193DELL'ASINO, E.DEL VITELLO.ASCEANO insieme l'Asino e'l VitelloL'herba nouella in un medesmo pratoTutto di varij fiori ornato e bello:E ſentito lontan piu d'un ſoldatoAuicinarsi con feroce suonoDisse il Vitello: Or vedi un campo armato;e pero parmi che ſarebbe buonoTorci di queſto loco periglioſo,Ne il fulmine aspettar udito il tuono.Onde gli fu da l'Asino risposo:Togliti pur di quà tu, che in periglioTi troui; ch'io di ciò non ſon penſoſo.Che, ſe i ſoldati à te danno di piglio,Al primo tratto nello ſpiedo andrai,Ma non faran di me ſimil conſiglio.Che s'io muto padron, non fia giamaiCh'io muti ſorte; e ſon preſſo ad ogn'unoPer prouar sempre egual affanno e guai.Che de la soma il carico importunoE la pena maggior, ch'io prouar poſſa,E sempre è di mia carne ogn'un digiuno.Si ch'io non temo, che mi rompa l'ossaAltri, che del padron il duro legno,Sia ch'ei si sia; ne temo altra percossa.Coſi non prende l'uomo ſauio à sdegnoIl cangiar patria, e loco, e ancor Signore,2Pur
Druckschrift
Cento favole morali de i più illustri antichi, & moderni autori greci, & latini ...
Seite
293
Einzelbild herunterladen
verfügbare Breiten