bero il debito comodo da formarsi, o formate rimase si sareb-bero nelle loro officine, e nelle lor patrie, ſe ella coll'anzi-dette invenzioni delle fabbriche, de' carri, delle navi, delleſtrade, e dell'altre mentovate o dal nulla, o di quivi non l'avesse tratte. E che avendo esse per poter comporre, e formarle figure eziandio, e qualunque benchè minima cosa, precisa eforzata neceſſità di valerſi di lei, e dover eſſere indiſpenſabil-mente ambedue architette, ed ella in verun modo, se non divolontà, e per ornamento, e diletto scultrice, o pittricesempre più nel sentimento mio mi confermo. Comunque peròè si sia, od esser deva, certo è ch'elle sono tutte e tre nobilis-sime, utilissime, e necessarie, e che assai assai più di cioc-chè ho dett'io, dir si poteva; e detto per avventura anchel'avrei, ſe i precetti proemiali vietato non me l'aveſſero, e chenon ne dovessi in corpo all'istoria diffusamente favellare. Divoi dunque o figlie della prima, o ſorelle, creature certo tuttee tre dell'Onnipotenza dovrò anche in questo secondo volume,siccome feci nel primo trattare: Di voi bellissime arti coeta-nee degli elementi, compagne delle sfere, discepole divineimitatrici de' portenti incomprensibili di natura, e quel cheè più di lei ancora qualche volta, e in qualche parte accorte,e provide riformatrici: Di voi, di voi, e de' voſtri piùesperti, e rinomati moderni artefici m'accingo giusta l'ordineda me allora tenuto a parlare. Voi dunque ſomministreretealla mente mia abbondante materia, voi tempererete miapenna, e voi regolerete il mio dire.VITEC 2
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