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Cento favole morali de i più illustri antichi, & moderni autori greci, & latini ...
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264Che t'odia si, che ancora odia coloro,e prohibisce a i sacrificij suoi,Che de le carni tue uili & impureSi faccian pasto, anzi di più gli scacciaDal ſuo bel Tempio come empi e profani.La Scrofa udito tal parlar rispose.Anzi da questo puoi ſciocca auuedertiQual conto faccia questa santa DeaDi me, che tien per sua diuota ancella,Et qual mi porti amore, e gran rispetto:Poſcia che chi giamai ſi moſtra arditoD'offender la mia specie in prender ciboDa carne tale, come empio e profanoDa ſe diſcaccia, e ſempre l'odia a morte.E tu ſei morta, e uiua in odio à tutti.Così l'huom saggio, che'l suo biasmo senteDa chi col uero il punge e lo molesta,Torna in ſua lode con riſpoſta honeſtaQuel che di darle infamia appar possente.Vn parlar saggio è scudo ad ogni offesa.