SC EN A II.
En ea , Conbo , e det te.
Corebo r ok njedendo le genti dei fegm/ito di Lanvi*' nia j e fi mette k difcorrere
cm Nicea.
Ene. "OElla > fe pur non fei
D Qualche cofa di piu : ch’ al volto, ai geftiCofamortal nonfembri; a me perdona,
Se colpa fu qua penetrare ; e queftiTurbar d’Amore almi ripofi , e cari.
Non volendo peccai , fe pur foifefi;
Che non fu nu’o difegno: Turbar $i bella pace jNe involontario error di pena e degno.Laxi, da fe. Che veggio, oh Numi!
C ij Ene-