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Cento favole morali de i più illustri antichi, & moderni autori greci, & latini ...
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190DELL'ASINO, E DEL CINGHIALE.VENNE un di, che'l semplice AsinelloPer camino incontrando il fier Cinghiale,Qual pazzo incominciò ridersi d'ello,Per non hauer più visto un mostro tale:Ond'ei gli disse: Segui, pur, fratello,Di me burlarti, poi ch'assai ti valeL'esser si uile, e di si sciocco ingegno,Che d'oprar mio ualor teco mi sdegno.Et però non potrà la tua pazziaTanto oltraggiarmi col suo stolto riso,Ch'io macchi mai la nobiltà natiaNel tuo vil sangue mentre io t'habbia ucciso.Che, benche degna di ſupplicio ſiaL'ignoranza, onde m'hai cosi deriso,Sarebbe à mia uirtù di poco honoreL'abbassarsi in mostrarti il suo ualore.Dunque ciò noti ogn'un, ch'esser si senteDicor gentile, e di uirtute adorno:E frem l'ira con la bassa gente,Che talhora gli moua ingiuria, e ſcorno:Perche chi di ualore e più possente,ɛ di fregi d'honor cinto d'intorno,Spendendo le ſue forze in uil ſigura,La ſua uirtute, e la ſua gloria oſcura.Non mostrar tuo valor con gente vile.