville, e Giardini più rari che sono in questa Regina dell'Vniuerso; non tralasciando di trattare anche di quelle Ville più famose, le quali lungi dalla medesima sono situate. Alle SS. Vostre Illustriss. dunque con ogni piu riuerente ossequio, & osser uanza appoggio questa mia picciola fatica, dedicandola al loro impareggiabile meri to, sicuro che si degnaranno di — ali d Pa npli im be c. di prender in grado questa benche tenue dimostratione della mia volontà, dedicata sempre al loro seruitio, e potrò sperare con tale tribbuto, che restarà libera dalle censure, quando verrà protetta dalle SS. VV. Illustriss, alle quali baciando con humil diuotione le mani resto nel numero de' loro più obligati Seruitori. Delle SS. VV. Illustriss. Pietro Rossini da Pesaro Antiquario. N. INNOCENTIVS PP. XII. D Futuram Rei memoriam. Cùm, sicur dilectus filius Petrus Rossini Pisauien. Nobis nuper exponi fecit, ipse Librum, cui Titulus est—Mercurio Errante delle Grandezze di Roma &c. in tres partes diuisum imprimi fecerit; Vereatur autem ne postquàm in lucem prodierit, alij, qui ex alieno labore lucrum quaerunt, dictum Librum in ipsius Petri praeiudicium iterum imprimi facere curent: Nos eiusdem Petri indemnitati prouidere, ipsumque specialibus fauoribus, & gratijs prosequi volentes, & à quibusuis excommunicationis, suspen. & interdicti, alijsque Ecclesiasticis sententijs, censuris, & poenis à iure, vel ab homine quauis occasione, vel causa latis, si quibus quomodolibet innodatus existit, ad effectum presentium dumtaxat consequendum, harum serie absoluentes, & absolutum fore censentes, supplicationibus eius nomine nobis super hoc humiliter porrectis inclinati, eidem Petro, vt decennio proximo durante, dummodo tamen, si in Vrbe, à dilecto filio Magistro Sacri Palatij Apostolici, si verò extra Vrbem impressus fuerit, ab Ordinario loci, ac Inquisitore haereticae prauitatis ibidem commorante prius approbatus sit, nemo tam in Vrbe praefata, quàm in reliquo Statu Ecclesiastico mediate, vel immediate Nobis subiecto dictum Librum sine speciali dicti Petri, aut ab eo causam habentium licentia imprimere, aut ab alio, vel alijs impressum vendere, aut venalem habere, aut pro pſe I nant patter autet. num 1 Per a, & Nän. hafore de noinan ofilie iven proponere possit, Apostolica authoritate, tenore praesentium, concedimus, & indulgemus. Inhibentes proptereâ omnibus, & singulis vtriusque sexus Christisidelibus, praesertim Librorum Impressoribus, & Bibliopolis ſub quingentorum Ducatorum auri de Camera, & amissionis Librorum, & Typorum omnium pro vna Canierae nostrae Apostolicae, & pro alia eidem Petro, ac pro reliqua tertijs partibus Accusatori, & Iudici exequenti irreurissibiliter applican. & eo ipso absque vlla declaratione incurren. poeius, ne, dicto decennio durante, praefatum Librum, aut aliquam eius partem sine huiusmodi licentia imprimere, aut ab alijs impressum vendere, seu venalem habere quoquomodo audeant, seu praesumant. Mandantes propterea dilectis filijs nostris, & Apostolicae Sedis de Latere Legatis, seu eorum Vicelegaris, aut Praesidentibus, Gubernatoribus, Prætoribus, & alijs Iustitię Ministris Prouinciarum, Ciuitatum, Terrarum, & locorum Status nostri Ecclesiastici praefati, quatenus eidem Petro, seu ab eo causam habentibus praefatis in praemissis efficacis defensionis praesidio assistentes, quandocumque ab eodem Petro requisiti fuerint, poenas præfatas contrà quoscumque inobedientes irremissibiliter exequantur. Non obstantibus Constitutionibus, & Ordinationibus Apostolicis, ac quibusuis Statutis, & consuetudinibus, etiam Iuramento, confirmatione Apostolica, vel quauis firmitate alia roboratis; Priuilegijs quoque, Indultis, & litteris ris Apostolicis in contrarium praemissorum quomodolibet concessis, confirmatis, & innouatis. Quibus omnibus, & singulis, illorum tenores praesentibus pro plene, & sufficienter expressis, & ad verbum insertis habentes, illis aliàs in suo robore permansuris ad pręmissorum effectum hac vice dumtaxat specialiter, & expressè derogamus, cæterisque contrarijs quibuscumque Volumus autem vt praesentium Transumptis, etiam in ipso Libro impressis manu alicuius Notarij publici subscriptis, & sigillo alicuius personae in Dignitate Ecclesiastica constitutae munitis eadem prorsus fides vbique adhibeatur, quae ipsis praesentibus adhiberetur, si forent exhibitae, vel ostensae. Datum Romae apud Sanctam Mariam Maiorem sub Annulo Piscatoris. Die jv. Iulij M. DCXCIII. Pontificatus Nostri Anno Secundo. I.F. Card. Albanus. IL & in XCII 1 L MERCVRI C ERRANTE DELLE ANTICHITA DIROMA, Che di presente si vedono, di Pietro Rossini Antiquario delle Nationi forastiere in Roma. Dell'Edificatione di Roma, e suo circuito fatto da Romolo. OMOLO edificò Roma di forma quadrata di miglia quattro di circuito, incominciò il Solco con l'Aratto con vn Boue, & vna Vacca, nel principio della via Appia, vicino alla Chiesa, doue è oggi S. Anastasia, dritto alle radici del Monte Palatino, di poi per la Valle trà il d. Monte Palatino, & il Celio, all'Arco di Costantino, doue di presente habitano le Zitelle del P. Carauita verso la Torre de Conti, alla Colonna Tra Mercurio Traiana, alle radici del Campidoglio, per Piazza Montanara; e di nuouo si và riuuendo doue principiò, cioè vicino alla Chiesa di S. Anastasia, vi furono rinchiusi li dui Colli, cioè il Palatino, & il Capitolino. Questa nobil Città fù edificata 432. anni doppo la presa di Troia, e fù alli 21. d'Aprile. Nel principio fù gouernata da Rè, e durò per lo spatio di 250. anni: doppo i Rò, fù fatta Republica, e si mantenne per lo spatio di 450. anni, auanti la Natiuità di Giesù Christo 700. anni, e doppo la Natiuità del medefimo 1693. anni correndo dall'edificatione di Roma sino all'anno presente 2393, e dalla creatione del Mondo 5693 anni. Del Circuito di Roma, e suo accrescimento. Oppo Romolo questa nobil Città ando sempre crescendo, secondo l'acquisto delle Prouincie, che faceua il Popolo Romano, Scriue Plinio, che al tempo suo giraua Roma 13. miglia, & vn quarto, tanto n'haueua nel tempo di Claudio, e di Vespasiano. Claudio la fortificò di belle muraglie di mattoni con dupplicate Gallerie per commodità delli Soldati, e per la sicurezza dal Sole, e dall'Acqua. Haueuano le muraglie per sua difesa 644. Totti, delle quali oggi se ne vedono molte, Voppisco dice, che Aureliano Imperadore l'ampliò in modo che giraua 50. miglia, cinta d'al huden Ne per medel tione e Errante d'alte, e grosse muraglie, la caggione di questo accrescimento fù l'acquisto, che fece il sudetto Auteliano di molti Popoli dal medesimo soggettati all'Impero Romano, e trà questi di Zenobia Regina de' Palmereni, della quale trionfò. Doppo di che è stata ristaurata secondo il bisogno. Belisario ristaurò buona parte delle muraglie, e successiuamente li Pontefici Leone Quarto, Pio Quinto, & Vrbano Ottauo, questo vi incluse il Monte Gianicolo, &oggi si vedono nuoue muraglie con molti Baluardi. La Città di Roma al presente hà di circuito 15 miglia, e 360. passi d'Architetto, & ogni passo è di cinque piedi. Hà parimente Roma 16. Porte, delle quali à suo luogo nè trauerrò. Del Foro Romano, oggi Campo Vaccino L Foro Romano incomincia dalla radice del Campidoglio dalla parte Orientale, sù chiamato Bouario, perche fù sacrificato da Ercole vn Bue sopra l'Ara massima, la quale era in mezzo al detto Foro, in honore di Gioue. Vedasi Quidio ne suoi fasti. A piè della scesa del Campidoglio si vedono le Carceri, le quali furono fabricate da Apio Claudio, vno delli Decemuiri, secondo l'opinione del Marliano, & in queste egli medesimo restò racchiuso, e da se stesso morto per hauer volfuto violare Virginia, come A 2 Mercurio come si è detto di sopra al Cap. del Tempio della Pudicitia. Plutarco dice che in queste Carceri morirono parimente Cetego, e Lentulo Cospiratori con Catelina. In queste parimente furono ristretti li Gloriosi Apostoli Pietro, e Paolo per lo spatio di noue mesi: si vede vna pietta, nella quale vi è impressa la forma della guancia dritta del Prencipe degl'Apostoli, iui miracolosamente espressa, quando fù da Barbari, e Pagani nella muraglia respinto: si vede parimente la Fontana miracolosamente fatta scaturire dal sudetto Prencipe degl'Apostoli, con la di cui acqua lauò con il Santo Battesimo Processo, e Martiniano Custodi delle Carceri, assieme con quarantasette altri dal medesimo con la predicatione ridotti alla Fede di Christo. Quest'acqua hà il sapere del latte. Si vede parimente la tauola di marmo sopra della quale disse messa S. Siluestro Papa; la Colonna, alla quale surono legati li sopradetti Santi Apostoli. Ja Prigione è di forma rotonda, fabricata di grosse pietre, la volta è piana, non hà appoggio, & è parimente di grosse pietre larga 4. passi. La Chiesa che è posta sopra detto Carcere, è consecrata allo Sposo di Maria S. Gioseppe, di longhezza di 11. e larga di 7. passi. Viene offitiata da Sacerdoti, e vi è aggregata la Confraternità delli Falegnami, vi sono belle pitture, e trà l'altre la Natiuità di Nostro Signore fatta da Carlo Maratti celeberrimo Pitrore de nostri tempi. del carutio ⛪ ant. apen tuoli nesit. juale Errante Del Tempio di Marte. Vesto Tempio fù fabricato da Augusto per vendicare la morte di Giulio Cesare, di questo ne tratta Suetonio al cap. 29. & Ouidio al libro 5. de'fasti. In que sto si riponeuano li vasi, & altre cose sacre del Popolo Romano; al presente è Chiesa consacrata à S. Martina, è stà sotto la Custodia dell' Vniuersità de Pittori. Il Quadro dell'Altare maggiore rappresentante S. Luca è di Raffaelle da Vrbino, e la Statua della Santa, di Nicolò Minghini. Questa Chiesa sù rifabricata da fondamenti da Urbano Ottauo, & è disegno di Pietro da Cortona, nella Chiesa sotterranea vi è vna sontuosa Cappella ornata di diuersi marmi fini, con l'Altare di bronzo, nel quale è ri posto il Corpo della Santa, e li dui bassi rilieui d'Alabastro orientale sono stati fatti da Cosmo Fatteli Del Tempio di Gioue Tonante, Jeino al Campidoglio si vedono tre Colonne, delle quali più della metà è sotto terra, sopra di queste sono Architraui ornati di varij fogliami d'esquisita maniera, Questo Tempio sù dedicato à Gioue Tonante da Augusto, in occasione, che essendo caduto vn Fulmine vicino alla lettica nel. A 3 Mercurio nella quale egli era, rimase illeso, morto però il Lettighiero dal Fulmine, onde attribuendolo a miracolo di Gioue, le fabricò il sudetto Tempio. Del Tempio della Concordia. Vicino al Tempio di Gioue Tonante si vede vn Portico composto di otto Colonne di granito orientale di ordine Ionico, Questo fù fatto da Camillo Console, e dedicato alla Concordia, e ciò per la pace seguita trà la Plebe, e la Nobiltà, le quali erano in grandissima discordia. Vedasi Liuio al libro 6. & Ouidio al 2. de fasti. In questo Tempio furono condannati dal Senato Cetega, e Lentulo, vedasi Plutarco, Dell'Arco Trionfale di Settimio Seuero. VIcino al Tempio della Concordia si vede l'Arco di Setrimio Seuero, d'or1. dine composto, questo gli fù eretto dal Popolo Romano per la Vittoria ottenuta dal medesimo contro i Parti, & altre nationi. Barbate soggettate all'Impero Romano, come si legge nelle descrittioni d'ambi li fron, tespitij, e sono queste Imp. Errante. Imp. Caes. Lucio Septimio M. Fil. Sc. uero Pio, Pertinaci, Aug. Patri Patriae Parthico Arabico, & Parthico Abdiabenico. Pont. Maximo. Tribunic. Potest. XI. Imp. XI. Con. III. Procs. & Imp. Caes. M. Aurelio L. Fil. Antonino Aug. Pio Felici, Tribunic. Potest. VI. Cos. Procs. P. P. Optimis Fortissimisque Principibus obrem publicam restitutam, Imperiumque Populi Romani Propagatum Insignibus Virtutibus eorum Domi Forisque. S. P. Q. R. Viene ornato con otto Colonne, con bassi rilicui, hà tre Archi, & vna buona parte di questo è sotto terra, il rimanente resta rouinato dalla crudeltà del tempo, inimico di cosi belli edificij, non dimeno si osserua la di lui vaghezza, l'Architettura, & il. marmo greco. Del Tempio di Saturno. El Tempio di Saturno, hoggi Chiesa de dicata ò S. Adriano, ne tratta Plutarco, e di longhezza passi 18, e di larghezza 13. e mezzo, era il loco doue da Romani si conseruaua il Tesoro, e seruiua per erario publico, auanti la guerra Cartaginese, e secondo l'opinione di Liuio, si conseruauano A 4 in Mercurio in quest'erario vndici mila, e 200. libre d' oro, & 92. d'argento, e quiui si conseruauano i libri publici della Città, e ciò viene comprobato da Ascanio, il quale volle, che l'erario fosse nel Foro Romano nel Tempio di Saturno: fù eretto questo Tempio da Tullio Ostilio in voto, quando il medesimo due volte trionfò degl'Albanesi, & vna volta delli Sabini, & in questo Tempio vi è timasta di grand'osseruatione l'antica sacciata per anche intiera Della Colonna poſta incontro al Tempio di Saturno, hogg. S. Adriano Vesta è vna sola Colonna eretta sopra vna base, Plinio dice, che vi era vn superbissimo Portico, sopra del quale il Magistrato faceua il Parlamento al Popolo: vogliono altri, che fusse eretta à Caio Duuilio, mà ciò non può essere, stante che la Colonna, la quale fù eretta al sudetto Caio è posta nel Cortile del Palazzo del Magistrato in Campidoglio adornata di rostri di naue, con la descrittione, nella quale si narra come Caio Duuilio vinse li Cartaginesi nella battaglia nauale. Del Errante. Del Lago Curtio, del Tempio di Gioue Statore, di quello della Dea Vesta, e del Tempio di Quirino Ncaro Figliolo del Rè di Lidia si gettò volontariamente in vna votagine con tutte le più belle gioie che hauesse per liberare la Patria: il medesimo fece Marco Curtio Calistene Cittadino Romano, quale per liberare Roma, si gettò in vna profondissima Voragine; quale fosse però il luogo di questa, precisamente non si sà, ma la più commune opinione, e particolarmente di Tito Liuio e, che fosse vicino alla via Sacra, non lungi dal Tempio di Gioue Statore. II Tempio poscia di Gioue Statore, è d' ordine Corintio, fù edificato da Romolo in quel medesimo luogo doue fece faccia alli Sabini, restandone vittorioso; Ouidio parlando di questo Tempio, fabricato da Romolo, dice: Romulus olim ante radices Palatini condidit. E Plutarco parlando di Cicerone, dice che in questo Tempio fosse scoperta la congiura di Catelina contro la Republica Romana. Dice Vitrurio, che haueua questo Tempio vn sontuoso Portico composto di 30. Colonne d'opera Corintia, di questo al presente si vedono tre sole Colonne con grandissimi Cornicioni, e s'osseruano vicino alla Chiesa di S. Maria Liberattice II. A 5 Mercurio 10 Il Tempio, e boschette delle Vergini Vestali era posto, doue è hoggi S. Maria Liberatrice alle radici del Palatino, è opinione però di Marco Tullio, che il Boschetto delle Vestali fusse vicino al Tempio di Gioue Statore; la più commune pero è, che il Tempio della Dea Vesta, fosse posto in quel luogo doue è hoggi la Madonna delle grarie, contigua alla Consolatione, vedasi Plutarco trattando di Numa. Il Tempio di Quirino, era dietro al Tempio, ò Boschetto delle Vestali alle radici del Palatino, si vede anche intiero, & è di forma rotonda composta di grosse muraglie, parte del quale è sotto terra, e da questo può considerarsi quanto fosse più bassa l'antica Roma: vogliono, che sia il più antico Tempio, che fosse edificato in Roma dal Popolo Romano in honore delli dui Fanciulli Romolo, e Remo suoi Fondatori. In questo luogo fù trouata la bella Lupa di bronzo in atto d'allattare li sudetti Fanciulli, & è la medesima che hoggi si vede in Campidoglio. Questo Tempio hoggi è consacrato à S. Teodoro, volgarmente S. Toto, nella qual Chiesa si portano quelli Fanciulli, i quali hanno qualche infermità incurabile, e si dice, che se deuono morire muoiono presto, e se per il contrario hanno da guarire, prestamente guariscono. Si deue osseruate, che questa nobilissima, & antichissima Città è stata sottoposta à molte disgratie d'incendij, e saccheggiamenti, che perciò molti edifitij sono rimasti sotterrati, come. Errante. 11 come può congetturarsi dal sudetto Tempio. mezzo sotto terra, dall'Anfiteatro di Vespasiano, dall'Arco di Seuero, dalle Carceri Tulliane, dal Tempio di Giano Quadrifonte, dalla Colonna Traiana, & da altre infinite fabriche, destrutte dalla crudeltà degl'Inimici di questa Regia del Mondo, ma molto più dall'ingordigia del tempo consumatore del tutto. Del Tempio di Antonino, e. di Faustina. I questo antico Tempio si vede hoggi il suo bellissimo Portico composto di dieci Colonne d'ordine Corintio; fù fatto dal Popolo. Romano in honore d'Antonino, e di Faustina sua moglie per decreto del Senato, come si vede dalla inscrittione. Diuo Antonino, & D. Faustinae S. C. Questo Tempio è consecrato a S. Lorenzo, derto in Miranda, & è Chiesa della Confraternità delli Spetiali di Roma, la quale è longa 17. larga 11. passi, e mezzo; vi si ammiran gl'Architravi del Portico di marmo greco, il quadro dell'Altare maggiore di San Lorenzo di Pietro da Cortona. Del A 6. Mercurio 12 Del Tempio d'Iside, e Serappide, hoggi Santi Cosmo, e Damiano. Vesto Tempio fù fabricato da Cornelio Console doppo la Vittoria dal medesimo ottenuta contro i Sanniti in honore di Romolo, e Remo Nel primo ingresso si troua vn Tempietto piccolo di figura rotonda di longhezza di 9. passi: Vrbano Ottauo fece restaurare questa Chiesa, la di cui porta è di bronzo, e le Colonne di Porfido antico: vi si vedono vaghi Mosaichi. Il quadro nel soffitto delli Santi Cosmo, e Damiano è di Pietro da Cortona, vi è la Chiesa vecchia sotterranea longa 59. passi. Vi sono li Corpi de SS. Cosmo, e Damiano, di S. Antimo di Lonzi, e di S. Eupreppi, e nel detto Altare vi celebrò la Messa S. Gregorio Magno. Del Tempio della Pace Vesto famoso Tempio fù fabricato da Vespasiano, haueua tre ordini d'Archi, l'vno sopra l'altro, il Portico era composto di sei Colonne, vna delle quali è quel la posta auanti à Santa Maria Maggiore, con la Statua della Madonna di sopra di bronzo. Auanti alla porta vi era il famoso Colosso di Appollo di marmo, alto 30. gubiti, come ap. met no di 13 Errante appare nella Medaglia di Vespasiano, al riuerso della quale vi è scolpito il Tempio. Di questo Tempio si seruiuano anticamente per publico erario, e Tito Vespasiano vi ripose le spoglie del Tempio di Salomone, le Tauole della legge, li vasi d'oro, il Candelabro aureo, il quale si vede hoggi in basso rilieuo nel detto Arco, & altre ricchezze, quali riportò nel Trionfo. Questo Tempio fù il più grande, che fosse al Mondo in quel tempo, doppo il Tempio di Salomone, essendo largo 200. passi. Al tempo di Commodo vi cadde vna saetta, & acceso il suoco abbrugiò tutto il Tempio, & era tanta la quantità dell'oro, e dell'argento, che vi era dentro, e si liquefece, che fù veduto scorrere fuori delle Porte del Tempio à guisa d'acqua, e per questo incendio li ricchi diuennero poueri, e li poueri ricchi, stante che tutte le ricchezze, che si trouarono nel Tempio erano della nobiltà. E opinione commune, che vna parte di questo Tempio diroccasse, quando nacque Nostro Signore Giesù Christo, ma ciò è falsissimo, stante che è chiarissimo, essere stato fabricato questo Tempio 45. anni doppo la nascita del Saluatore □ Del. Mercurio Del Tempio del Sole, e della Luna Ell'Orto di S. Maria Noua si vedono le rouine del Tempio dedicato al Sole, & alla Luna, quale fù eretto, & alli medesimi inalzato da Tito Tatio Rè de Sabini, & era d'ordine Corintio, vi si vedono le due tribune, l'una delle quali riguar da l'oriente, e l'altra l'occidente. Nella Chiesa poi si ammira il bello, e vago deposito di S. Francesca Vedoua Romana di bronzo, ornato di varie pietre fine, & è disegno del Caualier Bernino; vi sono le pietre, sopra delle quali s'inginocchiò. S. Pietro, quando orando, fù da demonij trasportato in aria Simon Mago, & indi precipitato, vi è parimente il bel deposito di Gregorio Vndecimo, ornato di un bel basso rilieuo, rappresentante il Sommo Pontefice, quando ritornò da Auignone in Italia, e fec e la sua solenne entrata in Roma, opera di Pietro Paolo Oliuiero, è alto 11. e largo 7. palmi, vi è vua Madonna nel Tabernacolo depinta da S. Luca, la quale fù portata dal Caualier Angelo Frangipani da Grecia. Questa Chiesa è habitata dalli Monaci bianchi di S. Benedetto del Monte Oliuero, & è longa 27. e larga 12. pa ssi. Dell' Errante 15 Dell'Arco di Tito Vespasiano. Vesto famoso Arco fù eretto dal Popolo Romano in honore di questo gran Prencipe per la vittoria, e trionfo ottenuto di Gerusalemme, viene ornato di basrilieui, i quali rappresentano il suo glorioso trionfo, honore veramente donuto à si degno Prencipe, delitia, e gloria del Genere humano: vi si vedono le spoglie, li vasi d'oro, le Tauole della legge, il Candelabro aureo, e tutte le vittorie dal suderto Imperadore ottenute. Nella volta dell'Arco si vede il ritratto di Tito, sopra l'Aquila. Nel frontespitio si leggono queste parole. Senatus Populusq; Rom: Diuo Tito, Dini Vespasiani F. Vespasiano Augusto. quest'Arco è d'ordine Corintio. Della Via Sacra. ¶ Ncomincia la via Sacra dall'Arco di Settimio Seuero, e si distende sino all'Arco di Tito, è longa 288. passi, larga 11. Fù chiamata dall'Antichi Sacra per la pace, la quale in questa fù fatta trà Tito Tatio Rè de Sabini, e Romolo: viene anche chiamata Sacra, perché per quella passauano li Sacerdoti con si vasi sacri, partendo dal Tempio 16 Mercurio pio di Gioue Capitolino, passauano nell'Es. quilino, doue si prendeuano gl'Auguri. Fù chiamata ancora via Trionfale, perche vi passauano con li proprij Trionfi, quelli che ritornauano Trionfanti in Roma, Vedasi Varone, che diffusamente ne tratta. Del Velabro, della Cloaca Massima, del Tempio di Giano, e dell'Arco di Seuero fatto da Mercanti di Buoui, e dalli Orefici. EL Velabro era vn luogo doue si passaua con la barca dal Foto Romano al Moute Auentino, quando succedeuano l'eorescenze del Teuere, e si pagaua vn stabilito prezzo Contiguo al Velabro era vn luoge basso, nel quale si gettauano tutte le monditie della Città, veniuano affittate le dette monditie 600. mila scudi, onde da questo vil da tio può considerarsi quanto fossero le grandezze di Roma in quei tempi magiori. La Cloaca Massima secondo Varone hebbe principio dal Lago Curtio, & asserisce Tito Liuio, che Tarquinio Prisco ne fosse l'Autore: era questa vn recettacolo di tutte le sorti d'acque della Città di larghezza di 16. piedi, era però vna fabrica delle più gran di di quel tempo, e molti huomini si dauano volontariamente la morte per non lauorare Errante tare in essa, essendo luogo vmido, e sotrerraneo. Plinio afferma che questa Cloaca Massima fosse fabricata 800. anni prima di lui, & al suo tempo, era ancora intiera, hoggi se ne vede vn pezzo, e vi passa sotte l'Aequa, che và al fiume. Il Tempio di Giano è posto vicino à San Giorgio, fù questo fabricato da Numa, si vede per anche intiero, è di forma quadrata di marmo greco, hà quattro porte, le quali significano le quattro Staggioni, hà dodici Nicchie per facciata, le quali denotano li dodici mesi dell'anno. Dell'Arco fatto da Mercanti di Buoui, & Orefici Vesto Arco fù fatto dalli Mercanti de Boui, e dagl'Orefici in honore di Settimio Seuero, e di Marco Aurelio Imperadori, e di Giulia Pia, come si vede nella inscrittione dell'Architraue, la quale dice così Imp. Caes. L. Septimio Seuero Pio Pertinaci Aug. Arabici Adiabenic Parth. Max. Fortissimo, Felicissimo Pontif. Max. Trib. Patent. XII. Imp. XI. Cof. III. Patri Patriae, & Imp. Caes. M. Aurelio Antonino Pio Felici Aug. Trib. Potest VII. Cos. III. P. P. Procos. Fortissimo, Felicissimoque Principi, 18 Mercurio cipi, & Iuliae Aug. Matri Aug. N. & Castrorum, & Senatus, & Patriæ, & Imp. Cæs. M. Aurelij Antonini Pij Felicis Aug. Parthici Maximi, Britanici Maximi. Argentari, & Negotiantes Baari huius loci qui deuoti numini eorum inuehent. Si vede per anco intiero, ornato di bassi rilieui, che rappresentano Settimio, e Giulia Pia sua Moglie sacrificante ad vn Arra da vna parte, e dall'altra Antonino Caracalla parimente sacrificante, vi si vedono li istromenti per fare i sacrificij, e il Vittimaio, che ammazza la Vittima. Tempio di Acca Laurenza. Traccato al detto Arco, doue è hoggi A la Chiesa di S. Giorgio, vi era l'Altare, ò Tempio di Acca Laurenza Moglie di Faustulo Pastore del Rè d'Alba, la quale allattò li dui Fanciulli Romolo, e Remo Fondatori di questa nobil Città, gli fù eretto questo Tempio dal Popolo Romano, e posta nel numero delli Der. Questa Chiesa e longa 19. larga 11. passi, doppo visù il. Palazzo di Scipione Africano. Del. Errante. 19 Del Tempio della Fortuna Virile Que è di presente la Chiesa di S. Maria Egittiaca, sù il Tempio della For tuna Virile, della Pudicitia, ò della Misericordia fabricato da Tullio, entro à detto Tempio era la Statua del sudetto Tullio di legno indorata, si accese il fuoco, & abbrugiò il Tempio, e la Statua non patì lesione alcuna, come vuole il Marliano, hoggi è anco intiero, & è consacrato à S. Maria Egirtiaca, & è l'ospitio per gl'Armeni, è longa 11. larga 5. passi. Vi è vna Cappelletta la quale rappresenta giusto il modello del Santo Sepolcro di Nostro Signore Giesù Christo, hà di giro sei passi. Del Tempio del Sole. Vesto Tempio fù edificato da Numa Pompilio al Sole; Fuluio dice, che era dedicato ad Ercole, ouero alla Dea Vesta, si vede ancora intiero, le di cui muraglie sono di marmo greco, è di forma rotonda, & il Portico, che lo gira è di 18. Colonne, hoggi è consacrato alla Madonna, detta del Sole, & à S. Stefano. Del 20 Mercurio Della Bocca della Verità, ò S. Maria in Scola Greca. Vesta è vna pietra rotonda, la quale era nell'Ara Massima, in mezzo della medesima vi è la forma d'vna bocca, & in quella li malfattori poneuano la mano per giurare sopra qualche loro fallo per ma no della Giustitia, fù fabricata questa Chiesa sopra alle ruiue del Tempio della Pudicitia, eretto in honore di Virginia, la quale per conseruare illesa la sua pudicitia restò vccisa per le mani del proprio Padre alla presenza d'Apio Claudio, vno delli Decemuiri, che gouernauano la Republica; che di questa inuaghito, l'haueua barbaramente fatta rapire. Tito Liuio al lib. 3. Fù la seconda Chiesa, consecrata alla Madonna in Roma, si chiama Santa Maria in scola greca, perche S. Agostino leggeua in questo luogo la grammatica greca. Dietro all'Altare maggiore vi è la sedia del detto Santo di marmo, la Chiesa è longa 21. larga 10. passi e mezzo. S Del Maria 1/4 3/4 lag. dem 21 Errante. Del Circo Massimo. On tralasceremo di parlare del Circo Massimo per essere stato il maggiore di tutti gl'altri fabricati in Roma, era questo di lunghezza vn quarto di miglio in cir ca, posto nella Valle, trà il Palatino, e l' Auen tino, incominciaua alla drittura, doue è hoggi Santa Anastasia, & arriuaua sino al Molino sotto à S. Gregorio, vedonsi al presente le sue roine di forma ouale, vicino al detto molino, vi si rappresentauano varij giochi, cioè le corse di Bighe, e Quadrighe, battaglie trà Gladiatori, e combat timenti nauali, era circondato di vaghe muraglie, e scalinate, Gallerie, e duplicati Balconi, vi poteuano commodamente stare 260. mila Spettatori à vedere le feste, e giuochi, che vi si rappresentauano; l'Imperadore Eliogabalo vi rappresentò i combattimenti nauali, & in vece d'acqua, vi pose il vino: questo famoso Circo fù fatto da Tarquinio Prisco nella Valle Mancia trà gli due Colli, come si è detto di sopra quando il medesimo riportò la vittoria d'Appiole Terra de'Latini. Augusto poscia l'ornò mirabilmente di bellissimi Portici, & il medesimo fece Traiano, Del Mercurio 22 Della Curia Ostilia. A Curia, & il Palazzo di Tullio Ostilio era doue è hoggi la Chiesa de Santi Gio: e Paolo. Liuio dice, che la Curia fosse nel Monte Celio, si vedono le rouine d'alcuni Archi nel Conuento della detta Chiesa: era vna nobil fabrica, pigliaua tutto lo spatio del detto Monte, verso l'Anfiteatro di Vespasiano: Io però tengo, che queste non siano ruine della Curia Ostilia, mà bensi della Casa Aurea di Nerone, la quale pigliaua tutto il Celio, & vna buona parte dell'Esquilino, e sù fabricata sopra la detta Curia: dunque le ruine sono della Casa Aurea, e non della Curia, secondo anche l'opinione di molti. Vi corse da vna fabrica all'altra 700. anni in circa; nel fine di questo Monte verso il Coliseo si vedono ancora le ruine della Casa Aurea, e nel medesimo luogo vi era l'entrata del Palaz20 Imperiale E Dell Errante 23 Dell'Arco Trionfale di Costantino Magno. Vesto nobilissimo Arco d'ordine Corintio fù fabricato dal Popolo Romano in honore di questo grand'Imperadore per la vittoria riportata dal medesimo contro Massentio Tiranno sopra del Ponte Emilio, hoggi Ponte Molle, si vede ancora inratto, e composto di tre Archi, come quello di Seuero: le due facciate sono ornate di bassi rilieui, che rappresentano la sudetta vittoria con lettere che dicono. Imp. Cæs. Fl. Constantino Maximo P. F. Augusto S. P. Q. R. Quod Instintu Diuinitatis Mentis Magnitudine cum Exercitu [45 Tam de Tyranno quam de omni eius Factione vno Tempore iustis Rempublicam Vulrus Est Armis Arcum Triumphis gnem dicauit. 0 Del Mercurio 24 Della Meta Sudante. VIcino al detto Arco si vede un pezzo di muro alquanto alto, e rotondo, questo era vna grandissima Fontana fatta per rinfrescare il Popolo, che concorreua à vedere li giochi nell'Anfiteatro, minacciaua di cadere questa muraglia, ſù fatta riſtaurare dalla glorioſa memoria d'Aleslandro Settimo. Dell'Anfiteatro di Vespasiano. Vesta famosa fabrica fù incominciata da Tito suo Figliuolo, molti voglio no che fusse compita nello spatio di quattro mesi, vi lauororono 12 mila Ebrei menati schiaui dalla destruttione di Gerusalemme, vi spese dieci milioni di scudi Romani, haueua questo tre ordini, il primo consisteua in scalmate, doue sedeua la Plebe. Il secondo ordine era composto di Balconi, & in questi staua l'Imperadore con il Senato. Nel terzo ordine vi stauano li Caualieri del l'ordine Equestre, era capace di 85. mila spettatori per vedere le funtioni, che vi si rappresentauano, cioè Commedie, Battaglie trà Gladiatori, & anco contro Animali feroci, & imparticolare il marririo de diuersi Santi. Quest'Anfiteatro nel de dentro è ouale, nel di fuori è rotondo perfetto, 1237 Palme ### # xxx . G . . ⸗c⌉ 25 Errante hà tre ordini d'Archi, & è di perfettissima Architettura, terminata che fù questa nobilissima fabrica, Tito vi fece per lo spatio di 200. giorni continue feste, variando ogni giorno noui spettacoli, vi furono sacrificati 20. mila Animali di varie specie; fù poscia questa gran machina barbaramente ruinata da i Goti per disprezzo, e si vede hoggi dì le muraglie tutte sbusciate, vsando la medesima barbarie anche contro l'Arco del medesimo Tito, di Costantino, del Tempio di Giano, & altri infiniti, e nobili edificij: dalla parte del mezzo giorno è in parte ruinato, delle pietre del quale si serui il Cardinal Farnese per la fabrica del superbissimo Palazzo dal medesimo fabricato, che si chiama con il suo nome il Palazzo Farnese Tù chiamato questo Ansiteatro Coliseo, e ciò perche in mezzo al medesimo vi era il Colosso di Nerone di grandezza di 60. piedi. Questa famosa machina è di longhezza 820. palmi Romani, e 700. di larghezza Gl'Archi che la girano sono in numero di So. e sono larghi 14. palmi per ciascheduno. Hi di circuito 2388. palmi Romani, & è alta 222. è d'ordine Dorico, & il disopra Ionico, di perfettissima Architettura. Fù questa fatta secondo l'opinione di Vitruuio l'anno di Christo 65. in circa. Del. Mercurie 26 Delli sette Colli di Roma, e prima del Monte Capitolino, e della Fortezza, e del Tempio di Gioue Feretrio, e delle Carceri Tulliane. L Monte Capitolino hebbe questa denominatione da vn Capo, ò sia Testa d' huomo, che cauandosi li fondamenti per fabricare il Tempio di Gioue Capitolino fù iui trouata, che perciò fù chiamato il Tempio di Gioue Capitolino. Fù anche chiamato Tarpeo, come si vedrà appresso tratrandosi della Rupe Tarpea. Fù anche detto il Monte di Saturnio, e ciò, ò perche Saturno vi habitasse, ò perche à piè di questo v' era vna parte della Città chiamata Saturnia. Il Tempio di Gioue Feretrio edificato da Romolo fù il primo fabricato in Roma Il Gambuci dice che in questo Tempio dal Generale de'Romani s'offeriuono le spoglie degl'vecisi inimici, e Plutarco parlando di Marcello, asserisce che questo vccise Brito maro Rè de' Galli, offerisse le dilui spoglie à questo Dio, il che viene confermato da Virgilio nelle sue Encide, e Romolo tù il primo che vi offerì le spoglie, quali furono chiamate Opime. Questo Tempio fù poscia consacrato à S. Gregorio Magno, e presentemente è la Chiesa detta Ara Celi. Tutta quella parte del Campidoglio, la quale è dietro al Palazzo del Magistrato, e doue 27 Errante doue è hoggi il Palazzo delli Signori Cassarelli, era il sito che pigliaua la Rocca, ò Fortezza del Campidoglio, e presentemente si vedono le vestigie de' suoi fondamenti di pietre quadrate, & io ne viddi cauare nel Orto delli sudetti Sig. Caffarelli gran quan tità. E perche di questo Palazzo del Campidoglio ne hò diffusamente trattato nel compendio de'Palazzi, non mi allongherò d’auuantaggio Le carceri Tulliane fabricate da Tullio Hostilio terzo Rè de Romani, nelle quali Prigioni stiedero carcerati SS. Pietro, Paolo, come in altro luogo si è trattato. Del Monte Esquilino. L Monte Esquilino fù famoso per l'habitatione delle più principali famiglie di Roma, vi teneua le guardie Romolo, perche non si fidaua di Tito Tatio Rè de Sabini suo Compagno. Questo Colle fù altresi chiamato Quisquiglie, e questa denominatione fù cauata dalli Vecellatori, i quali vi spargeuano certa sorte di esca con la quale allettauano gli Vccelli, chiamata Quisquile, questo è il nome più vuiuersale, che venga da li Scrittori attribuito à questo Colle, hoggi è S. Martino ne i Monti. Del B 2 28 Mercurio Del Colle Viminale. Ice Varone questo Colle essere nominato Viminale à causa di certi Vimini, ò Vinchi, che nacquero intorno all'Altare del Tempio di Gioue posto sopra al detto Colle, era questo Tempio aperto di sopra perche la pioggia potesse entrare, e vi nascessero li sudetti vimini, per questo gl' Antichi vogliono che fosse chiamato Gioue Vimineo, hoggi vi è la Chiesa dedicata a S. Lorenzo Panisperna. Del Colle Quirinale. L Colle Quirinale secondo l'opinione de gl'Antiquari, & antichi Scristori, fù detto Quirinale da Quire Città de Sabini, ò vero da vn Tempio dedicato à Quirino, il quale era sopra detto Colle. Fù anco chia mato Quirmale dal Popolo della Città di Quire, il quale vi habitò: la più probabile opinione però è di quelli, che vollero que sto Colle chiamarsi Quirinale dalli Sabini, quali s'impadronituo di questo Colle combattendo contro li Romani, al presente, el chiamato Monte Cauallo, e ciò per li dui famosi Caualli di marmo che vi sono, opera delli famosi Scultori Fidia, e Prasitelle, delli quali nè tratterò nel discorso de Palazzi di Roma Del ⛪ 5 siane ori, f. 29 Errante. Del Monte Celio. L Monte Celio fù chiamato cosi da Celio Vibbeno Capitano delli Toscani, che venne in aiuto di Romolo con le sue genti vi morì, & hebbe honorata sepoltura sopra al detto Colle, il quale fù denominato Celio dal suo nome, Tullio Ostilio vi fabricò la sua Curia, hoggi vi è la Villa Mattei. Del Campidoglio Antico. Vesto famoso Monte hà hauuto più nomi. Primieramente fù chiamato Capitolino à causa d'vna Testa di huomo, che fù trouata secondo l'opinione di Varone nelli fondamenti del Tempio di Gioue Ottimo Massimo, fù anco detto Tarpec qual denominazione hebbe da Tarpea Vergine, la quale tradendo i Romani consegnò la Fortezza alli Sabini, liberando Tatio loro Rè, il quale era restato prigione de Romani nella Guerra, che haueuano trà questi per il ratto delle Sabine fatto da Romani. vedasi Tito Liuio che pienamente ne tratta l'Istoria. Fù bellissimo edificio, fù soggetto più volte all'incendio: il primo dalli Galli Sennoni, il secondo successe al tempo di Vitellio, il terzo al tempo di Vespasiano. Questo fù riedificato poscia da Domitiano, il quale vi spese sette milioni, e settecento mila Mercurio 30 milascudi. Hebbe il Campidolio le Porte di bronzo il Tetto del medesimo indorato, fatto da Catullo, scriue Marcellino che venuto in Roma Constante Figliuolo del Gran Constantino restasse attonito, e merauigliato nel vedere le marauigliose grandezze di Roma, mà molto più del Campidolio: viene anco magnificato da Cassiodoro, il quale dice, che il foro di Traiano era vn miracolo, mà che assai maggior miracolo, e marauiglia recaua il vedere il Campidoglio, mentre in quello si vedeuano vnitamente tutti gl'ingegni raffinati, e tutte l'arti di perfetta Architettura. Del Colle Palatino. V Arie sono anche l'opinioni sopra le denominationi di questo Monte, Tito Liuio però vuole che fosse chiamato Palatino da Palanteo Città d'Arcadia, ò vero da Palante Figliuola d'Euandro, la quale fù sepellita sopra questo nobil Colle, da questo Monte hebbe il suo principio questa Regia del Mondo Roma, e Romolo suo Fondatore vi fabricò la sua habitatione, & ad immitatione di questo furono accresciure l'habitationi dalli Rè suoi Successori, & ampliate in tempo della Republica, e successiuamente, e con maggior splendidezza dagl'Imperadori, i quali quiui eleſſero le loro habitationi, di presente si chiamano li famosi horti Farnesiani, & hà di circuito mille passi Del Romani Errante 31 Del Colle Auentino. Vesto Colle prese il suo nome secondo alcuni da Auentino Rè d'Alba, il quale restò quiui sepolto, altri vogliono prouenire da Auentino figliuolo d'Ercole, il quale vi habitò gran tempo, quest'opinione vien corroborata dalla superba Statua del sudetto Auentino costrutta di pietra Egitia, la quale fù ritrouata in questo Monte, & hoggi si conserua in Campidoglio nel Palazzo del Magistrato, & è di vna singolar maniera, sopra questo Monte al presente vi è edificata la Chiesa in honore di S. Sabina. Questo Monte al presente hà di circuito 2000. passi, secondo l'opinione del Gambucci Delli Monti, che non sono compreſi nelli sette Colli di Roma. L primo trà questi è il Gianicolo chiamato cosi, perche sopra di questo vi fù sepolto Giano, questo Giano fù il primo che capitasse in Roma, assistè alli Romani, e questi costrinse aggire contro le Terre de Toscani, & essendo vecchio morì, e fu sepelito sopra questo Colle, & edificatole vn Tempio, sù annouerato nel numero delli Dei, l'opinione di Tito Liuio è, che questo Monte restasse circondato di mura da 32 Mercurio da Anco Martio, soggiungendo detto Autore, che Numa Pompilio Secondo Rè de Romani, fusse sepolto sotto al Monte Gianicolo; viene approuato il suo parere dal sepolcro del sudetto Rè ritrouato sotto det to Monte, qual sepolero era priuo d'ornamenti; vi era il Corpo attorniato da 14. libri, ne quali eran descritte le leggi dal medesimo promulgate al Popolo; vi era parimente l'ordine delli Sacerdoti, il tutto scritto in lingua greca, e latina; hoggi è il Monte di S. Pietro Montorio. Del Monte Vaticano. Vesto Monte fù chiamato Vaticano per esserui vn Tempio dedicato al Dio Vaticano, come vuole Sesto Pomponio dal quale si haueuano i Vaticinij, & vi concorreua immensità di Popolo: Varone dice che il Dio Vaticano era quello che haueua la Deità, & il potere nelle prime voci delli Fanciulli tosto che nasceuano, quali voci veniuano spirate da questo Dio, cioè và, và, e queste denorano pianto; nella cima dunque di questo Monte era il Tempio dedicato à questo Dio Vaticano, & hoggi ne por ta il nome; di presente in sua vece vi è il famoso Tempio dedicato alli Principi delli Apostoli Pietro, e Paolo. Del ⛪ Errante 33 Del Monte Pincio, e degl'Orti di Domitio, e Laberinto di Nerone. Vesto Monte hebbe tal denominatione da vn Palazzo iui fabricato da Pincio Senatore, si chiamò ancora il Colle delli Ortoli, per li orti di Salustio, i quali erano intorno à detto Monte, con serua ancor hoggi il suo nome primiero di Pincio, e vi è la villa Medici, e Lodouisi. Come pure la vigna delli Padri del Popolo, doue prima erano gl'Orti di Domitio, del sepolcro del quale si vedono le rouine con belli Corritori, & è posto trà il Casino di detta vigna, & il Conuento, nel quale fù sepellito Nerone, e molti vogliono, che il sepolcro di questo Imperadore fosse doue è hoggi l'Altare della B. V. come si può leggere nel Compendio di Roma antica trattando di detta Chiesa. Sotto al Casino poscia di detta vigna si vede vn grandissimo stantione antico, e le muraglie sono incrostate di finissima calce della grossezza di cinque deta, era questo vn Castello, ò sia botte per conseruare l'acqua, vedendosi anche in alto il condotto per il quale veniua l'acqua per li bagni di Domitio, de'quali si vedono le ruuine, e seruono di muraglia alla Cittâ, e tra l'altre muro torto, nel qual luogo si sepeliscono le meretrici che muoiono impenitenti, come anche gl'Eretici. Attaccato à detto Casino alquanto sotto terra si entra nel Laberinto di Nerone, come B 5 Mercurio 34 me alcuni vogliono, il quale è senza gradini, vi sono infinite strade cauate larghe egualmente 4. palmi incirca, & alte à proportione, & incrostate di calce bianca alte 4. deta, onde per la quantità delle strade, e varietà delli giri lo stimo vno tra i maggiori Laberipti, e tengo per certo, che in questo luogo il Crudel Nerone tenesse rachiusi li Christiani, e che tra l'altre pene sentissero quella di non poter colcarsi, e prender sonno, mentre vi fece entrare l'acqua dell'altezza poco più d'vn piede, ricauandosi ciò dalla quantità del Tartaro che è intorno à questo Laberinto sino all'altezza d'vn piede. Il sito di questa fabrica piglia tutta la vigna delli PP. del Popolo. Del Monte Cegliolo. Y Jeino alla Porta latina a man sinistra della via Appia, vi si vede il piccolo Monticello dagl'Antichi chiamato Cegliolo sopra di questo vi era vn famoso Tempio dedicato à Diana, hoggi vi è la Chiesa di S. Gio: ante Portam Latinam # Del Errante. 35 Del Monte Citorio. Opra di questo Monticello era posta una Colonna chiamata Citatoria, perche à questa si attaccauano le citationi di tutta la Città, cioè di quelli, che haueuano lite, di presente vengono portate alle proprie case dalli Cursori. Questa Colonna si vede nell'Orto delli Padri della missio ne posto sopra al sudetto Monticello. Del Monte Testaccio. Vesto Monte è composto tutto di vasi retti, e la cagione e questa: al tempo di Numa. Pompilio in questo luogo vi lauorauano quelli, che hoggi si chiamano Vasellari, ò Vasari, e tutte le materie rotte erano da questi gettate nel fiume, il quale riem piendosi per la multiplicità delli Cocci nell'escrescenza sortiua fuori; il Rè Numa Pompilio fece vn Edicto che nessuno gettasse più tali materie nel fiume, ma che fossero gerrate tutte in questo luogo, e dalla quantità grande della materia se ne formò questo Monte, hoggi è chiamato Testaccio, & hà di circuito vn terzo di miglio, & è alto 160. piedi. L'antica Roma haueua sette Colli, hoggi nè hà vndici, come hò già descritti; Si fa mentione ancora di tre Monticelli B. 6 Mercurio 36 Il primo Monticello è detto Briante, hoggi l'Orso, doue stanno li Vetturini. Il secondo è il Monte Giordano così chia mato dal Palazzo di D. Paolo Giordano di casa Orsina, Il terzo è il Monte Sauelli, cioè à dire il Teatro di Marcello sopra di questo è fabricato il Palazzo della famiglia Sauelli. Della Curia Vecchia. I vedono le rouine di questa Curia nel principio del Monte Esquilino in faccia alla Porta del Giardino delle Zitelle del P. Carauita. In questa Curia ogni mese veniuano li Sacerdoti del Tempio di Gioue Capitolino portando li vasi sacri per riceuere gl'Auguri, di ciò trattassimo sopra al Capitolo della via sacra, era quiui parimente il Vico scelerato, detto Vicus sceleratus, perche Tullia in questo Vicolo passò barbaramente con il Cocchio sopra il Cadaue. re del proprio Genitore, andando alla det ta Curia come vuol Liuio O D Errante. 37 Delli Bagni di Traiano, hoggi S. Pietro in Vincola. Ell'Orto del Conuento di S. Pietro in Vincola, si vedono le rouine, e le vestigi delli Bagni di Traiano, sopra del le quali rouine è fondata hoggi la Chiesa dedicata à S. Pietro in Vincola, sotto l'Altar maggiore, vi riposano i Corpi delli sette Fratelli Maccabei, e le Catene con le quali fù legato S. Pietro essendo inprigionato. Questa Chiesa fù fondata da Eudosia moglie del primo Arcadio, la quale vi ripose le sudette Catene: vi è il bellissimo deposito di Giulio Secondo, fatto dal celeberrimo Michel' Angiolo, & in quello si osserna la famosa Starua di Moise, la quale è la più bella Statua moderna che fia in Roma. Il quadro rappresentante la Pietà opera singolare del Guercino. Vi sono 22. Colonne antiche, la detta Chiesa è di longhezza 32. e larga 20. passi Nel Cortile del Conuento vi è vna Palma, & è la più alta che sia in Roma, & il Pozzo famoso disegno di Michel' Angelo Bonarota * 0 Dels Mercurio. 38 Delle Sette Sale, e delli Bagni di Tito Vespasiano. Ella Vigna delli Padri sudetti di San Pietro in Vincola vicino à S. Martino si vedono noue stanze, chiamate hoggi le sette Sale, e ciò perche ogni stanza hà sette porte, e da ciascheduna porta si vede la prospettiua in quattro parti per profilo. Sotto di queste vi souo altre noue stanze della medesima grandezza, & io medesimo, l'hò vedute, in occasione che in detto luogo si cauaua: erano queste Sale vn ricettacolo d'Acqua, la quale seruiua per li Bagni di Tito Vespasiano, & ogn'una di queste è longa 37. larga 17. & alta 12. piedi. Vicino à dette Sale, si vedono le rouine delli detti bagni e del Palazzo, che vi era della Casa Flauia, Scriue Plinio, che in questo Palazzo vi era una famosa Statua di un Lauconte, e che fosse la più bella che fosse al Mondo fatta da tre famosi Scultori, e sono Gesandro, Polidoro, & Antenodoro, Rodiani: modernamente fù ritrouata, & al presente si con serus nel Cortile, del Vaticano detto Beluedere. Errante 39 Di S. Martino nelli MontiVIcino alle sudette sette Sale vi è la Chiesa dedicata à S. Martino, la quale è fōdata ſopra le rouine delli bagni di Tito Vespasiano: vi sono 24. Colonne antiche tutte di vna misura, li paesi à fresco di pinti, sono di Gasparo Possini, e di Paolo Brillo. Nella Chiesa sotterranea vi è il luogo doue fù fatto il Concilio da San Siluestro Papa, e da Constantino, e Sant'Elena sua Madre. In questo luogo per lo spatio di dieci auni vi risiedè il detto Santo Pontefice. L'effigie della Madonna scolpita in mosaico è fatta da Costantino il grande, fù la prima Imagine della B. Vergine pregata in Roma dalli Romani, questa Chiesa fù fabricata dal sudetto Costantino, è longa 30. larga 16. passi, e mezzo. Di Santa Pressede. Vesta Chiesa era la Casa, & habitatione di questa Santa, in mezzo della Chiesa vi è vn Pozzo, nel quale v'è del sangue delli Santi Martiri, che era raccolto, e riposto dalla medesima Santa, come si vede dalla Statua della detta, fatta dal Ca ualier Bernino in atto di spreniere con la sponga il Sangue de Santi Martiri raccolto: lapietra sopra la quale dornuua detta Santa. 40 Mercurio ta è di granito orientale: vi sono 22. Colonne scannellate antiche. Le pitture poste sopra gl'Architraui, le quali rappresentano, la Passione del Saluatore sono di buon gusto, fatte da diuersi Pittori Nella Cappella alla Mosaica si conserua la Colonna di marmo alta tre palmi, alla quale fù legato, e battuto il N. S. Giesù Christo, reliquia in vero di grand'estimatione, e veneratione trasportata in Roma dall'Oriente da vn Cardinale di Casa Colonna. Sotto l'Altare maggiore vi sono 3500. Corpi Santi, vi habitano gl'Monaci. di Vall'Ombrosa, & è longa 27. larga 16. passi Dell'Arco di Galieno. Ivede quest'Arco liscio, e senza ornamento alcuno, Molri vogliono, che non fosse eretto in honore di Galieno perche mai trionfò, mà più tosto che gli sia stato eretto dal Popolo per qualche benefitio dal medesimo riceunto. Hoggi si chiama l'Arco di Santo Vito, qual denominazione hà hauuta dalla Chiesa dedicata, à questo Santo, la quale è attaccata á detto Arco. Nel frontispitio di detto Arco vi si legsono queste parole 62 41 Errante Galieno Clementissimo Principi, cuius inuicta virtus, ſola pietate ſuperata est, & Saloninae Sanctissimae M. Aurelius Victor dedicatissimus Numini Maiestatique eorum. Delli Trofei di Mario. Vicino alla Chiesa di Sant' Eusebio si vedono le rouine delli Trofei di Mario li quali furono eretri dal Popolo Romano à questo gran Capitano per la Vittoria da lui riportata contro li Cimbri. Fù questa la maggiore, e più sanguinosa battaglia, che sia mai successa, volendo molti, che vi restassero estinti 100. mila de nemici, Suetonio dice che questi Trofei furono gettati per terra da Scilla inimico, & inuidioso della gloria di Mario. Furono però di nuouo da Cesare ristorati per honorare la memoria di si celebre Duce. Seruono hoggi per ornamento del Campidoglio. In questo medesimo luogo vi era il Castel lo dell'Acqua Martia, cioè il ricettacolo della medesima, la quale si distribuiua in molte parti della Città, e se ne vede vna parte intiera. . Di 42 Mercurio Di Santa Pudentiana, e Pudente. Ra questa Chiesa anticamente l'ospitio done si congregauano li Christiani, e quiui habitò S. Pietro la prima volta, che venne à Roma, conuertì in questo luogo alla S. Fede di Christo le Sante Pudente, Pudentiana, e S. Prasede, essendo questa la loro casa, & habitatione, l'Anno di Christo 44. fù consecrata questa Chiesa dal Prencipe delli Apostoli, e fù il primo Tempio, che fosse consecrato in Roma, come si vede da una lapide in marmo, nella quale il tutto si legge, vi è il Pozzo, doue si conseruano molt'ossa; e sangue de Santi Martiri, ripostiui dalla Santa, l'Altare doue celebraua messa S. Pietro, sopra detto Altare vi è la Statua di nostro Signore, che da le Chiaui à S. Pietro fatta da Gio: Battista della Porta, vi si ammira la famosa Cappella del la famiglia Gaetani dedicata à S. Pastore, & è una delle belle Cappelle di Roma ornata di ricchissimi marmi, e depositi della famiglia, e mosaichi nella volta. Nell'Altare la bella Tauola di marmo, che rappresenta l'adorazione delli Rè Maggi scultura bellissima di Pietro Paolo Oliuieri, è alta 14. palmi, e larga 8. di Canna. Vi si ossetuano nell'ingresso della Cappella 4. famose Colonne di giallo, & all'Altare le due Colonne di granitello orientale alte 13/2 ch Errante alte 12. palmi. Questa Cappella è di longhezra 9. e larga 4. passi, & è Architettuta di Francesco da Volterra, sotto la detta Cappella vi è la bella Camera con diuersi seposchri della famiglia Gaetani, vi è anche nella Chiesa la pietra sopra della quale S. Pietro battezzaua li Christiani. Della Mole d'Adriano. Vesta bellissima Mole fù fatta fabricare da Elio Adriano Imperadore perche seruisse per la di lui sepoltura, e de suoi descendenti. Era il più grande, e magnifico sepolcro di Roma, haueua ricchi ornamenti di Statue: nell'estremità v'era una Pigna di bronzo doue si conseruauano le Ceneri dell'Imperadori, e questa si vede nel Giardino Vaticano assieme con due Pauoni parimente di bronzo, quali erano per ornamento al sepolcro di Scipione Africano. Fù anche chiamata questa Mole il Castello di Crescentio perche vn tale di questo nome se ne impadroni. Bonifatio Ottauo Sommo Pontefice fù il primo, che la ridusse in stato di fortificatione perche seruisse di Fortezza à Roma, hoggi si chiama Castel Sant'Angelo. Qu'esta denominazione l'hebbe da vn Angelo, quale comparue sopra detta Mole, e fù veduto da S. Gregorio Papa in occasione, che detto Sommo Pontefice assieme con tutto il Clero, seguitato da tutto il Popolo, andaua cantando le letanie della Mercurio della B. Vergine in rendimento di gratie per la liberatione di Roma della peste, e questo Santo Papa vidde che il sudetto Angelo rimetteua una rilucente spada dentro il fodro, e subito sparue, e cessò in Roma la Peste: Li quattro Baluardi con il Maschiet to li fece fare Alessandro Sesto di Casa Borgia Spagnolo, come pure il Corritore; che và al Vaticano, che serue per sicurezza del Papa in caso di guerra per passare in Castello senza essere veduto. Le fortificationi esteriori furono edificate da Vrbano Ottauo: vi è vn'Armaria per armare sei mila soldati, vi è vn Armatura di velluto cremisino con piastrini d'acciaro, la quale portò Clemente Ottauo quando andò à pigliare il possesso di Ferrara; vi si vedono diuerse specie d'armi prohibite, frà le quali le Pistole del Duca di Parma. Spartiano dice, che Adriano edificò à canto al Teuere un sepolcro del suo nome. Procopio dice, che il sepolcro d'Adriano Imperadore era à guisa d'vna Fortezza, posto fuo ri della Porta Aurelia. ☚ ⛪ + Det Errante 45 Del Ponte Elio. Vesto nobil Ponte fù fabricato dal sudetto Imperadore Adriano acciò per questo si passasse al suo sepolcro, è il più bello, che sia hoggi sopra il Teuere, vltimamente fù ristaurato da Clemente Nono, il quale vi fece il pauimento, le balaustrate di ferro con dieci Angeli di marmo, fatti da diuersi Maestri, ogn'uno de quali rappresenta vn mistero della Santiss. Passione. Il più bello è quello, che tiene la Canna, tutto è disegno del Cavalier Bernini, il Ponte è longo 70. passi, e largo 5. Del Ponte Trionfale. Assato il sopradetto Ponte Sant'Angelo alla drittura verso San Spirito si vedono le rouine del Ponte Trionfale, sopra del quale passauano quelli, che Trionfanti per le vittorie delle Prouincie sottomesse alla Republica Romana, ritornauano in Roma. A questo Ponte vi stauano le guardie, le quali non permetteuano che per quello passallero Persone vili Il primo che trionfasse in Roma fù Romolo primo Rè de'Romani, e l'ultimo fù l'Imperadore Probo. Il Gambucci numera da Romolo sino à Probo 322. Trionfi. Del= Mercurio 46 Della Strada, che faceua il Trionfante per andare in Campidoglio Que è hoggi la Chiesa di S. Pietro era anticamente il Campo Trionfale, & in questo Campo si poueua all'ordine il Trionfante, di là si portaua e passaua al Ponte Trioufale, e per vn Arco Trionfale, che iui era posto, passaua per la via Giulia, la quale al presente ne conserua il nome, e si portaua nel Campo di Fiore vicino al Tea tro del Gran Pompeo, seguiua drittamente per la Piazza Giudea, e di li à S. Angelo in Pescharia. (Questa Chiesa era anticamente il Tempio di Giunone. ) Passaua di qui vicino al Teatro di Marcello per via retta, doue è hoggi S. Maria in Cosmedin, poscia per la via Appia alle radici del Palatino, voltaua à mano manca, passando per la valle, trà il Palatino, & il Celio all'Arco di Costantino Magno, voltaua, e passaua sotto l'Arco di Tito Vespafiano per la via sacra, ò Trionfale, e dall'Arco di Settimio Seuero, saliua il Trionfante in Campidoglio. Entraua nel Tempio di Gioue Capitolino per sacrificare à quel Dio in rendimento di gratie delle pittorie cetenute, delli Trionfi de Romani: vedasi Caio antichissimo Scrittore, il quale diffusamente ne tratta, & infiniti altri Autori, come Eusebio Cesariense al libro 2. cap. 25. Pirro Liggorio, & al tri. 1 n Errante 47 tri. Basti hauer dimostrato breuemente il disopra descritto con breuirà per appagate la Curiosità de Signori Forestieri. Del Mauſuleo d'Auguſto. I vede una gran parte intiera di questo marauiglioso edificio, qual è di forma ro tonda, e molto consumato dal tempo, vi si riconoſce nulladimeno la gran magnificenza vsata in quel tempo. Il suo centro consiste in un stantione rotondo, simile alla Chiesa, detta la Rotonda, era però aperto, vi era la Statua d'Augusto di bronzo. Haueua tre ordini esteriori, sotto ciascheduno de quali vi erano stanze, nelle quali si sotterrauano i Parenti degl'Imperadori, si vedeuano so pra questi ordini belle strade, ornate d'alberi, e Statue, e seruiua di passeggio la sera alli Nobili Romani, era alto 250. gubiti, & il famoso Portico che lo giraua era di mille piedi: dice Suetonio trattando del Mortorio d'Augusto, che furono trasportate le sue reliquie nel Mausoleo, e Cassiodoro nelle sue Epistole ne fà mentione, chi desidera vedere questa bella Antichità è nel la strada delli Poutesici in casa di Monsignor Fiorauanti. Il Gambucci da S. Geminiano dice, che vicino à questo Mausoleo, era collocato l'Anfiteatro di Caio Cesare. Del Mercurio Del Pantheon. Vesto famoso Tempio è il più grande & il più conseruato trà tutti li Tempij antichi, che si vedono hoggi in Roma, è d'ordine Corintio, & hà tanto di altezza, che di longhezza cioè 154. piedi, le mura glie grosse sono di 30. palmi, è di forma totonda: non hà altro lume, che quell'aper tura che si vede di sopra larga 12. passi andanti. La gran Porta antica è di metallo giallo, gli portali, ò stipidi sono tutti d'un pezzo, & anche l'Architraue. Gl'Architraui del Tempio sono sostenuti da 16. CoIonne di giallo antico molto stimate, negli Altari vi sono 26. Colonne di Porsido, e di Granito. Questa magnifica fabrica fù eretta da M. Agrippa, il quale lo dedicò à Cibbele Madre delli Dei. Plinio scriue che la dedicatione di questo Tempio fù fatta à Gioue Vlrore, e poi vniuersalmente à tutti li Dei: vi era una Statua di Ercole colcata in terra, e li Cartaginesi vi sacrificauano vn huomo viuo ogni anno, come vole Vitruuio. Il sontuoso Portico di questo Tempio vien sostenuto da 16 grosse Colonne di granito orientale, vi si vede vn sepolcro di porfido, molti vogliono, che fosse la sepoltura di M. Agrippa. Per quello, che riguarda al Pottico io sono d'opinione, che questo sia stato fabricato qualche tempo doppo al Tempio, e ciò lo ricauo dalla sua facciata, dalli 15 hald 11 G Errante. dalli Cornigioni, e da altri ornamenti, come puole ogn'uno osseruare. Il detto Portico è longo 20. passi, largo 12. nella facciata sono queste parole. M. Agrippa L. F. cos. Tertium fecit, di sotto vi sono altre lettere di Marco Aurelio, e di Settimio Seuero, i quali fecero restorare il detto Tempio. Il Gambucci però è d'opinione che questo famoso Tempio haueste due Portici, e che l'uno fosse fatto in vn tempo medesimo con il Tempio, e l'altro da Marco Agrippa. Bonifario Quarto ottenne dall'Imperadore Foca di poter consecrare questo Tempio alla B. Vergine Maria, & à tutti i Santi Li Traui del Portico erano di Bronzo, questi furono leuati da Vrbano Ottauo, delli quali nè costrusse il bel Ciborio dell'Altare Maggiore del Prencipe degl'Apostoli in San Pietro, tutto da me veduto Per entrare in questo Tempio si scendeuano dieci scalini, perche in quel tempo la terra era molto alta per le rouine & incendij, che in diuersi tempi sono occorsi. Alessandro Settimo di Casa Chigi fece ridurre il pauimento al suo pristino stato, fece mettete tre Colonne nel Portico, che vi mancauano dalla parte verso Oriente, quali fece leuare con gran spesa di sotto terra in faccia alla Chiesa di S. Luigi de Francesi, e Clemente Nono vi fece i Cancelli di ferro, Del. Mercurio 50 Delle Terme di Marco Agrippa. Ietro alla Rotonda si vedono molte rouine delli Bagni di Marco Agrippa verso li Cestari per andare all'Arco della Ciambella. Plinio dice che furono bellissime, e trà gl'altri suoi ornamenti hauenano gl'Archi, & i Panimenti di Vetro, le muraglie incrostate di pietre fine, e gli soffitti messi à oro. Delli Bagni di Alessandro Seue. ro, di Nerone, e di Adriano Imperadori. Que è hoggi la Chiesa di S. Eustachio, e di S. Luigi de Francesi, il Palazzo de Sig. Giustiniani, quello delli Sig. Rondanini, & il Palazzo de Medici, si vedono le ruine delli Bagni di questi Imperadori Il primo à costruirli fù Nerone, e poi furono ristaurati da gl'altri dui Imperadori. Plinio, e Martiale dicono, che furono del le belle fabriche di quel tempo Del 1 . . m 3,30 Errante 51 Del Foro di Antonino Pio, della Colonna, e della Basilica del Medesimo. L Foro era vna Piazza publica nella quale si faceua il Mercato al presente non vi si vede niente La Colonna detta Antonina si vede hoggi rutta intiera, era posta in mezzo al detto Foro per salirui bisogna salire 190. scalini, ha 40. fenestrelle, & è d'altezza di 175. piedi, è ornata di bassi rilieui, quali rappresentano li fatti, e l'imprese di questo Prencipe, si deue osseruare, che al nostro occhio sembra, che le figure siano tutte grandi, & vniformi, non è così, mentre le prime sono piccole, e di mano in mano vanno crescendo à segno, che l'ultime figure sono quasi grandi tanto, quanto le naturali. Fù fabricata questa magnifica Colonna da M. Aurelio Figliuolo adottiuo di Antonino, come si legge nell' inscrittione della Base, che diceM. Aurelius Imp. Armenis, Parthis, Germanisque, bello maximo deuictis triumphalem hanc columnam rebus gestis insignem Imp. Antonino Pio Patri suo dedicauit. La Statua posta sopra la Colonna è di S. Paõ lo, è alta 14. palmi, vltimamente fù restau rata da Sisto Quinto, vi misse la detta Sta tua di bronzo indorata l'anno 1670. alli 9. C 2 d'Ago Mercurio d'Agosto questa Colonna fù percossa dal fulmine verso al mezzo giorno vi fece cascare un pezzo di basso tilieuo di 4. palmi, quale vi fù rimesso, e veduto da me. Della Basilica Antonina. Vblio Vittore parlando della Basilica di Antonino Pio, dice, che hauesse un bellissimo Portico di 42. Colonne di ordine Corintio, e che fosse vno delli belli edifitij di quel secolo, vi si vedono hoggi vndici Colonne dritte per ordine nel suo luogo come erano al suo tempo nella Piazza detta di Pietra. Vogliono però molti che fosse il Templo fabricato da Marco Aurelio in honore di Marte. Del Foro di Traiano, e della sua Colonna. L famoso Foro di Traiano fù il più bello di tutti gl'altri di Roma, Dionisio ne sà mentione, e dice che Polidoro ne fù l'Architetto, e che per farlo fosse leuata tanta terra, quanto è alta la Colonna, che hoggi si vede, la quale era in mezzo ni detto foro, haueua all'intorno vn sontuoso Portico di cosi smisurata grandezza, che ogn'vno diceua essete fatto per mano di Giganti, era d'ordine Coriutio. Celio dice, che si vedeuano per ogni parte Statue in piedi, & à Cauallo, simula casei. laſua Errante 53 mulacri, & insegne di Guerra, Scriue Mazcellino, che essendo venuto in Roma Constanzo figliuolo di Constantino il grande restasse ammirato nel vedere la magnificenza di questo Foro, e particolarmente della bella Sratua di bronzo, la quale rappresentaua Traiano à Cauallo, e disse, che quella hauerebbe volsuto immitare, al quale rispose Orsmida suo Maggiordomo, bisogna Signore che Tù facci prima vna stalla, volendo inferire, che era impossibile di fare vn Foro simile a questo. Della Colonna Traiana. A famosa Colonna, che hoggi si vede intiera, era posta in mezzo al detto Foro, è alta 128. piedi e per montarui 173. scalini, e hà 40. fenestrelle: dice Dione che in questa furono riposte le Ceneri di Traiano, è ornata di bassi rilieui, che tappresentano li fatti, & imprese di questo buon Prencipe, come Armate di mare, e di terra, Parlamenti alle Corti Pretorie, Congiari, ò donatiui al Popolo, e l'istesse Istorie sono nella Colonua Antonina. In quel tempo vi era sopra la Statua del Prencipe di bronzo, come si vede nelle Medaglie dell' vno, e dell'altro. Nel Piedestallo vi si leg gono queste parole. Se. 3 Mercurio 54 Senatus P. R. Imp. Caesari Diui Neruae F. Nerue Traiano Aug-Germ. Dacico Pontif. Max. Trib. post XVII. Imp. VI. Cos. VI. PP. Ad declarandum quantae Altitudinis Mons, & locus tantis operibus ſit Egeſtus. Sisto. Quinto. Sommo. Pontefice sece restaurare la sudetta Colonna come l'Antonina, e vi fece mettere la Statua di S. Pietro di bronzo indorata, alta 14. palmi, con queste lettere. Sixtus V. Pont Max. B. Petro Apostolo Pont. A. IIII. Del Foro di Nerua. Lle radici del Monte Quirinale verso mezzo giorno, doue è hoggi l'Arco A de Pantani si vedono grandissime muraglie di pietre grosse; molti vogliono, che fosse il Foro di Nerua, io non credo che fusse tale, non hauendo tal forma, perche il Foro era di forma ouale, ò quadrata, mà non di forma larga, e longa, come rappresenta que sto. Altri vogliono che fosse il Palazzo di Nerua, mà ne tampoco questo puol essere, perche se fosse stato Palazzo necessariamente doueua hauer le fenestre; e non si vedono, che muraglie altissime senza segno, che vi sian mai state fenestre. La mia opinione è che fosse la Zecca, doue si batteua la moneta, vi si vede vna parte del suo Portico con 13 um. L Ich 5,01 h Paa Errante. 55 con tre grosse Colonne di marmo greco scannellate con gran Capitelli di sopra, & Architraui di ordine Corintio: se era foro, come vogliono, doueua chiamarsi foro transitorio, perche sortiua nel Foro Romano, Suetonio dice, che Domiriano l'incominciasse, e fosse terminato da Nerua, fù ornato di Statue, come vuole Spartiano, che queste fossero degl'huomini Illustri, Capitani della Republica Romana, scriuono, che in mezzo à questo Foro vi fosse vna Colonna di bronzo grandissima, la quale sosteheua vn certo coperto da mettere, e leuare, e questo per riparare dal Sole, e dall'acqua, mentre si celebrauano Commedie, battaglie de Gladiatori, e altri spettacoli per compiacimento del Popolo. Del Tempio di Minerua. El medesimo foro, ò almeno vicino, vi era il Tempio di Minerua hoggi si vede la sua facciata con Colonne, con la Statua di Minerua di sopra ornato di vaghi bassi rilieui, buona parte del quale è sotto, terra, & è posto vicino à Tor de Conti. ☚ ∆ Del Mercurio 56 Delle Terme di Diocletiano, e del suo Palazzo. Ssendo Imperadore Diocletiano il Tiranno persecutore delli Christiani. quali perseguitò per tutte le Terre dell'Imperio, diede principio à questa gran Mole, e furono li più grandi Bagni, che fossero mai stati fabricati in Roma. Vi fece lauorare per lo spatio di sette anni quaranta mila Christiani schiaui, terminata la fabrica si trouorno mancanti trenta mila, quali restorono oppressi dalla gran fatica, & il poco cibo, e da altri patimenti, & il rimanente restò gloriosamente martirizzato in varie maniere nel Macello Christianorum, quale era doue è al presente la Chiesa delle tre Fontane. Questi bagni furono si grandi, che vi si poteuano lauare in vn medesimo tempo 3200. persone, senza che l'vno vedesse l'altro, si vedono le sue gran rouine, doue è hoggi la Chiesa, & il gran Conuento delli Certosini. Vi sono otto gran Colonne di granito orientale. Pio Quarto fece ridurre questa Chiesa in questa forma fù disegno di Michel' Angelo Buonarota, il quale vi fece il deposito del Papa, vi è anche quello di Saluatore Rosa famoso, & celebre Pittore; le pitture à fresco nella Tribuna sono di Danielle Tedesco. Questa Chiesa è tanto longa, che larga, e forma una Croce perfetta larga, e lon 4 Errante. longa 63. passi. Il Cortile del Conuento è quadrato, e li Portici sono sostenuti da 100. Colonne di Trauertino moderne; Questo Chiostro è quadrato, & è longo per ogni verso 60. passi Dietro al Giardinetto del Sig. Cardinale Chigi si vedono alcuni pezzi d'Archi antichi, quali sono le ruine del Palazzo di Diocletiano. Del Tempio delle Matrone al tempo di Eliogabalo. L Tempio delle Matrone Romane era doue è hoggi la Chiesa di Santa Susanna queste si radunauano in questo Tempio, doue trattauano del modo di ben reggere le loro Case, e d'alleuare bene li loro Figliuoli Delli Torioni delli Bagni di Diocletiano I Bagni di Diocletiano, secondo la pianta di Roma antica, erano circondati da Torrioni cosi, che per ogni cantonata vi era vn Torrione, uno di questi si vede anco intiero, & è hoggi la Chiesa di S. Bernar do, quale è rotonda perfetta, hà di larghezza 14. passi, entrando nell'orto del detto Conuento si vede un muro alto, che forma un mezzo circolo di forma ouale, e da tutte quar Mercurio 58 quartro le parti delli Bagni ve ne era vno simile. Più à basso vicino al Portone della Villa Montalto si vede la metà d'un altro Torrione rovinato Della Botte dell'Acqua delli Bagni di Diocletiano. E ne vedono le rouine nella Villa Montalto. Questo era vn gran ricettacolo per conseruare l'acqua, e per darla à suo bisogno alli detti Bagni. Della Madonna della Vittoria. Vesta Santissima Imagine della Vergine fù portata dal Padre Domenico Carmelitano, nella battaglia, che diede l'Imperadore à Gustauo Adolfo Rè di Suetia, per mezzo della quale ne riportò vittoria, hoggi ne porta il nome della Madonna della Vittoria, si conserua nell'Altare maggiore di questa Chiesa con molte Insegne guadagnate in quella battaglia, Vi e la famosa Cappella del Card. Cornaro ornata di diuerse è rare pietre fine, con molti ritratti della detta famiglia, di sopra vi è la bella Starua di Santa Teresa, con l'Angelo di marmo fatta dal Caualier Bernini, & è vna delle più singolari opere, che habbia fatto. Nel Conuento vi è vna Corona d'oro ornata. X malt. Bagn di S. re vina r tigte , 2 B3 3,65 Errante. nata di gioie, la quale fù donata dall'Imperadore, & altre rare gioie. In vna Cammera vi sono quattro pezzi di quadri, che rappresentano la battaglia trà l'Imperadore, e Gustauo Rè di Sueria. Il bel quadro posto nella Cappella à mano dritta della Madonna con il Bambino, e San Francesco è opera del famoso Domenichino, come pure il quadro di Christo in braccio alla Vergine posto in sagrestia. Del Tempio di Bacco, e di Santa Agnese, delle Catacombe, e di un Circolo Antico. Ella via Nomeniana fuori di Porta Pia nella distanza d'un miglio v'è l' N antichissimo Tempio di Bacco di tutta conseruatione di forma rotonda, di dentro vi è vn Portico che lo gira con 24. Colonne di granito orientale, quali sostengono gl'Architraui, nella volta vi sono vaghi Mosaichi di Baccanali, cioè Carri con Buoui carichi d'Vue, Persone in atto di fare il Vino & il ritratto di Bacco, e diuersi Vcelli. Vi si vede il raro Sepolcro detto di Bacco, e ciò si caua da alcuni Fanciulli con l'Vue nelle mani. Non si sà per certo di chi sia stato; molti vogliono che fosse di Tulliola figlia di Cicerone, ouero di Tullia moglie di Tarqui nio Superbo. In questo era chiuso il Corpo di S. Costanza, sia però come si voglia, certo è che è vno delli più belli pezzi di Porfido C 6 Mercurio 60 do che si possi trouare nell'Europa. Paolo Secondo Venetiano lo fece portare in San Pietro perche seruisse per sua sepoltura, mà nel medesimo tempo dicono che il Papa morisse, & il sepolcro fù ritornato al suo luogo, doue di presente stà. Questo Tempio era circondato per di suori da vn Portico sostenuto da 40. Colonne, come ogni vno puol vedere. Il Portico da vanti era qua drato con due Cappelle dalle bande, quali ancor hoggi si vedono. Tutto il Tempio è d' ordine Corintio: fù questo Tempio consacrato à S. Costanza da Alefandro III. Papa. il Corpo della quale con altre reliquie è ri posto nell'Altare in mezzo alla Chiesa, quaLe è di longhezza 75. piedi. In faccia al detto Tempio vi è vn circolo di molta conseruatione, nel quale gl'Antichi vi faceuano le Corse di Bighe, e Quadrighe, non si sà però di chi fosse, dicono alcuni, che fosse di Settimio Seuero, In questo luogo vi si faceuano li Baccanali per essere il Tempio del Dio Bacco. Poco longi si discende una scala di 43. scalini fatta dal Cardinal Veralli, e si entra nella Chiesa di S. Agnese fabricata da S. Costanza in honore di questa Santa, è della me desima sorma antica con sedici Colonne di diuersi marmi, che sostengono l'Architraui. Nella Tribuna si vedono antichi Mosaichi. Il bel Ciborio sostentato da quattro Colonne di Porfido, l'Altare è composto di diuersi marmi fini, dentro del quale e riposto il Cor po di Sant'Agnese, e di Santa Mariniana. So⛪ the . tue che 61 Errante. Sopra l'Altare vi è la Statua della Santa, la Testa della quale con le mani, e le gambe è di bronzo indorato. Il Corpo è d'Alabastro orientale, qual Statua è opera di Nicolò Cordieri. Tutto l'Altare è stato fatto da Paolo Quinto. La Chiesa è longa 19. passi larga 11. sotto alla Chiesa vi è il Cimiterio di Santa Priscilla detto le Catacombe, ouero una parte di Roma sotterranea, è vno del li belli Cimiterij di Roma, vi sono Corpi de Santi Martiri intieri, per la ricerca, e ricognitione de'quali vi è instituito un Sacro Tri bunale pieno di sapere, & attentione. Ma ritorniamo alla descrittione del Tempio. Nelle Stanze dell'Abbate si vede vn bel Christo di Terra cotta fatto da Michel' Angelo Buonarota, con la Testa parimente di vn Christo del medesimo. Delli Bagni di Antonino Caratalla. Lle radici del Monte Auentino si vedono le grandissime rouine delli Bagni di Antonino Caracalla, le quali furono di gran magnificenza. Si poteuano lauare in questi 2300. persone in un medesimo tempo, senza vedersi l'un l'altro. Il Gambucci però è di parere che questi Bagni non fossero d'Antonino Caracalla, ma di Antonino Pio, & ciò lo ricercaua dall'Architortura delli medesimi, mentre al Tempo di Caracalla l'Architettura non era di quella per 62 Mercurio perfettione, come al tempo d'Antonino Pio, Lampridio dice, che la maggior parte de'Ba gni degl'Antichi erano fabriche eccelse, e quelli, che erano piccoli, erano ornati di diuerse pietre pretiose, la magnificenza delli quali si puol dedurre dalle gran rouine delli medesimi, che al presente si vedono. Vicino à detti Bagni viera un gran Palazzo del medesimo Imperadore, & in questo luogo fù trouato il famoso Toro, che hoggi si con serua nel Palazzo Farnesiano, del quale hò trattato nel primo Compendio delli Palazzi. Del Tempio di Diana. Opra al Monte Auentino era il famoso, Tempio di Diana, quale fù fabricato da Seruio Tullio, sopra le di cui rouine al presente v'è fabricata la Chiesa dedicata alli Santi Sabina, e Domenico, in questo luogo si vede una marauiglia, & è vn merangolo piantato dal medesimo Santo, che ogni anno fà quantità di merangoli, e si pigliano, ter deuctione. 0 Dek 1 62. Errante. 63 Del Tempio d'Hercole. Vicino al sopradetto vi era il Tempio di Hercole, & hoggi è la Chiesa dedicata à Sant'Alessio, che fù anche la Casa del medesimo Santo. Vi si conserua il suo Corpo, e la Scala sotto la quale sterte tant'anni, e finalmente vi morì. Delle Terme di Traiano Decio. I questi Bagni si vedono le rouine doue è hoggi la Chiesa di Santa Prisca, sopra di detto Monte. Dell'Arco di Oratio Cocles. Lle radici del sudetto Monte sotto al Priorato, vicino al Teuere si vedono alcune rouine di muraglie antiche: molti vogliono che siano fragmenti d'un Arco eret to dal Popolo in honore di Oratio Cocles, per hauere questo difeso solo il Ponte Suplitio contro di Porsenna Rè de Toscani, e contro tutta la sua Armata, restandone vittorioso. ☚ ⸸ Del Mercurie 64 Della Taberna Meritoria, hoggi Santa Maria in Trasteuere. A Taberna meritoria era un luogo, nel quale si nutriuano li Soldati Vecchi, e quelli che restauano feriti nelle guerre per seruitio della Republica Romana. In que sto luogo scaturì una Fonrana d'oglio miracolosamente, nel tempo, che nacque Nostro Signore Giesù Christo, il luogo è vicino all'Altare maggiore. Questa fù la prima Chiesa, che fù consacrata in Roma alla Beata Vergine Maria, qual Chiesa è longa 18. passi, larga 9. Sotto l'Altare maggiore vi è il Corpo di S. Calisto Papa, e la pietra, che fù legata al Collo del detto Santo, quando fù gettate nel Pozzo. Vi sono 23. Colonne di granito, le quali erano 24 mà di queste vna fù, come dicono, portata dal Diauolo à Praga in Germania, nel tempo che vn Prete diceua la Messa. Del Iſola Teuerina. Vest'Isola è posta in mezzo al filume, hebbe questa il suo fondamento dalle Biade, che vi furono gettate di Tarquinio Superbo, quando fù discacciato dal Regno da Bruto primo Console, per essere stata violata Lucretia da Sesto Tarquinio, come scrine Limo La prima fabrica che fù fatta sopra queſta ren, ### siren. 65 Errante sta Isola fù il Tempio d'Esculapio: dice Suetonio, che in questo Tempio vi era la Statua di Caio Cesare, la quale fù vedura da per se stessa riuoltarsi dall'Oriente all'Oecidente. Sopra le rouine di questo Tempio sù fatta la Chiesa dedicata à S. Bartolomeo Apostolo, v'è il suo corpo sotto l'Altare maggiore posto in una Vrna di Porfido bellissima. Fù anche fabricato fopra questa Isola va Tempio à Gioue Liccanio, & un altro à Fauno Dio del Bosco; scriue Liuio che fossero edificati da vn Domitio, e da Caio Scrimbonio Eddilij. E posta quest'Isola trà due Ponti. Il primo e verso Trasteuere, il quale fù chiamato Cestio, e fù restaurato dalli dui Imperadori Valentiniano, e Valente, come si caua dalla inscrittione impressa nel detto Ponte, & impressa in vna lapide di marmo, questo fù vltimamente restaurato dalla fel. mem. d'Innocentio Vndecuno Sommo Pontefice L'altro Ponte fù chiamato Fabritio, hos gi Ponte quattro Capi, qual denominazione hà per vn sasso, che hà quattro faccie. E di longhezza quest'Isola 425. passi Geometrici, e di larghezza 50. Del Teatro di Marcello. I questo nobil Teatro se ne vede vna gran parte, fù fabricato da Augusio Cesare in honore di Marcel lo suo Nipote, Figliuolo di Ottauia sua Sorella, era composto 66 Mercurio posto di due ordini, i'vno Dorico, e l'altro Ionico, Plinio in Andrea Fuluio dice, che prima fosse il Tempio della Pietà: Questo Teatro era cosi grande, che vi poteuano sta re commodamente à sedere sessanta mila per sone, come vol Plinio, al presente è il Palazzo della Nobilissima Famiglia Sauelli: Soggiunge Plinio, che il Tempio della Pietà fosse douo è hoggi S. Nieola iu Carcere, per le Carceri publiche, che iui erano. Delle Guglie, che di presente sono erette in Roma. Varantadue in circa furono anticamente gli Obelischi eretti in Roma trà piccoli, e grandi, la maggior parte de quali si vedeua nel Campo Marzo, come luogo riguardeuole, e doue si radunaua il Popolo per creare li Magistrati, tutti li sudetti Obelischi furono trasportati dall'Oriente, e dall'Egitto con grandissime spese, tanto per mare, che per terra si deue considerare, che un Obeliſco ſolo, rende marauiglia à riguardanti curiosi; onde da questo può considerarsi qual stupore doueua recare la quantità delli medesimi, tal vno de quali valeua quanto vn Regno. Dell По. Errante. 6 Dell'Obeliſco del Vaticano. A Guglia, che hoggi si vede in mezzo della Piazza del Vaticano di rimpetto alla Chiesa del Prencipe degl'Apostoli, era prima posta nel Circo di Nerone, il quale era doue è hoggi la sudetta Chiesa. QueObelisco era consecrato ad Augusto, & à Tiberio Cesare come si ricaua dalla inscrittione posta à piedi del medesimo. Fù trouato mezzo sotto terra vicino alla Sacrestia di S. Pietro: la gloriosa memoria di Sisto quinto volse rauiuare le grandezze degl'Antichi Romani, fece inalzare questa bella machina, e vi spese settantanoue mila scudi, e vi erano 160. Caualli, che voltauano gli Argani, è alta 72. piedi, e con la Base 108. Nella Croce posta sopra la medesima vi è del Legno della Santissima Croce di Nostro Signore. Sono stati concessi dieci anni d Indulgenza, & altretante quarantene a quelli, che passando auanti à quella diranno vn Pater, & vn Aue Della Guglia posta auanti la Chiesa di S. Gio: in Laterano. Vesta Guglia fù fatta trasportare da Egitto à Roma da Costanzo Figliuolo di Costantino, quale fece erigere nel Cerò dalla chio Massimo, doppo molti se coli, cru 68 Mercuris crudeltà del tempo, ò dall'empietà de Barbari inimici della grandezza, e magnificen za di questa Città, fù gettata à terra, il sudetto Sommo Pontefice Sisto Quinto la fece parimente inalzare à guisa di quella di S. Pierro. Nella Croce di sopra vi è ancota del Legno della Santissima Croce, & è alta cento quarantacinque palmi. Della Guglia posta in faccia à Santa Maria Maggiore. Vesta Guglia seruiua d'ornamente al Mausoleo d'Augusto, & essendo per terra come le altre, Sisto Quinto la fece trasportare, & ereggere auanti alla Basilica di Santa Maria Maggiore, & è alta quarantadui palmi Della Guglia posta nella Piazza del Popolo, nella Via Flaminia. Vesta Guglia fù fatta condurre da Ortauiano Augusto à Roma dalla Città di Neopoli da Egitto con spesa incredibile, la fece erigere nel Cerchio massimo, la dedicò al Sole, come si vede dalla inscrittione impressa nella sua Base, è tutta ornata di Giroglifici, ò Caratteri Egitij, come sono l'altre, eccettuata quella di S. Pietro. Questi Caratteri contengono la Filosofia oc. 69 Errante occulta delli Antichi Rè d'Egitto, Anche questa Guglia prostrata à terra fù fatta erigere dalla magnificenza di Sisto Quinto, in questa Piazza, sopra la Guglia v'è una Croce, nella quale è riposto del Legno della Santissima Croce Deue osseruarsi, che questa bella Guglia è posta nel più bell'ingresso di Roma, e che riguarda le cre strade principali della Città, tanto questa, che l'altre fù Architettura di Domenico Fontana, hà questa d'altezza ottant otto piedi. Della Guglia di Piazza Nauona. Vesta Guglia era posta nel Cerchio di Antonino Caracalla nella Via Appia, era gettata à terra, Innocenzo Decimo la fece traſportare, & erigere in mezzo à questa gran Piazza sopra vna bellissima Fontana, & è copiosa di Caratteri Egitij. La Fontana è degna di grandissima ammiratione essendo forse la più bella, che sia nel Mondo. Hà per ornamento li quattro Fiumi principali del Mondo. Il primo di questi è il Nilo, il quale si vede con la Testa coperta, hà questi il suo principio dall'Appendici de' Monti Atlanti posti nella Mauritania, vedasi Seneca parlando di Nerone, come pure Solino, S. Gitolamo, Pietro Cimestore, & altri. Il secondo è il Gange rappresentante vn Mo Mercurio Moro, hà questo Fiume la denominatione da Gange Re de' Mori, come vuole Suida dalle Sacre Carte però viene annouerato trà quelli, che scaturiuano dal Paradiso Terrestre. Il terzo è l'Eufrate, Fiume profondissimo, scriue Strabone Nascer questo dal Monte Niphate dell'Armenia, e di li curra nel Mar Rosso. Di questo Fiume ne fà mentione l'Apocalisse al cap. 16. Il quarto rappresenta il Danubio Fiume grande nell'Europa con un Remo nelle mani, è il maggiore tra tutti perche v' entrano sessanta altri Fiumi, quasi tutti nauigabili. Nasce questo dal Monte Arnoba posto nella Germania. Vedasi Plinio nel lib. 4. cap. 12. & Ammiano nel lib. 22. & altri. Si vede parimente un Cauallo con un Leone, grandi al naturale. Il tutto è disegno del Cavalier Bernini famoso Architetto. Della Guglia auanti la Chiesa della Minerua. Vesta Guglia fù trouata nel Orto del Conuento di questa Chiesa Alessandro Settimo la fece erigere sopra il dorso d' vn Elefante di marmo fatto dal Caualier Beruino, e alta 23. piedi. La Chiesa poscia della Minerua e fondara sopra il Tempio della Dea Minerua, & hoggi ne porta il nome. Del. Errante 71 Della Guglia di rimpetto alla Chiesa di S. Bartolomeo de Bergamaschi. Vesto Obelisco è vno delli più piccoli, & vno di quelli, che erano nel Campo Marzo, è ornato di Giroglifici come gl'altri, gli Egitij furono i primi, come dice Tacito, che dichiarassero li Concetti della mente per via d'Animali, come da questi ci viene significato, è alto 28. palmi. Della Guglia posta nel Giardino de Medici nel Monte Pincio. Vesta è anche picciola, e bella ornata con li medesimi Caratteri. Della Guglia nel Giardino del Duca Mattei nel Monte Celio. Vesta è di due pezzi, fù eretta da Ciriaco Mattei essendoli stata donata dal Magistrato Romano, è parimente vna di quelle del Campo Marzo, la metà di questa si vede ornata con soliti Caratteri, & è alta 36. palmi, Del Mercurio 72 Delle Guglie colcate, che sono sopra terra, e sotto terra. VI vede un Obelisco nella Villa Lodouisi per terra rotto, era vno tra li più gran di, ornato delli soliti Caratteri, era eretto nel mezzo degl'Orti di Salustio, quali erano in questo luogo Della Guglia nel Palazzo Barbarino Vesta è in più pezzi rotta per terracon li soliti Carattori. Il Caualier Bernini, vi fece il fondamento per erigerla in faccia al Ponte che entra nell' Appartamento del Sig. Cardinal Carlo Barberino. Della Guglia in Campo Marzo Criuono, che questo Obelisco fosse il maggiore, che fosse eretto nel Campo Marzo, e ricoperto di Caratteri è alto 72. piedi, & hoggi si vede in vna Cantina viciuo à San Lorenzo in Lucina, ① O Del⛪ (i7) Errante. 75 Della Guglia vicino à San Luigi de Francesi sotto terra. Vesta parimente è vna delle più grandi, ornata delli sudetti Caratteri è tutta sotto terra, & è à trauerso della strada, trà il Pilazzo del Prencipe Giustiniani, e quello delli Sig. Patritij. Io la viddi in occasione, che si accomodauano li Condorti della Fontana di Piazza Nauona, quali passano per questo luogo Delle Colonne poste nella Chiesa di Santa Maria in Traspontina. N questa Chiesa vi sono due Colonne di Diaspro di Sicilia, alle quali furono flagellati li Prencipi degl'Apostoli Pietro, e Paolo, in mezzo alle dette Colonne di sopra si vede vn miracoloso Crocifisso; il quale parlò alli sudetti Apostoli. Questa Chiesa si chiama in Traspontina per essere stata trasportata l'Imagine della Madonna, la quale era vicino al Castel S. Angelo in detta Chiesa, la quale è offitiata dalli PP. Carmelitani, & è di longhezza 16. e larga 9. passa Del Mercurio 74 Della Chiesa detta S. Giacomo Scoscia Caualli. Vesta piccola Chiesa è Parocchia, & hà vna singolar Reliquia, & è l'Altare di marmo, sopra del quale Maria senipre Vergine presentò il Bambino Nostro Signore al Tempio nelle braccia del Vecchio Simeone. Vi è parimente la Tauola sopra della quale il Patriarca Abram d'ordine di Dio volse sacrificar Isach suo Figliuolo, tanto l'una che l'altra furono portate da Sant'Elena Madre di Costantino da Gerusalem in Roma, per ripor queste Sante Reli quie in S. Pietro, mà successe vn merauiglioso caso, & è che quando li Caualli furono vicini à questo luogo per forza grande, che si facesse, mai vollere proseguire il viag. gio, anzi tirarono tanti calci, che tutti nmasero spallati, e scosciati, e da questo gran caso, ò sia miracolo, queta Chiesa si chiamò S. Giaco mo Scoſcia Caualli, è longa 4. passi, e larga cinque. 0 Del. e der Errante. 75 Delli Ponti, quali si vedono hoggi sopra del Tenere, e delli loro nomi, tanto antichi, che moderni Del Ponte detto suplitio. Vesto Ponte fù costrutto da Anco C Martio, è sù il primo Ponte fabricato sul Teuere, era formato di legno, e senza chiodi, essendo composto di soli legni commessi per la commodità di potersi leuare e mettere, secondo l'occasioni. Sopra di questo successe il famoso fatto d'Oratio Cocles, il quale solo tenne à dietro Porsenna Rè de' Toscani, con la sua armata tutta, sin tanto che gli fù rotto il Ponnte per di dietro, & Oratio si gettò à nuoto, e passò dalla parte antica. Fù di necessità che questo Ponte fosse fatto in tal forma secondo l'opinione di Tito Liuio acciò fosse sicura Roma. Emilio Lepido lo fabricò di pierra, e per molto spatio di tempo su nommato dal suo nome Lepido. Fù poscia rotto dalla corrente dell'acqua, e Tiberio Cesare lo rifece. Finalmente Antonino Pio lo fece di marmo. Da questo Ponte fù gettato nel Teuere il Corpo di Eliogabalo con vn sasso al Collo. Dice Seneca, che à suoi tempi questo Ponte era pieno di Poueri, i quali chiedeuano 2 Pele Mercurio 76 l'elemosina, Al presente si chiama Marme rata, si vedono delle sue ruine in mezzo al fiume incontro al Giardinetto del Signor Prencipe Panfilio à Ripa grande. Del Ponte Senatorio. Vesto Ponte fù fatto da M. Flauio Scipione, e da Lucio Mummio Censore. Fù chiamato Ponte Senatorio, perche sopra di questo passaua il Senato per gl'affari della Republica, hoggi si chiama Ponte Santa Maria per la Chiesa vicina dedicata à Santa Maria Egitiaca iui vicina, adesso propriamente nominasi Ponte Rotto, essendone la metà caduto nel Teuere, & è fabricato di pietra dura. Del Ponte Sisto V chiamato dagl'Antichi Ponte Glauicolo dal Monte di questo nome, che iui, è vicino; fù detto anche Aurelio, dalla strada, che và alla Porta Aurelia, Antonino Pio lo fece di marmo, vltimamente fù ristaurato da Sisto quarto Papa, come si vede dalla inscrittione posta in vna lapide, è longo 72. passi, largo tre, e mezzo. 0 Del Errante. 77 Delli dui Ponti, che congiungono l'Isola Teuerina. Vello, che è verso Transteuere si chiama Ponte Cestio, e l'altro Ponte quattro Capi, & hauendo parlato di sopra di questi dui Ponti, quando trattai della sudetta Isola, non m'estenderò d'auantaggio Del Ponte Trionfale. I questo Ponte parimente trattai al Capitolo dell'ordine de Trionfi, & à quello mi riporto, Del Ponte Elio, ò Adriano. V Edasi sopra al Capitolo, doue tratta della Mole d'Adriano. Del Ponte Emilio nella Via Flaminia. Vori della Porta del Popolo nella Via Flaminia lontano vn miglio, e tre quar tisi troua il Ponte Emilio fatto da Marco Emilio Scauro al tempo di Scilla, sopra di questo Ponte furono presi gl'Ambaseiadori. D 3 Mercurio 78 dori Allobroggi, i quali portauano le lettere di Catilina nella Patria loro, e furono causa, che si scoprisse quella Congiura appresso al detto Ponte l'Imperadore Costan tino vinse il Tiranno Massentio, il quale con le sue artj | magiche credeua di restare vincitore, e superiore alla Potenza Diuina: hoggi si chiama Ponte Mello dalla parola corrotta da Miluio à mollo, & è di longhezza 50. passi Del Ponte Mammeo. Vori della Porta di San Lorenzo nella via Tiburtina à mezza strada di Tiuo, la, sopra del fiume Teuerone si troua il Ponte Mammeo, qual nome hebbe da Giulia Mammea Madre d'Alessandro Seuero, che lo rifece; fù fatto prima dall'Imperadore Antonino Pio. Per la medesima strada si troua vn altro antico Ponte sopra del medesimo fiume vicino à Tiuoli detto Ponte Luccano 0 Del. H Gul. no, c. Errante 79 Delle Porte che di presente hà la Città di Roma, e delli loro nomi, tanto antichi, che moderni, e delle strade, che vi escono. Della Porta Flaminia, e della ſtrada, che vi esce. Vesta Porta fù chiamata Flaminia dalla Via Flaminia, che vi esce, la quale và fino à Rimini, & arriua à Imola; sù chiamata Flumentana per essere stata fabricata vicino al fiume, non era prima in questo luogo, mà vicino al fiume à piedi di Strada Giulia alla drittura del Ponte Trion fale. Fù trasportata da Claudio nel presente luogo, quando da questo Prencipe fù racchiuso il Campo Marzo dentro della Città. La via, che vi esce fù fatta da Flaminio Console insieme con M. Lepido, hoggi si chiama Porta del Popolo per certi Alberi di Pioppi che vi erano, ouero per essere la più frequentata dal Popolo. Della Porta Pinciana, e sua strada, che vi esce. Vesta Porta fù chiamata Colatina da Colatia Patria di Collatino mariD 4 80 Mercurio to della bella Lucretia Romana, Sesto Pomponio dice che sù questa Città così chiamata perche in quella erano le facoltà delle Città circonuicine, cioè l'erario di tutte quelle. Questa Porta si chiama Pinciana da vn Palazzo, che haueua Pincio Senatore sopra à questo monte, da questa Porta sino à quella del Popolo Belisario vi risece le muraglie, che erano guaste dalli Barbari, e conserua hoggi l'antico nome di Pinciana. Liuio al libro 5. dice che per questa Porta Breno Rè de' Galli entrò in Roma l'anno 363. dalla dilei fondatione, doppo la Vittoria ottenuta contro li Roman i vicino al fiume Alia vndici miglia lontano da Roma. Della Porta, e Via Salara. Vesta Porta fù chiamata Quirinale, per il Colle Quirinale, che vi corrisponde, ouero per vn Tempio dedicato à Quirino, che vi era vicino, fù anco detta Agonale perche alcuna volta qui si rappresentauano li giochi Agonali, e ciò succedeua quando il fiume vsciua dal suo letto, & inondaua la Città, e perciò non si poteuano rappresentare i giochi nel Circolo Agonale, e si faceuano in questo luogo. Sesto Pomponio dice che questi giochi si rappresentauano con grandissima pompa appresso al Tempio di Venere Regina, il quale era fuori di questa Porta; si rappresentauano anco in honore di Appolline, & il det elle. 81 Errante detto Tempio era costrutto, come vuol Strabone, di vn bel Portico. Vi soleuano le Fanciulle presentare diuerse Pupazze bellissime, come ancora hoggi le nostre Zitelle costumano di fare. Le Donne maritate vi andanano con solenne processione, e vi portauano il Dio Priapo, pregando Venere, che gli dasse la Prole. Questa cerimonia si faceua nel mese d'Agosto, Plinio parla di questa cerimonia, e che la più ho norata donna del suo tempo in Roma fosse Sulpitia Figliuola di Patteculo, e moglie di Fuluio Flacco, questa portaua il membro virile in quella solennità, e lo posaua in grembo à Venere. Per questa porta entrarono li Galli Senoni, e posero tutta la Città à sacco, e à fuoco hoggi si chiama Porta Salara, & è il suo antico nome cauato dalli Sabini, che portauano il sale per questa Porta, Vicino à questa Porta, dentro però della Città, y era il Campo detto scelerato, in questo si sepelliuano viue quelle Vergini Vestali, le quali hauessero perduta la loro pudicitia, come si legge di Amata Pinaria, la quale fù la prima Vestale, e la prima che perdendo l'honestà fù sepelita in questo Campo. Vedasi Tito Liuio □ O Del. D 5 Mercurio 82 Del Ponte Salaro. Vngi da questa Porta Salara dui miglia in circa sopra il fiume vi è vn Ponte, il quale dalla detta Porta, e dalla Strada si chiama Salaro. Fù fatto, come lo dimostra la lapide di marmo che è in mezzo al detto Ponte Della Villa di Faonte nella quale Nerone si vccise. ¶ Vetonio dice che questa Villa era situata tra la Via Salaria, e la Nomeniana, non assegna però il luogo doue precisamente fosse posta. Marco Lodouico Dolce parlando della Vita di Nerone asserisce che questa Villa fosse distante da Romalo spatio di quattro miglia. Viene ciò confermato da un Iscrittione di marmo, trouata nel frontespitio di due Cauerne le quali si congiungono insieme, nella Via Salaria distanti da Roma quattro miglia, passato il luogo detto la Serpentaria dietro alla Villa Spada. Questa inscrittione fu trouata l'anno 1693. e da me veduta, il tenore della quale e il seguente Hoc . 533 S . de 2XI 59 meet Errante. 83 Hoc specus excepit, post Aurea Tecta Neronem, Nam viuum inferius se sepelire timet. Sono queste Cauerne spauenteuoli essendo l'yna assai profonda, e l'altra al paro della terra, ma più grande della prima, e per entrarui è necessario andare curuo, è di longhezza 22. passi geometrici, e larga 5. Della Porta Viminale, hoggi Pia, e della via, che vi eſce. E A Porta Viminale sù chiamata cosi per esserui congiunto il Colle detto Viminale, si chiamò anche Nomentana per la Terra di Nomento, che è fuori di questa Porta otto miglia lontana, e la strada ne porta il medesimo nome. Strabone dice, che questa Porta fù al tempo delli Rè, e fù posta in mezzo all'Argini di Tarquinio, si chiamò anco Domitiaua, hoggi è detta Porta Pia da Pio Quarto Sommo Pontefice, che la rifece, porta ancora il nome di Santa Agnese, dalla Chiesa à questa Santa dedicata lungi vn miolio da detta Porta. Vicino à questa era la Porta Querquentulana hoggi è serrata. DelD 6 Mercurio. 84 Della Porta di San Lorenzo, e della strada Tiburtina, e Prenestina Vesta Porta dall'Antichi fù chiamata Squilina per essere posta nel fine di questo Colle, fù anche chiamato Taurina da vna Terra di questo nome, che vi è di fuori, e la via che vi esce è la Tiburtina, che và à Tiuoli: l'altra via che si diuide è chiamata Prenestina perche conduce alla Città di Preneste hoggi Palestrino Principato della famiglia Barberina. Della Porta Neuia. Y chiamata Neuia da vn certo Neuio, che haueua vna Selua in questo luogo: sopra di questa Porta vi è il bell'Arco dell' Acqua Claudia, del la quale à suo luogo nè parlerò; resta solo che ponga qui l'inscrittione che sta sopra detta. Porta quale è questa: Ti. Claudius Druſi F. Cæſar AuguGermanicus Pontif: Maxim. Tribus nica Potestate XII. Cos. V. Imperator XVII. Pater Patriae. Aquas Claudiam ex Fontibus, qui vocabantur Cæruleus (e) ### S 85 Errante. ruleus, & Curtius A. Miliano XXXV. Item Anienem nouam à miliario LXII. ſua Impenſa in Vrbem perducendas curauit. Imper. Caes. Vespasianus August. Pontif. Max. Tribu Rot. II. Imper. VI. Cos. III. Desig. IV. P. P. Aquas Curtiam, & Caeruleam perductas à Diuo Claudio, & postea intermissas dilapsasque per annos nouem sua Impensa Vrbi restituit. Imper. Caesar Diui F. Vespasianus. Augustus Pont. Max. Tribunic. Potestate X. Imperator XVII. Pater Patriae Censor. Cos. VII. Aquas Curtiam perductas à Diuo Claudio, & postea à Diuo Vespasiano Patre suo Vrbi restitutas Cuma capite aquarum à ſolo vetustate dilapsae essent. Noua forma reducendas ſua impenſa curauit. Hoggi si chiama Porta Maggiore per la strada che và dritta alla Chiesa di Santa Maria Maggiore vi esce la via Labicana. Della Porta Celimontana. V chiamata così per essere nel fine del Monte Celio. Liuio dice, che questa Porta restò percossa dal fulmine, e fù da quello molto rouinata. Vi esce la via Càmpana 86 Mercurio pana, che và à Terra di Lauoro: gl'Antichi la chiamorno Campagna perche si và nel la Campagna Romana: hoggi è chiamata Porta di San Gio: Laterano per la Chiesa dedicata à questo Santo, che vi è vicina per questa Porta si và à Napoli, Albano, Genzano, Marino, e Frascati. Della Porta Gabbiusa. A Porta Gabbiusa è murata: era nella punta del Monte Celliolo, verso al Settentrione in vn cantone della muraglia della Città, fù chiamata Gabbiusa perche si andaua da questa alla Città di Gabbi come si è detto di sopra: vi vsciua la strada Gabbina, T. Liuio dice che sotto à questa Porta vi passaua il ruscello dell'Acqua di Appio benche molti l'habbino, chiamata Moriana, e Grabria, la quale seruiua per inondare il Circo Massimo, quando si doue uano rappresentare i Combattimenti Nauali, come si conueniua alle grandezze Romane di quel tempo, che signoreggiauano, il Mondo intiero Della Porta Latina, e sua Straca El più alto del Monte Celiolo è la Porta Latina, per questa si và nel Latio cioè Popoli Latini, hoggi Campagna di Roma, fù ancora nominata Ferantina. Per questa Porta si andaua nell'Abruzzo, Strabone n KENZI Mert wir 2 S 87 Errante. bone dice, che Ferantino è Terra delli Ernici. Di questa Porta non vi è Autore, che ne parli. L. Fauno vuole, che sia stata aperta da cent'Anni in qua; vicino à questa Porta vi è vna Cappelletta, nella quale fù messo San Giouanni Apostolo à bollire in vna Caldara d'olio per ordine di Domitiano, e da quella novici illeso. La strada, che n'esce porta il nome della Porta, e si chiama via Latina per la Chiesa di San Giouanni detto ante Portam Latinam. Della Porta Cappena, e della via Appia, e del ſepolcro delli Scipioni, e del ſepoecro della Sorella di Oratio. Ice Solino, che questa Porta fù chiamara Cappena, perche da questa si andaua à Capua. Ascanio seriue, che suori di questa Porta vi era vn Tempio delle Cammene, dal qual Tempio la Porta ne riportò il nome. La strada, che vi esce fù fatta da Appio Claudio Cieco: Fù chiamata la Regiua delle strade, per essere la più bella di tutte le altre, mentre era ornata di vaghissimi Palazzi, e sepolchri delle più cospicue famiglie di Roma, come l'attesta Oratio al libro 5. và infino à Capua; di la passa insino à Brundusio: Quidio scriue, che vicino à questa Porta vi era certa acqua con sacrata à Mercurio. Dentro di questa Porta si vedono le vestiggie di vn Castello d'acqua, 88 Mercurio qua, che fù la medesima di Mercurio, secondo l'opinione di Giouenale, vi si vede come un Arco Trionfale di ordine Corintio. M. Gambuccio da San Gimignano dice, che questo Arco fù eretto in honore di Oratio per il trionfo riportato delli tre fratelli Curiatij Albanesi, secondo Liuio, il quale trionfò per questa Porta, e trouò la sua sorella, che piangeua la morte del suo sposo, che era vno delli Curiatij, e pensan do Oratio, che piangesse la liberata Patria li diede vn colpo, del quale restò morta la pouera Donzella. Questa Porta, si chiama di San Sebastiano per la Chiesa di questo Santo, che vi è lontana vn miglio, e mezzo Prima d'arriuare alla sudetta Chiesa si troua vna Chiesola detta la Madonna delle Piante; era questa anticamente il Tempio di Marte, doue si daua ydienza à gl'Ambasciadori forestieri, prima che giungessero in Roma. Ouidio al 6. Haueua questo Tempio vn famosissimo. Portico il quale lo circondaua cento Colonne. Da questo luogo incominciaua la solenne Cavalcata, la quale si faceua due volte l'anno, con son tuose liuree secondo la stagione. La prima si faceua in honore de i Lupi, cioè di Romolo, e Remo, e la seconda andaua al Tempio di Gioue Capitolino; viene ciò deseritto da Plutarco nella vita di Romolo. In saccia à questo Tempio si vede vna picciola Cappelletta rotonda, la quale secondo l'opinione di molti fù il sepolcro delli Scipioni. Tito Liuio però non l'accerta dubitando 2 . ### 89 Errante. do se fosse in questo luogo, ouero à Nola. In questo medesimo luogo comparue Christo N. S. à S. Pietro Apostolo, il quale fuggiua da Roma, & veduto il Saluatore l'interrogò dicendo: Domine quo vadis? à cui rispose Eo Romam iterum Crucisiggi, & subbito sparue, lasciando le vestigie delli suoi Santi Piedi nel marino, quali si conseruano nel Santuario di Sa Sebastiano. Nella Vigna di Giulio Florentij fuori della Porta di S. Sebastiano vn tiro d'Archibugio in circa si vede vn Torrione quale vuole Tito Liuio, che fosse il sepolcro della forella d'Oratio dal medesimo uccisa. Della Porta Tringimina, e della via Ostiense. V chiamata Tringimina come vuole Tito Liuio, dalli tre Fratelli Oratij, i quali vscitouo da questa Porta, quando andorono à combattere contro li tre Fratelli Curiatij, non era però doue si vede hoggi, mà alle radici del Monte Auentino vicino al fiume contigua alla Salara, doue si vede vn Arco, sotto del quale si passa fù questa Porta trasportata da Claudio quando rac chiuse il Monte Auentino, & il Monte Testaccio; e tutto il piano, doue è al presente la sudetta Porta fù cinto di muraglie, e sono quelle, che hoggi si vedono: Liuio di ce, che ne libri della Guerra di Macedonia si troua, che gli Edili fecero vn sontuoso Por Mercurio 90 Portico fuori della Porta Trigimina, e che questo fosse posto, doue stauano li legnaroli, i quali habitauano nel Campo di Testaccio, la strada, che esce da questa Porta, è chia mata Ostiense, la quale conduce ad Offia, come scriue Marcellino. Vn miglio in circa fuori di questa Porta si tioua il famoso Tempio dedicato all'Apostolo San Paolo, di questo Tempio ne tratterò à suo tempo, e la Porta ne porta il nome, e si dice Porta San Paolo. Della Porta Portese in Trasteuere. Vesta Porta secondo l'opinione di Sesto Pomponio era chiamata Nauale per essere vicino al Teuere doue vengano i Nauigli, hoggi si chiama Porta Portese perche per questa si và à Porto lontano dodici miglia da Roma. Della Porta Aurelia, e sua Strada. Vesta Porta è nell'estremità de! Gianicolo, fù nomata Aurelia, come anche la strada, che vi esce da Aurelio persona Consolare, dal quale fù lastricata, ò pure da M. Aurelio Imperadore, che fece la Porta, e la strada fuori di questa Porta; vi haueua vn bel Boschetto Galba Imperadore nel the Dem N 1 Errante 91 nel quale poscia fù sepolto: hoggi si chiama Porta San Pancratio per la Chiesa dedicata à questo Santo, che si troua fuori di essa. Questa strada conduce sino à Pisa Della Porta detta Settimiana, e della Via Vitellia. Vesta Porta conserua ancora il nome del suo Fondatore, che fù Settimio Seuero Imperadore, e fù fabricata alle radici del Monte Gianicolo lontana dal fiume 200. passi in circa, Tito Liuio dice, che fosse ancora nominata Fontinale per esserui un Altare dedicato alli Dei delle Fonti: soggiungendo il sudetto, che gli Edilij fabricorono vn Portico vicino alla Porta Fon tinale appresso all'Altare di Marte. Da questa Porta vsciua vna strada, che andaua ad vnirsi con la trionfale, vicino doue è hoggi San Spirito; Suetonio scriue, che dalla detta Porta, ouero dal Gianicolo vsciua vna strada bellissima, la quale conduceua sino al Mare, fù chiamata via Virellia dall'Imperadore Vitellio, il quale la face, # Del Mercurio 92 Delle ſei Porte di Borgo fatte da Leone IV. Sommo Pontefice detto il Santo. L Vaticano fù rinchiuso di muraglie da questo Santo Pontefice vi fece sei Porte, delle quali susseguentemente ne tratteremo, si chiama ancora la Reggione Leonina dal nome del Santo Pontefice, il quale fece ristaurare vna parte di Borgo abbrugiato dall' incendio, e mentre, che il fuoco ardeua il Santo lo benedisse, e miracolosamente si estinse. Questo miracolo si vede dipinto in Vaticano dal diuino Raffaelle d'Vrbino Della Porta di San Spirito. Vesta Porta hoggi, è dentro della Città, e mai si serra, vi stanno solamente le Guardie al tempo di Sede Vacante per custodia del Varicano, nel quale sono riserrati tutti li Cardinali per eleggere il nuo uo Pontefice. Questa Porta rimase dentro quando Vrbano Ottauo circondò di mura il Monte Gianicolo, hoggi si chiama Porta di San Spirito per l'Ospedale di S. Spirito, che vi è vicino. Del⛪ D eik ails hann N Eisius 1 m enzen Errante. 93 Della Porta detta Posterula. Vesta Porta è sopra la Chiesa di San Pietro nel più alto del Colle Vaticano. Della Porta delle Fornace. Vesta Porta è chiamata cosi per esserui le Fornaci fuori di detta Porta, si chiama ancora delli Caualliggieri, per esserui il Corpo di guardia di quelli vicino. Di fuori vi è vna miracolosa Immagine della Madonna, detta delle Fornaci, Della Porta Angelica. A Porta Angelica è contigua alla sopta detta, vi è vicino la miracolosa Madonna detta di Porta Angelica, da questa Porta vi esce vna bella strada larga à proportione, è longa due miglia, la quale si và à congiungere con la via Flaminia à Ponte Molle. Della Porta Enea. Vesta Porta è cosi chiamata da certa famiglia di questo Cognome, che quiui habbitaua. Vi era vna bella Porta Mercurio 94 di metallo; la quale fù restaurata da Alessandro Sesto Sommo Pontefice, La strada che da questa esce si chiama Alessandrina & è il fine delle Porte, che si numerano nella Città di Roma. Del Cerchio di Antonino Caracalla, e del Tempio dell'Honore, e della Virtù, e del Sepolcro de Seruili. Ella Via Appia vicino à San Sebastiano si vede il bel Cerchio d'Antonino Caracalla & è per anco intiero nel suo circuito, mà alquanto rouinato dal tempo: haueua questo quattro Porte, la principale delle quali era verso l'Oriente: verso l'Occidente si vedeuano tre Turrioni, delli quali vi sono al presente le vestigia dall'uno all' altro v'ora vna gran Galleria, sopra della la quale staua l'Imperadore con il Senato à vedere celebrare li Giuochi, le Feste, & li spettacoli, che in quello si faceuano, come corse di Bighe e Quadrighe, Batraglie di Gladiatori, combatrimenti Nauali, Martitio de Santi, Comedie, & altre feste, secondo l'uso di quel tempo In mezzo à detto Cerchio si vede il luogo, doue erano le mete v' è vn pezzo di muro, sopra del quale era posta la Guglia, che hoggi si vede in Piazza Nauona. Dice Suetonio D n . Errante 95 tonio, che in questo luogo v'era prima il Castro Pretorio di Tiberio Cesare, era questo Cerchio capace di 160. mila spettatori. Vicino à questo verso la parte di Settentrione si vede vn Tempietto dedicato da Marco Marcello all'Honore, & alla Virtù, del quale se ne vedono due Tribune con la porta che passa da vna parte all'altra. Vicino al detto Tempio si vedono molte rouine d'antiche muraglie sono del Sepolcro della famiglia Seruilia secondo le rouine era bellissimo. Dello Spogliatore, e del Tempio del Dio Ridicolo. Vicino al detto Cerchio appresso alla via Appia si vede vna grandissima fabrica quadrata di alte muraglie, era questo vn luogo nobilissimo chiamato lo spogliatore perche in questo si vestiuano, e si spogliauano i Caualieri, i quali haueuano da fare la comparſa nel Circolo con bella pompa di habbiti e liuree secondo la staggione. Vi fù il Tempio dedicato dal Popolo Romano al Dio Redicolo per la partenza fatta da Anibale da questo luogo molto vergogno sa, e per questo vi fù fabricato il detto Tempio per il ridere, che si fece per la sua parrenci Del ⸸ Mercurio 96 Del Sepolcro di Cicilia Mettella. Ella medesima Via Appia, doue è hoggi Capo detto di Boue si vede vn grandissimo Torrione rotondo costrutto di grosse pietre: era questo il Sepolcro di Cecilia, come si vede dalla descrittione con lettere Ceciliae q. cretici F. Metella erassi cioè Cicilia quinti cretici filia Metellae Grassi: haueua questo vago edificio la Porta di Bronzo le muraglie sono di 30. palmi di grossezza, Marco Tullio Cicerone dice che nella Via Appia vi fosse ro li sepolchri delle principali famiglie di Roma, come delli Collatini, delli Scipioni, de Seruili, ma presentemente, non sisà il luogo doue fussero; si può però dalla sopradetta sepoltura congetturare la magnificenza della famiglia Grassi, la quale fece il detto sepolcro alla sua moglie. Dentro del quale vi fù trouato quel Pilo di marmo, che si conserua nel Cortile del Palazzo Farnese, & era il sepoleto della detta Cicilia Della Fontana Eggeria. Que è hoggi la Caffarella si vede vna Fontana di limpidissima acqua era questa detta la Poutaua Eggeria Vergine Ve. . — Errante. 97 Vestale, Numa Pompilio ne fù molto diuoto secondo il suo volere, il sudetto Numa consacrò questa Fontana alle Cammene. Commandò alle Vergini Vestali, che pigliassero di questa Acqua per seruitio delli Sacrifirij, vi è la Statua senza testa di marmo della sudetta Dea Eggeria, & vn grand'Arco antico con varij stucci, e per quanto si puol conoscere era vn luogo molto nobile. In questo luogo tutte le Feste del mese di Maggio vengono celebrate dal Popolo Romano con grandissime conuersationi, & allegrie, & vi concorre gran quantità di Popolo Baccante Del Porto d'Ostia El gran Porto d'Ostia fatto da Tiberio Claudio alla foce del Teuere si vedono hoggi grandissime ruine, edificò questo vna superba Torre nel mare di grandissima spesa formata di grosse pierre quadrate di smisurata grandezza alla maniera del Faro di Alessandria, nella cima della quale vi era posta vna gran Lanterna, che faceua lume alli Nauiganti, il fondamento di questa Torre fù la Naue, che trasportò la Guglia, che hoggi è nella Piazza di San Pietro: questa Naue fù riempita di grossi sassi e getrata à fondo nel mare, e sopra di questa sù fabricata la Torre, scriue Suetonio, che Claudio edificò il Porto Romano vicino ad Ostia, vi lauororono per lo sp t⁴⁰ Mercurio 98 tio d'vndici anni continui trenta mila huomini, e da questo solo può considerarsi la magnificenza del gran Porto Romano; hoggi vi è la Chiesa dedicata à Santa Lucia, & e la terza dignità Ecclesiastica. Dell'Acqua del Cerchio Flaminio. Vicino al Palazzo del Duca Mattei nella Casa di vn Tintore si scendono mol ti scalini, e si vede vn bellissimo capo di limpidissima Acqua, non si puole penetrare veramente da doue questa scaturisca, e si porti. In questo luogo era posto il Cerchio Flaminio, ond'io stimo, che quest'Acqua seruisse per il medesimo Cerchio, ò pure che vi fosse qualche Bagno mentre il sito ne da la credenza: questa sol Acqua, è l'ynica trà l'antiche, che si veda in Roma, Della Piramide di Caio Castio. ¶ Y icino alla Porta di San Paolo congiunta alle mura della Città vi è la Pita di Caio Cestio fabricata di grossi marmi grechi, di forma quadrata, e nella cima è stretta & aguzza. Vi si vede vna stanza fatta à volta, nella quale vi sono dipinte quattro vittorie, quali sono di buona maniera essendo pitture antiche. Questo Caio Cestio fù huomo ricchissimo, e Console due volte, lasciò erede del. 7.24 mu ### k Errante 99 le fue ricchezze M. Agrippa, il quale fù tanto generoso, che rinuntiò tutta la facoltà alli Parenti del Defonto. Cestio era uno delli sette Poloni cioè vno di quelli, che poneuano all'ordine le viuande nel Tempio di Gioue Capitolino, nella sua morte gli fù da gl'eredi eretto questo sepolcro quale fù fatto in cento, e trentatre giorni, come si ricaua dall'Iscrittione che vi è. Della Chiesa di San Pietro in Montorio nel Monte Gian icolo. Vesta Chiesa fù fatta ristaurare da Ferdinando Rè delle Spagne, e la donò alli Padri riformati di San Francesco; la prima Cappella di questa Chiesa posta à mano dritta rappresenta la flagellatione di Nostro Signore, & è pittura à fresco di frà Sebastiano dal piombo. Il quadro dell'Altare maggiore è la Trassiguratione di Nostro Signore depinto da Raffaelle d'Vrbino & è vno delli rari quadri di Roma Nell'altra Cappella, che segue vi sono le due Statue delli Santi Apostoli Pietro, e Paolo fatte da Danielo da Volterra, & è opera singolare. La Chiesa è longa 14. passi larga sei. Nel Cortile del Conuento si vede la fa mosa Cappella Rotonda fatta da Filippo III. Rè di Spagna con il Portico di 16. Colonne antiche di granito orientale che la circondano. In questo Santo luogo fù martirizzato 2 Mercurio 100 il Prencipe degl'Apostoli. Vi si vede anco ra vn bugio, doue era piantata la Croce sopra della quale fù crocifisso, è luogo di gran riuerenza, e veneratione, questa bella Cappella è Architettura del Bramante famoso Architetto, & è alta palmi 50. Delle Acque, e prima dell'Acqua Paola. Opra la Chiesa di S. Pietro in Monto rio v'è la famosa Fontana eretta dalla splendidezza di Paolo Quinto, la di cui gran facciata è di finissimo marmo, e le Colon ne di granito orientale, questa Acqua viene dal lago dl Bracciano trentacinque miglia lontano, come si legge nella descrittione del frontespitio, è stata vltimamente restorna ta da Alessandro Ottauo di raghe balaustrate, e queste per la commodità della Gente, che vi và nell'estate la sera à prender l'Aria fresca. Da questo luogo si gode la bella vista di Roma in prosperriua. Quest'Acqua fù chiamata dagl'Antichi Alsietma dal suo Aquedotto antico, del quale se ne vedono alcuni fragmenti assieme con l'Aquedotto moderno passata la Villa Benedetti nella via Aurelia 0 Dell' 4/k3m 201 a . m — C Im mék Errante. 101 Dell'Acqua Claudia. Vest'Aquedotto fù principiato da Caligola, e terminato da Claudio. Veniua quarantacinque miglia lontano da Roma dal fiume Anniene hoggi detto il Teuerone, se ne vedono al presente grandissime rouine di molti Archi quali incominciano da S. Giouanni, e Paolo dritto per la schiena del Monte Celio à San Giouanni Laterano, & arriuano insino à Porta Maggiore, doue si vede il bell'Arco di marmo nel frontespitio del quale si legge la descrittione di Claudio, la quale dichiara come Claudio condusse quest'Acqua, sotto di questa vi è la descrittione di Vespasiano, e di Tito suo Figliolo, come appare alla pagina 84. Dell'Acqua Felice. Isto Quinto fece condurre questa Acqua dalla Colonna vinti miglia lontano da Roma. Vi spese 600. mila doppie; la facciata è di belli marmi, e bassi rilieui con la Statua di Moisè, tutto disegno di Dome nico Fontana; vi sono due Leoni antichi con caratteri egitij Quest'Acqua fù chiamata Iunturna dal nome di vna Fanciulla, la quale dentro à quest' acqua restò affogata. Del Mercurio 102 Dell'Acqua Vergine. Aequa Vergine fù condotta da M. Agrippa dal Tuscolo hoggi Frascati, et si perdè, e fù poscia ristaurata da Tiberio Claudio Druso come si vede dalla descrittione nel suo Arco di questo tenore. Ti. Claudius Druſi F. Cæſar Augu stus Germanicus Pontifex Maxim. Tribuni potes V. Imp. XI. P. P. con. Desig. III. Arcus Ductus Aquae Virginis Disturbatos per C. Caesarem a fundamentis nouos fecit ac restituit. il quale si vede ancora intiero in casa dell' Abbate Scarlatti alla Chiauica del Bufalo, e vi passa l'acqua di sopra, & è poco meno tutto sotto terra, vi è la medesima descrit tione dall'altra parte fù nominata Vergine per vna Fanciulla la quale mostrò la detta Acqua alli soldati Romani che la cercauano per la sete Fù prodorta di nouo dal Beato Pio Quin to, da Ponte Salato da un luogo sopra del Monte detto di Gioue. Passa di questa acqua la maggior parte sotto terra, e nella Villa Borghese vi è un Pozzo con la scala all'intorno per doue si scende, e vn altto consimile è posto nell' orto delli Padri Minimi vicino alla Villa Medici. Del⸗ Errante 103 Dell'Acqua Martia. Acqua Martia, fù chiamata con questo A nome da Anco Martio Rè de Romani che la produsse, mà non terminò la di lei produttione, la quale fù perfettionata poscia da Quinto Martio Pretore, doppo del quale restò lungo tempo persa, e la produsse M. Agrippa. Questa Acqua fù nominata Alfea, & il fonte doue fù presa Picconio, posto nell'ultima parte del Monte di Solmona detto Peligni: passaua per Tiuoli per Monti traforati, e per il piano sopra Archi ginngena in Roma, si vede hoggi il suo recettacolo, dal quale si ripartiua in molte reggioni della Città, il detto Castello si vede in faccia à Sant' Eusebio detto li Trofei di Mario, per andare à Santa Bibiana si vedono gl'Archi delli detti Aquedotti. Questa Acqua fù anco prodotta da Nerua, e fù la migliore di tutte le altre AcqueCesare la ristaurò, e cosi Marco Aurelio, e Tito Vespasiano: l'Arco di quest'Acqua è tutto intiero di marmo, vi passa di sotto la Porta di San Lorenzo nel frontespitio vi è la descrittione, che il tutto dichiara, & è di questo tenore. Imp. Caesar. Diui Iulij F. Augustus Pontifex Maximus Cos. X. H. Tribunic. Potestat. XIX. Imp. XIIII. Diuos Aquarum omnium refecit Imp. Caſ. E 4 Mercurio 104 Cæs. M. Aurelius Antonius Pius Felix Aug. Parth. Maxim. Brit. Maxim. Pontifex Maximus. Aquam Marciam varijs Kasibus impeditam purgato Fonte exciſis, & perforatis Montibus Destituta forma. Abquisito, & iam Fonte nouo Antonian, in ſacram Vrbem ſuam perducendam curauit. Imper. Tit. Caesar Diui F. Vespasianus Aug. Pontif. Max. Tribunicae Potestate IX. Imp. XV. Gens. Cos. VII. Desig. II. Diuum Aquae Marciae vetustate dilapsum refecit, & aquam in vſu eſſe deſierat reduxit. Di alcunae Acque, che nascono naturalmente in Roma dolci, & acetose salutifere. S Otto al Portico del Cortile di Beluedere in Vaticano vi è vna piccola Fontana d'Acqua limpidissima sana, e leggiera per bete Vn'altra Fontanella molto esquisita fù ritrouata come molti vogliono dal Beato Felice Cappuccino, hoggi si vede nel Cortile delli Cappuccini Vecchi. Vn'altra Fontana quale da tutti è stimata la migliore e più sana per beuere si da a gl' In1 . a n E texis. 105 Errante Infermi e si chiama la Fontana del Grillo per essere nel Palazzo delli Signori del Grillo al fine del Quirinale fotto al Monastero de' Santi Domenico, e Sisto. Di alcune Acque minerali falutifere poste fuori di Roma. Vori della Porta del Pepolo lontano due miglia alle radici del Teuere vi è la Fontana dell'Acqua Acetosa per la sua agrezza; nel tempo del gran caldo, vi concorre molto Popolo à heuerla la quale nerta perfettamente il corpo, e rende sane le persone. Dell'Acqua Santa. Vari della Porta di San Giovanni Laterano per la via, che và ad Albano più di due miglia passate le Vigne vi è il Fonte dell'Acqua Santa, la quale non è agra, ma dolce, o leggiera, e molto salutifera, se ne può beuere quanto vno vuole, che non pare di hauere niente in corpo, fà mirabili effetti della sua virtù, vi concorrono molte persone, che ne beueno tutto l'anno mescolata con il vino, nel tempo del caldo vi va molta gente à bagnarsi essendoui il Bagno d'acqua calda, e se ne caua gran benesigio. De II Mercurio 106 Dell'Acqua Salsa di S. Paolo Er la via ostiense lungi da San Paolo y'è il Fonte dell'acqua falsa, è più agra che non è quella posta fuori della Porta del Popolo, & è assai salutifera à chi la beue, mà più dura à passare dell'altra. Del Tempio di Minerua Medica. Ietro alla Chiesa di Santa Bibbiana nella Vigna de Signori Bentiuogli vi è il famoso Tempio di Minerua Medica. Fù questo fatto da Augusto Cesare e dedicato à Caio, e Lucio suoi Nepoti, è di sorma rotonda, & intiero, hoggi si chiama le Caluzze che vuol dire il pome delli dui Prencipi Caio, e Lucio, & è longo 75. piedi è d'ordine Ionico, si conoscono ancora le reliquie del ſuperbiſſimo Portico che lo circondaual. Di Santa Bibbiana. Vesta Chiesa fù fabricata da Papa Sim plicio, e consacrata in honore di questa Santa, & vi sono tre mila Santi Martiri, sopra l'Altar' Maggiore vi è la famosa Statua della Santa opera del Caualier Bernino, & è vna delle belle sculture, che siano sta Errante 107 le fatte da questo celebre Scultore, sotto questa Statua è collocato il Corpo della Santa rachiuso in un vrna d'Alabastro orientale, & è rarissimo, v'è parimente la Colonna di pietra Egitia, alla quale fù la Santa battuta con i flagelli di piombo, vi sono rare pitture à fresco di Pietro da Cortona. Anticamente in questo luogo era il Palazzo di Liccinio Imperadore quale si chiamò l'Orsa pilleata, da vna Statua di vn Orso con il cappello in capo, vi sono le Catacombe di Sant'Anastasio Papa. Si dice, che quiui sia vn erba piantata da Santa Bibbiana, che guarisce il mal Caduco. Delli Bagni di Paolo Emilio. VIcino à Santa Maria in Campo Carleo sotto il Monastero di Santa Caterina da Siena vi si vedono le rouine delli Bagni di Paolo Emilio curiosi da vedersi fatti in forma di cerchio Della Torre delle Militie, e di quella di Mecenate. Entro al Conuento di Santa Caterina si vede la Torre detta delle Militie così chiamata dalli Soldati dell'Imperadore Traiano, che stauano per sua guardia. Molti che non sanno, che cosa siano l'historie E 6 Ro Mercurio 108 Romane dicono, che sopra questa Torre stasse Nerone à vedere l'Incendio da lui acceso nella Città di Roma, ciò però non è vero perche tutti li Scrittori asseriscono, che Nerone staua sopra la Torre di Mecenate, la quale era posta nel Monte Esquilino dietro la Chiesa di Sant' Antonio Abbate. Io he veduto à cauare li fondamenti di grosse pietre, mà non dure. Delli Bagni di Coflantino Magno El Monte Quirinale dentro al Giardino del Contestabile Colonna vi si vedono le rouine, e l'alte muraglie delli Bagni di Costantino Magno. Sopra dette muraglie molti anni sono furono cauati grâdissimi pezzi di marmo greco con belli lauori, e sono li più grossi marmi che si possino vedere in Roma, e stanno nel medesimo luogo, & ogn' vno li puol vedere. Io per me credo che siano del famoso Tempio del Sole fatto da Aureliano per la Vittoria d'Oriente ottenuta di Zenobia Regina de Palmereni, come molti scriuono, che quiui fesse ☚ the Del Errante 10 Delli Granari publici, e del Cerchio intimo. Rà il Monte Auentino; & il Testaccio vicino al fiume si vedono molte rouine delli Granari publici, quali erano 140. qui appresso vicino si vedono poche rouine del Cerchio intimo Delli Bagni di Nouatio, d'Olimpiade, e di Agrippina. Vicino à Santa Pudentiana si vedono le rouine delli Bagni di Nouatio. Sorto à San Lorenzo in Panisperna vi sono le rouine delli Bagni di Olimpiade. In faccia à San Vitale alle radici del Viminale si vedono molte rouine delli Bagni d'Agrippina Madre di Nerone. Dell'Argeni di Tarquinio Superbo. El Monte Esquilino dietro alla Chiesa di Sant'Antonio Abbate dentro al Portone della Vigna del Prencipe Sauelli si vede il principio dell'Argeni del Superbo Rè Tarquinio, quali tirauano dritto, mà un poco à man manca, e per la schena del Mon. 110 Mercurio Monte andauano à terminare vicino alla Boete delli Bagni di Diocletiano. Del Teatro, e Curia di Pompeo Magno VIcino à Campo di Fiore si vedono le rouine del Teatro di Pompeo Magno sopra del quale è fabricato il Palazzo delli Signori Orsini Della Curia di Pompeo si vedono le rouine vicino al Palazzo dell'antichissima famiglia Cenci, in casa d'vn Scultore vi sono alcune Colōne di Trauertino della d. Curia. Dell'Anfiteatro di Stattilio Tauro. Esare Augusto esortaua li Cittadini Romani à fare ogn'uno secondo il suo potere qualche abbellimento nella Città, Stattilio Tauro fece questo Ansiteatro era questo cōposto tutto di Mattoni, e se ne vede vna gran parte intiera congiunta con le muraglie della Città attaccato al Conuento di Santa Croce in Gorusalem. Vi si rappresentauano varij giochi come si è detto di sopra dell'Anfiteatro di Vespasiano. Del Errante. 111 Del Tempio di Venere, Cupido. Ella Vigna di Santa Croce in Gerusalem vi sono le rouine di queste Tempio, & era famosissimo à quei tempi. Delli Rostri Lle radici del Palatino vicino à Santa Maria Liberatrice, vi sono certi Granari, oue si vedono rouine di alte, e grosse muraglie, era questa una fabrica con vn Balcone, il quale corrispondeva nel Foro Romano doue si publicauano le leggi al Popolo, vi si attaccauano le spoglie prese all' Inimici nelle Guetre di Mare, e di Terra, e tutte le sorti d'Armi, e Rostri di Naue, e per questa causa fù chiamato questo luogo pro Rostris. Vi fù affissa la Testa di Cicerone, la casa del quale era posta dietro à quelli. Del Tempio di Giunone. Que è hoggi la Chiesa di Sant'Angelo in Pescaria era anticamente il Tempio dedicato à Giunone, auanti del quale era vn sontuoso Portico come oggi si vede. Quiui era la Corte di Ottauia sorella 112 Mercurio d'Augusto. Fù restaurato da Settimio Seuero, e nel frontispitio si legge l'iscrittione. Della Rupe Tarpea. ¶ Opra del Campidoglio verso al mezzo giorno doue è al presente il Palazzo del Sig. Duca Caffarelli si vede ancor' oggi un gran precipitio, dal quale fù precipitata Tarpea, quella che diede la Rocca del Cam pidoglio alli Sabini. Vedete Liuio. Da questa rupe fù parimente precipitato Manlio per l'ambitione dal medesimo hauuta di farsi Rè, doppo hauer liberata la Patria da i Galli. Del Teuere. O no molte i'opinioni del vero nome di questo fiume, vogliono molti; che prima si chiamasse Albula, e poscia Teuer: da Teuerino Rè di Alba che vi si affogò come vuole Tito Liuio. Nasce questo nell'Appennino, il suo corso è di 150. miglia, e diuide la Toscana dal Latio. Fuluio dice che vi inboccano quarantadui fiumi, il principale de quali è il Teuerone, prima l'Anniene, che viene da Tiuoli, & e nauigabile, e diuide la Sabina dal Latio. L'altro è la Nera, entra il Teuere nel Mat Tireno, hoggi Fiumicino lou### tèmes 1 the Errante. 113 tano da Roma 12. miglia, seriuono molti che sia la migliore acqua dell'Europa per beuere, e ciò per la quantità delli minerali, che vi entrano, deue però esser purgata nelli vasi di terra. Questo fiume per le sue crescenze inonda spesso la Città di Roma, e vi fà grandissimi danni. Dalla fondatione di Roma sino al presente anno 1692. è sortito 54. volte io l'ho veduto tre volte la prima al tempo di Alessandro Settimo Papa, le altre due al tempo di Innocentio Vndecimo Pontefice Della Statua di Pasquino. Vesta Statua è vna delle più antiche di Roma, Molti vogliono che fusse l'imagine d'vn Soldato d'Alessandro Magno ò vero di Augusto, non si sà però di questi due quali rappresentasse. Solo dirò che è di una singolar maniera, e molto ruinata dalla crudeltà del tempo. Vi mancano le Braccia, e le Gambe è di granito orientale. Si chiama Pasquino per le Pasquinate, che vi sono affisse dalla gente maldicente. Del Cerchio di Flora. El contorno doue è la Chiesa di San Nicola di Tolentino era il Cerchio di Flora, sù questa Donna del Mondo, nacque à Nola dalla famiglia de' Fabi Metelli, edi 114 Mercurio e di questa si compiacque Pompeo Magno, fece gran ricchezze, & alla sua morte lasciò crede il Popolo Romano, con patto che gli facessero un Cerchio in suo honore. Il che fù eseguito, & in questo Cerchio souente le Meretrici vi sacrificauano nude, e vi faceuano varij giochi nefandi, e lasciui, e parendo l'atto troppo vergognoso mutorono, e la venerorono trà gli Dei; cioè delli fiori. fù chiamata la Dea Flora. Della Cauerna di Cacco. Assato Santa Maria in Scola greca dritto la strada di S. Paolo lungi da detta Chiesa cinquanta passi à mano manca si vedono le rouine della Cauerna di Cacco Ladrone il quale rubbò li. Boui ad Ercole, e ne pagò il fio, che da lui fù morto secondo Liuio, di questa Cauerna ne tratta ancora Virgilio. Della Casa di Scauro, e del Tempio di Eliogabalo. TRà l'Arco di Tito, e di Costantine Magno à mano dritta si vedono le rouine della famosa casa di Scauro, più abasso vicino all'Arco di Costantino vi sono le rouine del Tempio dell'Imperadore Eliogabalo, il quale lo consacrò à se medesimo, e vi fece vna Statua d'Appollo d'oro, sù que sto. 1 . with the . Errante 115 sto il primo Sacerdote con questo titolo Inuicto Sacerdos Dei Soli. Della Casa d'Augusto, e di Tiberio, e delli Bagni Palatini, e del Tempio d'Appollo. ¶ Opra del Monte Palatino in faccia alla Chiesa di San Bastianello nella vigua del Duca Mattei, si vedono le rouine d'alte Muraglie, che furono delli Bagni Palatini, da quella parte, che corrisponde al Cerchio Massimo verso la Mola vi si vede vna Galleria di molti Archi del famoso Palazzo di Augusto, e di Tiberio; Suetonio dice che Augusto edificò un Tempio ad Appollo, le roume del quale si vedono, eloe un pezzo di Tribuna, che corrisponde sopra del Cerchio Massimo. Vi si vedono vicino le rouine di un gran Balcone, il quale corrispondeva sopra del detto Cerchio, sopra del quale stauano li Prencipr con il Senato à vedere li giochi, e spettacoli, che vi si rappresentauano. Nel Casino di questo Giardino vi è una piccola Galleria dipinta à fresco dal famoso Raffaelle d'Urbino. ① □ Del 116 Mercurio Del Palazzo di Caligola. Opra del medesimo Palatino che corrisponde verso Setrentrione in faccia à San ti Cosmo, e Damiano si vedono le rouine del Palazzo di Caligola. Dalla medesima parte vi era la Porta principale, & hoggi vi si mettono le Vaccine per vendere. Di alcuni Tempij, ò Sepolchri posti nel contorno di RomaPRà la Chiesa di San Sebastiano è la Cas farella v'è vn Tempio assai bello, & si vede per anco intiero ornato di trofei di stucco nella volta, sera questo consacrato: Marte; hoggi è Chiesa dedicata à Sant' Vrbano Passata la Cassarella per venire verso Roma à mano dritta si troua vn Tempio, che ancora è intiero, & ornato di belli stucchi, mà rouinati per la crudeltà del tempo. Fuori della Porta di S. Giouan Laterano lungi due miglia à mano manca per la strada che conduce ad Albano vi è un bellissimo Tempio tutto intiero. Le di cui muraglie sono di mattoni come gl'altri descritti. Vi si vedono le vestigie di qualche pirtura antica di buona maniera all'intorno, e per il di suori. Il Pauimento è di Musaico lauoro di molta politia, questo ancora per quanto si vede Désigné ### #10 2 ⛪ . Errante. 117 vede era sepolcro. Si vede sotterraneamente il luogo doue si metteuano le Ceneri perche vi sono diuerse vrnette di terra cotta, questo & altri consimili sono curiosi da essere veduti. Qui vicino alcuni anni sono fù tronato vn Cimiterio molte nobile. Del Sepolcro di Seuero Alessandre Imperadore Vora della medesima Porta di San Giouanni per la via di Frascati passato li Condotti à mano manca vn tiro di Moschet to si vedono le rouine del Sepolcro del detto Imperadore Seuero Alessandro à di circuito 96. palmi vi si vede vn bel Corridore longo 45. palmi. Cento anni ineirca Flaminio Vacca scoperse il detto sepolcro dentro vi trouò quel bel sepolcro che hoggi si conserna nel Cortile del Palazzo del Campidoglio dentro del quale vi era quel famoso vaso, che oggi si conserua nella Libraria Barbarina, & era pieno di cenere del detto Del Sepolcro di S. Elena. Ella via detta Labicana posta fuori di Porta Maggiore, quattro miglia incirca lontano da Roma si vede vna Torre detta Torre Pignattara, & in questo luogo si vedono le rouine del sepolcro di S. Elena. quale era di forma rotonda, come si ricaua da Mercurio 118 da vna parte del medesimo che di presente si vede. In questo luogo fù trouato quel gran vaso di porfido, quale hoggi è sotto il portico di S. Gio: Laterano, vedasi Iacomo Bosio Del Sepolcro Nassonio. Ve miglia in circa lungi da Ponte Mol le nella Via Flaminia nel tempo di Clemente Decimo, accomodandosi la strada fù trouato il famoso sepolcro della famiglia Nassonia; era vna stanza all'intorno della quale v'erano molte vrne di terra cotta, mà ripiene solamente di terra. Nella volta vi erano belle pitture, furo no queste disegnate, e stampate da Pietro Santo famoso Intagliatore al Bolino, hoggi vi si vede poca cosa. Quiui sono molti pra ti con vna Torraccia antica che ancor hoggi porta il nome di Torre di Quinto del nome della famiglia Nassonia. Chi desidera appagare la curiosità puol caminare nel contorno di Roma, e vedrà nelle strade diuersi Tempij, e sepolcri particolarmente nella Via Appia della quale trattai di sopra di quelli sepolcri, de quali si sà la famiglia degl'altri non si puol sapere di chi fossero. Del m ### trenne iſalim Errante 119 Del Sepolcro di Caio Poblitio. Aio Poblizio Bibolo fù Tribuno della Plebe l'anno 545. dall'edificatione di Roma per li suoi meriti, e virtù gli fù concesso dal Senato il luogo alle radici del Campidoglio per edificarui il detto sepolcro tanto per se, che per i suoi descendenti, era questo di forma quadra, e di pietra tiburtina; Tito Liuio ne parla in Fuluio Orsino nel trattato delle famiglie Romane, il rimanente di questo sepolcro si vede à piè del la salita di Marsorio vicino à Macello de Corui. Si vede nel Piedestallo la sua antica inscrittione che il tutto dichiara con que ste parole. C. Poblicio L. F. Bibulo Aed. Pl. Ho. noris, virtutisque causa Senatus Conſulto, Populique iuſſu locus monumento quo ipſe Poſterique eius inferrentur publice datus est. Del Macello de Corui, e perche si chiami così. I deue sapere, che S. Gregorio Maguo partendo dalla sua casa passaua per questo luogo, & andaua à San Pietro per sua deuotione, occorse che passando vidde vn Coruo che pigliaua li denari fuori dal Corno 120 Mercurio no di vn Macello, che qui vi era. Il Santo Pontesice sece chiamare il Macellaro, e gli domandò come andasse il suo negotio, & il Macellaro rispose che andaua male à cui il Santo soggiunse, dà ad ogn'uno il suo giusto che cosi il tuo negotio anderà bene, sapendo il Santo, che non daua il giusto della carne che vendeua. Doppo al quanto di tempo il Santo non vidde più il Coruo fece per tanto di nouo richiamare il Macellaro, e gli domandò come andasse il suo affare rispose benissimo, il Santo gli disse hauer vedu to il Coruo, che estraeua le monete dal Cor no, & esortò il Macellaro à dare il giusto, che cosi anderebbero bene le sue facende. Hoggi vi è ancora il Macello, che porta il nome di Macello di Coruo, ò vero per la famiglia Coruini che quiui habitaua. Delli Arcastri, e che cosa fossero. Li Arcastri erano seragli sotterranei, mà ne luoghi alquanto alti, e che la terra fosse dura ò roccaò tuffo; in questi luoghi li Romani vi metteuano li schiaui. Vno di questi Arcastri era posto nella Via Flaminia vicino al sepolcro di Nassonio: è vn picciolo monticello tutto concauo, vi sono quantità di stanze, e strade infinite, onde si puol paragonare ad vn gran saberinto Vn altro Arcastro era fuori di Porta Portese lontano due miglia, è luogo grandissimo e Da Ca 7 ⛪ || S. per Errante 121 mo parimente sotto terra con quantità di stanze Corritori, e Mosaichi, è luogo molto nobile per andarui si troua vna Chiesetta, si volta à mano dritta, e si camina fino che si troua vn Canneto attaccato al quale si vede il detto Arcastro. Della Naumachia di Domitiano. E Naumachie in Roma furono molte. Quella di Domitiano era nel Campo Marzo, molto spatiosa di forma ouale, ò rotonda recinta di vaghe muraglie con sedili, e di sopra larghe Gallerie, e spessi Balconi per la commodità del Popolo che vi concor reua à vedere li Combattimenti nauali, che vi si rappresentauano, haueua il fondo pieno d'acqua capace per vna giusta Armata de Naui secondo l'uso di quel tempo. Le sue rouine si vedono alle radici del Colle delli Ortoli nell'Orto di Napoli, come vuole il Marliano Del Campo Marzo, e sua grandezza. L Campo Marzo fù chiamato cosi da vn Campo che vi haueua Tarquinio Superbo, il quale era consacrato à Marte. Vi si radunaua il Popolo per creare li Magistrati, & altri Offitiali per il gouerno della Republica Mercurio 122 blica Romana, cominciaua da una parte doue è hoggi la Rotonda alla drittura di S. Giouan de Fiorentini sempre alla radice del fiume fino à Ponte Mollo, dall'altra parte cominciaua alla radice del Quirinale dritto alla spouda del Monte Pincio à drittura delli Monticelli, che vi si trouano, e di nuouo andaua à finire à Ponte Mollo. Delli Castri Pretoriani. I Castri Pretoriani ò Alloggiamenti de Soldati furono molti tanto dentro, che fuori di Roma. Augusto fù il primo che facesse gli Alloggiamenti alli Pretoriani nel Monte Celio; Tiberio poi ne fece dell'altti, dentro e fuori della Città come dice Suetonio, quello di fuora era doue è hoggi il Cerchio di Antonino Caracalla nella Via Appia, à San Bastiano trà la Porta Pia, quella di S. Lorenzo si vedono le rouine d' vn altro Castro Lucio Fauno dice che fusse delli Soldati di Diocletiano. Del numero delli Soldati in tempo della Republica, & in tempo degl'Imperadori. Olibio dice, che al tempo che venne Anibale da Spagna l'Italia solo armò cento mila Fanti, e settantamila Caualli. Dice Aristotile Scrittore greco, che al tempo # . — ### . e Errante. 123 po di Augusto in Roma stauano sempre cento mila Soldati li quali seruiuano per la guardia del Prencipe, e per sicurezza della Città, come dell'incendij delle Piazze, de i Fori, i quali erano guarniti di rare Statue di ogni metallo; così delli Tempij dalli Ladri, & altre cattiue Persone acciòche non guastassero li belli Edifitij della Città; scriue Vegetio che visse al tempo di Valentiniano primo, che li Soldati ascendeuano à se: cento quarantacinque mila, e questi erano sparsi in diuerse parti delle Prouincie per sicurezza dell'Imperio. Da questo gran numero di Soldati si deue considerare la ferza dell'Imperio Romano in quei tempi. Del Tempio di Fauno Vesto famoso Tempio si vede per anche inttero, fù fabricato da Numa, e dedicato à Fauno Dio de Boschi. Era questo il più grande, che fosse in Roma à quei tempi; è di rotondità perfetta di longhezza 27. passi e mezzo con il recinto di fuori, che prima si comprendena con il vaso di dentro era longo 33. passi e mezzo. Vi sono 56. Colonne di granito orientale, che sostentano gl'Architraui. Vi sono 43 pezzi di Pitture à fresco del Pomaranci, e rappresentano queste il Martirio di quantità de Santi martirizzati à tempi degl'Imperadori Romani, il bel Tabernacolo di Cipresso dicono essere disegno di Michel F 2 An 124 Mercurio Angelo Buonatuota. Questo Tempio nel di fuori del muro hà di giro 115. passi, e nel di dentro del Tempio 82. passi e mezzo. intendo de passi d'Architetto di 5. piedi l' vno, e cosi tutte le misure delle quali si tratta in questo breue compendio s'intendono di misura d'Architetto. Questo Tempio è consacrato al presente à San Stefano del qua le il Collegio Germanico n'è Padrone. Del Cerchio di Saluſtio. Assata la Chiesa di San Nicola di Tolentino trá la Vigna del Cardinale Barberino, e la Villa Lodouisia vi è vna Valle la quale era anticamente il Cerehio Salustiano. Si vedono ancora molte rouine, e trà queste le dodici nicchie doue stauano le quadrighe per dare le smosse alle corse, che doueuano farsi nel detto Cerchio per guadagnare i premij soliti à darsi in detti luoghi. Doueuano le Bighe, e Quadrighe fare sette giri, cioè girare per sette volte intorno alle mere, e chi prima di queste giungeua alle mete doppo li sudetti sette giri guadagnaua il premio à tal effetto destinato. O Del. . . Errante 127 Delle Piazze Principali di Roma, e della loro lunghezza, e larghezza per la commodità delli Forastieri A Piazza del Popolo è longa 103. passi, larga 100. La Piazza Colonna è longa 51. passo lar§139. La Piazza di Sciarra è longa 50 passi larga 10. La Piazza della Rotonda è longa 38. passi larga 22. La Piazza auanti alla Chiesa della Miner ua è piccola, come anche la Piazza Mattei, in questa però v'è vna bella Fontana con quattro figure di bronzo di buona maniera fatte da Tadeo Landini. La Piazza Nauona è longa 154 passi larga 32. In questa Piazza per essere quasi in mezzo della Città vi si fa il Mercato tutti li Mercordì; Anticaniente era il Circolo Agonale e per questo ne porta ancora il nome di Nauona La Piazza di Pasquino è cosi detta per l' antichissima Statua di Pasquino che vi è, e vi habitano i Librari principali di Roma. La Piazza di Campo di Fiore, e cosi chiamata per la Dea Flora, che in questo luogo habitaua. Questa Flora fù Donna di Pompeo Magno, è longa 50. passi larga 26. In faccia all'Osteria del Sole vi è una pic 126 Mercurio piccola Piazza, doue si vendono tutte le sorti di legumi che vengono di fuori di Roma, di qui per andare alla Cancellaria vi è un'altra Piazzetta nella quale si vendono li pollami che di fuora vengono. La Piazza auanti al Palazzo Farnese è longa 45. passi larga 30. La Piazza Giudea è cosi nominata perche dicono, che quiui habitasse l'Ambasciatore Ebreo al tempo dell'Imperadori Romani, ouero dalli Giudei, che presentemente vi stanno. La Piazza Romana in Trasteuere è piccola e quadrata non vi è cosa alcuna di raro solo il nome di Piazza Romana. La Piazza auanti Santa Maria in Trastonere non è troppo grande, mà però bella in mezzo v'è una bellissima Fontana. La Piazza di San Pietro è longa 128. passi da piedi infino alla Catena dauanti la Chiela del Prencipe degl'Apostoli, e larga 125. passi. Si vede in questa Piazza il magnifico Portico con 286. Colonne, le quali sostengono gl'Architraui sopra di detto Por tico vi sono 86. Statue di diuersi Santi, questa nobil fabrica è tutta di trauertino, e serue per la Processione che il Papa fa il giorno del Corpus. Domini con gran sol ennità accompagnato dal Sacro Colleggio, e da tutto il Clero d'ella Città, vi si portano le Corone reali ornate di gioie d'vn valore inestimabile. Il circuito di questo gran Portico da ambi le parti è longo 262 passi largo 14. Il Curioso puol considerare questa bel⸫ lai Cag. ⛪ eine nig the 127 Errante bellissima Piazza, la quale non solo è la più bella di Roma, ma di tutto il Mondo, & è tutto disegno del Caualier Bernino del nostro tempo. La Piazza di Spagna, e longa 162. larga 26. passi, in mezzo v'è la Fontana della Barcaccia di vaghissimo disegno fatta dal Caualier Bernino La Piazza di Santi Apostoli è longa 125. passi larga 12. La Piazza della Colonna Traiana è piccola in mezzo vi è la famosa Colonna Traiana La Piazza del Campidoglio è di forma ouale longa 45. passi larga 34 circondata da scalini, in mezzo à questa v'è la famosa Statua equestre di M. Aurelio il Filosofo di bronzo di una singolar maniera. La Piazza auanti al Palazzo Quirinale ò Monte Cauallo è longa 37. passi larga 75 La Piazza Grimana, e cosi detta per essere padrona del fondo la famiglia Grimana di Venetia, e longa 80. passi larga 42. La Piazza di Santa Maria Maggiore verso l'occidente è longa 121. passi larga 42. l'altra verso l'oriente è longa 50. passi larga 47. in faccia alla Chiesa di Sant'Antonio Abbate v'è un bel Ciborio sostenuto da quattro Colonne di granito orientale, in mezzo v'è una Colonna sopra la quale v'è vn Crocifisso, e la Madonna di bronzo, nella base v'è la discrittione di Enrico Quarto Rè di Francia. Questo Ciborio fù fatto per la sua riconciliatione con Clemente Ottauo Papa. La 128 Mercurio La Piazza di San Giouanni Laterano è longa 95. passi larga 76. Delle ſtrade principali di Roma, e ſua miſura tanto della larghezza, che della longhezza, per la curioſità de Foraſtieri, che le ſeruirà per guida di camminare, e conſiderare le rarità di queſta nobil Città Capo del Mondo, doue risiede il Vicario di Christo Innocentio XII. che Iddio conserui, & vi regnono tutte le ſcienze. A Via Flaminia per essere la più frequentara dalli Forastieri da Ponte Mollo insino alla Porta del Popolo è longa mi glia uno, e tre quarti. La strada del Corso è longa miglia uno, e 110. passi, & osseruasi, che trattandosi de passi s'intendono d'Architetto di cinque pie di l'uno, per questa strada del Corso si fanno le Maschere il Carnouale, e le Corse de Barbari La strada dalla Porta del Popolo fino alla Dogana è longa 931. passo. La strada Giulia, che incomincia vicino al fiume à San Giouanni de Fiorentini, e và à terminare alla bella Fontana di Ponte Sislo è longa 780. passi. La . — him. 214 la ise. jene DE. n Mar . Errante. 129 La strada della Longara, è longa 516. passi larga 7. incomincia dalla Porta di San Spirito fino à Porta Settignana. In questa Valle anticamente era il Cerchio di Giulio Cesare La strada, che principia dalla Barcaccia di Piazza di Spagna sino à San Pietro è longa miglia due, e 300. passi. La strada detta Paolina dalla Porra del Popolo fino alli due Macelli per Piazza di Spagna è longa 525. passi La Via Sacra dall'Arco di Seuero sino à quello di Tito Vespasiano è longa 288. passi larga 11. La strada Pia principia dalla Piazza di Monte Cauallo, e termina à Porta Pia & è longa miglia uno 160. passi. La Via Nomeniana incomincia à Porta Pia, e và sino à Lamentana & è di miglia 8. ma dalla Porta sino à Santa Agnese v'e un miglio, 185. passi. La strada Felice dalla Trinità de Monti fino à Santa Maria Maggiore è longa miglia uno, e 22. passi, si chiama Via Felice da Sisto Quinto, il quale la fece & aprì. La strada da Santa Maria Maggiore à San Giouanni Laterano aperta da Gregorio XIII. è longa 350. passi. La strada da Santa Maria Maggiore sino à Santa Croce in Gerusalem è bellissima turta coperta d'Arbori, & è longa miglia uno e 180. passi. Questa parimente fù apertā da Sisto Quinto La strada da S. Pietro à San Giouaani Latera 130 Mercurio cerano cioè quella, che suol sarsi dal Papa, quando và à pigliare il possesso del suo Vescouato, che è la sudetta Chiesa di San Giouanni Laterano è longa miglia tre, e 250. passi La strada da San Pietro à Monte Cauallo per la via della Rotonda è longa miglia uno 1600. passi. La strada da San Pietro à Santa Sabina, quella che fa Nostro Signore quando il primo giorno di Quadragesima con solenne caualcata si porta à mettere la Statione à detta Chiesa, passa per il Ponte S. Angiolo al Pellegrino, di li à Santa Maria in Campitelli, e passando per la Bocca della Verità giunge à Santa Sabina & è longa miglia due, e 650. passi. La strada, che suol fare il Papa con il medesimo ordine da Monte Cauallo alla detta Chiesa passa per Monte Magnanapoli alla Colonna Traiana, di li al Palazzo del Marchese Astalli e poscia à Piazza Montanara, e di qui à Santa Sabina, è di lunghezza miglia vno e 500. passi. La strada, che snol fare il Papa partendo da San Pietro jl giorno della Santissima Annuntiata alli 25. di Marzo è questa, parte sua Beatitudine da San Pietro con solennissima Caualcata, passa il Ponte Sant' Angelo, la strada delli Coronari, e da questa à Sant' Eustachio giunge alla Minerua; in questa Chiesa tiene Cappella solenne, da la dote ad un gran numero di Zirelle per monacarsi, e per maritarsi; & è questa una del- the ### pani ### suolf. . P. Errante 131 delle belle funtioni, che faccia sua Santità, è longa miglia uno, & un quarto La strada, che suole fare il Papa partendo da Monte Cauallo per la medesima fontione passa da Santa Caterina di Siena à San Marco, dalli Cesarini à Santa Chiara, & indi alla Minerua, & è longa miglia uno, e 100. passi. Della Cavalcata, e della strada che ſuol fare l'Ambaſciatore di Spagna nel presentare il Tributo per il Regno di Napoli a ſua Santità. Ambasciatore di Spagna la Vigilia di San Pietro, doppo il pranzo si porta con ſolenne Caualcata à preſentare il Tributo per il Regno di Napoli al Papa nella Chiesa di San Pietro, Interuengono à questa famosa Caualcata li Prencipi Grandi di Spagna, cioè quelli, che sono in Roma. Li Gentiluomini dell'Ambasciatori, e Prencipi, e la Nobiltà Romana con li più affertionati alla Corona di Spagna. Il detto Ambasciatore viene accompagna to dalle Guardie del Papa, cioè dalli Suizzari, e Caualliggieri. Il Tributo consiste in un Cauallo bianco con sella, e Valdrappa ricamata di oro con sopra l'arma del Papa d'argento di rilieno. Il denaro consiste in sei mila ducati d'oro, ma veniamo al camino F 6 132 Mercurio mino che fà la Caualcata. Parte l'Ambasciatore dal suo Palazzo, e va per la strada delli Condotti, & entra nel Corso sino à S. Marco, di li à Sant'Andrea della Valle, e passando per la Chiesa Noua entra in Banchi passa Ponte Sant' Angelo, e per Borgo Nouo giunge alla Basilica Vaticana. Nell'entrare in Chiesa incontra con il Papa in congiontura che ritorna Pontificalmente vestito dall'assistenza hauuta à primi Vesperi, e riceue dall'Ambasciatore il sudetto Tributo. Questa funtione è degna d' essere veduta da un Mondo intiero. Questo camino è longo miglia due, e 30 passi. Per la medesima funtione ritrouandosi il Papa à Monte Cauallo, si parte l'Ambasciatore come sopra, e per la medesima strada arriua sino à San Marco di li volta à Monte Magnanapoli, e giunge al Palazzo Quirinale, e nella medesima forma descritta di sopra riceue il sudetto Tributo. Il camino è di miglia vno. . ⛪ G Del Errante. 133 Della Caualcata fatta dal Sig. Marchese Riario Senatore di Roma, e dell'ordine della medeſima nel prendere il possesso li 4. Nouembre 1691. della quale se ne tratta per essere funtione straordinaria, e che rare volte ſi vede. EL Senatore dunque doppo il pranzo andò al Palazzo Pontificio a Monte Cauallo, e fù riceuuto dal Mastro di Cammera di Sua Santità, e condotto auanti al Papa s'inginocchiò, e diede il giuramento di fedeltà à Sua Santità, e da Sua Beatitudine gli fù dato il Bastone Senatotio d'Auorio riceuuta la beneditione si partì, e si principiò la solenne Caualcata verso al Campidoglio, la quale andiede con questo ordine. Il primo fù il Capotoro del Popolo Romano, e le Militie di mille huomini con l' Insegne delli 14. Rioni di Roma seguiua il Cariaggio di 40, Muli con ricche coperte ornate d'oro, & argento, dieci Caualli di rispetto menati à mano ornati di ricchissime selle, e Copertine, seguiua la Compagnia de Caualliggieri di Sua Santità, quaranta tre Mule delli Signori Cardinali con vaghe Valdrappe caualcate dalli Staffieri con il Cappello dietro alle spalle del Cardinal suo Padrone Vn4 134 Mercurio Vna truppa di Cursori con vaghi Caualli ben guarniti di Valdrappone d'oro. Dui Stendardi vno del Popolo Romano, e l'altro del Senatore con le sue Armi. Appresso seguitaua la Nobiltà Romana con bellissimi Caualli ornati di ricchi sornimenti al numero di 400. in circa. Doppo questi veniua il Tenente con la Guardia delli Suizzari di Sua Santità, & in mezzo à questi veniua l'Eccellentissimo Senatote à Cauallo di una Chinea del Papa riccamente ornata, e Sua Eccellenza con l'habito Senatorio, e la Collana d'oro al Collo, e lo Scetro d'Auorio riceuuto da Sua Santità. Vi andavano auanti quattro Paggi, & il Mastro di Ceremonie di Sua Santità. Di poi seguiua il Giudice Fiscale con una comitiua di Notari Capitolini. Appresso veniuano tre honoreuoli Carrozze à dui Caualli. Ia strada, che fece S. E. da Monte Cauallo per andare in Campidoglio era riccamente ornata di ricchissimi drappi di seta d'oro, e d'argento, il concorso del Popolo era infinito, tutti gridauano viua viua con grand' applauso, assomigliando questa gran pompa alli più celeberrimi Trionfi dell'anti chi Im peradori Romani, mà torniamo al camino, partì Sua Lecellenza dal Palazzo Papale di Monte Cauallo, e nell'uscire con la sua pompa li Suizzeri li fecero una salua di 24. morraletti, passò per le quattro Fontane, e per la Madonna di Constantinopoli. Venne alla Piazza di Spagna entrò per la strada del li Condotti, e per il Corso. Quando fù à San . 1 cm ### Cure 270 hier Errante 135 San Lorenzo in Lucina fù salutato dalla Fortezza di 24. tiri di Cannoni, seguitò per San Marco & in fine giunse in Campidoglio. Entrò S. Eccellenza nella Chiesa dell' Ara Celi, qual Chiesa è Ius Patronato del Popolo Romano, & anco per essere il più antico Tempio fabricato da Romolo per hauere in questo luogo ammazzato Agrone Capitano delli Sabini. Fù consacrato il Tempio a Gioue Feretrio. Visitato da S. Eccellenza il Santissimo Sacramento andò al suo Pa lazzo nel Campidoglio. Nella sala ornata di ricche Tapezzarie fù riceuuto dal Magistrato, ò Conseruatori del Popolo Romano, da quali le fù giurata obedienza. Nell'arriuo la Militia le fece la salua reale del tiro de mortaletti, e moschet. teria. La facciata del Palazzo era ornata di vaghe Pitture di chiaro oscuro rappresen tanti le Armi di Sua Santità, e di Sua Eccellenza, con li due rittatti di Tito Vespasiano, e di Costantino Magno con lettere, che diceuano Titum, & Constantinum nè desideres Roma, habes vtrumque in vno Innocentio, laxata Annona Congiaria populis aucta, reserata omnibus ad beneficentiam Aula, verae sunt Generis humani delitiae debellati apud sauum Thraces submota Lues, vindicata Iustitia, haec decent seruatorem quietis haec Orbis Liberatorem. Nel. Mercurio 136 Nelli Pilastri v'erano le sei virtù l'Innocenza, la Giustitia, l'Abbondanza, la Vigilanza, la Magnanimità, e la Liberalità. Sua Eccellenza diede rinfresco à tutta la Militia con splendidezza, e con Fontane di Vino, & altre magnificenze tutto dalla generosità di questo Eccellentissimo Senatore. De' Sacchi dati à Roma in diuersi Tempi. Cap. Vltimo. Auendo ne precedenti Capitoli descritto breuemente le cose più singolari di Roma tanto del moderno, che del antico, resta che hora trattiamo delli sacchi, à quali fù soggetta questa grande Imperatrice del Mondo, perche essendo proceduta la di lei maggior rouina più da questi, che dal tempo, si sappia à quanti barbari, e Tiranni Inimici della sua grandezza sia stata soggetta questa gran Dominante, e saccheggiata, quali saccheggiamenti breuemente si descriuono. La prima volta dunque che fosse questa gran Città di Roma saccheggiata fù l'anno dalla di lei fondatione 363. è fù dato il Sacto da Breno Rè de Galli. La seconda snecesse l'anno di Christo 410. Da Alarco sotto l'Imperadore Honotio La 1 — . Errante 137 La terza l'anno 458. Da Rentirico Rè de Vandali La quarta l'anno 476. da Odoacro. La quinta l'anno 536. da Teodorico Re degl'Ostrogoti mandato da Zenone Imperadore d'Oriente conro Hodoarco, quale fù vcciso à Rauenna. La sesta l'anno 538. Da Vitigone Rè de Goti, che fù poi ripresa da Belisario. La settima l'anno 546. Da Totila Rè del Goti, liberata parimente da Belisario. La ottaua l'anno 548. Di nouo saccheggiata dal sudetto Totila; che poi restò ve ciso da Narsete. La nona volta da Aitolfo Re de Lombardi, regnando all'ora Stefano II. chiamò in suo soccorso il Rè Pipino, che perciò fù disca cciato Astolfo, e fatto prigione da Carlo Magno. La decima da Arnoldo Imperadore dell' Alemagna al tempo di Formoso Papa. L' vndecima dall' Imperadore Enrico IV. di Alemagna, il quale fù scommunicato da Gregorio VII. e scacciato da Roberto Guic ciardo Duca di Normandia. La duodecima, & vltima volta da Carlo di Borbone al tempo di Carlo Quinto, e di Clemente VII. Sommo Pontefice l'anno 1527. □ □ Del Mercurio 138 Delle noue Chiese di Roma, e prima della Chiesa di San Pietro Vesto famoso Tempio è il più magnisico, che sia mai stato al Mondo. Fù edificato da Constantino il grande, & egli medesimo portò dedici Corbe di terra sopra le sue spalle, quando furono gettati li fondamenti, e stato questo famoso Tempio sempre più accresciuto, & ingrandito da Sommi Pontefici, e tra gl'altri Sisto Quinto diglor. mem. vi fece la sontuosa, e merauigliosa Cuppola il di dentro della quale è tutto di mosaico, come anche l'altre Cappelle. La faccia: a fù eretta da Paolo Quinto sopra della quale v'è nostro Signore con li do dici Apostoli. Questa gran fabrica è costrutta di pietra dura, & e disegno del famoso Michel' Angelo Bonarota. Hà cinque Porte la principale delle quali è di bronzo ornata di bassi rilieui rappresentante il martirio delli Preu cipi degl'Apostoli Pietro, e Paolo. Sotto al Portico si vede la a uicella delli Apostoli di mosaico, parte della facciata è disegno di Carlo Maderno, & è alta da terra sino a gl'Apostoli 112. palmi Romani ciascheduno de quali fà tre dell'ordinarij, e di longhezza 110. palmi. La Cuppola è larga 196. palmi, alta fino al Cap. an x de Errante. 139 Cuppulino 601. palmi & per il di fuori con la palla e la Croce è d'altezza di 652. palmi. La Chiesa è longa 844. palmi compresoui il Portico 1058. palmi. Il di lei Circuito. Il di dentro è di 440: passi d'Architetto come s'è detto di sopra, la larghezza nella cruciata. 87. passi alla drittura del Sacramento larga 37. passi, la gran Naue di mezzo è larga 16. passi e mezzo. Il Circuito della Cuppola 79. passi, dall' Altare di San Gregorio à quello della Madonna 60. passi. Il circuito di fuori della Chiesa è di 465. passi. La Sacrestia è rotonda perfetta longa, e larga 16: passi e mezzo. Dalla Cateha di fuori sino alla facciata vi sono 40. passi. La scal: nata è larga 118. passi. Habbiamo parlato sin qui delle misure di questa gran mole, hora tratteremo delle rarità che vi sono. Contiene questa gran Chiesa di San Pietro 29. Altari 102. Colonne per ornamento delli detti Altati, le quali sostengono gli Architraui; parte delle quali sono antiche, e parte moderne, nell'entrare à mano dritta nella prima Cappella vi è la Colonna al la quale staua appoggiato Nostro Signore quando disputaua con li Dottori nel Tempio. Nell'altra Cappella si vede il bel Quadro di San Sebastiano opera del famoso Domenichino, & il deposito della Contessa Matilde fatto dal Cavalier Bernini. Nella Cappella del Sacramento il ricco Ciborio di lapislazzaro & è di bronzo indorato bellissimo fatto da Clemente Decimo, Mercurio 140 & è disegno del Bernini, nella detta Cappella v'è il sepolcro di bronzo di Sisto Quarto posto sopra terra fatto da Antonio Paliolo Fiorentino. Segue il'Altare con la Nauicella dell'Apostoli pittura rata del Lanfranchi. L'altra Cappella di San Michel Arcangelo fatta dal Cavalier Gioseppe de Arpino alla mosaica. Il famoso quadro di Santa Petronilla opera del Guercino da Cento. Il deposito di Clemente Decimo fatto da Mattia de Rossi, e la figura del Papa è d'Ercole Ferara. La Tribuna, l'Altare, e la Sedia di San Pietro, li quattro Dottori di bronzo fatti fare da Alessandro Settimo, & è vn opera singolare del Bernino. Il deposito d'Vrbano Ottauo fatto dal me desimo. Il deposito bellissimo di Paolo Terzo opera di Guiglielmo della Poria Milaneſe con le Statue d'ambedue li Pontefici di bronzo vi si ammira la bella figura d'una Donna Giouane, la quale rappresenta la Giustitia, & è una delle belle cose rare di Roma, l'altra è una Vecchia rappresentante la Verità, la bella Tauola di marmo che rappresenta Leone Primo & Attila fatta dal Caualier Lagardi. Il deposito fatto dal Bernino di Alessandro Settimo nel quale sono belle figure. Il quadro di S. Gregorio di Andrea Sacchi. Il sepolcro d'Innocentio Vndecimo senza ornamenti, quale sarà quanto prima costrutto dal Sig. Prencipe D. Liuio Odescalchi suo Nepote. Di rimpetto à questo si vede il deposito di Leone Decimo di gran bellezza. Nella Cappella del⸗ Errante 141 delli Canonici vi è la Pietà rappresentante Nostro Signore morto in braccio della Madonna, & un pezzo rato fatto da Michel' Angelo. Il depofito d'Innocentio Ottave di bronzo: à questo Sommo Pontefice fù mandato dal Gran Turco la Lancia con la quale fù passato il Costato di Nostro Signore, la quale si conserua in questa Sacrosanta Basilica, come pure il Sudario cioè Volto Santo, vn gran pezzo della Santissima Croce con infinite altre Reliquie. Il deposito di Alessandro Ottauo senza ornamenti. Le quattro Statue poste sotto alli Pilastri della Cuppola sono alte 12. palmi, Santa Veronica è opera del Mocchi, S. Elena di Andrea Bolgi, Sant' Andrea, di Francesco Quisnai Fiammengo, San Longino del Bernino. Nelle quattro Nicchie delli Pilastri, doue si conseruano le Sacre Reliquie, vi sono otto Colonne antiche portate dal Tempio di Salomone. La più bella ratità che si veda in questo famoso Tempio è il bel Ciborio, che copre l'Altar Maggiore sotto del quale è riposta la metà delli Corpi delli Prencipi degl'Apostoli Pietro, e Paolo. Attesta il Toriggiano, che sopra la Cassa, nella quale sono racchiusi li Santi Corpi vi è vna Croce d'oro di 150. libre. Questo Ciborio fù fatto da Vrbano Ottauo per disegno del Cavalier Bernini, & è una delle sue più belle opere; è questo tutto di bronzo cauato dalli Traui, che furono leuati dalla Rotonda Nella palla di bronzo sopra la Cuppola Mercurio 143 vi possono stare 30. Persone, sotto alla Chiesa moderna fabricata da Paolo Quinto Sommo Pontefice, sotto il Pauimento però della medesima si vede la Chiesa antica; & è quella medesima la quale fù fabricata da Costantino, & è di longhezza di passi 30. e larga dieci e mezzo. Vi sono diuersi sepolchri, l'vno di Carola Regina di Gerusalem, di Cipri, e d'Armenia, & del Cardinal Nardini, il bel sepolcro d'Ottone Secondo di Porfido longo 7. passi largo tre, e mezzo Il deposito di vn gran Mastro di Malta; altro d'Adriano Papa Quarto, di Paolo Secondo Veneto. Vi è il sepolcro della Regina Cristina di Suetia senza ornamento lo la viddi sotterrare con il Manto Reale, e la Corona d'oro, e con quantità di monete d oro, d'argento, e di bronzo, il suo Corpo stà racchiu so in tre Casse, la prima è di Ci presso, l'altra di piombo, e la terza di legno ordinario, e l'una và dentro all'altra. In questa Chiesa sotterranea vi sono tre Altari ne quali si dice la Messa la notte di Natale! All'intorno vi sono quattro Cappelle con quattro quadri alla mosaica, & sono dise gno di Andrea Sacchi. Vi si vedono rari bassi rilieui, cioè il Giuditio vniuersale, la Creatione d'Eua, & altri simili quali seruiuano per oruamento al sepolcro di Paolo Secondo Venetiano. Vi è vn bel sepolcro antico di marmo greco ornato di bassi rilieui d'una singolar maniera, il quale rappresenta il Testamento nuouo, e Vecchio, In questo v'è sepeliro vn tal Iunio Fosso Console 22 Errante 143 sole Romano, è longo dieci, largo sei, & alto cinque palmi di Canna. Qui vedrete la Santa, e famosa Cappella della Prencipi delli Apostoli ornata di diuersi marmi finissimi, e la volta di rari bassi rilieui di bronzo indorato. Sotto l'Altare vi sono li Santi Corpi delli Apostoli. Nel sortire dalla Chiesa vedrete la Porta Santa, la quale il Papa suole aprire ogni vinticinque anni, che è l'anno del Giubileo. Della Chiesa di San Paolo nella Via Ostiense. Vesta Chiesa è nella via Ostiense un miglio lungi dalla Porta, & è la più grande di Roma, doppo quella di San Pietro, è longa 60. passi, e larga 40. fù fabricata da Costantino, e consacrata nel medesimo giorno che fù consacrata quella di San Pietro da San Siluestro Papa. La facciata verso l'occidente è ornata di vaghi Musaichi antichi, e moderni fati da Pietro Caualino, le Porte di bronzo con diuerse historie furono fatte al tempo di Alessandro Sesto, vi è parimente la Porta Santa come in San Pietro, ma questa si apre dal Cardinale Protettore della detta Chiesa. Fù fabricata in questo luogo, perche in questo fù trouata la Testa di San Paolo nel Cimiterio di Santa Lucina, il quale è sotto à questa Chiesa. Vi si vede il miracoloso Crocifisso antico moderno fatto dal sudetto Cauallino Le Mercurio 14 Le Pieture poste in alto à fresco, le quali rappresentano varie cose del Testamento Vecchio sono opera del medesimo Caualino. La Statua di Santa Brigida in atto di parlare con il Crocisisso è fatta da Carlo Moderno. La samosa Tribuna con belli Mosaichi. Il quadro dell'Altare è di Ludouico Ciuoli, il Pauimento è di pietre fine, sopra l'Altare maggiore non puol celebrare nessuno fuori che il Papa, sotto à quest'Altare v'è riposta l'altra parte delli Corpi delli Sauti Apostoli Pietro, e Paolo. Qualunque Fedele che visita questa Chieſa acquiſta ſei mila anni d'Indulgenza & il simile à San Pietro. Sono in questa, Chiesa nouanta Colonne, buona parte delle quali è di giallo, e di granito orientale tutte antiche. Agl'Altari vi sono 32. Colonne di Porsido dentro al Conuento nel Refetrorio visono noue pezzi di quadri grandissimi fatti dal Cavalier Lanfranchi, e nella Sagrestia si vedono le Copie; questa Chiesa è per anco intiera, & è offitiata dalli Padri Benedettini ⛪ Dela E fem — R Errante. 145 Delle tre Fontane terza delle noue Chiese. N questo luogo fù decollato San Paolo, ev è la Colonna sopra della quale fù appoggiato il Capo del Santo, la quale diuisa dal Corpo fece tre salti, da ciascheduno de quali miracolosamente sortì vna Fontana, quali presentemente si vedono. V'è il famoso quadro del Martirio di San Pietro fatto da Guido Reni, questa Chiesa fù edisicata dalli fondamenti dal Cardinale Aldobrudino. Vicino à questa si vedono due altre Chiese, l'yna è dedicata alli Santi Vincenzo, & Anadasio, la quale è longa 14. passi, e larga 12. Vi sono rare religuie, trà le quali il ritratto di Sant Anastasio quale presentato ad vn Indemoniato resta libero. Vi sono li dodici Apostoli dipinti à fresco, e vengono dalla scuola di Raffaelle. L'altra Chiesa è di Santa Maria in Scala Caeli, & è consecrata à San Bernardo; è questa di figura rotonda longa, e larga 14. passi: celebrandosi in questa Chiesa una Messa all'Altare di S. Bernardo si libera un'Anima dal Purgatorio. Vi sono belli Musaichi; sotto l'Altare vi sono le Reliquie di dieci mila ducento, e tre Santi Martiri, quali furono martirizzati nel tempo del Tiranno Diocletiano, e San Zenone era Capo di quelli, & furono quelli, che erano auuanzati dalla fabrica de suoi Bagni. In questo luogo era il Mi Mercurio 146 Macello delli Christiani. Si chiamaua prima questo luogo le Acque Saluie da una famielia di questo nome, che quiui habuaua, dalla quale discese Ottone Imperadore. Della Chiesa della Santissima Annuntiata Vesta Chiesa è poco più lontana di vn miglio dalle tre Fontane, non vi è rarità, solo che la deuotione, & acquista dieci mila anni d'Indulgenza ogni vno, che la visita Della Chiesa di San Sebastiano. Vesta Chiesa è posta fuori della Porta Capena poco più d'un miglio, nella Via Appia. Fù fabricata da Costantino il grande, & vltimamente rifatta dal Cardinal Scipione Borghese. Le Colonne dell Altare maggiore sono di verde antico. La Cappella di San Sebastiano è stata fatta dal Cardinale Francesco Barberini, e viene ornato l'Altare di finissimi marmi, dentro vi è il Corpo del Santo, & è disegno di Ciro Ferri. La Statua di S. Sebastiano è opera del Fratello di Giorgetto. Vi è il bel Santuario pieno di rare reliquie. Vi è la pietra con l'impronto de' Piedi di Nostro Signore lasciataui quando comparue à San Pietro nel Errante 14 nella Via Appia, che fuggiua il martirio al tempo di Nerone. In vna Cassetta vi sono delle reliquie di cento settantaquattro mila Martiri cioè vn pezzetto di ciascheduno, e quaranta sei Pontefici Martiri, tutti sotterrati nel Cimiterio di San Calisto Papa, il quale è sotto à questa Chiesa, & è il più grande di tutti gl'altri gira ventidue miglia, & hà cinque ordini l'vno sopra l'altro, volgarmente si chiama Roma Sotterranea, e già che trattiamo di questo Sacro, e famoso Cimiterio stimerò bene di dire qualche cosa delle Lucerne perpetue, delle quali molte sono state ritrouate in questo S. luogo, L'opinione dunque più commune è che que ste lucerne ardessero perpetuamente stando racchiuse senza hauer Aria, e che entrando questa incontinente si estinguessero, altri però sono di diuersa opinione dicendo, che essendo queste in luogo chiuso senza aria doueuano estinguersi dal proprio fumo, altri vogliono che quello, che ardeua fosse vn certo liquore, il quale non produceua fumo & che hauesse forza d'ardere anche in luogo serrato senz'aria, tra tante varie opinioni lascio al benigno Lettore d'accetrare quale più gl'aggradi. Dico solo che al tempo di Paolo Terzo in questo Cimiterio fù tro uato vn sepolcro di finissimo marmo, e di gran valore. Dentro v'era una Vergine, la quale notaua in un pretiosissimo liquore, con i Capelli biondi, raccolti in un Cerchio d'oro, e molti Scrittori vogliono, che fosse Tulliola figlia di Cicerone, haueua alli pic2 Mercurio 148 piedi vna lucerna accesa, la quale veduta l' aria si estinse. Vedasi il P. Luigi Contarini Crucifero alla pag. 283. Di queste lucerne se ne trouano di bronzo, ma la maggior parte di terra cotta. Alcune sono ornate con le figure de' falsi Dei, altre di diuersi animali, le quali danno segno, che fossero de Gentili. Si trouano altre segnate con vn pro Christo, & altre con una Palma, ò al tri segni, e queste denotano che siano de Christiaui li quali habbino ottenuta la palma del martirio per la Fede di Christo, e di questa sorte se ne trouano giornalmente nelli Cimiterij, ò Catacombe di Roma Mà ritorniamo alla Chiesa di S. Sebastiano, vi è il Sepolcro di Santa Lucina di casa Sauelli, & il Sepolcro di San Massimo Martire, da vn altra parte si scende vna scala alquanto bassa, & si vede un Pozzo, nel quale furono trouati li Corpi delli Santi Apostoli Pietro, e Paolo, quali Corpi Santi furono messi in questo Pozzo dalli Greci, quando li rubberono nella Chiesa Vaticana, e non potendo seco portarli, li gettorono in questo Pozzo, l'Altate è ornato di Mosaico. Li due Busti di marmo delli Apostoli sono slati fatti da Nicolò Cordieri, all'intorno vi sono delle nicchie, quali sono piene di Reliquie, trà le quali, vi è la Sedia sopra della quale fù decapitato S. Stefano Papa, e Martire, e si vede del Sangue del medesimo Santo Martire impresso miracolosamente nel medesimo marmo. In questo Santo luogo v'è tanta Indulgenza come se si visitasse S.Pic. Errante 14 S. Pietro, e S. Paolo di sei mila anni, e quarant'otto quarantene d'Indulgenza, la Cappella è larga 6. e longa 9. passi, nella Chiesa vi sono belle pitture di Antonio Caraccioli, & è longa 30. passi larga 7. mezzo Della Basilica di San Giouanni Laterano Postantino Magno fabricò questa Chiesa, e fù dal medesimo consacrata al Santissimo Saluatore, & à San Giouanni. La dichiarò la prima di tutte le Chiese del Mondo è longa 62. passi e mezzo, larga 36. verso l'Altare Maggiore è larga 42. passi, Il giorno della Festa di San Giouanni vi sono 28. mila anni d'Indulgenza, & altre tante quarantene. Nella Tribuna vi è riposto il miracolo so Saluatore di Mosaico, & è quello, che comparue al Popolo Romano, e parlò, ne mai hà patito lesione alcuna da tutte le volte, che la Chiesa è stata soggetta à gl'Incendij delli Barbari, vi è il gran Ciborio con ricchi ornamenti messo à oro, dentro del quale vi sono le Teste delli Santi Apostoli Pietro, e Paolo, & altre infinite Reliquie. Di sotto al detto Ciborio v'è l'Altare Papale e dentro à questo Altare, e riposto l'Altare di legno, sopra del quale disse Messa il Prencipe delli Apostoli; si vede il sontuoso Altare del Sacramento & il ricco Tabernacolo lauorato di 150 Mercurio finissime pietre di gran valore; di sopra al detto Altare vi è la Tauola con nostro Signore, e li Apostoli di Argento massiccio fatta da Curtio Vanni Orefice. Le quattro famose Colonne antiche sono state portate da Terra Santa, e sono piene della terra del S. Sepolcro di Nostro Signore Giesù Christo. L'Architraue è di bronzo tutto messo à oro fatto da Clemente Ottauo, le sopradette Colonne furono fatte delli rostri delle Naui di Marc'Antonio. Nella stanza v'è la Tauola sopra la quale Nostro Signore fece l'ultima Cena con gl' Apostoli. L'Altare di San Gio. Battista, L'Arca Fæderis, doue erano ſcritte le Leggi del Testamento Vecchio. Il Pastorale d'Aron Sommo Sacerdote, e la Verga di Moise, quali sono tutte cose rarissime. Le 24. Colonne, che seruono per ornamento alle Nicchie sono rarissime di verde antico. Nelli Pilastri vi sono molti belli depositi de Sommi Pontefici, Cardinali, e Prencipi, quali furono ristaurati da Alessandro Settimo; vi è il ritratto di Santa Elena di bronzo, è la Porta Santa che si apre l'Anno del Giubileo dal Cardinale Arciprete presentemente è il Signor Cardinal Ghigi. La Porta Principale e di bronzo, la quale era prima nella Chiesa di Sant Adriano, & Ales sandro Settimo la fece ingrandire, e mettere in questa sontuosa Basilica, in faccia à questa Porta sotto al Portico vi è vn gran sepolcro di Porfido molto rouinato, e rotto dicono, che in questo fosse racchiuso il Corpo Errante. 151 po di Sant'Elena, sotto al Portico fatto da Sisto Quinto, in vna stanza si vede la famosa Statua di brenzo di Entico Quarto Rè di Francia fatta al tempo di Clemente Ottauo per la riconciliatione fatta dal medesimo con la Chiesa Vi sono rare Pitture à fresco le quali rappresentano varie historie di Costantino Magno fatte dal Caualier Gioseppe, e dal Pomaranci Nel Claustro della Canonica v'è la Sedia Sercoriaria di Porsido. V' è parimente vn Altare di marmo sopra del quale celebrando la Santa Messa vn Sacerdote, il quale haueua dubbio nelle parole, che si dicono hoe nella Consacratione dell'Ostia, e che queste hauessero virtù di far calare il Corpo di Christo nell'Ostia, questa alzandosi miracolosamente gli cascò dalle mani, e cadendo fece vn bugio nella pietra dell'Altare, e si fermò attaccata al detto Altare, e presentemente si vede il segno del sangue. Si vede parimente la Colonna di Porfido sopra della quale cantò il Gallo quando S. Pietro negò Nostro Signore. Due Colonne che erano auanti al Palazzo di Pilato, sopra delle quali erano l'Insegne delle sue Guardie. La Pietra di Porfido sopra della quale furono giocate le vesti di Nostro Signore vna Colonna di marmo la quale si apri in due parti quando Giesù Christo spirò sopra la Croce. Vna Tauola molto grande sostentata da quattro Colonne di marmo, la quale è misura giusta dell'altezza del Santo Sudario G 4 Mercurio 152 dario di Turino. Nella Sagrestia vi è il Calice di San Pietro. Il Peusale di San Stefano Papa & vna Croce d'argento donata da Costantino. San Giouanni in Fonte è di forma ottangola tanto larga che longa cioè 13. passi. In questa Chiesa San Siluestro battezzo Costan tino, & in questo luogo era il suo Palazzo & prima vi era il Palazzo della famiglia Lateranense, che ancora ne porta il nome questo Batisterio fù fabricato dal gran Co stantino nella forma che si vede, in mezzo v'è il Lauacro di pietra Egitia, il Coperchio di bronzo indorato. L'otto Colonne di Porfido con gl'Architraui di marmo tutto antico, all'intorno della Cuppola vi sono otto pezzi di quadri di buon gusto d'Andrea Sacchi rappresentano varie Istorie della Madonna, e di San Giouanni, le Pitture à fresco che rappresentano le Istorie di Costantino, sono fatte da diuersi cioè Carlo Maratti, Iacomo Gimignani. La Battaglia, & il Trionfo del Camasei doue si brugiano le scritture è di Carlo Magnomi. Le due Cappelle, l'vna di San Giouanni Euangelista, e l'altra di San Gio: Battista con le Porte antiche di bronzo. Vi è la fenestrella per la quale passò l'Angelo Gabrielle quando annuntiò Maria sempre Vergine, ogn'anno nel Sabbato Santo si battezzano in questo luogo Turchi, & Ebrei, e la funtione viene fatta dal Cardinal Vicar 5. Vltimamente questa Chiesa fù ristaurata da Vrbano Ottauo. La Scala Santa per la quale salì Nostro Si Errante. 153 Signore nel Palazzo di Pilato in Gerusalemme la notte della Santissima Passione è di 28. sealini di marmo bianco larghi tre palmi d'Architetto. In fine della medesima si vede la Santa Cappella detta Sancta Sanctorum longa otto passi, e larga cinque. Vi sono infinite Reliquie come si ricaua dalla descrittione posta sopra l'Architraue, la quale dice non est in toto Sanctior orbe locus, non v'è loco più Santo di questo in tutto il Mondo. Nell' Altare vi è l'Immagine di Nostro Signore in età giouenile dipinta da San Luca, e fornita dall'Angelo, & è Reliquia inestimabile. Li stipiti delle tre Porte in cima della scale con gl'Architraui erano nel Palazzo di Pilato, quali furono condotti un Roma assieme con la Santa Scala. Questa nobile, e Santa fabrica fù fatta da Sisto Quinto Prima la Santa Scala era posta vicino ad vna gran Tribuna ornata di belli Mosaichi, quale era il triclinio di Carlo Magno, & al presente v'habitano gli Penitentieri di San Giouanni, la Santa Scala si salisce con Ginocchi, e si guadagna tre mila anni d'Indulgenza, & altre tante quarantene per ogni scalino ☉ O Del. G 5 Mercurio 154 Della Chiesa di Santa Croce in Gerusalemme. Vesta Chiesa è fondata sopra l'Atrio Sessoriano, che perciò fù chiamata anticamente Basilica Sessoriana, è longa 30. e larga 15. passi, sù fabricata da Costantino Magno à prieghi di Sant' Elena sua Madre, in honore della: Santissima Croce portata à Roma dalla medesima, Vi sono 6028. anni d'Indulgenza, e altre tante quarantene, Vi è vn famoso Santuario, con dentro quantità di Reliquie insigni cioe del Legno della Santissima Croce: Vno delli trenta denari, con i quali fù venduto nostro Signore Giesù Christo. Nella Tribuna dentro a un bel Tabernacolo si conserua il Titolo della Croce di Nostro Signore, & vn Chiodo con il quale fù trafitto Nostro Signore nella Croce. Le dodici. Colonne, che sostengono l'Architraui sono di granito, vi sono belle Pitture. Il Scisma è di Pier Leone, e di Carlo Maratti. La Tribuna che rappresenta Santa Elena quando trouò la Santissima Croce di Nostro Signore è di Pietro Perugino. Le Pitture della Cappella di Santa Elena ornata di Mosaichi sono di Pietro Paolo Rubens. Questa Chiesa era anticamente il Palazzo di Santa Elena, è offitiata dalli Monaci Cisterciensi Del Errante 155 Della Chiesa di San Lorenzo fuori delle Mura. Nche questa Chiesa fù fabricata dar A Costantino; è longa 44. passi e larga 14. V'è vn Indulgenza perpetua di 748. anni, vi sono 46. Colonne di Granito, e di marmo greco, v'è la Pietra doue fù posto San Lorenzo quando fù leuato dalla Graticola machiata con il sangue, e con il grasso del medesimo Santo, dietro alla detta Pietra si vede vn miracoloso Crocifisso, & ogn uno che confessato, e Communicato visita detto S. Crocifisso libera vn. Anima dal Purgatorio. La medesima Indulgenza e merito acquista chi visita l'altra consimile Crocifisso posto nel Claustro Sorto all'Altar maggiore vi sono li Corpi de gloriosi Martiri Lorenzo, e Stefano con altre infinite Reliquie. Le Colonne sono di verde antico. Vi è il Cimiterio di Santa Ciriaca, nel quale si vedono quantità di Reliquie come pure la sontuosa Cappella del la medesima Santa. Vi sono molte Indulgenze per li defonti si celebrano quotidianamente quantità di Messe tutte cantate, e si pagano vno scudo l'vna, per mezzo della quale si libera vn Anima dal Purgatorio, vi sono due sepolchri di marmo antichi l'vno ornato di vue, l'altro di bassi rilieui, questo rappresenta vn matrimonio dell'Antichi, & G 6 Mercurie 156 & vn sacrifitio. Vi è sepolto Gugliclmo Card. Nepote d'Innocentio Papa IV. In Sacrestia sono riposte belle reliquie, e trà l'altre vna pietra d'Agata orientale con la quale fù lapidato S. Stefano. Il Vaso di bronzo, con il quale Sant'Ipolito battezzaua li Christiani, le Teste de SS. Romano, Ipolito, Sisto, & di S. Giustino. Questa Chiesa è habitata, & offitiata dalli Canonici Regolari. Della Basilica di Santa Maria Maggiore. Vesta Sacrosanta Basilica fù anticamente il Tempio di Giunone, fù fabricata da Liberio il Santo Pontefice per l' insigne miracolo, che alli 5. d'Agosto successe, essendo caduta la Neue sopra quel sito nel quale è edificata la Chiesa, qual miracolo si legge nelle lettioni, che si dicono alli 5. del detto mese, nel quale si fà la commemoratione di S. Maria ad Niues. Vi sono 40. Colonne di granito orientale, che sostengono gl'Architraui, sotto l'Altare del Santissimo Crocifisso v'è vn Vrna di Porfido nella quale, è riposto il Corpo di Gio: Patritio Romano, il quale fù il Padrone del Terreno doue è fondata la Chiesa sotto. all'Altare Maggiore vi è il Corpo di S. Mattia Apostolo. In vno delli due Ciborij v'è la Cunna di Nostro Signore, la quale stà esposta il giorno di Natale, Nell' Errante Nell'altro verso la Cappella di Sisto V. vi sono quantità di Reliquie insigni, le quali tutte si mostrano il giorno di Pasqua. A piedi alla Chiesa vi è il deposito di Monsig. Fauoriti specchio de letterati del suo tempo e Secretario dignissimo della Cifra della felice memoria d'Innocentio Vndecimo. Le Statue, che si vedono in questo deposito so no di Filippo Carcani. Questo monumento fù fatto da Monsig. Ferdinando de Firstembergh Vescouo di Pader Borna benemerito del defonto è Architettura di Ludouico Gimignano da Pistoia. Li dui depositi alla Tribuna di Clemente Nono, l'altro di Nicolò Quarto fatta da Sisto V. à benemerito, è disegno del Fontana. La Statua del Papa. e di Leonardo da Sarzana. Nella Naue di mezzo sopra gl'Architraui vi sono diuersi quadri di Mosaico, che rappresentano la vita della Madonna, e sono di diuerse mani. La bella Cappella detta Sistina è longa 14. passi, e larga 12. è d'ordine corinto fatta dalla splendidezza di Sisto Quinto, & è Architettura di Domenico Fontana, in mezzo v'è l'altare del Santissimo Sacramento con vn bel Tabernacolo sostenuto da quattro An gioli di bronzo indorato fù modello di Riccio Stuccatore. Sotto a detto Altare v'è riposto il Presepio di Nostro Signore. V'è il deposito di Sisto Quanto da vna parte, la Statua del quale è stata fatta da Valsaldino Lombardo, e l'altre Statue da Nicolò Fiammengo. L'Incoronatione del Papa è di Gio: Antonio Valfoldo. Dall' Mercurio 158 Dall'altra parte v'è il deposito del Beato Pio Quinto fatto dal sudetto Sisto benemerito di questo Santo Pontesice. La Statua del quale, è stata fatta da Leonardo da Sarzana, gl'altri bassi rilieui dal Cordieri, e l'Incoronatione è di Silla Milanese. Il tutto rappresenta l'Istoria della battaglia Nas uale seguita contro il Turco à Lepanto, sotto al detto deposito vi è il corpo del Santo Pontefice; vi sono buone Pitture di diuerse maniere Mà passiamo alla sontuosa, e magnifica Cappella detta la Paolina fabricata da Paolo V. E questa d'ordine Corinto della medesima grandezza dell'altra di Sisto, ma assai più ricca si stima del valore di vn milione di scudi Romani, ornata tutta di rari, e fini marmi, & è Architettura di Flaminio Pontio Milanese. La Starua del deposiro di Panlo V. e li bassi rilieui del medesimo è opera di Silla Milanese, e l'Incoronatione è d'Ippolito Butio, l'altro depofito all'incontro. fatto da Paolo V. à Clemente Ottauo è ornato come l'altro. La Statua del Papa e del sudetto Silla, e l'Incoronatione di Pietro Bernino. Il ricco Altare è Architettura di Girolamo Rainaldi, La Tauola del detto è di Lapislazzaro, & in mezzo vi è la miracolosa effigie della Madonna dipinta da San Luca. Le quattro Colonne d'ordine composito sono di diaspro orientale, le Basi & i Capitelli di bronzo indorato cosi tutte l'altre figure sopra l'Altare, si vede il Santo Pontefice Liberio, che da il primo colpo in ter⸗ Errante. 15 terra per li fondamenti della Chiesa. Vi sono rare Pitture del famoso Guido Reni. La Cuppola è pittura di Ludouico Ciccoli; v'è vna ricca Sacrestia tutto per seruitio di questa famosa Cappella, & è Ius Patronato della famiglia Borghese, e questa è la più bella Cappella che sia in Roma. La Chiesa è di longhezza 50. e di larghezza 20. passi. Vi è la Statua di bronzo di Filippo IV. Rè di Spagna, e la figura similmente di bronzo di Pauolo V. & il retratto del Ambasciatore del Gongo fatto dal Caualier Bernini. Misura delle fette, e delle noue Chiese. Er visitare le sette Chiese si fanno miglia 15. e 470. passi, e 12 palmi, e per le noue Chiese sono miglia 18. 240. passi, e 13. palmi Della Sacrestia Apostolica nel Palazzo Vaticano. A Sacrestia Apostolica, e ricchissima di Pianete, & altri ornamenti donatili da gran Prencipi ornati di ricchissime perle, & altre ricchezze. Vi sono l'originali delli ritratti di San Pietro, e Paolo nella conformità, che comparuero à Costantino Magno TA, THVULA Delle cose notabili, che si contengono nel sopradetto Libro. A Reo di Settimio Seuero a car. 6. A Arco di Seuero fatto da Mercanti de Buour à car, 15. Arco di Costantino Magno a car. 23. Anficeatro di Vespasiano a car. 24. Arco di Galieno a car. 49. Arco di Oratio Cocles a ear. 63. Acqua del Cerchio Flaminio a car. 98. Acqua Paola a car. 110. Acqua Claudia a car. 101. Acqua Felice a car. 101. Acqua Vergine a car. 102. Acqua Martia a car. 103. Acque che nascono naturalmente in Roma dolci a car. 104. Acqua Acceiosa a car105. Acqua Santa a car. 105. Acqua Salsa di San Paolo a car. 106. Argieni di Tarquinio Superbo a car. 109. Ansiteatro di Stastilio Tauro a car. 1101 Ba Yauola Agni di Costantino Magno a car. 108. Bagni di Nouatio, di Olimpiade, 109 e di agrippina a car. 115. Bagni Palatini a car. 140. Basilica di S. Gio: Laterano a car. 156. Basilica di S. M. Maggiorè a car. Bagni di Traiano a car. 37. 3³. Bagni di Tito Vespasiano a car. 50. Bagni di Alessandro Seuero a car. 52. Basilica Antonina a car. 61. Bagni d'Antonino Caracalla a car. 50. Bagni di Nerone a car. 50. Bagni d'Adriano a car. 107. Bagni di Paolo Emilio a car. 20. Bocca della Verità a car. Botte delli Bagni di Diocletiano a car. 58. 115. Aſa di Auguſto a car. 115. Casa di Tiberso a car114. Casa di Scauro a car. 114. Cauerna di Cacco a car. 121. Campo Marzo a car. 122. Castri Pretoriani a car. Caualcata del Ambasciatore di Spagna nel presentare il Tributo a Sua San tità per il Regno di Napoli a car131. Caualcata fatta del Sig. Marchese Riario Senator di Roma a car. 133. Campidoglio Antico a car29. Cerchio di Flora a car. 113. 124. Cerchio di Salustio a car. Cer Tauola. Carceri Tulliane a car. 274 Cerchio intimo a car. 109. Cerchio di Antonino Caracalla a car94. Chiesa di S. Pietro a car. 138. Chiesa di S. Paolo a car143. Chiesa delle tre Fontane a car. 145. Chiesa della SS. Nuntiata a car. 146. Chiesa di S. Sebastiano a car. 146 Chiesa di Santa Croce a car. 154. Chiesa di San Lorenzo a car. 151 Chiesa della Madonna della Vittoria a car58. Circuito di Roma a car. Circo Massimo a car. 21. Cloaca Massima a car. 16. Colonna posta incontro al Tempio di Sa turno a car. Colonna Antonina a car51. Colonna Traiana a car. 13. Colonne poste nella Chiesa di S. Maria in Transportina a car. 73. Curia Ostilia a car. 22. Curia Vecchia a car. 36. Curia di Pompeo Magno a caro 110. D. El Pantheon a car48 Dello Spogliatore a car195. Delli Rostri a car. 111. Del Teuere a car. 112. 120. Delli Arcastri a carDificatione di Roma a car. Fo Tauola. Oro Romano a car. Foro di Antonino Pio a car51. Foro di Traiano a car. 52. Foro di Nerua a car54. Fontana Eggeria a car96. Vglia di S. Gio: Laterano a car. 67. T Guglia di S. M. Maggiore a car.68. Guglia del Popolo a car. 68. Guglia di Piazza Nauona a car. 69. Guglia della Minerua a car. 70. Guglia di S. Bartolomeo a car. 71. Guglia de Medici a cur. 71. Guglia de Mattei a car. 71. Guglia in Campo Marzo a car. 72. Guglia nel Palazzo Barbarino a car. 72. Guglia vicino à S. Luigi a car. 739 Granari publici a car109. Sola Teuerina a car. 64. Ago Curtio a car. Laberinto di Nerone a car33. M Eta Sudante d'car. 245 Monte Capitolino a car26. Monte Esquilino a car. 27. Monte Viminale a car. 28. Monte Quirinale a car. 28. Monte Celio a car29. Monte Palatino a car. 30. Monte Auentino a car. 31. Mon. Tauola Monte Gianicolo a car. 31. Monte Vaticano a car. 32. Monte Pincio a car. 33* Monte Cegliolo a car. 34 Monte Citorio a car. Monte Testaccio a car. 35. Mole di Adriano a car. 43. Mauſulee di Auguſto a car. 47. Macello de Corui a car. 119. Misura delle sette, e noue Chiese a car. 159. Aumachia di Domitiano a car. 121. Numero delli Soldati in tempo della Republica, & in tempo delli Imperadori a car. 122. Rti di Domitio a car. 33. Obelisco del Vaticano a car. Obelisco nella Villa Lodouisi a carPOnse Elio a car. 45. Ponte Trionfale a car. Palazzo di Diocleriano a car. Ponte Suplitio a car. Ponte Senatorio a car. 76. Ponte Sisto a car. 76. Ponti del Isola Teuerina a car. Ponte Emilio a car. Ponte Mammeo a car78. Porta Flaminia, e della strada che vi esce a car79. Porta Pinciaua e sua strada che vi esce 80. Porta e via Salara a cor. Ton. Tauola Ponte Salaro a car. 82 Porta Viminale, hoggi Pia, e della via che vi esce a car. 83. Porta di San Lorenzo, e della strada Tiburtina, e Prenestina a car. 34. Porta Neuia a car. 84. Porta Celimontana a car. 85. Porta Gabbiusa a car. 88. Porta Latina e ſua ſtrada a car. 86. Porta Capena a car. 87. Porta Tringimina a car. 89. Porta Portese a car. 90. Porta Aurelia e sua strada a car. 50. Porta Settimiana a car. 91. Porta ai San Spirito á car. 92. Porta Posterula a car. 93. Porta delle Fornaci a car. 93. Porta Angelica a car. 93. Porto d'Ostia a car. 97. Piramide di Csio Cestio a car. 98. Palazzo di Caligola a car. 116. Piaxze Principali di Roma car. 125 Vpe Tarpea a car. 112 Ette Sale a car. 38 S. Martino ucili Monti a car. Santa Preffede a car. 39. Santa Pudentiana a car. 42. Strada che faceua il Trionfante a car. 46 Santa Agnese a car. 60 San Giacomo Scoscia Caualli a car. Sepolcro delli Scipioni a car. 88. Sepolcro della Sorella di Oratio a car. 89. Se. Tauola Sepolcro de Seruili a car. 95. Sepolcro di Cecilia Metella a car. 96. San Pietro Montorio a car. 99. 106. Santa Bibbiana a carStatua di Pasquino a cat. 113. 117. Sepolcro d'Alessandro Seuero a car. Sepolcro di Sant'Elena car. 117. Sepolcro Nassonio a car. 113. Sepolcro di Caio Poblitio a car. 119. Strade Principali di Roma a car. 128. Sacchi dati à Roma a car. 136. Sacrestia Apostolica nel Palazzo Vaticana. 159. VEmpio di Marte a car. Tempio di Gioue Tonante a car. 5. Tempio della Concordia a car, Tempio di Saturno a car. Tempio di Gioue Statore a car. 10. Tempio della Dea Vesta a car. Tempio di Quirino a car. Tempio di Antonino e Faustina a car. 11. Tempio d'Iside e Serapide a car. 12. Tempio della Pace a car. 12. Tempio del Sole, e della Luna a car14. Tempio di Giano a car. 17. Tempio d'Acca Laurenza a car. 18. Tempio della Fortuna Virile a car. 19. Tempio del Sole a car. 19. 26. Tempio di Gioue Feretrio a car. 41. Trofei di Mario a car. 50. Terme di Marco Agrippa a car. 55. Tempio di Minerua a carTer Terme. Terme di Diocletiano a car. 56. Tempio delle Matrone a car. 57. Torioni delli Bagni dl Diocletiano a c. 57. Tempio di Bacco a car. 59. 62 Tempio di Diana a car. Tempio d'Hercole a car. 63 63— Terme di Traiano Decio a car. Taberna Meritoria a car. 64. Teatro di Marcello a car65. Tempio dell'Honore e della Virtù a c. 95. Tempio del Dio Ridicolo a car. 95. Tempio di Minerua Medica a car. 106. Torre delle Militie a car. 107. Torre di Mecenate a car. 108. Teatro di Pompeo Magno a car. 110. Tempio di Venere e Cupido a car111. Tempio di Giunone a car. 111. cccccc cccccccccc c cccc 114. Tempio d'Appollo a car. 115 Tempij, ò Sepolchri posti nel contorno di Roma a car. 116. Tempio di Fauno d car. 123. ¶ Elabro a car. 16. Via Sacra a car. 15. Via Appia a car. 37. Via Ostiense a car. 90. Via Vitellia a car. 91. Villa di Faonte a car82. IL FINE. . . 1 MERCVRIO ERRANTE Delle Antichità di Roma, quali di presente si vedono Di Pietro Rossini da Pesaro Antiquario di diuerſe Nationi, e Profeſſore di Medaglie antiche in Rome Parte. Terza. Dedicate all'Illustrissimi Signori CAVALIERI FORASTIERI. . a ① IN ROMA, Per Gio: Molo 1693. Con licenza de' Superiori. E Priuilegio Apostolico Imprimatur. Si videbitur Reuerendissimo Patri Magistro Sac. Palatij Apostolici. Sperellus Episcopus Interamnen. Vicesg. Per ordine del Reuerendiss. Padre Fr. Tomasso Maria Ferrari Maestro del Sagro Palazzo hò veduto il Mercurio Errante dell'Antichità di Roma, che di presente si vedono &c. di Pietro Rossini Antiquario delle Nationi Forestieri in Roma, e non hauendo trouato in esso cosa alcuna contro la Fede buoni costumi, e sa ni sentimenti lo stimo degno di Stampa, e degno assai di lode per i suoi curiosi racconti historici, e molta eruditione. Et in fede &c. dal Monasterio di S. Vito 28. Decembre 1693. D. Giulio Lucenti Abbate Cisterciense, e Consultore della S. Congreg. dell'Indice. Imprimatur. Fr. Franciscus Maria Forlani Reuerendiss. P. S. Ap. P. Mag. Soc. Ord. Præd. 1 I. MERCVRI ERRANTE. Delle Grandezze di Roma, come si vedono al presente de' Palazzi, Ville, Giardini, e sue Rarità, che vi sono da vedere descritte da Pietro Rossini Antiquario: diuise in due libri. Nel Primo si tratta delli Palazzi, e Ville di Roma. Nel Secondo delli Giardini, che ſono fuori di Roma, cioè Tiuoli, Fraſcati, Velletri, Caprarola, e Bagnaia. OMA fù edificata 432. anni doppo la presa di Troia. Hebbe prima il Gouerno delli Rè, che durò 250. anni. Dopò quello della Republica, che durò per lo spatio di 450. anni, & auanti di Giesù Christo 752. Nell' Anno del Mondo 3270. Del Campidoglio Ndarete al Campidoglio dalla parte Occidentale. Nel principio della sa lita dalle due bande vedrete due Leoni anti chi di pietra Egittia di bella maniera, che buttano Acqua per la bocca. Nel Mercurio Nel Salire il Campidoglio verso al mezzo giorno si vede la Piramide con l'Armi d'Innocenzo XII. Sommo Pontefice Regnante. eretrale dal Magistrato Romano in memoria d'hauer Sua Santità ristaurato il Campido. glio, come si può leggere dalla Iscrittione. Innocentius XII. Pont. Opt. Max. viam hanc ad Campitolium, quam tot in vrbem meritis ſibi aperuerat faciliorem, & Populo aperuit mirare qui tran. sit, & dole de esse Capitolio Pont. Statuam ad quam eius Benef. Iure perducerent, nisi pro Statua ipsum esset Capitolium. Verso l'Oriente. Innocentio XII. Pont. Opt. Max. quod emollito Cliuo viaq; ſtrata faciliorem aditum ad Capitolium aperuerit grati animi Monumentum S. P. Q. R. Posuit Anno M. DC. XCII. Alla fine della salita sopra due basi, ò piedi stalli, vno per parte li due Colossi Castore, e Polluce con li due Caualli di Marmo Greco di buonissimo Maestro, li quali erano per ornamento al Teatro di Marcello. Vicino alli detti Caualli dalle bande vi sono li Trofei di Mario, ò di Traiano come molti vogliono, eretti dal Popolo Romano in honore di Mario per la Vittoria, che hebbe contro li Cimbri; furono buttati per terra n — Errante. terra da Silla, e rotti, e poi furono rifatti da C. Cesare. Entrarete nella Piazza, che fà forma quadrata, e ornata di scalini all'intorno di trauertini, che la fan poi rotonda, ò quale. Voltarete a mano dritta alla fine della Balaustrata, e vedrete la Colōna Migliaria, vi sono tre descrittioni, la prima è dell' Imperadore Nerua, la seconda di Vespasiano, l'altra nel Piedestallo di Traiano. Que sta Colonna era nel foro Romano all'intorno della quale erano designate, ò delineate le strade principali della Città di Roma. Molti sono di varij pareri, cioe che fosse questa Colonna nel principio della Via Appia per marcare le miglia, & a ciaschedun miglio vi fosse vna simile Colonna, e questa era la prima, come anco si vede di sopra: il primo numero è dalla seguente Iscrittione. S. P. Q. R. Columnam miliariam Primi ab Vrbe Lapidis indicem Ab Imp. Vespasiano Et Nerua restitutam De Ruinis Suburbanis Viæ Apiæ In Capitolium Transtulit. S ☚ A 2 Dell Mercurio Dall'altra parte vi è eretta vn'altra con simile Colonna per accompagnare la sudetta milliaria con la seguente Iscrittione. Hoc in Orbiculo Olim Traiani Cineres Iacebant Nunc non Cineres, Sed memoria Iacet Tempus cum Cinere Memoriam sepeliuit Ars cum tempore non Cinerem Sed memoriam Instaurat Magnitudinis enim non Reliquiae, Sed Vmbra via manet Cinis Cineri in Vrna Aetate moritur Memoria Cineris in dere Arte reuiuiſcit. Sopra la medema Balaustrata nel fine delle due bande vi sono due Statue di Costantino Magno non sono di buona maniera. In mezzo della Piazza vedrete la bella statua equestre di Marco Aurelio, il Filosofo di bronzo indorato di buonissimo Maestro. Fù fatta questa figura dal Popolo Romano in honore di questo buonissimo Principe per hauere acquietato il Popolo vna notte, che si era folleuato per vn incendio del fuoco nella Città. Vedrete la bella Fontana dell'Acqua Felice in mezzo. Di sopra vi è la bella Statua di Roma Trionfante di porfido. Dalle bande della fontana vi sono li due fiumi Colossi, il Nilo, luin Errante. Nilo, & il Teuere di Marmo Greco di buon Maestro. In mezzo di questa piazza potrete guardare li tre Palazzi di bella Architettura di Michel'Angelo Buonarota ornati di varie figure antiche di sopra li Cornicioni. Andarete nel Palazzo nuouo. Nel Cortile nel Nichione della fontana vi è la Statua di Marforio, che rappresenta il fiume Arno, ouero la Nera. Molti vogliono, che sia il Dio Pane; staua prima a' piedi del Campidoglio incontro a Santa Martina. Nel Corridore vi è la Statua di Adriano in habito di Sacerdote sacrificante. In faccia vi è la Statua di Gioue fulminante. Su per le scale li bassi rilieui, che rappresentano Marco Aurelio, che publica le leggi al Popolo, e l'altro rappresenta la Deificatione di Faustina, erano per ornamento dell'Arco di Portogallo demolito da Alessandro Settimo. Sotto al basso rilieuo sudetto vi è vn'Iscrittlone in Lapide Marmoreo fatta in memoria d'Innocenzo XI. che descriue l'Aleanza tra Prencipi Christiani di questo tenore. Innocentio XI. Pont. Max. Opt. quod in Vienna Romani Imperij Principe Vrbe irrequieta Vigilantia Prudenti Consilio Ingenti Auro, precibus lacrymisque Dei Implorato Auxilio Anno reportatae ſalutis. (I) I) (LXXXIII, Ab Immanissima Turcarum obsidione Vindicata Laboranti Catholicae Religionis securitati prouiderit feliciter Regnan3 Mercurio gnante Leopoldo Primo Cęſare Auguſto. Christianas Acies ducente Ioanne Tertio Poloniae Rege ſemper Inuicto fortiterque Pugnante Carolo Vrim Duce Lotaringio. S. P. Q. R. P. Le due Figure vna dirimpetto all'altra sono di Faustina la Vecchia, & è la più bella Statua, che sia in Roma di questa Imperatrice, & vi è scritto sotto Pudicitia, e l'altra è di Giunone. Montarete di sopra nelle stanze, vi sono belle Statue di Marmo Greco; la Statua d'Agrippina Madre di Nerone bellissima; di Ceres la Nodrice con il fanciullo Nerone bella. Nella Sala li due belli busti di Traiano, e di Antonino Pio, la Statua come Colosso di Bronzo d'Innocenzo Decimo è opera di Alessandro Algardi. La bella Tauola di Bronzo dou'è descritta la Legge Reggia degl'Antichi, le di cui parole sono queste. SENATVS POPOLVSQVE ROMANVS. Monumentum Regiae Legis ex Laterano in Capitolium, Gregorij XIII. Pont. Max. auctoritate reportatum in antiquo suo loco reposuit. Oedusue cum quibus volet facere, liceat ita, vti licuit Diuo Aug. Ti. the Errante. Ti. Iulio Caesari Aug. Tiberioque Claudio. Caesari Aug. Germanico. Vtique ei Senatum habere, Relationem facere; remittere Senatus Consulto per Relationem, discessionemque facere liceat, ita, vti licuit Diuo Aug. Ti. Iulio Cæsari Aug. Tib. Claudio Auguſto Germanico. Vtique cum ex Voluntate, Auctoritate, iussu mandatuue eius, praesenteue eo Senatus habebitur, omnium rerum jus perindè habeatur, ſeruetur, ac ſi è Lege Senatus edictus esset, habereturque Vtiq; quos Magistratum, Potestatem Imperium, Curationem, cuius rei petentes Senatui Populoque Romano. Commendauerit, quibuſue ſuffragationem ſuam dederit, promiſerit eorum Comitis, quibusue extra ordinem ratio habeatur. Vtique ei fines Pomerij proferre, promouere, cùm ex Republica cenſebit eſſe, liceat, ita, vti licuit. Ti. Claudio Caesari Aug. Germanico. Vtique quaecumque ex vsu Reipublicae, Maiestate Diuinarum, humanarum, publicarum, priuatarumque rerum eſſe censebit, ei agere, facere, ius, potestasque A Mercurio que sit, ita, vti Diuo Aug. Tiberio. que Iulio Cæsari Aug. Tiberioque Claudio Caesari Aug. Germanico fuit. Vtique quibus Legibus, plebeine Scitis ſcriptum fuit, ne Diuus Aug. Tiberiusue Iulius Caesar Aug. Tiberiusque Claudius Caesar Aug. Germaniens tenerentur ijs Legibus Plebisue Scitis, Imp. Caesar Vespasianus solutus sit, quaeque ex quaque Lege Rogatione Diuum Aug. Tiberiumue Iulium Caesarem Aug. Tiberiumue Claudium Caesarem Aug. Ger. manicum facere oportuit; ea omnia Imp. Caesari Vespasiano Aug. facere liceat Vtique, quae ante hanc Legem rogatam acta, gesta, decreta, imperata ab Imperatore Caesare Vespasiano Aug. jussu, mandatuue eius a quoque sunt, ea perindè justa rataque sint, ac si Populi Plebisue jussu acta essent. SANCTIO. SI quis huiuſce Legis, ergo aduerſus Leges, Rogationes, Plebisue scita, Senatusue Consulta fecit, fecerit siuè quod eum ex Lege, Rogatione, Plebiſue ſcito, ſue C. facere oportebit, non fecerit, huius Legis, ergo id ei ne frau. G ⛪ ⛪ Errante fraudi esto, neue quit, ob eam rem Populo dare debeto, neue Cui de ea re actio, neue iudicatio esto, neue quis de ea re apud S.C. Sinito. Nell'altre Camere la Statua di Flora, vna vecchia Sibilla, che stà contemplando i segni Celesti, la rara, e bella Statua di Mario Console, l'altra bella Statua dell'Eroe Auentino figliuolo di Hercole di vna pietra nera chiamata Eggitia. Vi sono molti busti di Filosofi di Platone Hierone, di Diogene, Socrate Gabriel Farnos, & altri &c. Vscirete da questo Palazzo, & entrarete nell'altro in faccia, doue il Magistrato dà ydienza. Nel Cortile cominciarete à mano dritta, e vedrete la bella Statua di Giulio Cesare Dittatore: Più oltre li due piedi con vna mano di marmo greco erano di vn Colosso d'Apollo dell'altezza di 30. cubiti fatto fare dà Vespasiano, e lo mise per ornamento auanti il Tempio della Pace; più auanti si vede vna Tauola di marmo, doue sono delineate le misure delli Mercanti, & Architetti, cioè li palmi, le braccia, canne, piedi, & altro, vedrete il bel Cauallo, che combatte col Leone raro; fù fatta questa magnifica figura per l'accordo, che fecero li Romani con li Tiuolesi. Queste due Republiche haueuano hauto gran guerre assieme, e per l'aggiustamento eleſſero queſti due Animali per combattere assieme, alli Romani tocco il Leone, alli Tiuolesi il Cauallo, e restando vincitore il Leone, li Popoli Tiuolesi restarono 5 Mercurio 10 rono sottoposti alli Romani secondo l'accordo fatto. Dopo questo vedrete la Statua di Minerua, il bel Sepolcto d'Alesandro Scuero, e di Giulia Mammea sua Madre. Vi si vede il basso rilieuo, che rappresenta il ratto delle Sabine; di poi la Statua di Costantino Magno, & è la migliore di Roma di questo Principe. La Testa Colosso di bronzo dell' Imperadore Commodo di buon Maestro- vna mano di bronzo del medesimo. (Nel Coliseo vi era il Colosso di Nerone, & Commodo vi fece leuare la Testa, & guastarla, e mettere la sua; onde questa Testa è di Commodo, e la mano è di Nerone; ) La Pietra, che sostiene la detta contiene la descrittione di Agrippina Moglie di Germanico Madre di C. Cali. gola, ſopra della quale vi erano le ſue Ceneri. La Testa Colosso di Domitiano di marmo greco fatta restaurare dalla bo: mem: di Clemente X. e posta doue si vede al presente. Sotto al Portico vi è la bella Statua di Ottauiano Augusto di buon Maestro; più oltre à mano manca la Statua d'vna Baccante. In faccia alla scala vi è la Colonna rostrata, & è vn pezzo raro; fù fatta dal Popolo Romano, e fù la prima che fosse eretta, & fù in honore di C. Ducilio Console per la vittoria Nauale, che riportò delli Cartaginesi, che fù la prima, Tito Liuio, e Plinio ne parlano, e ne trionsò, e fù il primo che trionfasse di questa natione. Nel Cortiletto per le scale vi sono li bassi rilieui in quattro pezzi, che rapresentano le vittorie di Marco Aurelio il Filosofo. Nel primo à mano man. ca . 1.15 wälz modi mi Errante 11 ca si vede l'Imperadore in piedi in habito di Sacerdote, che sporge la destra, e riceue il Globo del Mondo dalla figura di Roma armata. Il secondo basso rilieuo rappresenta la speditione, che il detto Prencipe fà contro li Parti, si vede l'Imperadore à cauallo in atto di caminare; vi si vede anco vn altra fi gura à cauallo à mano manca, che assomiglia molto Antonino Pio, mi dò à credere, che sia per certo l'Imperadore Antonino, che voglia accompagnare il figliolo M. Aurelio nella speditione, che fà contro i Parti. Le due figure in ginocchioni auanti l'Imperadore rapresentano li Parti, che vengano all'vbi dienza, e sottomettersi all'Imperatore. Il terzo rappresenta il medesimo Imperatore sopra di vn Carto tirato da quattro feroci Caualli, che trionfa delli detti Parti. Il quarto pezzo rappresenta l'Imperadore in habito di Sacerdote, che sacrifica nel Tempio di Gioue Capitolino per rendere gratie alli Dei delle vittorie riceuute, vi si vede il Tripode, la Vittima, il Vittimario, & vn fanciullo, che tiene vna Cassettina, doue si conseruano i liquori odoriferi, che si soleuano vsare nelli Sacrificij. Le due Statue qui per le scale sono belle, che rappresenta no due Muse. In cima alla scala sotto alla Madonna vi è vn Pesce Storione di marmo, che serue per la misura delli pesci, che sono portati in Roma, che arriuano à questa longhezza, ò maggiore e si deue donare la testa al Magistrato Romano, come era costume antico, e si osserua hoggidì con rigore con questa Caiscrittione. A 6 Mercurio 12 Capita Piſcium marmoreo ſchemate longitudine maiorum vsque ad primas pinas inclusiuè Conseruatoribus dant fraudem nè committito ignorantia ex cusari nè credito. Seguitarete a mano manca, vedrete le tauole del Magistrato antico, e moderno, e trà le altre la tauola doue è descritto il Magistrato al tempo di Pertinace. Vi è la Lupa di sopra con li due Fanciulli Romolo, e Remo Fondatori di questa nobil Città, che sù domatrice del Mondo Di qui entrarete nel Palazzo, e prima nella sala tutta dipinta à fresco dal Caualiere Gioseppe d'Arpino, che rappresenta varie historie Romane. Il Ratto delle Sabine, la battaglia degl'Orarij, e Curiatij, l'altra è la battaglia di Tullio Ostilio contro li Vaienti, nella quale li Romani furono vincitori secondo Liuio, e vi morirono 30. mila Vaientani; l'altra pittura in faccia rapresenta quando Faustolo Pastore troua Romolo, e Remo sotto al fico rominale allattati da vna Lupa. L'altra pittura non finita rappresenta Romol o quando fà il circuito della Città quadrata, cioe il solco con vn Bue, & vna Vacca, come dice Liuio, segue l'altra pittura, che rappresenta vn sacrificio delle Vergini vestali. Nel cantone della sala vedrete il ritratto del. la Regina Christina di Sueria con la sua dese rittione di marmo la quale dice. Christinae Suecorum, Gottorum, & Van. Nore R n sen 13 Errante Vandalorum Reginae. Quod instinctu Diuinitatis Catholicam fidem Regno Auito praeferens poſt adorata SS. Apostolorum limina, & submissam venerationem Alexandro VII. ſummo Religionis Antistiti extitam, de ſeipſa triumphans in Capitolium aſcenderit, Maiestatisque Romanae monumenta vetustis in Ruderibus admirata III. viros Conſulari poteſtate, & Senatum tecto capite conſidentes, Regio honore fuerit proſequta. VIII. Eid. quintil. Anno M.DCLVI: S. P. Q. R. La detta Regina si è cauato sangue 378. volte per detto del suo Barbiere, senza le coppe che ascende à vn grandissimo nummero. Le Statue di tre Papi di Sisto Quinto di bronzo fatta dal Fontana. L'altra di Vrbano Ottauo di marmo fatta dal Caualier Bernini. L'altra di Leone Decimo di marmo. Entrarete nella stanza, doue il Magistrato da vdienza, & è tutta dipinta à fresco da Pirino dal Vago. La prima à mano manca rappresenta l'historia di Mutio Sceuola l'altra che siegue rappresenta Bruto primo Console, quando discacciò Tarquinio Superbo da Roma. L'altra pittura rappresenta li due primi Consoli Bruto, e Collatino, vi si vede di sotto vna Donna supplicheuole, che domanda la gratia per vn Giouanetto, che stà per essere decapitato, vi si vede vn'altro fanciul Mercurio ciullo decapitato; la Donna è la moglie di Bruto, che il Padre haueua sententiati li proprij figliuoli per hauer conspirato di rimettere Tarquinio nel Regno. L'altra figura rappresenta Oratio Coclite quando combatte contro il Rè Porsena, e tutta la sua armata sopra il Ponte Suplitio. Le Statue sono, vna bella testa di Giulio Cesare, e di Adriano, le moderne sono di Alessandro Farnese che è bellissima fù Generale di Santa Chiesa al tempo di Pauolo Terzo. Carlo Barberino Generale di Santa Chiesa al tempo d'Vrbano Ottauo. Francesco Aldobrandini Generale di Santa Chiesa al tempo di Clemente Ottauo, Tomaso Rospigliosi Nipote di Clemente Nono, Marc'Antonio Colonna Generale di Santa Chiesa al tempo di Pio Quinto nella battaglia di Lepanto. Il bel Busto di Virgilio Cesarini Prencipe de Letterati. La Lupa di marmo con Romolo, e Remo antica. Entrarete nella terza stanza; nel fregio di sopra vi è dipinto à fresco la bella historia del Trionfo di Mario, che riportò delli Cimbri, che fù la più grande vittoria, che riportassero i Romani, essendo morti de nemici cento mila. La Lupa di metallo con li due Fanciulli Romolo, e Remo assai rara. La bella, e rara figura di Martio Pastorello di bronzo, che si caua lo spino dal piede; fù fatta questa figura per hauer egli portato vna lettera al Popolo Romano da parte d'alcuni Amici del detto Popolo, auisandoli, che veniuano gl'inimici per sorprendere il Campido. glio all'improviso, e per strada pigliò vno spino Errante 15 spino nel piede, non dimeno non si fermò à cauarsi il detto spino, mà dopo d'hauer consegnato la lettera; e per questa attione il Popolo Romano gli fece questa bella figura. Vi è ancora vna statua in habito di seruo di bronzo. Il bel quadro che rappresenta San Francesco fatto dal Capuccino Laico. La quarta stāza è detta delli Fasti Consolari, doue fi vedono nel muro molte lapidi di m armo con varie descrittioni delli Magistrati antichi; si stima più questa stanza che tutte l'altre cose del Capidoglio benche siano frag menti. Sepra la porta vi è la testa di Mitridate Rè di Ponto di marmo in basso rilieuo. Si vede la memoria del trionfo di Marc' Antonio Colonna per la battaglia di Lepanto ornato di Colonne rostrate. Nella quinta Camera vi è il busto di Rea Siluia Madre di Romolo, e Remo. Vn picde di bronzo, che era del Colosso di Nerone, e la testa di Arianna Nella sesta Camera li fregi à fresco sono pitture bonissime di Anibale Caracci; vi sono buone Statue di Virgilio, di Cicerone, che è rara, L. Hercole di bronzo indorato, che fù trouato al tempo di Sisto Quarto vicino alla boeca della verità, doue era il Tempio d'Hercole detto l'Ara massima, il busto di Appio Claudio di porsido, sopra la porta la testa di Alessandro Magno di marmo. Le quattro misure di marmo, cioè del grauo, del vino, e del oglio sono assai rare, & vniche in Roma Nella settima Camera le pitture à fresco sono 16 Mercurio sono di Pietro Perugino, nelle quali si rappresenta Roma trionfante, e l'altro pezzo rappresenta Anibale Cartaginese à cauallo d' vn Elefante quando passò l'Alpi per venire in Italia; nell'altro pezzo si vede Anibaled sedere con l'Assemblea delli suoi Officiali per fare il Consiglio di guerra. La quarta pietura rappresenta l'Armata di mare del medesimo Anibale. Vi sono tre belle Statue, la prima è la Dea del silentio, l'altra delle Fortezze, ò delle Torri, ò Cibele, l'altra è di Ceres. Vscirete da questo Palazzo qui vicino verso mezzo giorno trouarete il Palazzo del Duca Cafarelli. Nel Cortile, ò Giardino del quale vedrete vna gran massa come di Pietre, ò Tufi; sono ben messe vna sopra l'altra, saranno sei anni che io ne hò veduto à leuare gran quantità. Quiui era la Torre, ò Fortezza del Campidoglio, e queste sono le ruine del medesimo. Qui vicino verso la Consolatione era il Sasso ò rupe Tarpeia, doue fù precipitata la Vergine Tarpeia per hauer dato la rocca alli Sabini La Chiesa detta Araceli è fabricata sopra le touine del Tempio di Gioue Feretrio. Vi sono 22. belle Colonne di granito Orientale. Vi è il bel sepolcro di porfido di Sanra Elena Madre di Costantino Magno, il Ciberio sostentato da belle Colonne di Alabastro Orien tale. Sotto al detto Altare vi è un'altr'Altare ornato di musaico fatto dall'Imperadore Augusto ad honore di Nostro Signore Giesù Chri1 in bra Errante 17 Christo, la caggione per la quale lo fabricò è che vn giorno Augusto parlando con la Sibilla Tiburtina li dimandò se nel Mondo vi era vn Signore maggiore di lui, e la Sibilla le rispose di si, e che sarebbe venuto dal Cielo, e segnò col dito in alto, doue Augusto fissò lo sguardo, e vidde la Vergine col Bambino in braccio, Augusto marauigliatosi di ciò mise vn ginochio à terra, e lo salutò, e vi fece il detto Altare, e dall'hora in qua questo luogo si è chiamato Araceli. Di questa Chiesa hoggi è Padrone il Popolo Romano. Nella Sacrestia vi è vna Pietra sopra la quale apparue l'Angelo à San Gregorio, e vi lasciò le vestigie delli suoi piedi; nella Chiesa vi è vna Colonna con alcune lettere, che dicono Acubiculo Augustorum. Vscirete suori della Chiesa, passarete per il Conuento salirete vna bella scala di 190. scalini, che vi conduce sopra vna grandissima loggia di doue si vede tutta la Città con li sette Colli di Roma antica. 2 e Del 18 Mercurio Del osseruanza, che deuono hauere li Cavalieri andando à bagiare il piede al Sommo Pontefice. Valunque Caualiere che và à bagiare il santo Piede á sua Santità, ò a pigliare la Candela il giorno della Purificatione della Santissima Vergine, ò la Palma la Domenica di Passione, ò le Ceneri il primo giorno di Quaresima, per riuerenza non deue portare spada, ne bastone, ne manicotto ò manizza, ne meno le mani inguantare. Del Palazzo Vaticano. Vesto bellissimo Palazzo è habitationi del Sonimo Pontefice, si puol dire, che sia vna Città per la sua ampla grandezza. Vi si contano dodici mila cinquecento, e ventidue Camere, e ventidue Cortili. Chi non lo crede potrà vedere, e numerare il tutto. Entrarete in questo Palazzo per il Portone di bronzo, doue sta la guardia de Suizzeri dritto per la gran scala reggia, al principio della quale v'è la bella Statua di Costantino a cauallo di marmo fatta dal Caualiere Bernini; di poi salirete la scala fatta dalla fel. me: d'Alessandro Settimo d'Architettura del medesimo Bernini. Entrarete nella Sala Reggia tutta ornata di belle pitture à fre Errante 19 à fresco del Saluiati, e di Tadeo Zucchero, che rappresentano la battaglia di Lepanto. In faccia à questa si vede Gregorio XI. quando tornò d'Auignone in Italia. L'altro pezzo in faccia alla Cappella di Sisto rappresenta l'historia d'Alessandro III. e di Federico Primo Imperadore, l'altra in faccia rappresenta l' aleanza, e l'ordinanza della battaglia di Lepanto Nella Cappella Papale detta di Sisto IV. vedrete bellissime pitture à fresco, cioè il Giuditio Vniuersale nella Tribuna con la volta dipinta da Michel Angelo Buonatota, quelle all'intorno sono di Pietro Perugino. Vi è l'altra Cappella Paolina, doue si espone il Santissimo per l'Auuento, e per la Settimana Santa con belli ornamenti. Passarete per la Sala Ducale doue Sua Santità laua li piedi a tredici Apostoli il Giouedi Santo, e sono tredici Preti di varie nationi. Di qui entrarete nelle Stanze de'Paramenti, doue si veste. e spoglia il Papa quando và Pontificalmente à fare le Ceremonie publiche nella Chiesa di S. Pietro, ò in Cappella. Nel soffitto di questa Camera vi è vn bellissimo Quadro dipinto dal Mutiano Il Primo Appartamento di questo Palazzo tutto serue per il Conclaue doue stanno li Cardinali per eleggere il nuouo Pontefice, e l'elettione si fà nella Cappella di Sisto di sopranominata Montarete di sopra per la Scala Papale, che vi conduce all'Appartamento del Pontefice, che guarda verso l'Oriente & è bellassima fa Mercurio 20 fabrica fatta da Clemente Ottauo. Andate te prima nella bella Sala detta Clementina otnata di bellissimi marmi all'intorno; di sopra le Pitture a fresco fatte da Cherubino di S. Sepolcro Il Paese con S, Clemente, ch'è buttato nel Mare, è di Paolo Brilli. Passarete tre stāze; & entrarete nell'Appartamēto Pontificio, doue vedrete tre stanze ornate di belle Tapezzarie dalla Fel. mem. d'Innocenzo XI Qui ved rete la Cappella secreta doue Sua Sauerità dice Messa priuata. Il Quadro con le Pitture di sopra nella volta sono del Romanelli. La quarta stanza è doue il Papa dà vdienza a' Prencipi; nella quinta dà vdienza a gl'Ufficiali della Corte, e nella sesta doue Sua Santità dorme, & nella sertima doue mangia. In queste Camere sopra le porte vi sono alcuni pezzetti di Quadri di Raffaele d'Vrbino molto belli. L'ottaua stanza è vna bella Sala, doue Sua Santità tiene Concistoro; e vi si predica la Quadragesima a Sua Santità, & al Sacro Collegio, & il Gioudi Santo vi dà da mangiare alli Apostoli. Vi sono quattro pezzi di quadri molto buoni fatti d'Andrea Sacchi, & vn altro quadro grande fatto da Pietro da Cortona. Di quà andarete per la Sala Clementina, & entrarete nella Sala, doue si predica la Quadragesima alla famiglia del Cardinali. In questa Sala Alessandro Settimo pranzò con la Regina Christina di Suetia. Da questa si passa nell'Appartamento de'forastieri, doue il Papa riceue l'Ambascian ein ⛪ Errante 21 sciadori de i Rè d'ybidienza, & il Vicerè di Napoli, spesandoli per tre giorni con tutta la Corte. Si passa per vna piccola Galletia dipinta a fresco dal Romanelli, che rappre senta l'istoria della Contessa Martilde. Nell'altra stanza che segue le pitture sono del medemo, e rappresentano quando Carlo V. venne a Roma. Vſcirete nella Loggia, che ſtà in faccia la di eui volta è tutta dipinta à fresco dal famoso Reffaelle d'Vrbino, che rappresenta il testamento vecchio, e nouo. Entrarete nell'Appartamento vecchio, la la di cui Sala è dipinta à fresco da Giulio Rom'ano, & il disegno è di Raffaelle, e vi sono rappresentate l'Istorie di Costantino Magno, cioè la Battaglia contro Massentio sopra del Ponte molle, anticamente detto Miluio. Il Battesimo del detto Costantino da S. Siluestro. Quando Costantino consegna, e rinunzia la Città a S. Siluestro, e gli dà nelle mani il Simulacro di Roma: l'altro pezzo è il Parlamento, che fa Costantino alle Corti Pretorie per dare la battaglia al Tiranno Massentio, e di sopra si vede la Santa Croce, che gl'apparue in aria. Le tre stanze, che seguono tutte depinte a fresco da Raffaelle. Nella Prima si rappresenta il Tempio di Salamone. S. Leone Primo quando và ad incontrare il Rè Attila. Nella Seconda camera si rappresenta la Scuola d'Athene. Li Dottori, che hanno scritto del Santissimo Sacramento, sopra la finestra vi è il Monte Parnaso. Nella Tetza cammera l'Incendio di Borgo, Mercurio 22 vi si vede il Santo Pontefice Leone Quarto, che benedisse il suoco, & miracolosamente si estinse; l'Incoronatione di Carlo Magno, & l'altro quando S. Leone discacciò li Saraceni da Italia. Entrarete poi nell'Appartamento del Beato Pio Quinto, vedrete la piccola Cappella di Vrbano Ottauo dipinta à fresco da Pietro da Cortona, che rappresenta la Passione di Giesù Christo. La Cappella del Beato PioQuinto rotonda alta assai bella dipinta a fresco, & ad oglio da Pietro Perugino Maestro di Raffaelle. Vscirete in vn'altra stanza, vedrete vna Madonna dipinta a chiaro scuro so pra Alabastro Orientale del Cavaliere Gioseppe d'Arpino, e la pietra è così sottile, che trasparisce la pittura dall'altra parte. Di qui entrarete a mano manca in vna stanza, vedrete nella volta belle pitture fatte da Guido Reni. Eptrarere nella bella Galleria longa 90. passi di Architetto, (quando si parlarà di passi s'intende di cinque piedi,) doue si vedono delineate le Prouincie d'Italia con le Città, e Porti principali; nella Volta vi sono belle pitture fatte da diuersi Pittori. Questa bella Galleria sù fatta da Gregorio XIII. & è disegno di Michel'Angelo Buonarota. Di quà si cala negl'Horti Vaticani, doue sono belle Fontane, e vaghi Boschetti, e qui si entra nel Giardino di Beluedere, doue si vedono varij giochi d'Acqua, trà gl'altri nel Fontanone d'abasso vi è vn Vascello fatto dal la fel, mem: di Clemente Nouo, questo Vascello gerrerà in circa 500. Cannelletti di acqua Errante 23 qua con vna bella Girandola di sopra. Nel medesimo Giardino sotto la Tribuna di Beluedere vi è la bella Pigna di bronzo, la quale staua con dentro le Ceneri dell'Imperadore Adriano nella sommità della sua Mole, hoggi Castel S. Angelo; li due Pauoni antichi furono trouati al Sepolero di Scipione Africano Vſcirete di quà per la porta che corriſponde nel Corridore di Beluedere quale è longo 200. passi in circa, entrarete nel Cortile detto anco di Beluedere, doue sono bellissime Statue, l'Appollo, il Laoconte la più rara figura del Mondo fù trouato nel Monte Esquilino, oue era il Palazzo di Tito Vespasiano, la Venere, e Cupido; la Venere sola. Il famoso Antinoo fauorito di Adriano Imperadore: molti vogliono, che questo fosse fatto dal medesimo Imperadore, l'Hercole, ò vero Commodo per la testa somigliante, ò Saturno per il Fanciullo che tiene in braccio, Li due fiumi: il Nilo, li dicisette Fanciulli, quali stanno sopra il dorso di detto fiume rappresentano diecisette Regni, i quali vengono da questo bagnati, & il Teuere, che tiene la Lupa con Romolo, e Remo. Il corpo d' vn Hercole detto il Tronco di Beluedere & è bellissimo, doue Michel'Angelo Buonarota vi studiaua la Scultura, la bella figura della Cleopatra, all'intorno di questo Cortile vi sono dodici Teste di oracoli, che erano nel Pantheon. Andarete per il medesimo Corridore alla famosa libraria fatta da Sisto V. in dicidot to Mercurio 24 to mesi. Nella prima Stanza vi sono li ritratti delli Cardinali che sono stati Bibliothecari hoggi è F. Lorenzo Brancati Cardinal di Lauria. Nel gran Cammerone vedrete dipinto Sisto Quinto, che riceue la pianta della Libraria da Domenico Fontana Architetto, Nelli Pilastri, che sostentano la volta, vi sono dipinti li Personaggi, che sono stati inuentori delle lettere, ò caratteri de linguaggi, e sono tutte pitture à fresco di varij Pittori. A mano manca sono rappresentate le principali Bibliotheche, che sono state più famose nel Mondo. Dalla parte di mano dritra si rappresentano li più celebri Concilij Generali della Chiesa Cattolica. Vi sono 276. Armari pieni di libri, vi sono trentacinque mila volumi, venticinque di manoscritti, & il resto stampati. Vi sono belle miniature del P. Giulio Glouio Canonico Regolare, & l'opera sopra i Sacramenti d'Hentico Ottauo Rè d'Inghilterra per la quale meritò il titolo di Difensore della Chiesa, come anco le sue lettere amorose, che scriueua ad Anna Bolena, per la quale apostatò dalla Fede Cattolica Romana, le Tauolette dette Pugillari con il Carattere Samaritano, ouero come altri vogliono Malauarico, essendoui anco molti libri Chinesi, la Biblia delli 70. Intetpreti scritta in Carattere d'oro, gli Annali Ecclesiastici scritti in vndeci Tomi di proprio pugno dal Cardiuale Baronio, vn Virgilio, & e il più antico libro che sia in questa Libraria, la bella Colonna d'Alabastro Orientale antica. Vedrete . u pelat che en — . 1 ### n.10 m Ktod. Verz. 1 gun . ###. . ven. mn ### Errante drete la bella Bibliotheca del Duca d'Vrbino, e l'altra in faccia dell'Elettore Palatino ambedue piene di manoscritti, e tra questi vna Biblia Ebraica grande quanto puol portare vn huomo sopra le spalle, li Hebrei di Venetia volsero dare al Duca d'Vrbino tanto oro quāto pesaua; vn Breuiario molto grande miniato che era di Mattia Coruino Rè d'Vngaria, & è cosa rarissima; vn Tasso manoscritto di bellissimo Carattere; vi sono li manoscritti di Martino Lutero con vna Biblia molto curiosa da vedere. La longhezza della Libraria verso il mezzo giorno, è di 127 passi, e larga 4. il Camerone è longo 45. passi, e largo 10. vi sono anco due figure di marmo vna di S. Hippolito Vescouo di Porto, che fù Inuentore del Calendario perpetuo, l'altra è d'Aristide. Vi sono altri libri curiosi, quali tralascio per non esser troppo longo, perche chi volesse mettere tutti li libri vi vorrebbe vn volume intiero. Non si puol però tralasciare d'accennare di quattro libri rarissimi per la miniatura opera veramente inarriuabile, e sono vno di animali espressi al viuo con la loro descrittione, e natura; vn Dante figurato di miniatura antica, e moderna di tutta vaghezza, & due altri, che contengono la vita di due Duchi d'Vrbino, che senza esageratione sono inarrinabili; vi è vn libro intitolato il Pansa, che parla, e tratta di questa sontuosa Biblioteca; si vede di nuouo in vn stanzione riposta in Armari vaghi la Libraria manoscritta della Regina Christina di Suetia consistente in 1900. libri, comprata dalla Mercurio 26 dalla glor. mem: d'Alesandro Ottauo, e dal me desimo donata alla Vaticana, come si legge nella memoria eretta in detta stanza, & perciò è detta Bibliotheca Alesiandrina, Vscirete dalla libraria, & andarete all'Armaria fatta da Vrbano Ottauo è assai bella, e vi è da armare 60 mila soldati, cioè 20. mila Caualli, e 40. mila Fanti. Iui trouarete l'Armatura di Carlo Borbone, che venne a dare il sacco a Roma, vi sono alcune altre Armature per Donne, e 5. mila Carabine fatte venire a Roma da Alessandro Settimo da Brescia; le Armi sono benissimo tenute dalli Suizzeri, che vi trauagliano continuamente. Il Palazzo de' Riarij, che fù habitato dalla Regina Christina di Suetia. Vesto nobilissimo Palazzo è nella strada della Longara vicino alla Porta detta Settignana, andarete nell'Appartaniento à terreno tutto dipinto à fresco, che rappresenta verdura come fosse vn Bosco. Vi sono quantità di varie, e belle Colonne di diuersi marmi al numero 60. con busti d'Imperadori sopra, le Statue sono varie, cioè la Cleopatra, Apollo, Giulio Cesare sacrificante, Gioue, Adone, la bella Statua di Giulio Cesare il Dittatore il corpo è d'Alabastro orientale il resto di Bronzo indorato, il Seneca, nella stanza delle Muse antiche vi è Apollo, & è moderno fatto da Domenico Gui1 2dR Kvn denne ⸗⛨ And . 1 tig Errante 2 Guidi; nella stanza, che segue la Testa d'Alessandro Magno, di Antinoo, Clelia, che guarda il Sole; nell'altra stanza vi è vn Bue, vna Vacca antichi fatti per la memoria di Romolo quando fece il solco del circuito della sua Roma, che fù con vn Bue & vna Vacca; nell'altra le due belle Colonne di Agata orientale, le due vaghe figure Castore, e Polluce, Tolomeo Rè de Egitto, la Venere, e 'I Fauncino con vn Aguello in collo raro, due Amori, che scherzano con vna Palma bellissima di marmo bianco fatti da Domenico Guidi, vn Ara che gira sopra vn piedestallo, vi sono di molte figure di basso rilieuo; li due belli busti della Regina di marmo di due maestri molto belli. La stanza doue sua Maestà si bagnaua; vi sono due belli vasi di marmo grigio nella nicchia, in mezzo la bella Venere con vn sottile velo, che la copre; la rara figurina di bronzo di Pallas alta tre palmi Montarete di sopra nell' Appartamento nobile tutto ornato di belle Tapezzarie di panni d'Arazzo lauorati di ricchissimo oro, sono quelli che furono presi nel sacco di Mantoua dall'Imperadore portati a Praga, furono poi presi da Gustauo Adolfo Rè di Suetia quando saccheggiò Praga, e poi la Regina Christina li portò a Roma, e sono disegno di Rafaelle d'Vrbino, e di Giulio Romano; vi sono belle pitture, tre pezzi, che rappresentano le fauole di Leda, sono del famoso Correggio; vna Madonna di Raruele 2 Mercurio 28 faelle stimata 15. mila scudi, dieci pezzi di Paolo Veronese, la bella Mora di Titiano, vna Venere del Caracci, cinque pezzi di Giulio Romano disegno di Rafaelle d'Vrbino dipinti sopra al cartone, che rappresentano Gioue, e Venere, e sono rarissimi, due studioli di rare medaglie antiche di tut. te sorti di metallo, di argento, di oro, e molti rari medaglioni, tutte coſe degne da esser mirate. Nell' Appartamento di sopra vedrete vn gran Camerone, doue la Regina faceua Accademia di Musica, sopra del Coro vi stauano 500. persone; qui vi sono belle pitture del Rubens, del Guercino, e d'altri famosi Virtuosi. La bella Libraria, che la comprò Alessandro Ottauo, hauendo do nato li stampati al Cardinale Ottobono suo Pronepote, e li manoscritti alla Biblioteca Vaticana. Tutta la robba, la quale staua in questo Palazzo, è stata comprata dal Sig. Prencipe D. Liuio Odescalchi, il d. Prencipe ha il famoso Gladiatore di marmo moribondo rarissimo. Il Palazzo del Duca di Parma alla Longara, N questo Palazzo vedrete la Galleria dipinta a fresco del gran Raffaelle d'Vrbino, che rappresenta il conuito delli Dei. Sotto la Loggia vi è la bella, e rara Galatea dipinta dal medesimo, nel muro in alto vedrere . 2 the . 1. 29 Errante. drete vna Testa diseguata con il carbone da Michel' Angelo Buonarota, di sopra vi è vna stanza dipinta à fresco da Giulio Romano, nella sala sopra il camino vi è la Fucina di Vulcano dipinta a fresco si dice da Raffaelle Del Palazzo Farnese vicino à Campo di Fiore. L Palazzo Farnese è il più bello di Roma por l'Architettura del famoso Michel I Angelo Buonarota, è quadro perfetto; Il più bello della fabrica è il Cornicione sù l' alto dalla parte di fuora fù fatto delli Trauertini dell'Anfiteatro di Vespasiano. Nel Cortile vi sono belle Statue, il famoso Hercole che fù trouato nelli bagni di Tito Vespasiano, doue sono hoggi le sette sale, la Flora, della quale il più bello, è il panneggiamento. L'Imperadore Commodo, che tiene vn Giouanetto in spalla in habito di Gladiatore. Sotto alla Loggia la Statua di Augusto, in vna stanza la Dirce legata al Toro opera di Appollonio, e Taurisco famosi Artefici. L'Istoria di questo Toro con Dirce legata è la seguente. Zeto, & Ansione, figlioli di Lyco Rè de Tebaui, e di Antiopa sua moglie, volendo vendicare la madre contro Dirce per causa della quale la loro genitrice era stata tenuta priggione dal Rè suo marito, la legarono per li Crini alle Corna d'vn ferocissimo Toro, e miseramen- Mercurio 30 ramente mori, vedasi Apollodoro nell'origine delli Dei, questa è la più gran figura, che sia in Roma, Antonino Caracalla la fece portare da Rodi à Roma, e la fece mettere per ornamento nelli suoi famosi bagni. Al tempo di Paolo Terzo fù trouato sotto terra, e portato in questo Palazzo per conseruarlo, la più bella cosa di questa figura è la corda intiera che tiene legata la Donna per li Capelli alle Corna del Toro. Qui ancora vedrete la bella figura di Augusto à Cauallo di marmo, il busto di Antinoo di buon Maestro; vi è gran quantità di Teste di diuerse Deità antiche, e molti fragmenti di Statue rotte. Sotto la Loggia in alto le due Teste Colossi di buon Maestro, l'vna è di Vespasiano, l'altra d' Antonino Pio Imperadori Si và di sopra per la scala grande e si vedono li due fiumi il Teuere, & il Teuerone. In mezzo à questi due fiumi vi è il Fanciullo Arione sopra il Delfino con le gambe all' in sù virtichiato con la coda del Delfino. Nell'Appartamento in sala la bella Starua d'Alesandro Farnese con vna vittoria, che l'incorona, e le figure che tiene sotto alli piedi rappresentano li Paesi bassi soggiogati dal medesimo fatta da Guglielmo dalla Porta Milanese. Vi sono diuersi Gladiatori, e busti d'Imperadori. Il bel Camino fatto di marmi fini, dalle bande le due figure di marmo colcate sopra Cassoni di legno del Porta Milanese. Nell'Anticammera le pitture à fresco di Taddeo Zucchero, che rape ### Errante 31 rappresentano l'historie d'Alessandro Farnese in Fiandra. La pace che fà Carlo Quinto con Francesco Primo, Martin Lutero, che parla col Cardinal Gaetano, la stanza doue sono dodici busti di diuersi Imperadori di Marco Aurelio, di Commodo, di Traiano, d'Adriano; Vespasiano, Tito; Domitiano, Giulio Cesare, la più bella Testa, e busto è di Antonino Caracalla; la Sepoltura antica con basso rilieuo di Sileno, e Bacco, la bella sigurina di Meliagro di pietra rossa egittia. Due figure à Cauallo di Tancredi, e Clorinda moribonda. La Tauola d'Alabastro orientale. Nel Cammerino le pitture à fresco, & ad oglio del Caracci. Due Idoli della salute con serpenti di bronzo antichi, e moderni. La stanza delli Filososi di marmo, di Soneca, Solone, M. Aurelio, Omero, Diogene, Mitridate, la Vergine Vestale, Virgilio, e la bella Testa di Cice rone, vna Tauola di pietre fine con belli pezzi di Agata riportati di sopra, questa tauola è stimata molti denari, & è la più grande che sia in Roma La Galleria dipinta à fresco di Annibale Caracci, che rappresenta li falsi Dei, e l' Andromeda, la Statua d'Appollo di pietra nera chiamata felce è di buona maniera, l'Antinoò, Ganimede, vn Fauno; d'abasso sotto la loggia dentro d'vna stanza vi è vn bellissimo Antonino Caracalla grande del naturale di marmo d'vn eccellente Maestro Atlante, con il mondo sopra le spalle, il Corpo della Madre natura, cioè di Diana Efe. Mercurio 32 Efesia di buona maniera. Nella piazza le due belle Fontane con due gran vasi di granito orientale, furono trouati nelli Bagni di di Antonino Caracalla. Del Palazzo de Signori Pichini. Vesto Palazzo è nella Piazza Farnese, dentro del quale vi sono alcune belle Statue, trà le altre vi è il bellissimo Adone, ò Meliagro di vn singolar Maestro è stimata 40. mila scudi, la Venere, & vn Lupo assai bello Del Palazzo Spada. Vesto Palazzo è posto nella parte più nobile di Roma, e d'vna buona Architettura della b. m. del Cardinal Bernardino Spada. Nel Cortile le muraglie sono incrostate di bassi rilieui, e cosi di fuora: vi sono diuerse Statue, trà le altre il famo so Pompeo Magno rarissimo. Vi sono rarissime pitture, trà le quali Didone, che si vccide da se stessa fatta dal Guercino, Elena fugitiua con Paride opera singolare di Guido Reni. Vi sono altre rare pitture di valenti Maestri. La Sala dipinta dal Morelli, non mancarete di vedere il be Giardino ornato al suo tempo di belli fiori, nel quale vi sono molte vaghe Fontane, che lo rendono vagho, e bello Del Errante. 33 Del Palazzo del Prencipe Giustiniani. Vicino alla Rotonda stà il Palazzo Giustiniano, nel quale vi sono belle Statue al numero di 1867. & 636. quadri non vi è Palazzo in Roma che habbia tante Starue come di questo Prencipe. Per le scale il Caligola, Appollo, Domitiano, M. Aurelio, Santa Elena, Clodio Albino, Antinoò, vn' basso rilieuo di Amalca raro. Nella Sala la Roma trionfante, due Gladiatori, che combattano, Marcello Console, la Testa della sibilla Tiburtina rara. Nell Anticammera il famoso Quadro di Nostro Signore auanti Pilato fatto dal buon Vecchio Titiano, la Cena di nostro Signor dell' Albano, li dodici Apostoli, e Nostro Siguore, e la Madonna anco dell'Albano, vna Madonna di Raffaelle, tre Amorini, che dormono di marmo rarissimi. Il Christo nell' Horto di Titiano. Nell'altra stanza la trasfiguratione del Guercino, Nostro Signore in croce del Carauaggio; la testa di Giulia Pia di marmo, la quarta stanza vn Christo del Spadarino. Nella quinta stanza quattro Quadri del Parmigianino, che rappresentano il primo Santa Maria Madalena quando sù conuertita da Nostro Signore, il secondo quando il medesimo illuminò il Cieco nato, il terzo quando risuscitò il Figlio della Vedoua, e l'altro Nostro Signore in atto di dare Mercurio 34 dare il suo ritratto ad vn Pittore. Nella sesta stanza le Nozze di Cana di Galilea di Paolo Veronese, il martirio di S. Pietro di Luca Saltarello Genouese, la Testa d'Alessandro Magno di pietra del paragone, la Testa di Massimo Cesare di Ser pentino, Scipione Affricano di pietra egittia. Nella settima Camera, il Quadro della morte di Seneca del Lanfranchi, la strage dell'Innocenti di Monsù Possini, l'Hercole di metallo alto tre palmi raro, il Mercurio moderno della medesima altezza di Francesco Fiammengo; vn piccolo Idolo egittio, la Madalena del Spagnoletto. Nella Galleria si vede vn grandissimo numero di Statue di marmo, Minerua stimata 60. milae scudi, il busto di Agrippina, Santa Elena, Traiano Leda, Giulio Cesare, la rara testa di Socrate, Martiana, Giulia Titi, l'Imperadore Giustiniano, Vitellio, Faustina la Giouine, Diana, il Figliuolo del Cavalier Bernino fatto dal detto Caualiere. La famosa Testa d'Homero, vna bella Vergine Vestale, la più rara cosa che sia in questa Galleria è il Caprone Vſcirete dalla Galleria voltarete à mano dritta, vedrete belli Quadri del Caracci di Monsieur Louuer, di Pietro Perugino, del Borgognone, del Mola, di Paolo Veronese, & vna Madonna del Possini. Nell'altra stanza che segue, vi sono li quattro Euangelisti, S. Luca del Carauaggio, S. Giouanni del Dominichino, l'altro dell'Albano, e l'altro S. Gio⸗ Kwe Errante 35 S. Giouanni di Raffaelle d'Vrbino. La bella Testa di Nerone di marmo, & è la più bella che sia in Roma di quest'Imperadore, S. Paolo, e S. Antonio Abbate di Guido Reno Nell' vndecima stanza la Rara figura di Nostro Signore morto con Nicodemo, fatto da Michel'Angelo Buonarota, Nostro Signore quando incontrò S. Pietro, che fuggiua da Roma nella via Appia è singolare pittura del Dominichino, l'altro incontro rappresenta quando nostro Signore liberò quella Donna dal corso del sangue solo per hauergli toccato il lembo della sacra Veste. Il Quadro di S. Luca di Guido Reno, la sentēza di Seneca del Caualier Lanfranchi, molte porte di queste stanze hanno li stipiti di ver de antico bellissimi. Nell'Appartamento nuouo il ritratto del Signor Prencipe Giustiniano il Vecchio di marmo fatto dal Cavalier Bernino. Vna bella Testa di Gioue Amone, la testa d'vn Toro, e d'vn Cauallo di marmo; la bella Diana Efesia rara, l'Ermafrodito, il ritratto d'Innocenzo Decimo di terra cotta fatto dal Bernino, vna Madonna fatta dal famoso Correggio pittura singolare. Il Christo che parla alla Madonna del Caraccio, S. Pietro quando nega nostro Signore del Carauaggio, vna Madonna di Raffaelle, vn altra Madonna di Michel'Angelo Buonarota: vi sono molte altre cose, che si tralasciano per non essere troppo lungo, credendo, che basti d' hauer descritto il più raro. 6 Nel Mercurio Nel Cortile vedrete confitte nelli muri molti bassi rilieui, la bella Statua di Scipione Affricano, le due Teste vna di Tito, e l'altra di Tiberio Cesare. Del Palazzo Altieri al Giesù. Vesto Palazzo era prima l'habitatione della fel. me. di Clemente X. hog. gi e ingrandito dalla splendidezza del Sig. Cardinal Altieri. Questo bell' edifitio hà quattro gran Porte, che lo rendono maestoso è Architettura mirabile di Carlo Antonino de Rossi; la scala è magnifica, è la più bella che sia in Roma per il spatio che piglia; vi sono due gran Cortili. Nell' Appartamento à terreno vi sono Statue, e pitture, vna Madonna del Vandich, vna Madonna del Caracci, & altri Pittori rari, le Statue, due Veneri, la rara Testa di Piscenio nigri Nell'Appartamento di sopra vi è vn Specchio che pesa quattordici libre d'oro con la luce di Cristallo, è ornato di belle gioie di Zaffiri, Topatij, Smeraldi, e Diamanti, tutto si stima 20. mila doppie è il più ricco Specchio, che sia in Roma, la Grotta, che rappresenta vn Romitaggio è disegno di Gio: Paolo Scioni, la Roma trionfante di verde antico Nell'Appartamento della Sig. Principessa vi sono belle Tapezzarie, Arazzi lauorati à 0˙10 Errante 37 oro, vn Gabinetto d'ebano e d'argento di dentro vi sono li vasi del fornimento d'vna Spetieria di oro di valore di 10. mila scudi. La stanza doue si dà vdienza l'estate, è adobata di Arazzi à oro & è disegno di Giulio Romano, nella Galleria vi sono due Colonne di Alabastro orientale. L'Appartamento del Sig. D. Gasparo, è vno delli belli che sia in Roma, è ornato di belle, e ricche Tapezzarie di broccato d' oto. Vi sono due Tauolini di Lapislazzaro, le pitture à fresco nella volta, la prima il Carro del Sole di Fabritio Chiaro, nel letto doue sua Eccellenza si riposa l'Estate, vi sono tre Amorini dipinti sopra al cristallo da Carlo Maratti costano 100. doppie, nell'altra stanza dell'ivdienza le rare pitture di Carlo Maratti. Ciaſcuna figura è pagata cento scudi; l'altra stanza è dipinta da Carlone allieuo di Carlo Maratti. Vedrete la Cappella ornata di pitture del Borgognone à fresco. In questa Cappella vi sono quattro bellissimi Corpi Santi. Passarete per la sala entrarete nell' Appartamento del Sig. Card. Altieri, doue riceue le visite, e tutto ornato di Tapezzarie di Damasco con ricca guatuitura d'oro, vna stanza guarnita d'vn ricco Apparato di broccato d'oro cremesino con vn letto compagno di 40 mila scudi. Il Camerone doue sono buone pitture, le quattro staggioni di Guido Reni, le due battaglie del Borgognone, due quadri del Dominichino, Venere, e Marte di Paolo Veronese, la Cena Mercurio 38 di Nostro Signore di Mutiano, la strage degl'Innocenti del Possini, la Madonna del Correggio; il San Gaetano di Carlo Maratti, la bella sala, che hoggi dipinge a fresco il Signor Carlo Maratti, quando sarà finita sarà vna delle belle cose ch'haurà fatto in Roma. La Cappella doue dice Messa il Signor Cardinale, il quadro è fatto dal Borgognone. L'Appartamento di sopra doue dorme Sua Eminenza è tutto ornato di Tapezzarie di Fiandra. Il letto doue dorme era di Filippo Quarto Rè di Spagna, il Rè lo donò al Cardinal Marescotti, & il detto Cardinale lo donò al Cardinal Altieri. Vedrete li Mezzanini, doue sono due belli Appartamenti, vno per l'Estate, e l'altro per l'Inuerno; vi è il Quadro dell'Anfiteatro dipinto dà Bibbiano Codazza Napolitano nella Biblioteca, do ue studiano li Nepoti del Signor Cardinale, vi è vna Madonna di Rafsaelle d'Vrbino. Andarete di sopra alla Biblioteca, la quale è magnifica, & e vna delle belle di Roma, è costata al Signor Cardinale cento mila scudi; doue sono libri manoscritti rarissimi, miniature, Carta di scorze d'arbore, libri Chinesi, e le lettere manoscritte del Card. Mazzarino. ② Del Errante 39 Del Palazzo Borghese. Vesto ricchissimo Palazzo si puole paragonare alle grandezze degl' Antichi Romani al tempo, che questa nobil Città era in fiore per le sue belle rarità; è posto nel Campo Marzo vicino à Ripetta. Nel Cortile li Portici e Loggie sono sostentati da cento Colonne di granito orientale con le tre Statue di Giulia Pia, di Faustina, e di Sabina, & il corpo di vna Amazzone di un singolar Maestro. Nel Giardinetto vi sono diuerse Statue, e stucchi per ornamento alle belle fontane che vi sono dell'Acqua Vergine, vi sono quantità di vasi d'Agrumi d'ogni forte. Vicino alla scala vi sono belli scherzi d'Acqua per le Dame. Il famoso Appartamento à terreno doue dimora il Signor Prencipe l'Estate, hà dodici stanze tutte ornate di rare, e vaghe pitture di numero mille, e settecento tutte originali, farò mentione d'alcuni pezzi più rari perche a farne mentione di tutti sarebbe troppo longo il discorso; dico bene che sono delli migliori Pittori delli secoli passati. Nella prima stanza li due quadretti ouali di Nostro Signore, e la Madonna di Raffaelle d'Vrbino. Due quadri tondi vno del Garlandaro, e l'altro del Pollarolo, sono li più antichi che siano in questo Apgartamento. Nel. Mercurio 40 Nella seconda stanza il S. Francesco di lacomo Bronzino, due Madonna rotonde di Raffaelle, Santa Cecilia del famoso Coreggio. Il bagno di Diana del Domenichino. Vn bellissimo vaso ò sepolcro di porfido sli mato 30. mila scudi Nella terza stanza Santa Catarina di Raffaelle cosa singolare. La Donna adultera di Titiano. Vlisse, e Polifemo del Caualier Lanfranchi. Il Cardinale Borgia, & il Macchiauelli di Raffaelle. La Cena di Nostro Signore con gl'Apostoli di Titiano, vna Tauola di Diaspro orientale stimata 12. mila scudi. Nella quarta Cammera vi sono le quattro Staggioni dell'Albano, vn Christo in Croce fatto da Michel' Angelo Buonarota, fatto come si dice dal naturale; cioè che legasse vn Facchino suo Compare in Croce, e dop po che li desse alcune ferite per esprimere al viuo l'atto di moribondo. Il ritratto di Raffaelle fatto da Giulio Romano. Il ritratto del Pomeranci Maestro di Michel Angelo Buonarota di Titiano. Nella quinta stanza dell'ydienza vi è il ritratto di vn Maestro di scola di Titiano. L'Amore profano e l'Amore Diuino singolare pittura di Titiano. Il ritratto di Martino Lutero del medesimo Titiano. Due Teste del Coreggio. Le tre gratie famosissima pittura di Titiano. Vn quadro che rappresent a la pittura & Architettura di Michel' Angelo Buonarota. Vn quadro del Bordonone con tutta la sua famiglia. Nel 41 Errante Nella sesta stanza, doue riposa Sua Eccellenza il giorno, vi sono bellissime pitture. Le due Veneri sopra la porta di Titiano. Leda di Leonardo da Vinci, La Psiche famosa di Titiano; vn Baccanale di belle Donne di Scipione Gaetano. Nella famosa Galleria veramente mirabile ornata di stucchi, e bassi rilicui tutta messa à oro vi sono le due Fontane di Alabastro orientale con due Tauolini compagni. Vi sono otto Specchi ornati di figure da Ciro Ferri, e li fiori dal Stanchi. Li dodici Cesari di Porfido con busti d'Alabastro Cotognino rarissimi, e quattro Consoli smili Nell'altra stanza vi sono belle pitture in piccolo, la più rara cosa che vi sia è il ritratto di Paolo V. fatto alla musaica da Giacomo Prouenzale, nella faccia solamente vi sono vn milione, e settecento mila pietre. L'Orfeo del medesimo Maestro. Vi sono otto belli disegni di Raffaelle, e di Giulio Romano. La Villa Borghese dipinta dal Tempesta Nella stanza, doue si fà ricreatione, vi è vna bella Tauola di Alabastro Cotognino. Li Paesi à fresco dipinti da Gio: Francesco Bolognese; montarete alla Ringhiera vedrete la prospettiua del fiume. Nell'Appartamento della Signora Principessa per l'Estate, nella prima stanza vi sono due gran letti ornati di tela d'oro verde, e vi sono rare pitture, vn Baccanale di Guido Reni, alcuni Paesi di Paolo Brilli, vn Christo Mercurio 42 sto in Croce di Giulio Romano, & vn picciolo disegno di Raffaele. Nella stanza dell'ydienza vi sono due fontane di Alabastro, due Christi, e S. Giouanni di Raffaele, S. Antonino di Paolo Veronese, il ritratto di Titiano con la sua Donna fatto da lui medesimo Nella terza stanza vi è vna Madonna di Raffaele, & è la più bella che sia in Roma di questo Autore. Vn altra Madonna di Titiano. Il S. Giouanni del Bronzini molto buono fatto à prospettiua. In questo Appartamento vi sono 300. pezzi di quadri di Raffaelle, e di Titiano, e tutto l'Apparramento si stima due milioni. In tutto que sto nobile Palazzo vi sono settantadue Porte di noce con li Portali ò stipiti di Alabastro Cotognino Andarete per vna scaletta alli Mezzanini dipinti à fresco dal Tempesta, e dal Manriola, li belli Paesi di Gasparo Possini, le figure di Ciro Ferri, e di Pietro da Cortona. Nell' Appartamento di sopra nobile vi sono belle Pitture à fresco, il ratto delle Sabine del Capuccino Laico, La Regina Saba quando và à visitare il Rè Salomone del medesimo Capuccino, così le pitture nel soffitto del medesimo. Nell'Appartamento del Sig. Prencipe per l'inuerno vi sono anco belle Pitture del medesimo Capuccino. Vi sono belle Tapezzarie, & Arazzi. Trà gl'altri vna Camera che è disegno di Paolo Veronese stimata 40 mila scudi, vi è vn oratorio bellissimo con e 2d P Errante 43 con vaghi ornamenti d'oro, e d'argento; essendo tutte cose veramente degne da vedersi. Del Palazzo del Cardinale Flauio Chigi à Santi Apostoli. Vesto Palazzo è ricco di Statue Pitture, e Tapezzarie; sotto il Portico vi sono le due Statue di Massimo, e Massimino. Nell'Appartamento à terreno vi sono bel lissime Statue; il busto di Vitellio, la Statua di S. M. Madalena, moderna fatta da eccellente Scultore. Cleopatra, Apollo, vn cuscino con vna testa di morto di Pietra del Paragone fatta dal Caualiere Bernino. Ceres di Alabastro orientale. S. Giouanni fatto dal Mochi, & è raro, Agrippina, Apollo, Druso, Minerua, la Flora, la più rara è la Testa di Calligola di porfido, vna Vergine vestale con vn Criuello in mano. La Venere, Siluano Dio dell'orto, Sileno vn Gladiatore moribondo. Il ritratto d' Alessandro Settimo. Quattro Gladiatori in atto di combattere molto rari, Tiberio Cesare, Mercurio, due Veneri, vn vaso di pietra egittia molto stimato che hoggi serue per fontana, doue sortiscono diuersi scherzi di Acque. Tutti li stipiti delle Porte sono di verde antico orientale. L'Appartamento nobile di sopra doue Sua Eminenza da vdienza è di otto stanze apparate Mercurio rate di Broceato d'oro. Vn Christo d'Auorio assai raro. Il B. Giouanni della Casa Ghigi dipinto da Ciro. Tre Specchi di chri stallo di monte, e fono li piu belli, che siano in Roma per la fattura. La Madonna con il Bambino, e S. Anna di tapezzaria molto raro, è di stima grande; la Camera doue è il bellissimo letto di raso bianco dipinto con il sugo de fiori da Nicolò Stanchi essendo costato 12. mila scudi. Il quadro di Diana, & Adone è fatto da Ciro Ferri. Li due quadri de frutti fatti con gran diligenza da vna Donna Fiaminga molto stimati, tutto l'ornamento di questa Camera è costato 22. mila scudi. Vi sono cinque stanze guarnite di vaghe; e fare pitture di Valent'huomini. Vn Christo morto del Caracci. Vna Madonna di Raffaelle, S. Francesco di Titiano, S. Michel'Arcangelo di Guido Reni, vn Specchio, doue si vede tutto l'Appartamento. Nella seconda stanza il Bagno di Diana di Titiano. La Madonna di Carlo Maratti. Il Teuere, con Romolo, e Remo con vna Venere nuda di Pietro Paolo Rubens, vn Baccanale del Possini, Lucretia Romana di Guido Reni rarissima, e bella, due battaglie del Tempesta, vna battaglia del Borgognone, vn Baccanale dell' Albano. Nella terza stanza la Donna Adultera di Paolo Veronese, vn quadro di Saluator Rosa. Vi sono molti belli pezzi di Michel Angelo delle battaglie. Nella quarta stanza il bel quadro di S. Pic⛪ 2. gno Eo. r one Errante. 45 Pietro, che libera lo Stroppiato, quale è di buon Maestro, mà non si sà certo da chi sia fatto, si dice che sia di Martia Stom Olandese. La Madonna in Tauola di Pietro Perugino, quattro quadri di Carlo Maratti di figure, e fiori. La Pietà di Guido Reni, e molti ritratti di Titiano, & anco il vero rit tratto di Raffaelle dipinto da lui medesimo, la sala è ornata di quadri moderni. Le due Statue di marmo di Lucio vero, e di Tiberio Cesare. Di sopra vi è la bella libraria della fel. mem. di Alessandro Settimo ampliata di molti volumi dalla generosità di questo Cardinale suo degno Nipote, vi sono anco rari manoscritti, e vi saranno in tutto di libri stampati in circa dodici mila. Del Palazzo del Contestabile Colonna Appartamento à terreno è ornato di alcune Statue, e pitture, il basso rilieuo di marmo; di Omero con la descrittione in greco dell'opere di questo Poeta, viene però dal Sig. Gio: Pietro Bellori spiegato che questo basso rilieuo rappresenti la Deificatione d'Omero, l'altra è la Deificatione di Claudio con la sua Testa radiata sopra l'Aquila, e trofei de Brittanici, la testa, e busto di Martiana rara, quattro Veneri, il Ponte di Oratio Cocles, il Trionfo di Constantino Magno pitture à fresco del Manciola; Nell'altra stanza li Paesi à fresco di Gasparo 46 Mercurio sparo Possini, l'altra stanza depinta à fresco dal Tempesta, tempeste di mare, un Studio lo bellissimo di ebbano ornato di bassi rilie ui d'auorio, quando sarà finito costarò dici dotto mila scudi. La Statua di Marc'Autonio Colonna l'ultimo, che trionfasse in Roma della battaglia di Lepanto contro Turchi al tempo del B. Pio Quinto, la Statua di Germanico, di Druso, e di Flora, il bagno doue si bagna Sua Eccellenza l'Estate. Li Mezzanini per l'inuerno doue è un Romitaggio disegno di Gio: Paolo Sciorri Qui da vna finestra si vede la Stalla doue si vedono belli Caualli di ogni sorte particolarmente li Ginetti di Spagna. Montarete di sopra per le scale vi è vn Ré Barbaro, il busto di Alessandro Magno, la Testa di Medusa di porsido. Nella sala vi sono molti rietatti di Papi, e Cardinali, che sono stati di questa nobil famiglia, nel la volta le pitture à fresco sono del Lanfranchi La Galleria doue è delineato tutto il Mondo con le Città principali. Nell'Appartamento nobile vi sono singolari pitture, sei piccoli pezzi di Brugolo ra rissimi, la Madonna di Titiano, vn Christo giouane di Raffaelle d' Vrbino. Vna stanza fatta di nuouo guarnita di broccato d'oro con vn letto compagno, vn Orologio di ebano, e d'argento, che camina vn anno senza caricarlo. Vn bell'Inginocchiatore di ebano, e argento, con vn bel basso rilieno di auorio. Il letto che fù fatto per il primogenito che egen ce med alix Errante. è oggi Contestabile, e tutto messo à oro che dimostra Caualli Marini, haueua per ornamento cento settanta canne di broccato di oro, hoggi si vede in mezzo à due belle Colonne di verde antico, e tutta questa nobilissima stanza è guarnita di ritratti di Dame Italiane, e Francesi in numero circa 50. La stanza doue sono rate pitture di Gasparo Possini, e di Claudio Lorenese, e dell'Albano Nella stanza dell'Vdienza vi è vn Studiolo ben lauorato, ornato tutto di pietre fine, e belli Camei antichi, il Sig. Contestabile lo pagò quindici mila scudi. Di quà andarete a vedere la Galleria, che si lauora continuamente longa 34. larga 6. passi, le muraglie ornate di stucco, e le Porte, e le finestre incrostate di giallo antico. Nella volta le Istorie di Marc Antonio Colonna, che fù Generale nella battaglia di Lepanto, dipinte dalli Pittori Lucchesi. Questa bella fabrica è disegno di Gio. Paolo Tedesco cioè Scior, e quando sarà fornita, sarà vna delle belle Gallerie di Roma, perche sarà tutta nelle volte dipinta à fresco, e li stucchi saranno messi à oro, ornata di Statue, vi sarà quel letto del quale habbiamo parlato di sopra. Vi sono quattro Specchi, che si metteranno in questa Galleria con bellissimi fiori dipinti da Mario, e da Gio: Stanchi, e sono li più grandi, che siano in Roma. Nell'Appartamento di sopra vi è la Galleria con quattro stanze guarnite di belle pitture, vn Sacrificio di Giulio Cesare di Car Mercurio 48 Carlo Maratti. La Madonna in tauola di Pietro Perugino, vn bellissimo quadro di figure di Nicolò Possini. Il ritratto di D. Olimpia, il S. Francesco di Titiano, Adamo, & Eua del Domenichini raro; la Pie tà di Guido Reni, Europa dell'Albano, molti Putti di Rubens. Vi sono molti altri quadri di buoni Autori, del Caracci, di Paolo Veronese, del Guercino. Cinque stanze delli mezzanini ornate di rarissime pitture in piccolo in circa sessanta pezzi di Brugolo, dui Paesi del Domenichini, & vna stanza di diuersi ritrattini rari Del Palazzo Pontificio à Monte Cauallo N questo Palazzo habita Sua Santità l'E. state per essere in sito eminente, e gode vna bellissima vista di tutta la Città essendoui aria esquisita; nella Piazza verso il mezzo giorno si vedono li due Colossi dimostranti Castore, e Polluce con li dui famosi Caualli di marmo opera di Fidia, è Praxitelle singolari Artefici Greci, furono questi portati in Roma da Tiridate Rè d'Armenia al tempo di Nerone, & vltimamente furono ritrouati nel Giardino del Contestabile Colonna; furono fatti collocare sopra detto Monte da Sisto Quinto per mano del Famoso Architetto Domenico Fontana, e per questi Caualli si chiama Monte Cauallo, che prima era detto Monte Quirinale, da vn Tem. # lange 1 1### Duch the Sö,e ### 1,6 Trn 1 ⸸ L h n Nesi. Ger #, 1 Gef. Errante 49 Tempio di Quirino, che iui era Entrarete poscia nel Palazzo, e vedrete vn grande, e bel Cortile, longo 59. passi, e largo 27. e mezzo circondato da vn bellissimo Portico, ſalirete la ſcala la quale è molta bella, e commoda, è duplicata salendosi per la medesima da due parti, e conduce alla Sala Reggia doue Sua Santità riceue gl' Ambasciatori Straordinarij delle Corone; si celebrano in questa parimente li Conciſtori publici, e le Congregationi che si fanno al la presenza di Sua Santità per le Beatificazioni, e Canonizazioni de Santi. Vi sono belli quadri fatti dall'eccellente pennello di Carlo Maratri, il freggio all'intorno in alto è pittura del Caualier Lanfranchi, il basso rilieuo ſopra le porte della Cappella di mar mo rappresentante Nostro Signor, che laua li piedi all'Apostoli è di Domenico Fontana; la Cappella fatta da Paolo Quinto con la maggior parte del Palazzo, è ornata di belle Tapezzarie di Damasco rosso, e pauonazzo con vn ricco gallone d'oro. Il quadro dell'Altare è fatto con l'ago, & è raro. La Galleria è dipinta tutta a fresco da diuersi buoni Pittori, l'historia di Gioseppe con li Fratelli è dipinta dal Mola. Giosuè quando fà fermare il Sole, e diuide il Mare e di Gio: Miello, il Saule è di Fabritio Chiari, la battaglia di Giosuè è del Borgognoue Gesuita, il Sacrifitio d'Isach è del Canino, il Rè Cirro di Ciro Ferri, Adamo, & Eua del Canino, l'Arca di Noè di Gio: Paolo Sciorti, la Madonna di Carlo Ma Mercurio 50 Maratti, nelli Appartamenti Pontificij ornati di ricche Tapezzarie di Damasco cremisino con gallone d'oro, vi è un Christo in Rame dell'Albani. Nella Cappella il quadro dell'Annuntiata di Guido Reni, la Cuppoletta con tutto l'intorno à fresco, è del Caraccioli, come pure il freggio d'vna ſtanza In questo Palazzo vi si contano mille, e serrecento Camere, Neli Appattamento, doue habita il Cardinale primo Ministro, vi è vn Otologgio d'Ebauo, che porta vn anno e segua si segni celesti, e costa cinque mija scudi. Nel Giardino vi sono molte belle Fontane, e piocchi d'acqua, vn bel vaso con il suo piedestallo di porfido molto raro, l'Organo fatto da Clemente Ottauo, e con vna gran Tribuna ornata di molte figure alla Mosaica, che rappresentano molte cose del Testamento Vecchio; di sopra vicino al Palazzo vi sono due Idoli, e si dice, che sos sero nella casa aurea di Nerone, vi è pari mente l'Orologgio di marmo à Sole, il quale fù proprio disegno d'Vrbano Ortano, & è opera del Caualier Bernino, si vedono in questo Giardino longhi, e vaghi Viali, ⁓ 0 — Del Errante Del Palazzo del Principe di Palestrina alle quattro Fontane. Vesto grandissimo Palazzo è formato di dieci Appartamenti nobilissimi tutti ben guarniti di quantità di Statue, e di pitture rare. L'Appartamento terreno del Sig. Cardinal Barbarino è di noue stanze, la prima delle quali è orrara di molti ritratti di Titiano, a del Padouanino, trà questi il ritratto di Raffaelle dipirto da lui medesimo, il ritratto del Cardinale Antonio dipinto da Andrea Sacchi. La Madonna con Nostro Signore, e S. Giouanni di Raffaelle. Nella seconda stanza si vede il Ciclopo del Caraccioli, il ritratto di Cleria Farnese, e di Scipione Gaitano, vn Puttino a fresco di Guido Reni, il ritratto del Cardinal Carlo Barberini oggi viuente fatto da Carlo Maratti, l'Europa con altre figure alla mosaica ritrouata in Tiuoli, doue era la villa di Adriano Imperadore, il ritratto d'Vrbano Ottauo di terra cotta fatto da vn cieco, come si legge nella descrittione polla di sotto, e dice Giouanni Gambasio Cieco fecit. Vi sono li due busti di marmo del Cardinal Antonio, e di Don Taddeo fatti dal Bernini. Nella terza stanza la statua dell'Imperadore Settimio Seuero di bronzo, Narciso di marmo di vn buonissimo Maestro, il GlaC 2 dia Mercurio 52 diatore, vn Vaso di Raffaelle con il suo boecale, la Madonna di Carlo Maratti, vn Christo morto del Caraccioli, vn altro consimile di Federico Barocci, la testa, e busto della Contessa Matilde. Nella quarta Cammera vi è vn Specchio di Christallo di monte con vn Orologgio di dentro intagliato, nel quale vi si vedono intagliati con il diamante li segni Celesti del Zodiaco, la Venere di marmo, il Bacco colcato sopra di vn sepolcro antico, la bella Madalena di Guido Reni rara, San Francesco di Andrea Sacchi, e S. Stefano del Caraccioli. Nella quinta stanza la Statua di Marco Aurelio, quella di Diana Effesia rara, e quella di Tiberio; vi sono belli quadri, e trà gl'altri l'Angelo, che lotta con Giacob del Carauaggio. Nella sesta stanza la Statua di Agrippina, e di Faustina, l'Idolo della salute con vn serpe di marmo, la Testa d'vn oracolo, vna bella Testa di Antonino Caracalla: tra li quadri li quattro Apostoli di Carlo Maratti, vn sacrificio di Diana quadro singolare di Pietro da Cortona, & il Christo morto di Giacinto Brandi Nella settima stanza la Statuetta di Seneca, tre Idoli Eggitij di porfido granito griscio scuro, vn Idolo Romano dell'Abbondanza di bronzo di buona maniera, li Baccanali dipinti da Titiano, vintiotto pezzi d' huomini letterati antichi, e Filosofi ben dipinti dalla scola di Raffaelle, il ritratto del Errante 53 del Prencipe Don Maffco bona memoria. Nella ottaua stanza il Seneca statua rara, il Fauno, che fù trouato nelli fossi di Castel Candolfo è la più rara figura di marmo, che sia in questo Palazzo: vn Schiano che mangia vn braccio humano, il ritratto del Rè Giacomo, e della Regina d'Inghilterra dipinti da Carlo Maratti. Nella Sala, che è la nona stanza vi sono dui grandi Sepolchri di marmo greco, il ritratto di Giouanni Terzo Rè di Polonia, e della Regina, di terra cotta, il ritratto del Rè d'Inghilterra Giacomo Secondo di marmo, il ritratto del Prencipe di Razuil Ambasciatore al tempo di Vrbano Ottauo dipinto da Andrea Sacchi, Caino, & Abelle di Michele da Carauaggio; li vndici quadri delli Cantoni di Andrea Saechi molto belli, e di buon disegno Nell'Appartamento di sopra verso Oriente doue Sua Eminenza da vdienza l'estate vi è il Rè di Polonia con la Regina sua moglie in miniatura, il San Bastiano del Lanfranc hi, Lotto di Andrea Sacchi, l'altro sopra la porta di Pietro da Cortona, il ritratto del Cardinale Antonio di Carlo Maratti. La bella stanza doue Sua Eminenza dorme è ornata vagamente di tapezzarie di color celeste, il quadro di Noé di Andrea Sacchi, le due rare Teste, l'vna di Giulio Cesare di Pietra bigia Eggittia ratissima, e l'altra di Scipione Africano di giallo antico tarissima, vu Studiolo ornato di belle miniature da Raffaelle d'Vrbino, l'effigie di Vr. 3 Mercurio 54 Vrbano Ottauo la di cui Testa è di bronzo, & il busto di porsido fatto dal Bernino, vi sono dui quadri di Titiano. Nella stanza Quale vi è vna fontana di rame sopra della quale è posta vna Venere di bronzo antica moderna, vi sono molti busti antichi: Nerone, Settimio Seuero, Massimino, Massimo Cesare, vi sono parimente due scanzie serrate con Christalli pieni di diuerse curiosità Nell'Appartamento d'inuerno di Sua Eminenza si trouano le seguenti merauiglie. Nella prima Anticamera la rara Statua di Bruto con li dui Figliuoli, Minerua, Plotina Moglie di Traiano, Ceres; vi sono pitture moderne che rappresentano le Caccie, che faceua il Cardinale Antonio Barberini, vn'Amazone, & vn Idolo. Nella seconda Anticamera vi sono tre quadri, e sono li più grandi, che siano in Roma, dui del Romanello, che rappresentano il Conuito delli Dei, l'altro vn Baccanale, e la battaglia di Costantino contro Massentio, & è bellissima copia di Carlo Napolitano, li due busti di Scilla, e di Ma rio rari, il bel Fauno, ò Satiro raro. Nell'altre stanze vi sono belle Tapezzarie di Fiandra, vi è vn bel ritratto divna Principessa di questa casa fatto dal Canalier Bernino di marmo in cui fi vede la vaghezza della scoltura, il busto di Alessandro Magno, di Antigone, due Teste di metalle di Adriano, e di Settimio Seuero, vna Madonna di Titiano bellissima, alcuni quadri ab. xxii E — tader n Cum ⛪ 1 the . — Errante. 55 abbozzati da Raffaelle, la bella figura di Diana, il di cui corpo è di Agata orientale, & è vn pezzo singolare, la Testa di Tullia rarissima, moglie di Tarquinio Superbo. Non mancarete di osseruare il Ponte, che minaccia ruina per cascare, mà è fatto dal Caualier Lorenzo Bernini di vna Architettura molto curiosa. Nella volta della sala principale del Palazzo v'è l'arme del grand'Vrbano Ottauo con molte fauole dipinte a fresco dall'Eccellente pennello di Pietro da Cortona, & è vna delle belle cose di Roma Nell'Appartamento del Sig. Prencipe si osseruano l'infrascritte merauiglie. Nella volta di vna stanza vi è la Diuina Sapienza dipinta da Andrea Sarchi, & è vna delle belle opere di questo Autore. Vn Tauolino con otto sedie di argento disegno di Pietro da Cortona, il bel Studiolo composto d'ebano, di Tartaruca, e d'argento, la dicui pittura è di Pietro da Cortona, fù questo fatto in Germania, sotto al Baldachino il ritratto del Rè di Spagna, e sopra al Tauolino vn Cauallo con la figura di Don Taddeo Barberino di Bronzo in piccolo, molto bello fatto dal Bernino. Vn Studiolo grande di pastiglia di Portogallo. Nell' Appartamento del Signor Cardinal Francesco Barberino vi si vede vna bella prospettiua, e lontananza di molte Camere ornate di belle Tapezzarie, e ricche portiere. Vi è vn quadro di Luca Giordano, dui quadri del Bassano. Li ritratti di Vrbano OttaC Mercurio 56 Ottauo, del Cardinal Antonio, del Cardinal Capuccino, di Don Taddeo dipinti da Andrea Sacchi, il ritratto a Cauallo del Rè Giacomo d'Inghilterra dipinto da Carlo Maratti. L'Appartamento dell'Estate del Signor Prencipe è ornato di belle pitture, e di Statue di gran valore. Nella prima stanza vi è vna bella Fontana, dalla quale risorgono molti scherzi d acqua Nella seconda stanza le due Veneri dipinte da Titiano, e l'altra da Paolo Veronese. Vna donna che sona l'Arpa del Caualier Lanfranchi Nella terza stanza vi è il ritratto della donna di Raffaelle dipinta dal medesimo Raffaelle, vn Puttino di Carlo Maratti, con San Giouanni, dui belli pezzi dipinti da Claudio Lorenese di grandissimo gusto. Lucretia Romana con Sesto Tarquinio del Romanelli Nella quarta Cammera tre Giocatori che giocano alle carte opera di Michele da Carauaggi & è pittura di gran gusto; vna donna che sona il leuto del medesimo: alcune testine in vn quadro sono del Parmigianino, vn Tauolino di gioie commesse che è il più bello che si troui in Roma. Nella quinta stanza la decollatione di San Gio: Battista di Gio: Belmo, vna Pietà del Barocci, la Madalena di Titiano, la Testa di Scipione Africano di marmo. Nella sesta stanza il Battesimo di Nostro Si. ⛪ — Errante Signore, e S. Giouanni di Andrea Sacchi, il San Gregorio di Guido Reni, Santa Rosalia di Carlo Maratti Nella settima stanza la Madalena di Guido bellissima, Nostro Signore con la Samaritana del Caraccioli, vna Madonna di Rasfaelle, tra le Statue il Sileno, il Fauno, la Venere, & vn altra, sono di buona maniera. Nell'ottaua Camera la morte di Germanico di Nicolò Possini, che è vno delli belli quadri di Roma, dicono che di questo il Gran Duca proferisse 15. mila scudi. Vna Madonna ouale sopra il rame di Guido Reni: vi sono ancora tre altre Camere doue sono diuersi ritracti di varij Pittori, e trà questi il ritratto d'Urbano Ottauo al la mosaica: vi sono infiniti altri quadri tari li quali si tralasciano, bastando solamente descriuere le rarità, mentre il trattare di tutte le magnificenze di questo Palazzo sarebbe troppo longo Nell'Anticamera si vede la figura di Diogene, il bel quadro del Carosello del Tempesta, il Centesimo delli Giesuiti, la Cappella di Monte Cauallo rappresentante, quando Vrbano Ottauo diede la Prefettura à D. Taddeo suo Fratello, nella Sala li due busti Colossi di Traiano e di Adriano, vn qua dro che rappresenta l'Imbarco della Regina d'Vngaria nel Porto di Ancona, nella Piazza di detto Palazzo vi è vn Obelisco di molti pezzi con caratteri Egitij, il quale arà inalzato in faccia al Ponte, essendo già atto il suo fondamento. Del — 5 Mercurio 58 Del Palazzo del Duca Gaetani al Corso Vesto Palazzo hà vna bella facciata verso l'Oriente nel Corso, e l'entrata principale è verso il Settentrione, hà un bel Cortile sotto al Portico, vi è la bella Statua di Alessandro il grande, la scala di questo Palazzo è la più bella di tutte le altre di. Roma, e composta di quattro capi scala; vi sono 120, scalini quali sono longhi 10. piedi, e larghi 2. A piedi di detta scala si vedono le tre Statue cioè di Bacco, di Marcello Consola, e di Adriano, per la scala Esculapio, al primo piano vi sono sei Statue con li Piedistalli di Alabastro, le Statue sono queste Mercurio, Appollo, vna Donna bellissima con pelle, e Teschio di Leone in testa con la Claua di Hercole nel sinistro braccio, vi sono belle pitture del Caraccioli, di Titiano, e d'altri Del 22 1 . Errante. 59 Del Palazzo delli Signori Veroſpi nel Corso. Vesto Palazzo hà l'entrata nella via maestra del Corso nel Cortile vi sono alcune belle Statue di Antonino Pio, di Marco Aurelio, di Appollo Giouanetto, di Ercole che combatte con l'Idra, di Diana, dell'Imperadore Adriano. Sotto la loggia la pittura à fresco d'vn alleuo dell'Albano. Nel primo Appartamento. vi sono alcune buone pitture, e trà l'altre nella Galleria la bella pittura à fresco dell'Albano. Sono pure in questo Appartamento belle, e vaghe Statue, e tra queste vna Minerua piccola di pietra del Paragone. Vi sono tre Teste con vn leone di pietra Eggitia, la Testa di Scipione Affricano. Vn Idolo Eggitio, la Dea Nenia vnica in Roma, vi sono molte altre Statue, le quali si tralasciano da descriuere per euitare la superfluita. Il Famoso Instrumento nominato la Galleria Armonica curioso, & è raro da vedersi, e non si troua il simile. ### Dely C 6 Mercurio 60 Del Palazzo del Principe Panfilio al Corſo vicino à Santa Maria in Vialata. Vesto Palazzo è posto nel Corso vicino à Santa Maria in Vialata, e dal altra parte risponde al Colleggio Romano è ornato di belle pitture di Statue, e di Tapezzarie. Nella Guardarobba vi sono quantità di gioie di gran valore, e trà l'altre cose vi è vna custodia d'oro ornata di gioie pretiose stimata settanta mila scudi. Del Palazzo del medesimo Principe posto in Piazza Nauona. Vesto gran Palazzo è in Piazza Nauona contiguo alla Chiesa di Sant' Agnese della quale più à basso ne trattaremo. Era questo Palazzo di Donna Olimpia Cognata di Innocentio X. della detra casa Panfilia. Vi è vna bella Galleria nella volta, della quale vi son dipinte à fresco li fatti di Enea da Pietro da Cortona di bonissimo gusto; vi sono alcuni quadri a oglio di Guido Reni, del Guercino, di Gioseppino, di Michele da Carauaggio, e di altri Celeberrimi Autori. Del ### lem m e 61 Errante. Del Palazzo del Duca Altemps posto nella Piazza della Chiesa di S. Apolinare El Palazzo di questa nobile famiglia, vi sono alcune belle Statue, e Pitture, nel Cortile la Flora, Ercole giouine, Faustina giouine, il Famoso Gladiatore, che sta in atto di riposarsi, & è rarissimo, per le scale Esculapio, Faustina Madre, Mercurio, vn Bacco di bona maniera, vna figura barbara sedente à capo la scala, due Colonne di porfido con vna Testa per ciascheduna di rilieuo molto curioso; vna tauola con il suo piede tutta d'vn pezzo quadrata di longhezza, e larghezza di cinque palmi, questa è la più bella per la grossezza che sia in Roma, vna Madonna di Raffaelle, con molte altre infinite, e vaghe pitture di buoni Artefici. Nel salone vi è vn bellissimo Sepolcro di marmo greco ornato all'intorno da vn Baccanale fatto da bon Maestro, di sopra vi è vn gruppo di alcuni Fanciulli baccanti con vue nelle mani di vn ottimo Maestro, quattro Colonne di giallo antico, vn quadro di vna battaglia molto bello, credo, che sia di Michel'Angiolo Bonarota, ò di Francesco Fiamengo. Nella loggia vi sono alcune belle Statue, cioè di Ceres, di Fauno, vna Vittoria, Mercurio, vn Gladiatore, Appollo, vi è vn bellissimo Oratorio con belli orna 62 Mercurio. ornamenti di oro, e di argento, nel quale è riposto il Corpo di Sant'Aniceto Papa concesso à questa casa per gratia speciale de Sommi Pontefici, tenuto in gran veneratione Del Palazzo del Sig. Leone Vitelle. chi posto nel Corso vicino à San Marco. L Palazzo di questo Signore sino al presente giorno, è stato incognito, alli Forastieri: ho procurato però io diligentemente notare le cose più rare, che hò trouato in questo Palazzo quale non è inferiore all'altri per le sue rarità di Statue, e pitture, Vi sono dunque 250. Statue, tra piccole, e grandi, e busti diuersi. Nell'entrare vedrete le Statue di Ceres, di Giulia Paola, vna Musa, e Minerua. Per le scale vi sono tre piani, ò siano Caposcale, ciascheduno de quali forma vna Galleria, quali sono tutte ornate di Statue, e Busti: e per non attediare nel discorso farò mentione solamente delle più rare. Nella prima Gallaria vi sono dui Appolli, le belle Statue di Pertinace, di Gioue, di Ceres, di Diogene, e sei Colonne di verde antico Nella seconda Gallaria le Statue di Appollo, di Ganimede, e due Colonnette di porfido Nella terza Gallaria vi sono molte Sratuc 63 Errante rue piccole, belli bassi rilicui, vn Putrino con vn Piccione, con abito longo bellissimo, vna Musa, l'Amore che dorme, Sileno. In vna stanza si vedono vintisei Busti, trà quali sono 20. Filosofi tutte Teste rare. Il primo Appartamento è nobilissimo, & in questo si osseruano cose rare, e sono la rara Testa ò Colosso di Antonia, la Statua di Diana, vn Cladiatore, vn basso rilieuo di vn Baccanale di Alabastro di buona maniera, quattro Tauolini di Diaspro orientale, vna bella Statua di Diana di Alabastro orientale, il Dio Termine di marmo nero, quattro Busti d'Alabastro orientale, la Testa di Scipione Africano di pietra del paragone quale è molto stimata, il Busto di Matidia, di Marciana, e di Plottina rarissime, e la Testa di Liuia. In vna stanza vi sono quindici Vasi, ò Vrne di porfido rosso, e verde, due Idoli Eggitij, due belle Teste, l'una di Tito Vespasiano di porfido, l'altra di Augusto di pietra Eggitia, vi è vn bel Sepolcro di porfido longo cinque palmi in circa, e largo dui, e mezzo, & e vn rarissimo pezzo: vi sono rarissime pitture del Caraccioli, Titiano, Paolo Veronese, del Guercino, di Guido Reni, e d'altri celeberrimi Pittori. 0 Del Mercurio 64 Del Palazzo del Prencipe Sauelli Maresciallo perpetuo del Conclaue. L Palazzo di questa nobilissima famiglia è fabricato sopra le ruine del Teatro di Marcello, vi sono belle rarità. Nel Cortile la Cisterna, doue cascall'acqua piouana di questo Palazzo. Osseruasi li dui grandi, e belli sepolcri di marmo, nell'vno si vede vn Leone in basso rilieuo di vna singolar ma niera, e l'altro ornato di figure parimente di basso rilieuo con due figure di sopra, delle quali non si sà di chi fossero, perche non vi è descrittione. Sopra al Portone, che entra nel detto Cortile vi si vede vna battaglia di Gladiatori contra Leoni, & altri Ammali in basso rilieuo di vna bonissima maniera. Sopra la Porta che entra in sala vi è Marco Aurelio Imperadore in basso rilieuo con altre figure, vna delle quali è posta in ginocchio in atto. di supplicare, e rendere vbedienza à nome di qualche Popolo soggiogato al detto Prencipe & è rarissimo pezzo. Nell'Anticamera vi è la famosa Statua di C. Pompilio di questa antichissima famiglia questo secondo l'opinione d'Ascanio costrinse il Rè di Soria prima d'uscire da vn Circolo da esso fattogli con vna bacchetta, di dichiararsi ò amico, ò inimico al Popolo Romano. Vi sono varie figure antiche, e molti Scabelloni di Alabastro con Busti di so. # 1.11.xx. publice m,n recefa 1 nor B. m 4. — Errante 65 sopra antichi. Vi sono rare pitture, e trà queste il San Girolamo del Dominichino, due Teste del Caraccioli, tre quadri vno rappresentante la Caualcata, che fece il Principe D. Paolo Sauelli, quando fù Ambasciatore Straordinario dell'Imperadore à Paolo Quinto depinta dal Tempesta, l'altro rappresentante quando il detto Prencipe andò all'Vdienza dipinto da Pietro da Cortona, il terzo rappresentante quando mangiò in publico con il Papa dipinto dal Domenichini, vn bel Studiolo tutto di pietre fine, che costa quindici mila scudi, vi sono mol ti quadri di Carlo Maratti, dui quadri del Brugolo vno rappresenta il mare gelato l'altro vn Baccanale molto belli, il San Girolamo del Carauaggio, Alessandro Magno con molte altre figurine del Pomaranci. Del Mercurio 66 Del Palazzo de Mazzarini, hora del Duca di Zagarola degno Nepote della Santa memoria di Clemente Nono di Casa Rospigliosi. Vesto Palazzo è posto sopra il Monte Quirinale incontro à San Siluestro, nel entrare vedrete vn grandissimo Cortile quadrato, doue si fà ogni mattina la Cauallerizza, è longo 54. e mezzo, largo 48. passi, vi farete mostrare il Giardino secreto, doue à suo tempo vi sono belli, e vaghi fiori d'ogni sorte. Vi è vna grande Peschiera, la quale hà di fondo 34. palmi, vedrete vna bella loggia coperta fatta à Galleria, nel prospetto della quale vi sono diuersi bassi rilieui di marmo di bonissimo gusto, sotto nella volta della medesima Galleria vi è la bella, e rara Aurora dipinta à fresco dal famoso pennello di Guido Reni. Vscirete di qui, & entrarete nel Palazzo, nella sala vedrete sei quadri bellissimi, e sono delli più grandi, che siano in Roma. Il primo rappresenta Armida, e Rinaldo & è opera dell' Albano, l'altro è il bagno di Diana del medesimo, Adamo, & Eua del Domenichino, Andromeda di Guido Reni, l'altro è Sansone quando rompe le Colonne del Tempio, che pricipitò con li Filistei, & è dipinto da Monsiur Possini, Paltto rappresenta Dauid, che — Dd 1 Pim . ⛪ 1 . 4 1/2 0 21. Errante 67 che porta la Testa del Gigante Golia. Vi si vedono molte belle Fanciulle, le quali stanno danzando, e sonando varij istromenti auanti à Dauid, dimostrando grande allegrez za per l'ucciso Gigante. Del Palazzo del Signor Duca Mattei. L Palazzo di questo Signore è vicino à Santa Caterina de Funari, le muraglie all'intorno del Cortile sono tutte ornate di belli bassi rilieui, e Busti d'Imperadori di varie sorti, e così anco per le scale. Nelli Appartamenti vi sono delle rate pitture. Vi sono alcune stanze dipinte nelle volte à fresco dal Pomaranci, incontro à questo Palazzo nella Piazza vi è vna bella Fontana le figure della quale sono di bronzo fatte da Tadeo Lantini, sono inestimabili. 0 2 Del Mercurio 68 Del Palazzo della Cancellaria Resi denza del Vice Cancelliere di S. Chiesa al presente l'Eminentissimo Sig. Card. Pietro Ottoboni Vice Cancelliere. Vesto bellissimo edificio è di forma quadrata fabricato di pietra Tiburtina, la quale fù leuata dall'Anfiteatro di Ves paliano, e da vn arco trionfale di Gordiano Imperadore & è architettura del Sangalli. Nel Cortile vi sono due Statue Colossi, sono di Marrone Sabine, il portico è sostenuto da 22. Colonne di granito orientale Di sopra vi è vn ricco Appartamento, che consiste in vndici stanze. La sala è ornata di pitture à fresco da Giorgio Vassaro Aretino, che rappresentano varie Istorie di Paolo Terzo, e varie altre Istorie. Nell'Anticammera, nella quale il Sig. Cardinale suol fare l'Oratorio vi sono balconi per Musici, & altri ornamenti, quello poi che riguarda al rimanente dell'Appartamento non m'allongherò a descriuerlo, es sendo ricchissimo di varie Tapezzarie con galloni d'oro, Arazzi istoriati con fondo di oro, e baldachini compagni, e sedie di ric chi broccati, dodici Portiere riccamate di oro del valore di 700. scudi l'yna. La Galleria è ornata di diuerse rarità. Vi sono die2 gen in 1 n, w. de l'un lase röcke, le 1.0850 l'amnemd. 2.6.16 relence 2 Errante. 69 ai Tauolini d'Alabastro orientale con piedi sottilmente lauorati, tramezzati da dodici Mori il tutto messo a oro, similmente dui Leoni con Puttini, il Castello Sant'Angelo di Argento; Vi sono varie figurine d'argento, & vna ricca cornice ad intaglio di fogliami e figure riccamente indorata. Vi è dentro il ritratto di Alessandro Ottauo suo Zio. Vno Studiolo d'ebano, e di argento, con dentro vasi di argento per vna Spetiaria, e varie altre galantarie simili, vi sono rare pitture, trà le qualì vn ritratto di Nostro Signore di Raffaelle, vn quadro di Nostro Signore incoronato di Spine di vn Fiamengo è di grandissimo gusto, vn quadro di Nostro Signore che distribuiſce il pane del Lanfranchi, vn San Bastiano di Giacinto Brandi, Santa Martina di Pietro da Corrona, tre quadri vno di Nostro Signore, l'altro della Madonna, il terzo Arianna, e Bacco pezzi rari di Guido Reni. Vn quadro grande con molte figure fatto da Titiano, l'Adone dello Spagnoletto, vn quadro che rappresenta Nostro Signore, che laua li piedi all' Apostoli di Paolo Veronese: Vi sono due pezzi del Bacicci, & varie altre belle pitture. La settima Cammera è ornata di broccato d'oro, e sedie compagne, con vn ricchissimo letto di damasco cremise ornato di gallone d'oro L'ottaua stanza è ornata di vn vago apparato cremese con vn ricco gallone d'oro, e sedie di velluto con ricchi ornamenti d'oro; vi è vn letto di damasco con lettiera sostentata Mercurio 70 tata da figure di Mori, e Puttini rutto messo à oro. Il ritratto della Regina Cristina di marmo, e il più bello che si troua in Roma. L'Vecelliera, che fa prospettiua all'Appartamento con varij ornamenti, e varij scherzi di acqua Vi è la famosa libraria di cinque stanze, che sù d'Alessandro Ottauo, e di poi accresciuta da questo Emmenriss. Cardinale, che ascende à dieci ette mila tomi, tra li quali sette mila tomi sono della libraria della Regina Christina di Suetia, che consisteua in noue mila tomi, mille, e nouecento manoscritti, quali furono donati alla Biblioteca Vaticana da Alessandro Ottauo, hauendo il detto Pontefice comprata dalli heredi della Regina la sudetta libraria: Osseruerete parimente l'Appartamento di sopra il quale è ornato di belle pitture, che rappresentano l'Istorie del Tasso fatte dal Paradiso, da Ricciolini, e dal Borgognone. Vi è parimente vna stampa con infiniti ritratti in piccolo, & vna serie di medaglie antiche d'ogni sorte Vi è vn bel Giardino con grandi alberi di merangoli, e di limoni, non deue mancare il curioso di vedere questo Palazzo per essere degno d'essere veduto per li suoi ricchis simi ornamenti. Questo Eminentissimo Cardinale fà ogni anno il Giouedi grasso di Carneuale vna grandissima spesa per l'espositione del Sanrissimo Sacramento nella Chiesa di San Lorenzo, dentro del detto Palazzo degna d'esser 1 — M ⛪ Errante 71 ser veduta da tutti, si per acquistare l'indulgenza concessa da Sommi Pontefici à detta Chiesa per tal congiuntura, che per vedere li ricchi ornamenti di Machine, di disegno di pitture, Gloria di Angeli, & vna superbissima musica, & infiniti lumi che rappresentano vn Cielo stellato. Del Palazzo dell'Accademia del Rè di Francia presto à Sant'Andrea della Valle. L Signor della Tugliera Caualiero di giandissimo spirito, & intendente della Pittura, per Scoltura, & Architettura e il Rettore di questa nobile Accademia deputato dal Rè di Francia, la quale consiste in vn numero di Giouani nationali, che trauagliano continuamente, chi nella pittura, e chi nella Scoltura, in questo luogo li Curiosi potranno vedere insieme tutte le principali Statue di Roma, e di qualche parte d'Italia, & è cosa curiosa à vedere tutto il bello di Roma. Deue però osseruarsi, che sono copie fatte di gesso, ma con vna politia timircabile, farò mentione solamente delle principali, e sono il Lauconte, l'Appollo, Antinoo, l'Ercole, il Gladiatore di Borghese, quello di Lodouisi, la Venere Mercurio 72 re de Medici, il Lottatore, il Germanico, la Concordia, il Leone di Barberino, e molte altre le quali tralascio per non essere troppo longo perche si possano vedere nelli Palazzi Il Rè di Francia spende ogni Anno in questa Accademia cinquanta mila scudi di Roma. ⸸ ⛪ Del Errante. 73 Delle Ville, e Giardini, che sono dentro, e nel contorno di Roma, e le rarità, che in quelle ſi vedono, cioè Statue, Pitture, & altre curiosità, descritte da Pietro Rossini Antiquario delli Forastieri in Roma Della Villa, ò Giardino del Principe Borghese posto fuori di Porta Pinciana vn tiro di schioppo. Hi desidera vedere vna delle sette matauiglie del Mondo non si allontani dal nostro circuito, questa sarà la bella Villa Borghese, la quale ha di circuito tre miglia in circa circondata tutta di muraglio. Entrarete dunque un bellissimo Portone fatto di Trauertini d'ordine corinto sopra del quale vedrete in basso rilieuo vn Toro di marmo con ornamenti nella conformità, che gl'antichi soleuano menarli al Sacrificio. Quiui potrete satiare la curiosità dell'occhio in vedete li belli, e longhi Viali; ci è quello, che corrisponde al Portone, e và à fornire alla bella Fontana à scogli che è longo 197. passi, l'altro che fà la Crece, che corrisponde alla facciata del Palazzo è longo 210. passi, il Palamaglio, che è vicino al Portone à mano dritta è longo Mercurio 74 go 225. passi; Il bel steccato vicino al Casino del Portinaro, doue li Principi Borghesi fanno belle corse con li Caualli all'Anello, & al Mascharone è longo 69. passi. In questo Giardino vedrete le belle spalliere di Lauro, Stradoni coperti di Leccini, & altissimi Abeti, le vaghe Fontane fabricate con artificio di belli marmi ornate all' intorno di varie Starue antiche. Vi è il Boschetto con stradelli coperti con alti legni piantati in terra per tirare le reti, nelle quali si prendono diuersità d'Vecellami, il Boschetto è longo 104. e largo 27. passi mezzo, vi sono sette stradelli, che lo spartiscono. La Fontana nel basso del Giardino essendo il Vaso che la circonda di giro di 17. passi e mezzo, nel mezzo vi sono dui Vasi quali di marmo, da quali cade vna copiosa pioggia di acqua, vi sono intorno sedili con dodici Statue diuerse, poste sopra altrettanti Piedestalli. L'altra Fontana che segue è della stessa qualità. Vicino al Viale del Palamaglio vi è la famosa grotta piena d'ogni sorte di delicati Vini, che sertiono per seruitio della famiglia. Vedrete in luogo al quanto basso contiguo alla detta Grotta vn edifitio ouale sostentato da otto grossi Pilastri di Peperino di ordine dorico, sotto del quale vi è vna tauola di marmo bianco longa in circa 4. passi, e larga 6. palmi, in questo luogo li Principi vi fanno molte ricreationi, nel tempo dell'Estate, per essere luogo ameno è fresco. Da qui anderete verso il Palazzo, incontro à questo si ve- 22 e 2 ⸫ Errante de la Piazza all'intorno ornata di vaghi sedili da trattenersi. La detta Piazza è di lonrhezza 22. passi, lo Stradone incontro al Palazzo che corrisponde al Cancello di ferro è longo come li dui Giardini secreti. Lo Stradone che corrisponde in faccia alle Tortorelle è longo 423. passi. Li due Boschetti in faccia al Palazzò, dalla parte però della Piazza, la quale è da vanti ogn' vno di essi hà di larghezza 162. palmi, e di longhozza 414. palmi. Questa è la descrittione del primo recinto. Incominciamo hora quella del Palaz20. Questo superbo Edifitio è Architettura di Giouanni Vansanzio Fiamengo, è posto in vn vago sito alquanto eminente, e gode vna bellissima vista dalle quattro parti cioè dall' Oriente, & Occidente, e Mezzo giorno, e dal Settentrione. Qui il Curioso potrà satiare l'occhio in mirare la quantità delli rarissimi marmi in numero tale, che stimo impossibile il descriuerli, e consistono in bassi rilieui, cioè Statue, Busti, e Colonne di porfido, di granito, e granitello orientale, di Giallo, di verde antico, di marmo neto, tutte cose singolari antiche, molte Tauole di pietra del Paragone, Vasi, e Figure del medesimo, varie tauole di pietre sine, e varie pitture singolari, tarità da fare stupire il Mondo tutto; se mi fosse permesso direi, che gl'Antichi Romani non hanno mai hauuto, con tutto il loro dominio, vn luogo, ne più bello, ne più delitioso di questo, ricco di ornamenti antichi. D 2 1.2 Mercurio 76 La raggione, secondo il mio parete è que sta, che la maggior parte delle famiglie degl'antichi Romani possedeuano belle Ville, e Giardini, con vaghe, e commode habitationi, e ciascheduno di quelli Signori possedeuano varie curiosità simili à queste, co me presentemente si vede in varie parti della Città di Roma, doue si trouano giornalmente delle loro vestigie secondo la varietà dell' abitationi dell' antichi Romani; Sono dunque tutte le grandezze antiche delli Romani raccolte in questo bel Palazzo, e Giar dino dell'Eccellentissima famiglia Borghese, e per non attediare il Lettore parlaremo solamente delle curiosità più rare, che in questo si osseruano. Questo gran Palazzo hà di circuito 734. palmi di Architetto. Delle quattro facciate del Palazzo la più bella, è la principale, è verso al mezzo giorno, ornata di bassi rilieui antichi singolari, la più rara cosa di questa facciata sono li due rari Busti, l'uno di Traiano, e l'altro di Adriano Imperadori, e sono di buon Maestro; dalle parti della facciata à mano dritta sopra di vn piedestallo vi è la Statua di Marco Aurelio Imperadore, da l'altra parte verso l' Oriente vi è la Statua posta parimente sopra vna base di M. Antonio, in alto nella facciara verso man dritta vi si vede vn pilo in mezzo alle due finestre del primo Appartamento in basso rilieuo, che rappresenta la pace fatta dalli Romani con li Sabini, dal li dui lati si vede à sedere Tito Tatio Re delli Sabini, e à mano dritta Romolo Re hier m tion. Errante Rè delli Romani. Nel mezzo della facciata sudetta si vede la Caccia delli Cignali di Calidonia descritta da Ouidio nel libro ottauo delle sue Metamorsosi, dall'altro Meleagro in atto di parlare alla Madre, vi si vedono ancora le due sorelle, l'altro basso rilieuo rappresenta le quattro Stagioni, l'altra parte della medesima facciata à mano manca rappresenta varij Baccanali, e trà le cose più rare la Statua equestre di Ruberto Malatesta famosissimo Capitano Generale di Sisto quarto opera di Paolo Romano Scultore. Di sopra della loggia scoperta della medesima facciata, vi si vede il famoso Busto di Geta Imperadore. La facciata verso l'Oriente, è ornata di bassi rilieui, e Busti antichi, e trà questi il più traro pezzo che si veda è il famoso Marco Curtio in atto di precipitarsi con il Cauallo nella Voragine del Foro Romano, per liberare Roma dalla peste, è d'vna singolar maniera. La facciata verso tramontana è ornata di bassi rilieui, Statue, e Busti come la prima: verso al mezzo giorno; vi si vede sopra la Porta la bella Testa di Bacco ornata di rampazzi di Vue con altri pezzi rari di baccanali, Sacrificij, & altre cose antiche, secondo il costume dell'antichi Romani, questi bassi rilieui seruirono per ornamento alle sepolture dell' Antichi, come si vede ancora oggi in molte che sono in Roma. La facciata verso l'Occidente hà li medesimi ornamenti che l'altra facciata verso l'Oriente, ancorche varijno le figure: vedrete à basso sopra vn piedestal- Mercurio 78 lo vn bellissimo vaso di marmo antico ornato di vn raro baccanale in basso rilieuo, in alto vi è il Sacrifitio del Toro, e la Statua di Mario sopra di vn piedestallo. Entrarete in questo nobile Palazzo dalla Porta principale, che è posta nella parte del la principal facciata, di sopra descritta salirete la scala dupplicata à guisa di quella del Campidoglio fatta da Michel' Angelo Bonarota, nella quale sono quindici scalini per parte, è larga vndici palmi poco più, sopra al muro della detta scala vi è vn Vafo con teste di Fauni in basso rilieuo, dalle bande vi sono dui belli Cornucopi di buon Maestro. Dalla scala entrarete nella loggia coperta la quale è longa 90. e larga 26. palmi. Vi è la Starua del Satiro, la Musa, Venere, e Gioue, la Testa di Giulia Titi: entrarete poscia nella sala dell'Appartamen to terreno la quale è longa 12. passi e mezzo, larga 3. e mezzo. Qui il Curioso potrà satiarsi in considerare la rarità di questo son tuosissimo Palazzo. Prima vedrete vn bellissimo sepolcro antico sopra del quale è posta la Statua di Bacco colcata, da basso viene ornato di vn basso rilieuo che rappresenta il caso infelice di Meleagro, all'intorno vi sono li dodici Cesari sopra piedistalli di marmo, e dui altri Busti l'vno di Anibale Cartaginese, e l'altro di Scipione Affricano, le dodici Colonne di gran valore di granito orientale, di Porfido, di Verde antico, di Giallo. Le pitture, che si veggono in questa sala sono diuerse, sopra la porta vi è il qua1 ten Errante 79 quadro, che rappresenta la Fama, & è del Caualier Gioseppe di Arpina, Adamo, & Eua del Caualier Gioseppe, il quadro longo, che rappresenta la Caualcata di Paolo Quinto quando và prendere il possesso à San Gio: Laterano, l'altro compagno, che rappresenta il gran Signore de Turchi quando esce magnificamente, ambidui sono dipinti dal Tempesta, il quadro sopra al cammino è del Acquasparta, che rappresenta il Carrosel lo, che fece Paolo Quinto nel Cortile di Beluedere in Vaticano, vn quadro rapresentante la festa di Testaccio di Giquanni Maggi Nella prima stanza verso l'Oriente vi è il famoso Dauid opera del gran Caualiero Bernino, e nella detta statua è ritratto il medesimo Bernino, il Leone di Alabastro, il famoso Seneca spirante nel bagno di marmo nero, la Lupa con Romolo, e Remo di pietra eggitia, la Statua di Giunone di porsido ben panneggiata, due vasi di alabastro orientale, la Testa di Macrino rara, molti vogliono che la Statua di Giunone sia la Madre di Dario supplicheuole auanti Alessandro Magno Nella seconda stanza vn Giouinetto alato, ò vero vna Vittoria, vna Tauola di pietra del Paragone longa 10. e larga 5. palmi, sopra della quale vi è il Toro di Farnese di metallo, la Statua di Narciso in mezzo à due Colonne di granitello orientale alte 12. palmi con sopra due Vrne di alabastro. Nella terza stanza, che segue, prima si vede 80 Mercurio vede dentro d'vn scabellone per vn sportello à sortire vna Testa spauenteuole di vn mostro che moue la lingua, quale improuisamente veduto reca terrore. Vna Tauola di alabastro orientale, il Busto di Augusto, e di Lucio Vero; la Statua di Enea, che porta il Padre Anchise con il Figliolo Ascanio, e li Dei Penati, & è opera del Caualiere Bernino; all'incontro di questa, la Statua di Dafne seguita da Appollo Singolare del medesimo Bernino; il Concilio Tridentino non si sà da chi sia dipinto, il ritratto della Principessa al naturale, e l'altro quadro delli figliuoli dipinti da Ferdinando Fiammengo, la Testa, e Busto di S. Carlo Borromeo di marmo rosso, e bianco, la Gallaria è lon ga quanto la sala, e larga 40. palmi, nelle quattro cantonate di questa si vedono quattro Colonne di porfido alte 13. palmi l'vna, le due Tauole di porfido longhe dieci palmi e quattro larghe, e sopra vi sono li due ri tratti l'vno di Paolo Quinto, e l'altro del gran Scipione Cardinal Borghese opere del Bernino, li due Vasi ò vero Vrne di alabastro orientale, li due Vasi di porfido sopra scabelloni di alabastro, opera di Siluio da Velletri, la Testa di Platone, e la rara Testa di Pertinace vnica in Roma Doppo la Galleria si entra nella prima stanza dell'Appartamento verso l'Occidente che corrisponde al Giardino secreto della scalinata, e si vede la Statua di Diana, il corpo della quale è di alabastro orientale, & il rimanente tutto moderno, la Zingara, due 81 Errante due Colonnette di porfido, le due Statue di Castore, e Polluce, il raro Busto di Anibale Cartaginese, il rittatto di Rosa Moglie del Gran Turco, bellissima donna, Nella Stanza del Gladiatore. A Statua di Faustina in atto [di abbracciare il suo amato Gladiatore chiamato Carino, come ne sono piene l'Istorie di tal fatto, e si vede anco nella sua medaglia, le due Colonne di breccia alte 12. palmi, altre due scannellate di porfido, alte 11. palmi, la Tauola di pietre commesse longa 8. palmi, e larga cinque, il bel basso rilieuo di pietra del paragone, rappresentante vn baccanale, fatto da Francesco Fiamengo, il Busto di Berenice. Li dui Busti di Marc' Aurelio, e di Lucio Vero rari per essere di buoni Maestri. Il famoso Gladiatore antico senza mancamento alcuno, & è la più rara Statua, che si veda in questo Palazzo, & entra nel numero delle Statue rare di Roma. fatto da Agazias famoso Scultore, Ercole, che vecide Anteone è dipinto dal Caualier Lanfrancha, la bella Testa di un Saluatore in basso rilieuo fatta da Michel' Angelo Bonarota di porfido. Nel5 82 Mercurio Nella Stanza che seguita, detta del Moro Y si ammira la Statua del Moro, il cerpo del quale è di alabastro orientale, il resto di pierra di paragone, il Busto di Geta, vn Vrna di alabastro orientale. Nell'altra stanza di Saturno vi sono quattro Colonne di marmo nero alte dieci palmi, sopra delle quali vi sono quartro Statue, nella prima la Statua di Agrippina, Io però tengo che sia vna Giulia Mesa, mentre nà delle spighe in mano, il Busto di Adriano di marmo nero, la rara Statua di Satur no con un Fanciullo in braccio è di vna singolare maniera, la tauola di marmo nero larga 4. e longa 9. palmi, il Cauallo picco lo di bronzo fatto da Daniel da Volterra, e fù il modello di quello che mandò in Francia, e qui termina il primo Appartamento a terreno. Dell'Appartamento di sopra. ) Er salire à questo Appartamento si sa vna ſcala à lumaca di 87. ſcalini larghi sette palmi in circa l'uno, si entra nella loggia longa quanto è la Galleria descritta, nella volta vi sono dipinti li falsi Dei dal Caualier Lanfranchi, nelli quattro Angoli vi sono quattro Colonne, le due verso la Por Errante 83 Porta sono di mischio, le alere di breccia alte 11. palmi, la Testa d'un Caual Marino, il Busto di Geta, l'altro di Mario, un Fauncino con un Satiro, che mungono, e beuono il latte da vna Capra, il Busto di Scipione Africano, il Gladiatore serito, il Busto di Crispina, la Statua di Ceres, la Tesia d'un Elefante molto grande, il Cauallo Pegaseo sopra una tauola di porfido ouata, longa dieci, e larga quattro palmi. Dalla loggia si entra nella prima stanza dell'Appar tamento verso l'Occidente, e si chiama la stanza di Belisario, come parleremo più à basso, in questa stanza v'è una Tauola di alabastro longa sette palmi larga 5 e mezzo sopra la quale vi è un Toro piccolo di marmo nero antico di bona maniera, vi sono dui Idoli Eggitij, la Statua di Augusto di bron20. Vn Gladiatore, & il Centauro, la bella Statua di Diogene à sedere nudo solo che hà sopra il Corpo un panno, molti però vogliono che sia di Belisario perche stà in atto di domandare l'elemosina, e non di Diogene perche non vi è segno alcuno per conoscere che tale sia. Ercole che combatte con il Leone, il Gruppo di Faustina con il suc Gladiatore con il Fanciullo Amore, & il ri tratto di Rosa Moglie del Gran Signore de Turchi Nella stanza dell'Ermafrodito la Tauola di pietra di paragone longa 9. palmi, e larga la metà, il busto di alabastro con la Testa di bronzo di Faustina la Giouine. Vicino vi è la Testa di Sabina, e l'altra di Liuia, di AuD 6— 84 Mercurio Augusto, la Testa di Porsena. Vedrete dentro à un Cassone di noce la rara Statua dell'Ermafrodito antica distesa sopra di un matarazzo fatto dal famoso Caualier Bernino, questa Statua fù trouata nelli fondamenti della Madonna della Vittoria, il Cardinal Scipione Borghese in ricompensa di que sta bella Statua, fece la facciata della detta Chiesa come si vede nella descrittione, e ui spese quattordici mila scudi. Nella terza stanza detta della Zingara, la quale è una Statua assai bella la testa, mani, e piedi della quale sono di bronzo, e l'abito di marmo nero. Li due ritratti del Prenr cipe, e della Principessa fatti da Ferdinando Fiamengo, & una Madonna di Michel'Angelo Buonarota. Nella quarta stanza, detta del Centauro, vi è la tauola di broccatello longa sette palmi, e larga 4. Vi è un Specchio con cornice di pietre fine. In un Studiolo di legno si vede in prospettiua di Specchi il Palazzo di Monte Dragone posto in Frascati del medesimo Principe, il quale hà 374. fenestre, parimente si vede il Giardino, il Tesoro, e la Libraria, e queste cose tutte si vedono per mezzo d'una Rota che gira, qui vedrete la vaga Statua del Centauro con il Fanciullo Amore, che lo caualea e li tiene legate le mani di dietto. La Testa di Tiberio di Alessandro Magno, di Nerone, & il samoso Busto, e Testa di Lucio Vero più grande del naturale, & è di una singolar maniera, una Statua di Donna, che stà in atto di guardare . ### 1 1 a 85 Errante dare, e contemplare i segni Celesti, creduta per la Sibilla Tiburtina, ò altra simile. Passata la loggia si entra nella prima stanza detta del sonno verso l'Oriente, & si vede la Statua di Nerone in abito Consolare con la bulla al collo. La Tauola di alabastro orientale larga 6. palmi per ogni verso il letto della China, la lettiera è fatta da Michel'Angelo Bonarota, qui vedrete la famosa Testa di Alessandro Magno in basso rilieuo, dentro di un Medaglione con la cornice di bronzo indorato; il bel Fauncino raro per la bona maniera, un Fanciullo, che dorme di pietra di paragone tenuto per il sonno fatto dal Cavalier Langardi Bolognese, li dui Vasi dalle bande è opera di Siluio Velletrano, il quadro di Diana è di Lorenzino da Bologna Nella quarta stanza detta delle tre gratie. Vi è una sedia, nella quale mettendouisi à sedere facilmēte si resta legato con dui ferri alle coscie, e senza aiuto non si puol sciogliere, il Gruppo delle Gratie, li quattro Paesi dipinti in Rame di Gio: Francesco Bolognese; & il Fongo impietrito. L'altra Cammera, che segue è ornata di diuersi ritratti di Dame di varie nationi, sono dipinti da diuersi buoni Pittori, e sono 62. pezzi; sopra il Tauolino vi è il busto di marmo del Cardinale Borghese fatto dal Bernino Si vedono li due famosi Camerini ornati di quadri piccoli singolari, la Madonna, alla quale vn Angelo presenta una razza, & è 86 Mercurio di Guido Reni, due Testine di Raffaelle d'Vrbino, li Magi di Alberto Duro, il Dio Padre del Caualier Gioseppe. Giosesse venduto alli Mercanti è di Raffaelle, con molti altri pezzi del medesimo Raffaelle. Li due Vecelli alla Mosaica di Giacomo Prouenzale, la Madonna con Nostro Signore in braccio di Pietro Perugino, II Fiori dipinti da Mario de Fiori, la Figura à Cauallo di Marco Curtio di bronzo, in un quadretto di pietre fine, il fondo del quale e di Lapis Lazzaro li quattro Tauolini con l'Vrne, e Studioli di sopra, tutti di pietra del paragone rari pezzi. Appollo con le Muse, pittura di Scipione Gaetano. Il Giardino secreto delli Merangoli, verfo l'Oriente congiunto con il detto Palazzo è longo 455, e largo 88. palmi. Vi sono 144. Alberi di Merangoli. Vi sono belli ornamenti di Statue, e bassi rilieui, quali si tralasciano da descriuere per non essere trop po odioso al Lettore. L'altro Giardino congiunto al medesimo Palazzo verso l'Occidente, detto il Giardino de fiori è longo 400. palmi, e largo quanto l'altro, li muri di questi due Giardini, verso al mezzo giorno sono coperti di Agru mi con belle spalliere. Vi sono varij spartimenti, doue à suo tempo vi sono rari fiori d'ogni sorte, di Tulipani divarij colori, Giunchigli, Anemuli, e Garofoli bellissimi, in mezzo à questo vi è l'Vccelliera doue si conseruauo Tortorelle bianche, e grige con altri Vecelli, secondo il piacere del Pren Errante 87 Prencipe, questa Vecelliera tanto all'intorno che di sopra è ornata di Statue, e busti, e bassi rilieui. Il voler descriuere tutte le grandezze di questo luogo sarebbe cosa trop po longa. Di sopra vi è un bellissimo Montone in basso rilieuo di marmo. Vltimamente il Sig. Principe di Rosano hà fatto due belle scalinate longhe 75. piedi, il Viale che spartisce è largo 6. piedi, chi non vede questa bella scalinata non vede cosa più bella in Roma perche qui si vedono fiori rarissimi di tutti li tempi, messi nelli Vasi perpoterli mettere, e leuate à loro piacere. Vi sono tele per coprirli congegnati con grossi ferri per poterle mettere e leuare secondo la staggione, e qui finiscono li Giardini secreti Secondo Recinto. Y Scirete dal Palazzo per la Porta verso Tramontana, e vedrete vna bella Piazza longa 360. e larga 190. palmi, all' intorno vi sono 14. Vrne anticho di Terra cotta tramezzate di Statue, vi sono due Sfingi di Pietra egittia con caratteri di quel Idioma, e così dall'altra banda la gran Fontana in mezzo alla Piazza, il Vaso antico di granito, di sopra vi è la Statua di Narciso di bronzo. Hà questa Piazza dalle parti dui Boschetti lunghi ogn' uno 192. e larghi 115. palmi, hanno due Cuppolette fatte di Verghe di ferro grosse, nel mezzo vi è una 88 Mercurio vna Tanola doue si fáno le recreationi. Vedrete doppo li Boschetti un grandissimo Pra to con 600. e più Piante di Leccini, che tutto l'anno si mantengono verdi, sono messi con bello ordine, qui vedrete alla fine di questo recinto verso l'Occidente la Prosper tiua, nelle muraglie ui sono molte, e belle descrittioni greche, e latine in marmo, Statue, e bassi rilieui, da rimpetto delle bande vi sono drizzate due Colonne con Statue di sopra. In faccia al Vialone che corrisponde al Palazzo vi è la Conigliera & è lon ga 172. e larga 15. palmi, in mezzo vi è un Steccato di legno per diuidere li Conigli bianchi dalli bigi, il numero delli Conigli è dell'impossibile di saperlo per la quantità che ve ne sono, basti dire, che per mantenerli vi vogliono 24. Rubia di tritello l' anno Del Terzo, & vltimo Recinto Y Scirete dal Cancello di ferro in un stradone ornato da spallieroni d'Alberi di Leccini longo 342. passi e mezzo, à mano dritta vi è la Campagna rasa, che serue per la Caccia degl'Animali, in circa 400. che sono giornalmente in questo Parco, e sono Daini, Caprioli, Cerui, e quantità di Lepri, e Vecellami; vi è il Boschetto molto commodo, con il suo Casino, e fosso all' intorno per pigliare li Tordi il mese di Ottobre; il Casino della Principessa copioso di rare pitture, da qui voltarete verso al mez Errante 89 mezzo giorno, vedrete il Lago, lungo 100. e largo 15. passi, hà di fondo 13. palmi d Acqua, in mezzo ui sono due Isole per la sieurezza dell'Anatre di ogni sorte, e delli Cigni per dormire la notte. Di qui passarete nel Pigneto, e vedrete il Gallinaro curioso di Galline, Capponi, Panoni, & anco bianchi. Vi sono tre grandi Struzzi, dicono che non fanno oua fino che non hanno 20. ò 25. anni. Qui vicino in luogo basso vi è il Parco piccolo, longo 311. largo 42. passi e mezzo è tutto circondato di Cancelli di legno, sui si conseruano Lepri, & Vecellami. Doppo seguitarete nel Prato delli Leccini, che formano per cosi dire un grandissimo Bosco, mà cosi ben piantati à prosilo; che fanno prospettiua per tutti i versi. Vi è vn gran Vialone, longo 275. e largo 5. passi, à piede vi è un bel Vaso di marmo, ornato di un bel baccanale in basso rilieuo è longo 10. e largo 6. palmi, dalle parti ui sono due Vrne sopra li fuoi piedistalli: vedrete due stan. ze con forte, e grosse muraglie, e porte con cateratte di sopra, quali seruiuano per dare da mangiare a gl'Animali feroci, come Leoni, Orsi, Tigri, e Gattipardi, quali prima vi erano, qui vi è l'altro stradone, che è l' ultimo del Barco, è longo 177. e mezzo, e largo 5 passi. Vscirete dal Barco per il Portone delle Carrozze, ò vero per la porticella della Casa de giochi d'Acqua, questo luogo è anco compreso con la Villa, benche non sia nel 90 Mercurio nel recinto del Barco: era prima Vigna da Vino, dui anni fa il Sig. Principe la fece ta gliare per piantarui Gelsomini, e Tuberosi. Vi è il Giardino con vaghi, e varie spalliere di Agrumi, e Vasi d'ogni sorte: nella Casa del Giardiniere vi sono diuersi giochi d'Acqua fatti con Machine da mettere, e le uare sopra di vn Vaso di marmo fatto a Barchetta, li giochi sono questi, vn Parasole, un Granato, una Caccia, dui Porci Spini, uno dritto in piede, e l'altro per il longo, vna Mazza da guerra, vn Albero di Merangoli, la Girandola, la Saccoccia, che bagna da per tutto fino sopra li Balconi, e poi li giochi della Fontana del Dragone, li altro gioco nel sortire dalla Porta. Vi son altri giochi, e tra questi vna bellissima pioggia, nel principio del stradone coperto dalli Alberi prima di vscire il Portone, detto di Muro torto, vedrete vn Pozzo che vi si scen de per 41 scalino, vi passa per Aquedotto l'Acqua Vergine per una Vergine, che la trouo, fù prodotta da Claudio Imperadore, restaurata poi da molti, vltimamente da Pio Quinto, vi sono sette palmi d'Acqua, e qui dò fine alla descrittione di questa famosa, e superba Villa, lasciando adito al Curioso di più minutamente osseruare il tutto seruendomi io della breuirà per non atrediare chi legge Del Errante 91 Della Villa Ludouisi, posta nel Monte Pincio. Vesto Giardino hà vn miglio, e mez zo di circuito, lo stradone, che corrisponde in faccia all'entrata del Portone è longo 200. e largo 5. passi, così sono gl'altri Viali, che corrispondono alle Muraglie della Città, in fondo del detto Viale vi e la Statua Colosso di Faustina, hà dalle bande spalliere grandi di Cipresso, vi è il Laberinto longo 85. e largo 60. passi, vi è vn Idolo eggittio curioso, & è tutto ornato di Statue e trà le altre vi sono belle figure Consolari, dui Rè Barbari prigionieri con le mani legate, il bel Sileno, che dorme sopra di vn Vrna antica, ornata di basso rilieuo di vna bartaglia, il Gruppo del Satiro con il Faencino, la Statua di Leda, vi sono molti rari Busti d'Imperadori al numero di 26. la bella Statua di Nerone in habito Sacrificante. Vscirete dal Laberinto, & entrando nella Vigna vedrete un grandissimo Obelisco per terra longo 30. passi è largo 6. palmi, e pieno di Caratteri egitij: Questa Guglia era in mezzo à gl'Orti di Salustio, li quali erano in questo loco, di qui enttarete nel Viale, che corrisponde al Palazzo, che è longo 170. e largo 3. passi, in fondo di questo vi cino alle muraglie della Città, vive la Statua d'un Satiro di buon Artefice. Sopra di questo si vede un Sepolcro antico con dui ritrat Mercurio 92 ritratti, di sopra seguitarete à canto alle mura glie verso l'Occidente, e vedrete la Testa, ò sia Colosso di Alessandro Seuero, ò d'altro. Qui vicino si vede un bellissime Sepolcro longo 11. largo 6. & alto 6. palmi è ornato di vna battaglia trà Greci, e Romani, la quale per essere senza inscrittione non può sapersi di chi sia, & à che tempo, molti però vogliono, che sia di Salustio, deducendolo dagl'orti suoi quali erano quiui vicini. Altri dicono, che sia di Pincio Senatore per esserui stato un Palazzo di questo Pincio, & il Monte si chiamaua con il medesimo nome, cosi espressamente si chiama il Monte Pincio, & il Colle di Salustio per gl'orti del medemo, li quali erano in questo luogo posti, de quali trattassimo di sopra di qui vedrete il Casino, posto in mezzo d' una bella Piazza, la quale lo gira all'intorno, & hà di giro 104. passi, ornata di molte Vrne di Terra cotta, al numero di 24 con varie Statue, e Spalliere di Cipressi. Nella prima stanza del Palazzo, cioè nel la volta, vi è l'Aurora in atto di suegliare la notte, che dorme, & è rara pittura à fresco del Guercino da Cento, di sopra vi è vn letto, fatto di pietre fine, e di gioie del valore di 150. mila scudi ancorche hog non vi si vedono tutte le gioie, qui in vna Cassa vie vn huomo impietrito raro, & vnico in Roma, quale fù donato à Gregorio Decimoquinto di casa Ludouisi da vn Pellegrino, il quale venne dal Mare dell'arena. Nella volta della sala del letto si vede la Fama Errante. 93 ma volante del medesimo Guercino. Li Busti, le Teste di Claudio, e di M. Aurelio, il Busto di Gregorio XV. fatto dal Bernino, di sopra in vna stanza si uedono varij cristalli composti in differenti bicchieri, e con Vasi curiosissimi fatti da vn gran Virtuoso, chiamato Scaccia Diauoli. Questo Palazzo è posto nel luogo più eminente del Monte Pincio, sopra del quale vi è una loggia, doue si gode la Città di Roma, & anco la Campagna, come Tiuoli, Frascati, & altri luoghi circonuicini, di qui andarete per il Viale longo 172. passi e mezzo, che conduce al Palazzo grande, ornato al di dentro di rare Statue; parlerò solamente qui delle più rare, e sono due Appolli, l'uno in faccia all' altro, Esculapio Dio della medicina, il Busto di Antino, la Statua al naturale di Antonino Pio, sopra alla Porta la rara Testa di Pirro Rè degl'Epiroti in basso rilieuo. Nella seconda stanza il Gladiatore, che si riposa dal Combattere, Olimpia Regina di Macedonia antica moderna, l'altro Gladiatore à sedere, per il scudo, e Marte, e per l'amorino e Carino; il Fauorito di Faustina. Nell'altra stanza la Statua di Venere, e Cupido, il Gruppo di un Fauno, con vna Venere, il bello Oracolo di Bacco in basso rilieuo di pietra egittia. Nella stanza, che segue, il Busto di M. Aurelio, la di lui Testa è di bronzo, & il Busto di porfido, e l'Ercole, in questa stanza vi era il famoso Gladiatore moribondo, che Mercurio che fù comprato dal Prencipe Don Liuio Odescalchi, degno Nipote della felice memoria d'Innocentio XI. la Santa Cecilia pittura di Guido Reni, nell'ultima stanza ver so l'Occidente vi è il Gruppo di vna Donna con vu Gioumetto, che rappresentano la Concordia, questa Statua e stimata 40. mila scudi, il ratto di Proserpina, opera del famoso Caualiero Bernino. La rara Statua di Fuluio fauorito di Augusto, che si ammazza da se flesso, & il caso fù, che Augusto confidò con questo Fu luio vn secreto importante, con ordine di tenerlo secreto, mà il detto Fuluio lo confidò con la moglie, questa, come vso delle Donne, che niente tengono secreto, lo disse ad altre Donne fue Amiche, la cosa andò all'orecchie dell'Imperadore, e fece vna gran ripassata à Fuluio perche hauesse publicato il secreto, Tuluio si scusò, che non l'haueua detto ad altri, che alla Moglie, andò à casa si lamentò con essa con dirgli che lei haueua la colpa, che lui hauesse persa la gratia di Augusto, la Donna per il disgusto si ammazzò con un pugnale, il Marito vedendo questo, corse leuò il Coltello alla Moglie, e per disgusto se lo mise in petto, come si vede, questa Statua è stimata 50. mila scudi Nella Piazza vicino alla Fontana al Cantone della muraglia, vi è la Testa di Sabina di Adriano Imperadore. Nella Galleria il bel Busto Velato di Faustina Minore, la Statua di Minerua, vna Statua di Mercurio di buon Maestro, la Vergine c.m. 2221 Errante. 95 gine Vestale, il Colosso di Bacco con altre figure sopra vn piedestallo di diaspro, il Busto di Giulia Titi, il raro Busto di Piscenio Nigri, nel Cammerino vi è la Testa di vna Vergine Vestale velata, di otrimo Maestro, il Fanciullo di Ercole, ò vero Amore, che dorme, nel sortire dalla Galleria sopra la Porta vi è il Baccanale in basso rilieuo di buona maniera Della Villa di Montalto nel Monte Viminale V Iene congiunta á questo grandissimo Giardino vna vastissima Vigna, del circuito di più di dui miglia, fù fabricata dalla felice mem. di Sisto Quinto per suo diporto, è sopra al monte Vimmale, si entra dalla Porta, che guarda verso l'Occidente, vedrete tre belli stradoni, quello in faccia, che hà le gran spalliere de Cipressi è longo 205. e largo 4. passi, l'altro stradone, che và dalle bande del Portone è longo 376. e largo 5. passi. Vi sono belli giochi d'acqua, e trà questi il gran Fontanone, ò Peschiera, che hà di giro 60. passi, & è il più grande, che sia in Roma, di sopra vi è la Statua di Nettuno fatta dal Caualier Bernino, quiui vi è vn scalino, che bagna passandou ili di sopra. Di qui andarete al Palazzo, fatto da Sisto quando era Cardinale, in saccia à questo vi è la Piazza quadrata ornata all'intorno di Vtne antiche di terra cotta, sor Mercurio 96 sotto alla loggia dallebande vi sono due Statue Consolari, sedenti sopra sedie curuli, le quali crano di auorio, anticamente, l'yna è di Marcello e l'altra di Mario, ambi opera dell'Appolonio come si vede dalla descrittione greca posta vicino alli piedi, nel Corritore li Busti di Geta, di Seuero, di Scipione Africano, di Bruto primo Console, e di Druso, il Dauid pittura di Daniello da Volterra, molti ritratti dal naturale della famiglia di Sisto Quinto. Nell'Appartamento secondo vi sono varij ritratti al naturale della famiglia Medici, il quadro grande di Nostro Signore sopra d'un piedestallo, che gira tondo, del Caualier Gioseppe d'Arpino, vna Tauola di marmo, doue si vede vna Guglia commessa fatta dal sopradetto Sisto quando era Cardinale, questa Guglia vuol significare, che quando Sisto sarebbe Papa haurebbe eretto li quattro Obelischi di Roma, come fece poi, e ne parleremo più à basso. Nella stanza prima vedrete la rara Statua della Dea Nenia, era questa Dea inuocata dal Popolo Romano à cantare lamenteuolmente la vita tenuta delli Defonti, il Tempio di questa Dea, era fuori della Città nella Via Salara, mentre come Dea nociua non era lecito che il suo Tempio fosse posto nella Città, vedasi Tito Liuio. In faccia a questo Palazzo si vede il Viale longo 100, e largo 3. passi, in mezzo vi è vn bel gioco d'Acqua, vi si vede vna bella prospettiua tu quattro parti; di qui andarete nel Palaz20 n # gud 2. giéi. ### ⛪ 1 62 the tentio — Errante. 97 zo fatto da Sisto Quinto, quando era Papa, in faccia, vi è vna bella Fontana; vicino al muro della detta facciata vi sono molte figure di Gladiatori, & altre Statue de quali per non essere cose rare non ne fò mentione. Nel Corritore li Busti del Card. Montalto, e del Prencipe Peretti fatti dal Langardi. La Statua di Faustina minore di buon Maestro; per le scale vi sono molte Starue, trà le quali sopra la Porta della sala vi è la Testa di Pirro Rè delli Epiroti In sala vna Tauola composta di pierre fine cominesse, un Gladiatore di marmo nero, la bella Statua di Liuia, il ritratto di Michel'Angelo Buonarota, farto da lui medesimo, posto in vn Medaglione, li quadri ouali all'intorno della sala rappresentano l'Istorie di Alessandro Magno, le pitture à fresco all'intorno nell'alto rappresentano tutte le cose magnifiche fatte da Sisto Quinto nel tempo del suo Pontificato. Nella Cammera, che segue, si vede il Busto di Druso, il ritratto del Prencipe Sauelli Maresciallo del Conclaue, al presente viuente, il San Giouanni pittura del Pomarancio, vn Puttino di Terra cotta fatto da Francesco Fiammengo, la Biblioteca copiosa di molti Volumi, la quale era del sudetto Sommo Pontefice Sisto, quando era Cardiuale. La Testa di Piscenio Nigri rara. Vi sono molte altre Statue, e pitture, quali per non esser di valore per breuità si tralasciano. Del. Mercurio 98 Della Villa del Signor Duca Mattei posta nel Monte Celio, detto la Nauicella. Rima di entrare in questo Giardino in faccia alla Chiesa di Santa Maria detta in Dominica, vi è vna piccola Naue di mar mo antica, di longhezza di 13. palmi. Il primo Vialone di questo Giardino incomincia dalla Porta, insino al Palazzo; & è lon go 70. e largo 3. passi. Non vi è Giardino alcuno in Roma, che habbia tante Vrne di marmo con le descrittioni antiche come questo, sono queste tutte poste per ordine sopra di vn muro del Viale, che riguarda al Settentrione al numero di 70. Qui vicino vi è vn luogo quadrato con spalliere, ornato all'intorno di varij marmi antichi, come di Sepolture di marmo, di Termini, Vrne di terra cotta, & altri consimili. Di qui si và al Laberinto longo 40. e largo 22. passi; in faccia alla Piazza di forma come rotonda, vi è la Colonna di granito orientale, sopra della quale è posta vn Aquila di bronzo, che rappreſenta l'impreſa di queſto Principe Padrone. Verrete per il medesimo camino verso il mezzo giorno, e vedrete una Fontana con la Statua di Atlante, che sostiene il mondo sopra le spalle. Vi sono belli, e vaghi giochi d'acqua, e trà gl'altri, tre belle Fontane di buon disegno. La prima è la Fontana delle Colonne, doue si vede un gran Errante. 99 gran Canale d'acqua andare in alto, che fà poi una bella cascata. La seconda è la Fontana d'Ercole, che combatte con l'Idra, la terza è la Fontana delli mostri Marini. In questo Viale vi sono quantità di varie de scrittioni antiche messe per ordine in marmo. In mezzo del Teatro vi è un Obelisco in due pezzi con caratteri egittij. Non mancarete di vedere la Testa Colosso di Alessandro Magno, che stà in alto nel prospetto del sudetto Teatro, il Sepolcro di marmo ornato di un basso rilieuo, che rappresenta le noue Muse di buon Maestro quale è longo 10. largo 4. alto 5. palmi, incirca, nel quale è stata trouata la seguente Inscrittione. Pinarius Panteros oppie Lucio Mirsine, dunque è la famiglia Pinaria. Verso la Chiesa in una Nicchia si vede la Statua in abito Consolare di Traiano, la quale nella finistra tiene il Mondo, e nella destra una carta inuolta, & è di buona maniera, e molto simile. Nel Palazzo vi sono molte Statue sopra la porta di fuori la Testa di Nerone di bronzo Nella prima stanza il Seneca Martias, & Apollo moderno dell'Oliuier', il Busto di Sabina, il Cauallo di bronzo raro, Adriano à Cauallo, Antonino Pio, l'Amazzone. Nella seconda stanza quattro Colonne di bianco, e nero, la Venere, e l'Amicitia bella Statua moderna dell'Oliuieri, il Satiso che caua lo Spino dal Piede à Sileno, la rara tauola di porfido verde. Nella terza stanza la Tauola di pietre fiE 2 Mercurio 100 ne commesse, due Maschere Sceniche, il gruppo di Bruto, e Portia rarissimi, la Testa di Elio Cesare rara. Nella quarta stanza la famosa Testa di Cicerone, il Busto di Lucio Vero, due Colonne di verde antico. Nella quinta stanza un Vaso di Diaspro orientale, le Statue di Agrippina, e quella d'Antino Giouinetto. Nella sesta stanza, il busto di Gioue di pietra egittia, le Teste di M. Aurelio, di Antonino Pio, di Caracalla, di Adriano, le due Statue, di M Aurelio nuda, e quella di Faustina Minore di buon gusto. Questo bel Giardino fù fabricato con gran splendidezza da Ciriaco Mattei, & è luogo sanissimo per la perfettione dell'Aria. Della Villa, ò Horti Farnesiani sopra del Monte Palatino. Vesto Giardino è sopra il famoso Mon te Palatino, che è uno delli belli siti di Roma. Vi sono belle Statue, e trà queste la rara Statua di Agrippina Madre di Ne rone, due Rè Barbari, mezze figure con mani legate. Nella stanza vi è una Fontana con varij giochi d'acqua, e Statue, quali sono le seguenti, quella di Marco Aurelio, di Esculapio, di Lucio Vero, di Commodo. Di sopra si vede un Fontanone con giochi d'acqua, doue si osserua una bella Prospettiua con scale doppie, ornate di varie Sta1 1 kra, kamer niore the gu jarler ecc 6 . Errante 101 Statue, & è disegno di Michel'Angelo Buonarota. Salirete di sopra, e goderete una veduta per tre parti: la prima verso la Via sacra, l'altra da quella parte, do ue era anricamente il Foro Romano verso la Consolatione, e l'altra verso il Circo Massimo, che guarda al mezzo giorno, del quale si parlerà a suo luogo. Qui volterete dalla parte occidentale, che guarda verso la Chiesa di San Teodoro, e vedrete molte grotte dell'antico Palazzo Maggiore, nel quale si conserua in pezzi l'Areo Trionfale, quale il Sig. Duca di Parma ſuole eriggere nella via trionfale, in honore di tutti li Pontefici, quando vanno solennemente à prendere il possesso di S. Giouanni in Lererano, e la spesa di questo ascende à tre mila scudi. Sopra questo Colle era posto il famoso Pa lazzo Maggiore prima habitatione delli Rè, e poi dell'Imperadori Romani, hoggi si vedono poche reliquie, restando il rimanente confumato dalla crudeltà del tempo, e dall incendij successi à tempi de Barbari, le maggiori ruine di questo sono da quella parte, che risguarda verso San Gregorio, e verso al Cerchio massimo. Da questa parte era anche il Palazzo d'Augusto, doue si vede un grandissimo pezzo di fabrica, che soprauanza verso al detto Cerchio, questo era vn gran Balcone doue staua l'Imperadore con il Senato à vedere li giochi, che si rappresentauano nel Cerchio. Suetonio al Capitolo 10. dice che l'Imperadore Caligola facesse un Ponte di legno di grandissima spesa, il qua- 102 Mercurio quale passaua dal Campidoglio al detto Colle Palatino. La Porta principale del Palazzo era in faccia à SS. Cosmo, e Damiano. Della Villa del Sig. Principe Pamfilio detta Bel respiro posta nel Monte Gianicolo fuori della Porta Aurelia, hoggi Porta S. Pancratio. Vesto Giardino è il più grande che sia nel Circuito di Roma, hà di giro sei miglia, serrato tutto di grosse muraglie. Nel entrare vedrete il giocho del Palamaglio longo 50. passi. Vi sono viali con spalliere di Cipresso, il Viale coperto di Leccini longo 290. passi ombroso, e verde in tutti i tempi; vicino al Palazzo, verso Settentrione vi e la Piazza, che forma un mezzo circolo all'intorno; vi sono li Busti delli dodici Cesari. Dall'altra parte verso il mezzo giorno vi è il Giardino secreto longo 200. e largo 26. passi, quale à suo tempo è pieno di varij fiori bellissimi, e nel fine si vede una gran Peschiera, in una nicchia vi è la Statua di Alessandro Magno. Sotto la loggia vi sono due Sepolchri, un Idolo eggittio di buona maniera, la Statua al naturale di Antonino Pio, & un altra d'Hercole, doppo vedrete la Fontana di Narciso, doue sono varij giochi d'acqua; di qui vseirete per il Cancello di ferro nel Giardino, qua- a Te . Errante 103 quale è longo 260. passi. In mezzo vi è il bel Teatro longo, e largo a proportione, da una parte è ouale, e dall'altra quadrato, vi sono quantità di Statue, Sepolchri, & Vrne di terra cotta, la bella Fontana, nella quale v'è la Statua di Venere, dalle bande vi sono dupplicate scale, parimente con giuochi d' acqua, dalla parte ouale del circolo, vi sono 36. vasi tondi, quali gettano acqua, che riesce una bella prospettiua. Verso al mezzo giorno, vedrete una grandissima Campagna, serrata con rastelli di legno, che spartisce il Pigneto, quiui vi è il Precoio di Vacche rosse, vi sono in circa 300. Animali, come Daini, Caprioli, Cerui, & un numero infinito di Lepri. Di qui vedrete il Palazzo, doue habita il Sig. Principe quando vie ne per Villeggiare, vi sono belli Viali, e vaghe Fontane, con ornamenti di buona architettura, una gran Spalliera di Cedri, e si osserui uno Struzzo nero molto grande. Di qui si torna in dietro al Palazzo nobile, quale è di una perfetta architettura, disegno del Caualier Langardi, come anco il Giardino, le quattro facciate di questo, sono ornate di rari bassi rilieui, Statue, e Busti, tutto antico di marmo; Vi sono tre Appartamenti, in quello di mezzo, che è al piano del Giardino di sopra, vi sono sei Cammere prima di entrarui, nelle quali sopra alla porta vi sono li Busti di Vitellio, e di Claudio, tanto nella prima stanza, che nell'altre vi sono rare Statue, e pitture, e trà queste la Statua di Seneca, di Venere, e di Diana, 4 Mercurio 104 il Busto d'Innocentio Decimo, un disegno grande di Giulio Romano, creduto per tale. Nella seconda stanza ui è un Vrna di Alabastro orientale, li due Busti di Tito, e di Domitiano Nella terza stanza una tauola di pietre fine, riguardate li dui Gruppi Fanciulli del Langardi, l'Arca di Noè pittura del Bassano, molti ritratti del Giorgione. Nella quarta stanza sopra al Camino Andromeda in basso rilieuo di marmo molto stimato, una tauola di pietre fine riportate, due Teste di porfido, l'una di Bruto, el altra di una Vecchia, creduta una Sibilla; in mezzo un Vaso di porfido, due Madonne, l'una di Raffaelle, e l'altra di Pietro Perugino, & un altra di Guido, un ritratto di una Giouane di casa Cenci, dipinta da Titiano, la quale fù decapitata per hauere fatto morire il proprio Padre. Nella quinta stanza vi sono cinque pezzi di quadri, che rappresentano le principali feste, che si fanno in Venetia, dipinte da un Fiamengo, la strage degl'Innocenti, di Pietro da Cortona di buon gusto; un quadro del Mola, che rappresenta la Città di Castro, destrutta da Innocentio Decimo per hauere li Castrensi ammazzato il Vescouo, mandato dal Papa. Nella stanza rotonda, ò vero la sala vi sono dui pezzi di Cannoni fatti in Venetia, li Busti di Galba, di Giulio Cesare, di Seuero, di Faustina, e le Statue di Diana, di Adone, & il Gladiatore Nella prima stanza dell'Appartamento di so1 ⛪ n na co Errante. 105 sopra un quadro della scola del Domenichino, la Carità del Guereino. Nella seconda stanza tre quadri del Tem pesta, il Busto di Giulia Pia, la rara Testa di Nerua, vnica in Roma; si vede ancora la Statuetta di Bacco di pierra egittia rossa, un altra di Hercole Giouinetto, la Vergine Vestale Nella terza Cammera dui quadri, che rappresentano l'Arca del Bassano, due battaglie del Borgognoni. Nella quarta Cammera si osserui sopra di un tauolino la rara Testa di Tullia, Moglie di Tarquinio superbo, il fiume Nilo di pietra Egittia di singolar maniera, due quadri, posti sopra le porte, di buon gusto del Bassano Nell'ultima Cammera vi fono buone pitture, cioè un ritratto di Titiano, una Madonna della scola di Raffaelle, un quadro con molte figure, del Bordenone, la battaglia del Tempesta, dui Bustini, l'uno di Vespasiano, e l'altro di Tito; di sopra vi è l'Armaria per armare 500. huomini, sopra l'estremità del Palazzo vi è una gran stanza, cou un astrico, che gira all'intorno, & in questa si dice sia riposto il Tesoro della casa Pamfilia, & è loco ben fortificato con porte, e Cancelloni di ferro Nell'Appartamento terreno vi sono molte Statue Cibelle sopra al Leone, vna Statua colca, creduta per un Ermafrodito, sotto la quale vi è un sepoleto con basso rilieuo, il gruppo di Giacob con l'Angiolo, che ler Mercurio 106 lottano, opera del Langardi; li dui Busti di Donna Olimpia, e di Don Benedetto Pamfilij, le Statue di Diana, e di Hercole, la Musa, l'Ermanfrodito, il Sepolcro di Diadumeniano Figliolo di Oppelio, Seuero Macrino Imperadore. Nella stanza tonda le due Statue di Augusto. Le volte di queste quattro stanze sono ornate di Stucchi che rappresentano varie Istoriette fatte dal Cavalier Langardi con diligenza, essendo egli stato l'Architetto di tutta la Villa. Della Villa Benedetti. Vesta Villa è posta fuori di Porta San Pancratio un tiro di schioppo, vi è un bel Palazzo, quale è situato nel più alto del Monte Gianicolo, gode all'intorno bellissime vedute, il circuito non è troppo grande, non dimeno vi sono tutte sorte di frutti, & agrumi, come pure tutte sorti di fiori al suo tempo, vi sono belle Fontane con vaghi ſcherzi d'acqua, vi è pure la Vigna che produce varie sorti d'Vue, sostentate sopra Architraui di legno. Entrarete nel Palazzo, le muraglie del quale, tanto al di dentro, che al di fuori sono ornate di un numero infinito d'inscrittioni molto curiose, & esemplari. Nella Galleria prima da basso vi sono molti ritratti di Dame Francesi, & Italiane, trà le quali Madama di Monte Span, Madama m/a V Errante 107 ma la Valiere, Madama Colonna, la Contessa Laura Marescotti, il ritratto del Caualier Bernini Nell'Appartamento nobile di sopra vedrete la bella Galleria, ornata di grandissimi Specchi, e di varij trofei messi a oro, e nelle finestre, e porte vi sono parimente varie inscrittioni, il simile si osserua nelle due Gallerie collaterali, fatte nouamente, vi sono li ritratti del Rè di Francia, del Delfino, di Monsiur d'Orleans, e di Madama sua Moglie, della Regina Madre, e della Regina la Giouine. Li Pauimenti delle tre Gallerie sono di maiolica bianca, e nera Vi sono stanziole per dormire, molto commode, in una delle quali è il ritratto della Regina Cristina di Suezia, e del Cardinale Mazzarino Nella stanza doue sono alcuni letti per riposo, fatti a modo di scabelloni, vi e il bagno di marmo per bagnarsi l'Estate, la Cappella molto galante secondo il sito: di qui si sale di sopra nell'altro Appartamento per la scala à lumaca, vi sono altre stantiole per dormire; di qui si passa più alto, e si entra in un terrazzo, che copre tutto il Palazzo, vi si vede alcuni Specchi, che fanno mostruose effiggie, si monta sopra alla logetra, doue si vedono le longhe vedute. Hoggi è del Duca d'Oniuers E 6 Del 108 Mercurio Della Villa Aldobrandini. Vesto Giardino è posto sopra al Monte Quirinale verso al mezzo giorno, vicino alle Monache di SS. Domenico, e Sisto, il Giardino è ornato da belli Viali con spalliere di Bussi, in varie parti vi sono Vasi, ò sepolchri antichi di marmo, sotto alla loggia vi è una pittura à fresco antica sopra al muro, di molte figure, che rappresenta un maritaggio di quelli tempi antichi, è di singolar maniera, la quale fù tro nata cauando nelli Bagni di Tito Vespasiano nel Monte Esquilino, fù tagliato il muto, e portato doue hoggi si conserua. La facciata deI Palazzo verso l'Occidente è ornata da molti bassi rilieui rari, e conseruati. Dentro delle stanze vi sono rare pitture, e trà queste il ritratto di Bartolo, e di Baldo, opera di Raffaelle d'Vrbino, il Baccanale di Titiano con Arianna fugitiua, e Bacco che scende dal Catro per seguirla, opera rara, e vnica, la Giuditta del medesimo Titiano, la Madonna con S. Girolamo e San Lorenzo, l'Incoronatione della Vergine, Psiche che contempla Amore sopra un letto, tutte opere famose di Annibale Caracci, vn altro Baccanale di Giouanni Bellino, il ritratto della Regina Giouanna di Leonardo da Vinci, le quattro Teste di Filosofi, e so no quelle di Omero, di Marcello, di Virzilio, e di Seneca, Venere a Cauallo a un Pa⸗ 109 Errante Padone bellissima, l'Ermasrodito a sedere con un Fauno, che li và incontro, & è rarissima, e sola in Roma Del Giardinetto del Cardinale Flauio Chigi. L Giardino dell'Eminentissimo Sig. Cardinale Flauio Chigi è posto sopra il Mon te Viminale nella Via Felice, trà Santa Maria Maggiore, e le quattro Fontane è lon go 50. e largo 25. passi in circa, vi sono 35. giochi d'acqua, tutti differenti, con belli Viali, e ſpalliere di Gelſomini, le muraglie all'intorno sono coperte di spalliere di Agrumi d'ogni sorte, e quantità di Vasi della medesima qualità, con ogni sorte di fiori. Nel Palazzo vi sono rare pitture, cioè il ritratto di Alessandro Settimo, un'altro di D. Mario Chigi, Fratello del Papa, e quello del medesimo Sig. Cardinale Chigi quand era Giouane. Di sopra nella prima stanza vi sono due Carobine compagne intertiate d'oro; e guarnite di granate di Boemia, stimate 3000. scudi, furono donate dall'Imperadore al Conrestabile Colonna, & il Contestabile le donò al Sig. Cardinale Chigi. Vi sono belli Archibugi da caccia con Canne fine di Spagna, il più bello de quali hà la Cassa intertiata di argento, il quale io vendei al detto Sig. Cardinale quaranta due scudi, vi è un Archibugio, che si carica con 110 Mercurio con il vento, & un altro, che tira 20. o 24. colpi. Vi sono stendardi de Turchi, letti Indiani, cioè rete, che si legano da un albero all' altro, alcuni abiti fatti di penne di Pappagalli, delli quali si coprono le Donne le parti vergognose nell'Indie orientali, portando il rimanente del corpo nudo. Qui vedrete il famoso Museo, nel quale sono infinite rarità, farò mentione solamente di alcune cose più rare per non essere troppo longo. Entrarete, e voltarete a mano dritta, e vedrete Diana tre fronte di bronzo, una Tazza di Aletrapia verde, due balle di Belzuar, l'una orientale, e l'altra occidentale, il bello Idolo delle Donne Maritate, chiamato Priapo Sonore, il quale era adorato dalle dette Donne per la secondità, & hà la Testa del Gallo; vi farete mostrare uno delli trenta denari, con quali fù venduto Nostro Signore Giesu Christo, il quale fù donato da un Vescouo Greco alla bona mem. di Alessandro Settimo, un dente di Gigante, un pezzo di Calamita di tutta perfettione, la bolla d'oro antica, che la portauano li Caualieri al collo per segno di nobiltà, la bella moneta d'argento, chiamata Siclo con carattere ebraico, si donauano cinque di queste monete, quando si presentauano li Bambini di Persone ricche al Tempio, e la Madonna Santissima per essere pouera donò li Colombi; l'abito, e tutto il fornimento del Cauallo del Marchese Francipani, che sù decapitato à Vienna, il Campanello di Sisto Quinto di argento, ornato di diuersi ani 111 Errante animali, e fatto da buon Maestro, vi sono molte figurine di bronzo, e di Idoli Eggitij, vari Moschetti di Turchi con diuerse altre armi curiose, il Tripode con il Vaso di sopra, che seruiua per fare li Sacrifitij delli Gentili, il Mostro del Vitello con due Teste, nato nelle Campagne di Roma l'Anno Santo, la più rara cosa, che si veda è la Mummia d'Egitto intiera la quale fece venire il Signor Cardinale da Egitto, e li costò quattro mila scudi, vi sono cinque corni di Cauallo Marino, il raro Bustino del Imperadore Adriano antico d'Alletroppia di gran valore, la pelle di un Turco, come un dante, & infinite altre curiosità. Del Giardino del Prencipe Giustiniani Vesto Giardino è fuori della Porta Flaminia, hoggi del Popolo a mano dritta un tiro di sasso, vi è un Vialone assai longo, ornato tutto dalle bande di un gran. dissimo numero di Statue, e quantità di Vrne, ò Vasi di marmo con belli bassi rilieui. ∆ 0 Dil Mercurio 112 Del Casino del Sig. Card. Carlo Barberino Vesto bel Casino è sopra li Bastioni di San Spirito, fù fabricato da Don Taddeo, Fratello di Vrbano Ottauo, vi è un bel Giardino con longhi viali, e fontane, vi sono alcune Vrne molto grandi di terra cotta intorno al Fontanone. Nel Casino vi sono alcune belle pitture; le rarità maggiori da osseruarsi sono quaranta Piatti di Raffaelle d'Urbino, di qui si vede la Città in prospettiua. Sopra questo Monte vi era un Palazzo per diporto di Nerone, sopra del quale staua il Crudele a vedere martirizzare li Santi Martiri nel Campo Vaticano, di qui si vedono le fortificationi fatte da Vrbano Ottauo Della Villa Medici. A Villa Medici, è sopra del Monte Pincio, oggi Monte della Trinità, vi e un spatioso Giardino, con un bellissimo Palazzo, ornato di Statue, e pitture; il Giardino è longo 321. e largo 80. passi, la Statua di Roma Trionfante sedente, più grande del naturale, e la Cleopatra a piedi allo stradone di mezzo, verso al Settentrione, sotto a un Tetto vi sono quattordici Statue, & un Cauallo, che rappresenta la faucla 113 Errante uola di Niobe, di qui andarete di sopra al Boschetto, vi è un gran Terrazzo, alla fine del Boschetto di Leccini, verso al mezzo giorno vedrete una Machina alta, e tonda circondata da piante di Cipressi, questo anticamente era il Tempio del Sole, come molti vogliono. Modernamente i Gran Duchi vi fecero una grandissima Fontana, conducendo l'acqua per Istromenti di Martema rica essendo il luogo troppo alto per portarla, perche l'Aquedotto hoggi è tutto guasto, per andarui di sopra si monta una scala di 60. scalini in circa. Nella Piazza auanti il Palazzo vi sono due gran vasi di granito orientale, delli quali sene seruiuano li Antichi per bagnarsi, sono longhi 4. e larghi 2. passi, auanti alla scala le tre Statue di bronzo, l'una del Gladiatore, l'altra di Saturno, e l'altra di sopra di Mercurio. La fac ciata del Palazzo è ornata tutta di bassi rilieui, al numero di 16. pezzi, e sono delli belli che si trouino in Roma, rappresenta no varie Istorie, Ercole, che combatte con il Leone, l'altro, che passa un fiume a Cauallo, & alcuni Sacrifitij, le Statue della detta facciata e Busti sono 40. il Leone di marmo fatto da bonissimo Artefice. Sotto la loggia le sei Matrone Sabine, il vaso di Alabastro orientale, l'altro vaso tondo di marmo, ornato di bel basso rilieuo, Nella sala vi sono 18. Colonne 4. di verde antico, 2. di breccia rare, il Gruppo del Satiro con il Fauncino, la Testa di Liuia, dui figliuoli di Niobe, di buon Maestro, quattro Bacchi 114 Mercurio chi, il Busto di Tullia, il Busto di Giulia Titi bella, e di Lucio Vero, la Testa di Seneca, di Martiana, e di Vitellio. Nella stanza, che segue a mano dritta la Statua di Ga nimede rara, un Appollo, la rara Statua di Martio, legato all' arbore per essere scorticato da Appollo, l'Amore alato, due Veneri, la Tauola di pierre fine longa 10. larga 6. palmi, un altra Tauola con varij disegui di Titiano coperti di cristallo di monte, il ritratto di Leone XI. di marmo di casa Medici. Trà le pitture, il quadro di Nostro Signore, che porta la Croce, fatto di buon gusto da Scipione Gaitano, dui altri quadri d'Andrea del Sarto, la Madonna, con il Bambino, San Giouanni, e San Gioseppe è pittura singolare creduta di Titiano. In sala sopra la Porta il quadro della battaglia di Lepanto del Tempesta, sei pezzi del Bassano, la Galleria è longa 38. e larga 4. passi, all'intorno nelle sue nicchie vi sono 45. figure di marmo, trà Statue, e Busti di uersi, sopra del finestrone della Ringhiera vi è il Medaglione di Constantino Magno di Alabastro orientale, il sepolcro di marmo, coperto di rame, vi è un Sacrifitio di un Toro con molte figurine, al primo capo scala la Statua di Appollo. In questo Giardino vi sono Giardinetti secreti pieni d'ogni sorte di fiori rarissimi, in cima del Palazzo vi è la loggia, doue si vede tutta la Città di Roma Delgiunte toue 1 1ter Jacqu ### Errante 115 Della Villa del Marchese Costaguti. Vesto bel Glardino è sopra del Monte Quirinale, vicino à Porta Pia congiunto alle muraglie della Città, vi sono noue viali, tre sono maggiori dell'altri, con gran spallieroni di Cipresso; questi viali cominciano dal Palazzo vanno verso l'Oriente à terminare alla fine del Giardino, sono longhi 190. larghi 4. passi, la larghezza del Giardino e 100. passi. Vi sono belli giochi d'acqua quanto si puol dire, e vedere, e sono in varie parti per li Boschetti, nella Grotta di Sant'Antonio, e di San Paolo primo Eremita, la quantità de vasi, e spal liere di Agrumi d'ogni sorte. Vedrete il sontuoso Palazzo auanti del quale vi è una Piazza quadrata, ornata di dieci Statue all' intorno, l'Adone, Traiano, Marco Aurelio, Esculapio, Ercole, Geta Giouine, la Flora, vi sono altre Statue, le quali si tralasciano per non essere di tedio, dalle parti del Palazzo vi sono dui Giardinetti secreti con belli giochi d'acqua. Nel Palazzo al primo Appartamento a terreno vi sono giochi d'acqua singolari, il primo alla sedia, l'altro al gioco del Trucco, un altro al Tauolino, e molt' altre Statue, e Busti. L'Appartamento di sopra è ornato di ricche tapezzarie, e belli quadri di Titiano, di Guido, del Tempesta, non man- Mercurio 116 mancarete di farui mostrare li tre gabinetti ricchi di esquisite pitture, e ritrattini, Studioli, e Tauolini d'Ebbano, & altre infinite galantarie. Mi è parso bene di fare mentione del Giardino di questo Signore per essere degno alla vista di qualfiuoglia Signore, particolarmente alli Curiosi Forastieri, il sito è bello, e buon aria, Il fine de Palazzi, e Ville di Roma. Jelle D Del. Errante 117 Delle Ville, e sue rarità, che sono da vedersi in Frascati, in Tiuoli, in Caprarola, in Bagnaia, e nel Giardino, e Palazzo della Famiglia Ginetti in Velletri. Del Giardino di Bagniaia del Signor Duca Lanti Vesto bellissimo Giardino è ornato di belle Fontane, e Boschetti, fatto con mirabil spesa dal Cardinal Gio: Francesco Gambata, e sempre dalli Successori è stato accresciuto di quelle delitie, che puole hauere un vago, e bel Giardino. Vi sono belle Peschiere, e vaghi giochi d'acqua, il gran Barco doue si conseruano quantità d' Animali d'ogni sorte, il vago Casino fabri cato dal Cardinale Alessandro Mont' alto degna memoria di questo Prencipe, vi sono rare pitture dell'opere del Tasso, il bel fonte delle Sirene, ornato di Statue, il bosco dell'Abbeti, le stanze delle Muse, il diluuio, le Fonti del Dragone, dell'Anetre, di Bacco, dell'Vnicorno, delle chiande, e di Parnaso, e la conserua della Neue. In questo delitioso luogo sono riceuuti li ospiti forastieri, è publica delitia, oue il tutto vien si bene ornato dalla splendidezza di questo generoso Principe, Del 118 Mercurio Del Palazzo di Caprarola del Duca di Parma. Vesto vago e ricco Palazzo fù fabricato dalla splendidezza del Cardinale Alessandro Farnese, superbissimamente ornato di rare Statue, e pitture di famosi Artefici, l'Architetto di questa famosa fabrica sù Iacomo Barotio da Vignola, è tutto in ottangolo, le stanze sono quadrate, il Cortile rotondo; il Portone ornato di Statue, sopra del quale vi è una vaga Fontana artificiale. Nella loggia vi sono più piani, con l'Appartamenti per l'Estate, e per l'Inuerno, la sontuosa Cappella ornata di belle pitture di Taddeo Zucchero con l'inuentioni Poetiche suggeriteli dal grand'Anibale Caracci, il Cortile ornato di proportionate Colonne, che forma un giusto Teatro, ornato di belle Statue, vi è una stanza marauigliosa, doue si sente l'eco. Il più che deue ammirarsi in questa stanza è, che stando in un cantone della Cammera, si puole parlare piano quanto si vuole, che si sente dall'altra parte della Cammera. Si cala poscia in due delitiosi Giardini, vi sono belle fontane, ornate di rare Statue antiche, la prima è la Fontana del Pastore, l'altre tutte diuerse, vi sono stradoni reali, ornati di spalliere di vaghe piante, nell'estremità fanno come un arco, che rende il sito ombroso, e delitioso, tutto è circondato da gros se, 1 Iga 1 5 Tim ule d' ### Kissin nđ'ac Mato del 1. landor 119 Errante se, & alte muraglie, e Baluardi a guisa di fortezza ben fortificata, essendo degno, e no rabile testimonio della generosità di quel splendidissimo Prencipe. Del Giardino Estense in Tiuoli, e dell'altre Curioſità, che vi sono. L grandissimo Palazzo, e Giardino del Cardinale di Ferrara, posto nella Città di Tiuoli, fù fabricato con grandissima splendidezza, e doppo restaurato dal Cardinale d'Este, vi fù speso nella prima fondatione un milione di scudi Romani, vi sono bellissime Fontane artificiose con varij scher zi d'acqua, il gran Palazzo molto bello capace d'alloggiare qualsiuoglia Gran Prencipe con tutta la Corte più grande, che sia, è ornato di ricche tapezzarie con Starue, e pitture à fresco, fatte da eccellenti Artefici, la facciata del Palazzo è della medesima larghezza del Giardino. Parlaremo solamente delle curiosità più rare del detto Giar dino, e prima osseruarete la bella Fontana dell'Alicorno con un padiglione di quattro Fontane, che versono acqua in forma di specchio, il gioco della palla, la Fontana di Leda, e di Esculapio, di Aretusa, di Pandora, di Pomona, e di Flora, un Viale con acqua sotterranea, la quale attrauersa il Giardino, che getta acqua alla Fonte del Cauallo Pegaseo, e di Bacco, la Grotta Mercurio 120 di Venere, le Fontane grandi con li Colossi della Sibilla, Esculapio con le Ninfe, che versono acqua, la grotta della Sibilla, la Fontana di Diana, e l'altra di Pallade, la bella Fontana, che rappresenta Roma, l'altra Fonte dell'Vccelli quali cantano a forza del vento, commesso dall'acqua, le Fonta ne delli Draghi, vi è la Dea Natura, che per forza d'acqua suona un organo, come anco quella di Antino. Vi sono varie, e belle Peschiere con la Fontana di Venere, di Nettuno, e delli Tritoni. Il Laberinto, le scale che gettano acqua per tutto, li Boschetti, & e impossibile potersi guardare da non essere bagnato per la quantita delli giochi dell'acqua, che all'improuiso vengone dal fiume Aniene, oggi il Teuerone. Vi è la Roma antica con molti Tempij delli falsi Dei ſono in circa 50. mà piccoli, la marauiglia di questo gran Giardino, è la famosa girandola curiosissima da vedere, vi sorge un capo d'acqua, che alza una altezza straordinaria di cosi gran forza, che potrebbe alzare una machina di 500. libre di peso, e nell'alzare sà strepito come se tirassero mortaletti, per tanto niun Forastiero dourebbe lasciare di vedere questo vago Palazzo, e Giardino, hoggi del Cardinale d'Este degno Pratello del Duca di Modena. Dentro della Città di Tiuoli verso l'Oriente vi passa il fiume Anieue, che vi fà una famosissima Cascata, celebrata per tutta l'Europa, che mette terrore à chi la mira, va in un grandissimo precipitio, che si chiafür 2 apira pra di la S. veghe que li rio, s. 1 ro i-ne stentato in Nella grand ### sade the 1m2 — t Dila 7 the im1 Carc. mü, ec. Lare, 10. . Cum. Errante. 121 chiama la bocea dell'Inferno, doue si perde per un gran pezzo, e và a sortire à basso nella pianura. Di sopra alla detta Cascata sopta di un scoglio, vi è il bel Tempio della Sibilla Tiburtina, ouero come alcuni vogliono d'Ercole, quale era adorato da questi Popoli di Tiuoli, quali secondo Liuio, si chiamauano Popoli Ercolani, perche adorauano Ercole; questo Tempio è per anco intiero con il suo Portico, all'intorno sostentato da molte Colonne, al numero di dieci, le altre vi mancano. Nella Piazza della Città vi sono dui Idoli grandi al naturale di granito orientale prima erano nella Città di Norcia, & essendo guerra trà questi due Popoli, e restando vittoriosi li Tiuolesi, nell'aggiustamento contratto da ambe le parti, volsero i Tiuolesi questi due Idoli, quali sono rari, e molto stimari. Della Villa d'Adriano posta vicino à Tinoli. Vesta nobilissima Villa non era troppo lontaua da Tiuoli, haueua sette migua di circuito, vi erano tutte le delitie, che immaginare si possino, come selue per la Caccia, con quantità, e diuersità d'Animali, e circoli, Teatri, Anfiteatri, Peschiere, con diuersi pesci, questo gran giardino era una delle belle delitie dell'Italia, e dell'Imperio Romano, era circondato tut Mercurio 122 to da grosse, & alte muraglie, in mezzo vi era il famoso Palazzo ornato di un numero infinito di rare Statue, e pitture secondo l' vso di quel tempo. Questo bell'edificio ha ueua nouanta Cortili, tutti di differente architattura, con triplicati Portici sostentati da Colonne di diuersi marmi fui orientali, vi erano alcuni belli Tempij, di quel tempo, basti dire che era delitia del Imperatore Romano, hoggi se ne vedono le sue reliquie, di grotte, alcuni Corritori, stanze sotterranee, con alquanti ornamenti di stucchi, e mosaichi, questo luogo è delli Padri Giesuiti, e vi hanno una bellissima Vigna. Nel Contorno di Tiuoli vi erano molte altre Ville delle quali precisamente adesso non si sà li luogo, i loro nomi però sono. Prima la Villa di Caio Cesare, ouero di Caio Cesare Caligola in quel tempo Ceso riano, hoggi Cesarano. La Villa di Adriano Imperadore, hogg Puzzale, già descritta di sopra. Villa di Siface Rè di Numidia, nella via Valeria, hoggi detta di Abruzzo. Villa di Zenobia Regina de Palmereni, si chiamaua Conchi viciuo la Villa di Adriano, boggi Colli di Santo Stefano, Villa di Marco Lepido, hoggi Campo Limito Villa di Caio Mario Maggiore, che ancora ne serba il nome hoggi vi è la Chiesa detta Santa Maria in Colle Marij, si chiama ancora Santa Maria della Carità. Villa di Quintilio, hoggi si chiama QuinViltiliano 24 V Thog the same is a man in the time. The time is no Adrias soni pione Ila C. 2Pom dam i. era do tie di Errante 123 Villa di Ventidio Basso era vicina à quella di Varro. Villa di Lucio Munatio Planco, non si sà il luogo certo doue questa fosse. Villa di Caio Turpilio, hoggi Turtiliano. Villa delli Rubellij, famiglia Tiburtina, hoggi Ripoli in Poggi Villa delli Plautij, hoggi il luogo si chiama Paterno. Villa de i Pisoni era vicino à quella di Adriano Villa di Caio Casicio Persecutore di Cesare, era sopra la detta Villa de i Pisoni. Villa di Quinto Cecilio Pio Metello Scipione staua vicino à quella di Mario, hoggi è la Chiesa dell'Annuntiata. Villa di Crispo Salustio era doue è hoggi la Porta di Santa Croce, corrottamente si chiama lo Stimo. Villa de i Lolli, il luogo non si sà. Villa di Caio Mecenate Cilnio era doue è hoggi la Porta, che và a Roma, detta hoggi Porta oscura. Villa di Catullo Poeta era doue è hoggi il Monastero delli Monaci del Monte Oliuero Villa d'Oratio Poeta fù quella di Mecenate donatali dal medesimo. Villa di Manilio Vopisco Poeta Comico, era doue è hoggi il Conuento di Sant' Antonio di Padoua Villa di Martiale Poeta, non si sà il luogo doue fusse F 2 VII. 124 Mercurio Villa di Centronio, hoggi si chiama Centione Villa di Ostia, amata da Propertio, era vicino alla cascata del fiume Villa di Fosco, il luogo non si sà Villa di Padronio, hoggi il Casale de i Croti, fuora della Porta de Prati. Villa di Lutio Cassinio era lontana da Tiuoli tre miglia verso Roma, hoggi si chiama il Truglio. Villa di Tito Coponio, le rouine della quale si vedono sotto la vigna delli Padri Giesuiti Villa de i Coccelli, era in contrada detta Carciano, lontano in un Colle, detto Possiano. Villa de i Sireni era doue hoggi si chiama Cocirino, in una strada della Città. Il fine delle Ville di Tiuoli de gl'antich i Romani, e per tutto doue erano queste Ville vi si vedono molte ruine. Delle Ville di Frascati, e sue rarità. Della Villa Aldobrandini. ¶ Otio al Pontificato della felice memoria di Clemente Ottauo Pietro Card. Aldobrandini fabricò questa marauigliosa Villa, che dalle sue rare bellezze hebbe il nome di Beluedere, hà la sua entrata verso al mezzo giorno, vi si vede in prospettiua un bel Stradone con spallieroni, che conduce ad ### leurè emam Fonta ### in Ce dire knte Perra L 6 Errante 125 ad un Fontanone, con due salute, una per banda, che conducono ad un nobil Piano, doue è il famoso Palazzo, nell'entrata vi è una gran Sala; dalle parti vi sono dui vaghi Appartamenti ornati di belle pitture dal Ca ualier' Gioseppe d'Arpino, vi sono varij ornamenti di Stucchi, le numerose, e belle Fontane, con varij scherzi di limpidissima acqua, la cascata, che rassomiglia quasi un fiume, che Alcide si chiama, & è in forma di un Teatro di Fontane, la Statua del Centauro, che suona il Corno a forza del vento dell'acqua, e suona con strepito cosi grande, che leua l'ydito a chi vi stà presente. Le vaghe stanze dell'Organo, e delle Muse; che tutte suonano con il vento dell' acqua, vi sono diuersi giochi secreti per baguare chi manco vi pensa, la famosa Girandola che và in alto più di 40. palmi con grandissimo strepito Vi sono infinite delitie di Agrumi, Boschetti, frutti d'ogni sorte. Onde con notabile stupore a se tira i nobili animi de Prencipi, e Principesse più curiosi da gl'vltimi confini dell'Europa. Questa bella Villa fù l'vltim' opera dell'Architettura, che fece il felice Ingegno di Iacomo della Porta. Della Villa Lodouisi in Frascati. A Villa Lodouisi, hoggi del Duca di Guadagnolo è vicino alla Città un tiro. 126 Merckrio ro di schioppo verso al mezzo giorno, patendosi dalla Città entrarete in un bel stradone con alte muraglie, che vi mena a questo bel Giardino Prima si vede il Palazzo, di poi si entra nel piano del vago Giardino con bellissimi viali coperti, e scoperti di fronzuti alberi, che di tutti i tempi, si puol dire vi sia una bella primauera con vaghi Boschetti, vi sono rari giochi d'acqua delli migliori che siano in Frascati, la Girandola bellissima senza paragone, in conclusione chi non hà gusto di essere bagnato non venghi in questo Laberinto d'acqua, vi si ammira la famosa cascata, e la sua lontananza non basta la vista dell'occhio, viene da alto sopra del Monte, & è di limpidissima acqua, e questa delitiosa Villa, era il diporto della felice memoria di Gregorio XV. della famiglia Lodouiſi Della Villa Borghese in Frascati. Vesta Villa è vicino alla Città, verso al Settentrione, fù dalla generosità del Cardinale Scipione Borghese notabilmen te ingrandita, è bella per il suo ingresso, e Cortile, & arrichi ta di tante commodità, e cosi varie delitie, che puol essere inuidiata dalle più splendide Ville vicine, vi albergarono spesse volte gran Signori Principi, Porporati, & Ambasciatori Regij, al tempo della felice memoria di Paolo Quinto, pel 127 Errante. nel tempo, che staua per suo diporto a Moute Dragone, del quale appresso si tratterâ. Li Appartamenti sono ornati di ricche Tapezzarie, pitture, e Statue, il vago Giardino con belli viali ornati di belle spalliere, & altre varie galantarie. Della Villa Borgheſe in Monte Dragone à Frascati. Vesta nobilissima villa fù principiata dal Cardinale Altemps, e poi accresciuta da Gregorio XIII. Papa, appresso il Cardinale Borghese vi spese gran somma di denari, e la ridusse nella magnificenza presente, che seruiua per delitia di Paolo Quinto, è lontana da Frascati un miglio in circa, verso il Settentrione, per andarui si passa per l'altra villa descritta per un stradone coperto di Leccini longo di molto, è un poco scomodo per la salita, si arriua al ricco Palazzo sopra al Monte, dominato da i Venti più felici, signoreggia dal suo sublime sito tutta la spatiosa Campagna di Roma, e le circostanti ville Il superbo Palazzo è composto di diuersi, e ricchi Appartamenti con numero infinito di stanze, tutto il Palazzo contiene 374. finestre, da questo si puol considerare il numero delle stanze, e commodità. Veramente è una reggia per riceuere qualsiuoglia gran Prencipe, come giornalmente sono ri ceuuti dalla splendidezza del Sig. Prencipe. Bot 128 Mercurio Borghese, e dal Sig. Prencipe di Rossano suo Figliuolo, si osserui la bella Galleria di tina longhezza straordinaria, ornata di varie pitture; l'ampio Teatro, Loggie, Palconi, Cortili spatiosi, vigne, Oliueti, Selue con un largo Territorio, che hà all'intorno, credo certo, che l'Italia non habbia forse villa di maggior grandezza, e commodità di questa, si che si potrebbe assomigliare al gran Palazzo incantato della bella Armida secondo il Tasso. Qui garreggiano le pitture, le Statue, i bassi riheui, il vago Giardino con delitiose Fontane, varij giochi d' acqua, la gran Girandola, che pare un fiume, che vadi per l'aria con un strepito cosi grande, che sembra un tempestoso Cielo, per le stanze li stucchi messi a oro con la descrittione dell' Appartamenti incomparabili degna abitatione del gran Paolo Quinto Papa di casa Borghese Sopra li Capuccini vi si vedono molte ruine del antico Tuscolo di Cicerone, e andando a Velletri passerete per Albano fuori della Porta, un tiro di schioppo che và a quella parte vedrete cinque Piramidi, the furono i sepolchri delli dui Oratij Romani, e delli tre Curiatij Albanesi. Del Palarzo, e Giardino della famiglia Ginetti in Velletri per la via di Napoli. Gni Forastiere, che passa per Velletri non deue mancare di vedere il bel Palazzo, è Giardino della famiglia Ginn etti, 129 Errante ti, degno da essere veduto da Curiosi, il Palazzo hà tre commodi Appartamenti con gran numero di stanze riccamente adobbate di tapezzarie diuerse, di Statue, e rare pitrure, la samosa scala di marmo fino, e stimata la più bella d'Italia, la facciata del Palazzo è verso l'Oriente, vi sono tre loggie, una sopra all'altra ornate di stucchi, e bassi rilieui, il gran Giardino, che gira sei miglia di circuito ornato di stradoni con belle, e alte spalliere, di Statue antiche, e moderne, le rare Fontane con vaghi scherzi d'acqua, che viene dalla Faiola, condotta con grandissima spesa, passa per monti forati per lo spatio di 5. miglia, vi spesero cinquecento mila scudi, l'Architetto del tutto fù Martino Longo famoso Architerto Nella Piazza di detta Città vi è la Statua di Vrbano Ottauo Delli dodici Cesari. Io parlai di sopra nel discorso del Palazzo della Regina Christina à car. 26. della Statua di Giulio Cesare; hoggi è di D. Liuio. Questo generoso Prencipe, fa far gl'altri vndici, per accompagnare il sopradetto, non vi è Prencipe che hauerà li dodici Cesari di questa qualità, il corpo delli quali, è d'Alabastro Orientale, il resto di bronzo indorato di vn valore inestimab ile. IN TAV OLA Delli Palazzi, Ville, e Giardini di Roma, che si contengono nel sopradetto Libro. El Palazzo di CampidoD glio à car. 1. Del Palazzo Vaticano à car. 18. Del Palazzo de'Riarij a car. 26. Dei Palazzo del Duca di Parma a car. 28. Del Palazzo Farnese a car. 29. Del Palazzo de Sig. Pichini a car. 32. Del Palazzo Spada a car. 32. Del Palazzo del Prencipe Giustiniani a car. 33. Del Palazzo Altieri a car. 36. Del Palazzo Borghese a car. 39. Del Palazzo del Cardinal Ghigi a car. 43. Del Palazzo del Contestabil Colonna a car. 45. Del Palazzo Pontificio à Monte Cauallo a car. 48. Del Palazzo del Prencipe di Pelestrina Del Del. Del Tauola. 51. lestrina a cart. Del Palazzo del Duca Gaetani 58. a carDel Palazzo delli Signori Veroſpi 59. a car. Del Palazzo del Prencipe Panfili 60. a car. Del Palazzo Pamfili in Piazzo 60. Nauona a car. Del Palazzo del Duca Altemps 61. a car. Del Palazzo del Sig. Leone Vitel62. leschi a car. Del Palazzo del Prencipe Sauelli 64. a car. Del Palazzo de Mazzarini a car. 66. Del Palazzo del Duca Mattei a c.67. Del Palazzo della Cancellaria a c.68. Del Palazzo dell'Accademia del 71. Rè di Francia a car. ella Villa del Prencipe Borghese a car. 73. Della Villa Ludouisi a caa. 91. Della Villa di Montalto a car. 95. Della Villa del Duca Mattei a ca.98. Della Villa, ò Horti Farnesiani a cat. 100. Della Villa del Principe Pāfili a c. 102. Del. Tauola. Della Villa Benedetti a car. 106. Della Villa Aldobrandini a car. 108. Del Giardinetto del Card. Chigi 109. a car. Del Giardino del Prencipe Giustiniani a car. 111. Del Casino del Sig. Card. Barberino a car. 112. 112. Della Villa Medici a car. Della Villa del Marchese Costaguti a car. 115. Delle Ville fuori di Roma. Del Giardino di Bagniaia a car. 117. Del Palazzo di Caprarola a car. 118. Del Giardino Estense in Tiuoli a car. 119. Della Villa Adriani a car. 121. Della Villa Aldobrandini in Frascati a car. 124. Della Villa Ludouisi in Frascati a car. 125. Della Villa Borghese in Frascati a car. 126. Della Villa Borgbeſe in Monte Dragone a car. 127 Del Palazzo, e Giardino della Fa miglia Ginetti in Velletri a car. 128 1 L FINE. . 2 1 S. W. O. F. *