VITE376mandarvi un altro. Riferitosi sinceramente da questo tuttociò che aveva inteso, e sentitolo poco, o nulla rilevanteprese coraggio, e seguitò successivamente sempre con fervo-re ad operare. Ma chi voleva veramente fargli perdere ilconcetto, e la stima che concepita ne aveva l'imperadorenon si servì della voce pubblica, perchè gli pareva troppodifficile il contrastare coll'universale, e s'appigliò alla pri-vata. Imperciocchè aspettato che i quadri si fossero staccati,e messi al luogo destinato, dove S. M. C. soleva giornal-mente andare, e fermarsi sempre su quel principio a riguar-darli; e notati prima alcuni pretesi difetti gliele faceva apoco a poco per mezzo d'altri mettere sotto l'occhio, e mi-nutamente osservare. Poco però durò la critica, perchè ellaassai bene a favore de' quadri impressionata non vi dava men-te; e vedendo l'autore, che perdeva il tempo si quietò, elo lasciò poi stare. Tanto è vero che nelle corti non man-cano mai rivali, ed emuli nelle gran città a' professori. Etanto è vero, che in qualunque luogo, che alcun ve ne ca-piti gli convien fare il noviziato, ed essere il bersaglio demaligni, ed il sindacato de' competitori. Ma come più fa-cilmente le lingue si straccano, che l'orecchie, e che le cose,di cui non si fa conto di per se stesse avvilendo traballano, ecaggiono, stette sempre Francesco prudentemente facendoil sordo a sentire, e le vide ben presto cadere, e servironoper fargli maggiormente prender piede, e spiccare. Poichèterminati alcuni altri quadri, che in un co fiori, e fruttarappresentavano cristalli, e morti animali, e portati all'imperadore gli piacquero più ancora che i primi, e gli diedecol generoso pagamento unito alle pubbliche lodi maggioranimo d'operare. E molto operò per S. M. C., per i Cesa-rei ministri, e per molti personaggi della città, e dellacorte. Nè per ivi solo operò, perchè mandò l'operesue in altre principali metropoli della Germania, dellaFiandra, e della Francia, ed andò a farne in Passavia. Chevera-
Einzelbild herunterladen
verfügbare Breiten