EXEL.LIBRO SECONDO.Ove mi chiama il mio cieco furore,E de le genti il fremito, e le strida,Che feriscono il cielo. E per compagniLiran Primieramente al lume de la lunaMi si scuopron Rifeo, Isito il vecchio;.Ed Ipane, e Dimante; indi comparve3/12Il giovine Corebo. Era costuiFiglio a Migdone, insanamente accesoDe l'amor di Cassandra. E come fosseGia suo consorte; pochi giorni avantiIn soccorso del suocero, e de' frigS'era a Troja condotto. InfortunatoChe non avea la sua sposa indovinaBene anco intesa. A questi insieme accoltiPer accendergli piu, mi volgo, e dico:Giovini forti, e valorosi, invanoOmai fia la fortezza, e'l valor vostro:Poiche perduti siamo, e che Troja arde,E gli Dei tutti, a cui tutela, e curaSi reggea queſto impero; in abbandonoLasciano i nostri tempj; e i nostri altari.Ma se voi così fermi, e così certiSiete pur (come io veggio) a seguitarme:Ancor ch'a morte io vada; in mezzo a l'armi
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