105DI DVE RANE CHAVEAN SETE.BOTTO l'ardor del caldo estiuo SoleGià si seccar molte paludi e stagni☛Si, che penuria d'acque hauea la terra:Allhor due Rane da gran sete spinteAndaro inſieme lungamente errandoPer le campagne, e per le basse ualli,Per ueder ſe potean trouar uenturaD'alcun riposto humore al lor bisogno.Et dopo hauer cercato indarno aſſaiGiunsero alfine oue un profondo pozzoMoſtraua l'acque in abondante copia.E quel ueduto una di loro allegraInuitò l'altra con parole pronteA saltar seco nel bramato humore.Ma quella, che più saggia era di lei,E di piu lunga esperienza accorta,Cosi rispose al temerario inuito.Se ci gettiam, sorella, entro à quest'onde,D'intorno chiuse, e d'alto muro cinte,Quantunque dolce nel principio fiaL'acque gustar del nostro ardor ristoro;Dubito, ancor che se maluagia stellaSeccar facesse l'abondante humore,Non ci paresse al fin pur troppo amaro,Restando a forza in sù l'asciutto fondoSenza speranza di poter salirePer
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Cento favole morali de i più illustri antichi, & moderni autori greci, & latini ...
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