Dolce la poverta ; dolcc Ia fame §
E d’ogni 'ben la privazion , che rendePiii dolce il poffederlo \ io non confcnto $Nc diro niai s che gioviFarfi ftrada al piaccr con il tormento.
Lat. Quanto t’inganni, oh figlia ! Giut ,E cio mi gio-E tu Padre le m’ ami, (va :
Laifa ch’io viva in quefto dolce inganno.Lat . Amor eioia e dei mondo. Giut. Ed’ e un Ti-Lat. Semplicetta aneor non fai. (ranno.
Quanto dolce e foipirar.
Vn bel volto, un guardo arcicrol'i fara mutar penficroEt allor so, chc diraiVg’ fodrirc, e voglio amar.
Semplicetta, Stc,
D iij
SCENA