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1 (1760) (1760)
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DELL'ENEIDE62Placaste i venti per condurvi in Ilio.Col sangue, e con la morte ora d'un giovineConvien placarli per ridurvi in Grecia.A così fiera voce sbigottissiImpallidissi, e tremò'l volgo tutto;Ciascun per se temendo, e nessun certoQual di loro accennasse Apollo, e'l fato.Qui fece Ulisse in mezzo al greco stuoloCon gran tumulto appreſentar Calcante,E del volere in ciò de' ſanti NumiInterrogollo. Ed ei rispose in guisa,Che la sua fellonia, benche da tuttiFusse prevista; fu però da moltiSimulata e taciuta; e da molti ancoA me predetta: pur ei tacque ancoraPer dieci giorni; e scaltramente al niegoSi mise di voler, che per suo dettoFosse alcun destinato, o spinto a morte.Ma poi, come da gridi astretto, e vintoDi conserto con lui ruppe il silenzio,, ch'io fui dichiarato alfin per vittima.Consentir tutti: perche tutti ancoraFinian con la mia morte il lor periglio.Era gia da vicino il giorno orribile