Per me rifplendera , ne piu fcrcno.Giorno, che mi fa degnoDell’ onor difervirti : onor si grandeChe preferifeo a quelloChe mi vien dal mio Scettro, e dal mio Regno.Ene. Di tua bonta, gentile
Nota e la fama : e ne’ piu ftrani lidiDi te fi paria , et il tuo nome e chiaro.Mi di tua fama il gridoMolto e minor dei vero.
Che dcll’ Augufto Nome, onde fi {pandeSi chiaro fuono, e tua bonta piu grande.La~v. Lafla Signor , ch’ al Padre
Si conformi la figlia : e non men prontoAd obbedirti ii luo voler dimoftn.
Ene. Bella, chi porta in volto
L’armi, onde Amore c si polfente arciero,Non nacque ad obedir : nac que ali’ Impero.
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SCENA