296DEL CONTADINO, E GIOVE.N bel podere vn Contadin da GioueTolſe in gouerno con eſpreſſo pattoChe Gioue à ſua richieſta ogni ſtagioneDe l'anno à regger solamente avesseMandando hor uento, hor pioggia, hor caldo, hor gelo,Secondo ch'ei da lui chieder ſaprebbe.Così si contentò Gioue vbidirlo:E tutto l'anno gouernò à richieſtaDel Contadino. Or finalmente auenneChe ne biada, ne vin quell'anno colseTanto ſterile andò la terra allhora.Di che Gioue sen'rise, e l ContadinoLe perdute fatiche in uan piangea.Chiamollo Gioue poscia, e per mostrarliQuanto era uana la prudenza suaIn uoler comandar a chi sà il tutto:Gli diße. Or ſu fratel poi c'hai uedutoQual utile t'ha dato il tuo consiglioIn farmi gouernar l'anno à tuo modo.Ara, e ſemina anchor à modo tuoQuest'anno quel poder, c'hai da me presoE lascia à me la cura del gouernoDe le stagioni del futuro tempo;Che t'auuedrai qual ſia'l tuo ſenno e'l mio.Cosi fece il Villano; & nel seguenteAnno la meſſe andò tanto feconda,E la
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Cento favole morali de i più illustri antichi, & moderni autori greci, & latini ...
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