SCENA II.
Ctutum a , e detti.
Lav. P F degi’ affetti miei; fe dei mio core. Ginm-*
Lavinia e tua direi;
La mia vita, il mio Re Turno tu fei.
Ma per quanto ragioniCon l’alma mia ; et ad amar la sforziLei proponendo il fommoDelia grandezza tua , dei tuo valore :Svegliar non pofTo in lei fiamma d’amore.Sento, che vi refifteInvincibile forza : e certo queftaNon e forza mortal : vien dal Deftino,Contro di cui non valeConfiglio umano ; ed ogni sforzo e frale.Giut, tu corri a prender porto,
Diipor poteflij allora,
n* fva oj-C rwj.nd#
U
F
Dove