DE PITTORI.397D. O. M.Joannes Odasi RomanusA Benedicto XIII. Pont. Max.Ob feracem pingendi peritiam, & castigatam celeritatemAd Equestrem OrdinemEveƈtusHunc sibi ex Testamento tumulum paravitVixit morum, ac valetudinis integer An. LXVIII.Obiit hydrope VIII. Id. Jun. MDCCXXXI.Istitui sua ereda usufruttuaria per la metà Caterina suasorella carnale, e l'altra metà del frutto ordinò che si met-tesse a moltiplico per alcuni anni in aumento dell'asse eredi-tario da godersi dal primogenito di Niccola suo fratello, so-stituito erede universale alla sorella. Fece moltissimi legati,e si ricordò minutamente di tutti i suoi protettori, ed amici,e nominatamente li riconobbe con qualche quadro a un peruno. Segno veramente del suo buon cuore, di sua generosi-tà, e di sua gratitudine. Ebbe tre fratelli, e tre sorelle:Due ne maritò, ed una morì zittella. applicarono i fratellituttietre alla stessa sua professione: Antonio, che morì pri-ma faceva assai bene i ritratti: Pietro che morì poi dipi-gneva assai ben le marine: E Niccola che ancor vive, es-sendosi più esercitato in copiare, che in far d'invenzione,seguita tuttavia a copiare, e copia bene. Molti giovanettisi misero in diversi tempi sotto sua direzione; ma pochi vifecer profitto, ed un tra questi fu Stefano Spargioni, chemorì del 1724., e che avrebbe fatto onore, se vissuto fosse,al maestro. Evvi ancora il mentovato Giaccotti che ritienela maniera dello zio. E vi è Carlantonio Coronati, chel'ha seguitato a Velletri, a Cantalupo, a Rieti, ed altro-ve in Roma, dove in tempo suo ha dipinto. A questo piuc-chè a verun altro portava affetto, e lo teneva seco in casa,e tutto a lui fidava. A lui diè nel codicillo incumbenza d'esi-gere
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