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Cento favole morali de i più illustri antichi, & moderni autori greci, & latini ...
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163DELLA SCROFA, E LA CAGNA.NCONTROSSI la Cagna un giorno à casoCon una Scrofa, e lei vedendo tuttaLotoſa e brutta cominciò con riſoPrima à ſchernirla, & poi con voce apertaLa dileggiaua si, che venne in breueCon lei, c'haueua nel ſuo cor concettoDal lungo motteggiar un fiero sdegno,A gran conteſa di parole strane.Ma creſcendo piu graue tuttauiaL'ingiuria, che la Cagna le faceaCon un parlar, che non hauea risposta;La Scrofa d'ira colma non ſapendoMeglio risponder al parlar villano,Che la confonde, minacciosa dice.Jo ti giuro per venere ò maluagia,Che se piu dietro uai con tue paroleMe, che non mai t'offesi, ingiuriando,La farem d'altro, che di ciancie alfine,Ch'io ti traffigerò l'inuido fiancoCon questo dente mio pungente e forte,Che fia risposta del tuo uano orgoglio.Allhor la Cagna il giuramento uditoSen'rise, e uia più forte la scherniuaDicendo: certo à te ben ſi conuieneTal giuramento d'osseruanza degno:Poi che giuri per quella immortal Dea,CheR