214 DELL'ENEIDEFosse guida, e salute; in mezzo il prese,E da la poppa in mar lunge avventollo:Poscia ei nocchiero, e capitano insieme,Diè di piglio al timone, e rincorandoI suoi compagni, al sasso lo rivolse.Menete, che di veste era gravato,E via piu d'anni; infino a l'imo fondoRicevè'l tuffo: e risorgendo a penaRampicossi a lo scoglio. E siccom' eraMolle, e guazzoso, de la rupe in cimaQual bagnato mastino al sol si scosse.Riſe tutta la gente al ſuo cadere;Rise al notare: e piu rise anco allora,Ch'a flutti vomitar gli vide il mare.Memmo intanto, e Sergesto, che del pariErano a dietro; parimente accesiSu l'indugio di Gìa, pre$er baldanza.Sergesto in ver lo scoglio avea'l vantaggioDel primo loco; ma non tutto ancoraEra il suo legno avanti, che la PistriPremca col rostro del Centauro il fianco.E Memmo confortando i ſuoi compagniE'n su, en giu per la corsìa gridando,Via fratelli, dicea, via degni alunni
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