177DELLA VOLPE, ET DELLA SIMIA.VR dianzi hauea'l Leon de gli animaliTutti per forza conquistato il Regno,E come Re de gli altri vn bando feceGridar, ch'ogni animal, che senza codaFuſſe, dal ſuo tener giſſe lontano,E in eſiglio da lui lontan uiueßeEssendo primo de l'onor, che secoPorta la coda, che uergogna aſconde.Allhor la Volpe impaurita al ſuono.Del nouo editto ſi metteua in puntoD'abbandonar il ſuo natio paeſe,Quando la Simia di tal fatto accortaLe disse: ò sciocca, à che ti metti in coreDi cio paura, ſe natura largaTi fu del dono, ond'à me tanto è scarſa?Hauendo tu per due coda baſtante,Ond'io pur non ue n'hò picciolo ſegno?Onde la Volpe à lei coſi riſpoſe,Conosco troppo il uer, che tu mi dici;E che quanto à ragion m'affanno à torto.Ma che sò io, che'l Signor nostro altieroMe del numero far di quei non uoglia,Che de la coda non han parte alcuna?Così ne mostra l'animale astuto,Che chi ſotto il Tiran ſua uita mena
E in