DELLA VOLPE INGRASSATA.FFAMATA la Volpe, e diuenutaSmagrita e scarna, per un picciol bucoEntrò in vn tetto di galline pienoPer ſatiar di lor la lunga fame:Ne difficil le fu la stretta entrata.Ma quando satia fu, si grosso il ventreTrouoſſi, che non hebbe il modo maiD'uscirne, e si dolea la notte e'l giorno:Ne restaua però di mangiar sempreDe polli il resto quando le parea,Che fuße di cenar la solita hora;Tal che ogn'hor più ingrassaua, e venia gonfia,E inhabile ad vscir di quella stanza,Doue aspettaua adhor adhor la morte,Se di quella il patron vi fosse entrato.La Donnola, che spesso i suoi lamentiSentito haueua, da pietà si mosseA consigliar così quella meschina.Se vſcir uuoi di tal loco, ti conuieneAſtenerti dal cibo, onde ti paſci:Che così tornerai, come eri prima,Smagrita e scarna, onde dal picciol bucoPaſſar potrai doue uorrai ſicura.Perche fin che qui dentro ogn'hor ti staiPascendo à uoglia tua l'ingorda gola,Sempre starai nella medesma pena,E in3
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