162DEL CONTADINO, ET ERCOLE.ASSAVA vn Contadino col carro carcoDi biada per un calle aſſai fangoſo,Ne hauendo i buoi per la stanchezza forziD'indi ritrarlo, miserabilmenteTutto otioso e di meſtitia pienoFacea soggiorno, & non sapea che farsi.E coſi non prendendo alcun partitoCon gran ſoſpiri e gemiti pregauaErcole inuitto, che dal ciel ſcendeſſePer ſouuenirlo in coſi gran biſogno.Il che fatto più uolte al fin commoßoDa la pietà del ſuo graue lamentoSceso dal Cielo sopra un nuuol d'oroA lui moſtroſſi il glorioſo Alcide,E cominciò parlargli in cotal guiſa.Oh là tu, che dal ciel chiamato m'haiIn tuo ſoccorſo, hor dà principio tostoAd aiutarti per te stesso, & opraQuanto è in te di valor per tragger fuoriDi queſto loto il già fermato carro:Stimola i buoi; metti le spalle sottoLe graui sponde, & solleuando alquantoLe lente ruote inuita al moto il plaustro:Ch'allhor, se da persona di valoreFacendo sforzo à la tua debil poſſaMi chiamerai in soccorso al tuo bisogno,
Sarò