126DEL PARDO, E LE SIMIE.L Pardo, che à le Simie è per naturaFiero nimico, e si pasce di loro,Hauea gran fame, e di cibarsi cura:Escorrendo con rabbia il terren MoroQue Natura in copia le produce,Trouonne alfine, e fe cotal lauoro.orre lor dietro, e in gran timor le adduce,Si che come da lui lontana e preſtaDi lor ciascuna à l'alto ſi conduce.E si saluan così da l'ugna infestaDel fier nimico, che vuol diuorarle,Soprà un gran pin, ch'al ciel alza la testa.Il Pardo, che non può là sù arriuarle,Fatto ogni proua, alfin partito prende,Onde di là poßa con arte trarle.Finge far un gran salto, e quando scendeA terra, come morto andar ſi laſſa,& tutto abbandonato ſi diſtende.Allhor ciascuna Simia à lui s'abbassa,Che morto il crede, e d'allegrezza pienaCon festa intorno a lui saltella e passa.Egli sta cheto, e non respira à pena,Fin che le crede esser ben lasse e stancheE per gran pezzo ſoffre cotal pena.Alfin si leua, e i denti opra e le branche,Crudel fra lor pria, che si renda satio,
Fin